I primi anni di regno Figlio maggiore ed erede designato del re Muršili II e della regina Gassulawiya, Muwatalli ascese al trono alla morte del padre avvenuta nel 1295 a.C., ereditando un impero vasto e pacificato, ma le cui periferie nord e ovest erano in fermento, come consuetudine della storia ittita.
Non molto tempo dopo Seti I salì al trono d'Egitto, l'altra grande potenza del tempo, e le sue prime azioni chiarirono l'intenzione di riprendere una politica espansionista nella ricca area siriana, punto di contatto e di frizione tra i due imperi.
Così Muwatalli comprendendo che presto sarebbe stato chiamato a uno scontro, prima tentò di ripopolare il Nord, da sempre vittima delle devastanti incursioni delle tribù barbare dei Kaska, che spesso dai monti del Ponto anatolico si spingevano fino alla capitale Hattuša. Poi, temendo di essere colpito alle spalle durante il probabile scontro con gli Egizi in Siria, Muwatalli prese la decisione di spostare la capitale da Hattuša a Tarhuntašša, nell'Anatolia sud-orientale (nei pressi dell'odierna Hatip) in una zona più tranquilla e controllabile, e più prossima al fronte sirianoSul perché Muwatalli abbia spostato la capitale è in corso un dibattito da tempo: molti, tra cui Bryce, ritengono che le ragioni siano esclusivamente politiche, altri, tra cui Singer, intravedono invece ragioni religiose legate al culto del dio Tarhun, cui la nuova capitale era votata, ravvisando un parallelismo con quanto fatto dal faràone Akhenaton, vissuto solo pochi decenni prima. Si veda I. Singer: Great kings of Tarhuntassa..
Tale azione tuttavia, per quanto sensata, fu percepita quasi come una profanazione dalla nobiltà ittita, legata a Hattuša, capitale storica e punto di riferimento degli Ittiti; Hattuša era inoltre il luogo dove si trovava la Casa di Pietra, sepolcro ancor oggi non individuato dove riposavano i resti di tutti i sovrani ittitiA. Gilan: The hittite offering lists and related texts as historical sources; pag. 94-95.. Muwatalli si alienò così i favori di un'ampia fetta della nobiltà, creando tensioni e divisioni nella sua stessa corte. Come non bastasse, il sovrano di fatto divise il regno in due parti, nominando suo fratello, il futuro Hattušili III, governatore del Nord dalla città di Hakpis.
Il faraone Seti I come temuto dette inizio alle ostilità attorno al 1290-1288 a.C., attaccando con successo il Regno di Amurru, sottratto all'Egitto dal nonno di Muwatalli, Šuppiluliuma I, solo pochi decenni prima e posto proprio nell'area di contatto tra i due imperi; anziché reagire, Muwatalli, non sentendosi ancora pronto per il grande scontro, scelse la via diplomatica e sottoscrisse un trattato col faraone, una tregua momentanea tra i due imperiTrevor Bryce, The kingdom of the Hittites..
Il fronte occidentale Nel frattempo sul fronte occidentale dell'impero l'attività espansionistica del regno miceneo di AḫḫiyawaEntità ancora non chiaramente identificata; molti autori la ritengono Micene o una coalizione di stati micenei facenti capo magari proprio a questa città; (tra questi Beckman, Bryce, Cline: The Ahhiyawa texts. Pag.2-7.) J. Latacz invece propone Tebe: Troy and Homer, pag 240 e seg. era al suo apice: per mezzo di avventurieri locali e sobillatori, il non esattamente identificato regno egeo tentava di alimentare rivolte in Arzawa, nel chiaro intento di espandere la propria influenza nell'area. Particolarmente attivo era Piyama-RaduC'è grande interesse attorno alla figura di questo personaggio elusivo, che terrà in scacco l'impero ittita per decenni; gli annali ittiti lo definiscono sobillatore ed agitatore, ma tra gli studiosi prende sempre più corpo l'ipotesi che potesse essere un membro della famiglia reale Arzawa detronizzata ai tempi di Muršili II ed emigrata ad Ahhiyawa; studiosi del calibro di Starke ed Hawkins già dal 1998 e altri più recentemente come Latacz (Troy and Homer) ritengono fosse nipote del re Uhha-Ziti in cerca di riconquistare il suo trono., per diversi decenni autentica spina nel fianco di sovrani ittiti, a tal punto da essere perfino citato in orazioni e aruspici di sovrani e regine come una piaga da cui essere liberati.Si veda in Beckman, Bryce, Cline: The ahhiyawa texts, testo originale, traduzione e commento del reperto classificato con il codice ufficiale CTH 590
Proprio Piyama-Radu, con un colpo di mano, rimosse il re-vassallo ittita della Terra del fiume Seha, Manhapa-Tarhunta, occupando il suo regno e installandovi come reggente suo genero AtpaSi veda la cosiddetta Lettera di Manhapa-Tarhunta, nome ufficiale del reperto CTH 191., per poi marciare con un esercito "miceneo" sull'altro stato vassallo ittita, Wilusa/Troia, che conquistòI testi a noi giunti non chiariscono se con l'uso della forza o sobillando una rivolta, ma dal successivo Trattato di Alaksandu quest'ultima pare la soluzione più probabile., rimuovendo il sovrano filo-ittita (1285-80 a.C. circa). L'episodio è narrato nella cosiddetta "Lettera di Manhapa-Tarhunta", una tavoletta in lingua ittita giunta quasi intatta sino a noi e potrebbe essere alla base della leggenda omerica della Guerra di Troia. Per coincidenza temporale e protagonisti, questo è l'episodio storico che più si avvicina all'epopea omerica.
La reazione di Muwatalli non si fece attendere: il sovrano inviò immediatamente un contingente agli ordini del generale Kassu che, con l'appoggio di Kupanta-Kurunta re di Mira, riconquistò sia la Terra del fiume Seha sia Wilusa, installando su quest'ultima un nuovo re-vassallo, Alaksandu. Il trattato stipulato con Alaksandu (1280 a.C.) è giunto fino ai giorni nostri. Si veda in Joachim Latacz: Troy and Homer, la relativa traduzione. Il sovrano ittita rimosse ed esiliò anche l'inetto Manhapa-Tarhunta, sostituendolo col figlio Mashturi, cui a suggello dell'alleanza dette forse in sposa sua sorella MassanauzziIn realtà Muršili III, figlio è successore di Muwatalli, avoca a sé la scelta del matrimonio, effettuata, a suo dire, contro il parere del padre. Si veda KUB 21.33 par. 4, 12-13..
La seconda battaglia di Kadesh (1274 a.C.)
Dopo avere pacificato gli altri confini, Muwatalli poté dedicarsi allo scontro con gli Egizi, al cui trono era nel frattempo asceso uno dei più longevi faraoni della storia, il figlio di Seti I, Ramses II.
Dopo alcune scaramucce in area siriana provocate dal faraone (1275 a.C.), Muwatalli scese in Siria col fratello Hattušili per lo scontro decisivo, che avvenne l'anno seguente a Kadesh, punto di contatto dei due imperi.
Il sovrano ittita riuscì a formare una coalizione composta da un gran numero di tribù locali. Secondo fonti egizie, gli alleati formavano un esercito composto da 30 000 soldati e 3 000 carri, mentre l'esercito egizio era invece formato da 20 000 soldati e 2 500 carri da guerra.
Muwatalli orchestrò una trappola: mandò incontro agli Egiziani due persone a lui fedeli che, dopo essere state catturate, fingendo di collaborare, rivelarono agli Egizi che l'esercito ittita era lontano da Kadesh. Ramses, credendo a quanto raccontato, divise le sue forze: l'armata di Amon si accampò vicino ad un bosco, l'armata di Seth al guado più lontano da Kadesh, quelle di Ra e Ptah al guado più vicino alla roccaforte.
Muwatalli allora fece scattare la sua trappola: i soldati ittiti nascosti nel bosco attaccarono l'accampamento egiziano, decimando l'armata di Seth e indebolendo quella di Amon. Nei documenti egizi (le uniche fonti pervenuteci che riferiscano della battaglia, ben poco imparziali), si narra che, mentre l'esercito egizio era in fuga, Ramses da solo andò all'attacco, risollevando gli animi dei soldati e riuscendo a sconfiggere le forze ittite, per conseguire una vittoria che fino a poco prima sembrava impossibile.
È probabile che Ramses fosse riuscito a contenere l'esercito avversario grazie al tempestivo arrivo della terza divisione (la quarta quasi sicuramente non arrivò in tempo per prendere parte alla battaglia) e di un contingente proveniente dal paese di Amurru, il cui re Benteshina aveva tradito gli Ittiti ed era passato dalla parte degli Egizi.
Lo scontro pare essersi concluso senza un netto vincitore. Resta il dato di fatto che Kadesh restò sotto il dominio ittita e Amurru e Aba (Damasco) vi ritornarono; Benteshina fu deposto, portato a Hattuša e sostituito con un nuovo sovrano, Shapili.
Gli ultimi anni Secondo la ricostruzione di alcuni studiosiTrevor Bryce: The Kingdom of the Hittites, pag.243-244 e relative note. verso la fine del regno il sovrano sarebbe stato alle prese con supposti intrighi di palazzo: Muwatalli avrebbe temuto che la Regina Regnante Danuhepa, Sposa Reale del suo defunto padre Mursili dopo la morte della prima moglie Gassulawiya, madre di Muwatalli, avrebbe potuto favorire i propri figli rispetto a quelli del sovrano nella futura successione regale.
Benché fossero fratelli di padre di Muwatalli, i figli di Danuhepa erano molto più giovani del re, essendo nati non prima del 1310/1305 (Gassulawiya morì nel 1312), e quindi poco più grandi di quelli di Muwatalli stesso.
Dato il suo rango di Sposa Reale, i figli di DanuhepaUna conferma in tal senso arriva da Hattušili III che in un'orazione alla dea di Arinna parlerà del processo che aveva "portato alla rovina" di "Danuhepa e la sua progenie", specificamente di un figlio in particolare. Si veda orazione di Hattusili III, nome ufficiale del reperto CTH 383, i 16-22, copia della quale con commento può essere consultata in I. Singer: Hittite prayers; pag 97-99. e di Muršili II erano eredi di Primo Rango, mentre quelli di Muwatalli non lo erano.
Non ci è giunto in alcun testo il nome della sposa reale di Muwatalli IIEra forse indicato nella linea 16 della Lista delle offerte C ma il testo è mancante in quel punto. Si veda I. Singer: In Hattusa the royal house declined; pag. 176., che non fu mai Regina Regnante e, per quanto noto, non gli dette figli maschi; sappiamo invece che Muwatalli ne ebbe almeno due, probabilmente da spose secondarie, cui fu imposto un nome hurrita: Urhi-Teshub (Muršili III) e Ulmi-Teshub (Kurunta).