Il clan dei Mazzarroti è un clan mafioso originario di Mazzarrà Sant'Andrea, piccolo comune in provincia di Messina. Talvolta viene considerato come una cellula operativa del clan dei Barcellonesi.
Storia L'area del comune di Mazzarrà Sant'Andrea e dei comuni vicini è associata a fenomeni di natura mafiosa sin dagli anni in cui nacquero i primi sodalizi mafiosi dell'area limitrofa di Barcellona Pozzo di Gotto, ovvero tra gli anni '70 e '80. Nella seconda metà degli anni 80 nel territorio di Barcellona vi furono conflitti tra i mafiosi barcellonesi ed i "chiofaliani" ovvero i discepoli del boss Pino Chiofalo, il quale si era separato dalla compagine barcellonese. Quest'ultimo, resosi indipendente dai barcellonesi si creò un proprio gruppo nel suo territorio a Terme Vigliatore.
Il clan dei Mazzarroti secondo le fonti giornalistiche disponibili nacque nel 1986 su volere proprio di Pino Chiofalo. Chiofalo avrebbe nominato come capo dei mazzarroti Giuseppe Trifirò (detto "Carabedda") e nel frattempo avrebbe continuato a condurre il proprio gruppo a Terme Vigliatore.
Con l'uccisione nel 1991 del boss Giuseppe Trifirò, spostarono la loro posizione mafiosa sempre più verso la compagine barcellonese, attraverso la reggenza di Carmelo Bisognano, passata dopo il suo arresto a Tindaro Calabrese, quest'ultimo molto vicino ai barcellonesi.
Nel 98 secondo il pentito Carmelo D'Amico nelle sue deposizioni del Maxiprocesso Nebrodi, i mazzarroti nelle persone dei boss Carmelo Bisognano e Tindaro Calabrese, avrebbero partecipato all'incontro di pacificazione tra i clan tortoriciani dei "Batanesi" e dei "Bontempo Scavo" insieme al boss mistrettese Sebastiano Rampulla ed altri rappresentanti della famiglia barcellonese.
Secondo fonti giornalistiche, il pentito Santo Gullo, referente mafioso delle zone di Falcone e Oliveri, ha affermato che il gruppo dei Mazzarroti facente capo a Tindaro Calabrese (originario di Novara di Sicilia), avrebbe favorito le latitanze dei palermitani Salvatore Lo Piccolo e Alessandro Lo Piccolo, a Porto Rosa (Furnari), e di Gaspare Pulizzi, esponente di spicco della famiglia mafiosa di Carini (PA) a Capo D'Orlando, in collaborazione con il clan dei tortoriciani.
Dal 2003 in poi sono state poste in essere dal cosiddetto "clan dei Mazzarroti" diverse attività illecite nella zona tirrenica della provincia, in particolare nei territori comunali di Mazzarrà Sant'Andrea, Tripi e Furnari. Si tratta soprattutto di gestione delle discariche e manipolazione delle elezioni amministrative del comune di Furnari, poi sciolto nel 2010 proprio per infiltrazioni mafiose. Per lo stesso motivo era stato sciolto nel 2005 il comune di Terme Vigliatore e venne sciolto nel 2015 anche il comune di Mazzarrà Sant'Andrea stesso.
"Nella discarica di Mazzarrà Sant'Andrea sono stati ritrovati scheletri umani, pare resti di cadaveri risalenti a pochi anni fa. Non posso dire altro perché la questione è oggetto di un'indagine sia da parte della Commissione, che accerterà le responsabilità politiche, sia da parte della magistratura". Queste sono state le parole dell'allora presidente della Commissione antimafia dell'Assemblea Regionale Siciliana, Nello Musumeci, nel 2014, nel corso della presentazione, a Palazzo dei Normanni, a Palermo, del disegno di legge sul codice etico. La vicenda era già emersa nel gennaio 2011 grazie alle rivelazioni del collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano, considerato il primo grande "pentito" della mafia barcellonese. Successivamente, pentiti di Barcellona Pozzo di Gotto e Mazzarrà Sant'Andrea hanno indicato nuovi siti dove sarebbero state sepolte persone vittime di lupara bianca. Di tutte le persone scomparse dal 1986 ad oggi, di circa una trentina non sono ancora stati rinvenuti i corpi.
Note
Categoria:Famiglie di Cosa nostra