È noto per i suoi studi sulla leucemogenesi virale, la virologia oncologica, l'immunologia tumorale e per il suo impegno nella formazione di generazioni di oncologi.
Biografia Si laurea in Medicina e Chirurgia nel 1957 presso l'Università di Bari, dove consegue anche la specializzazione in Anatomia Patologica. Nel 1965 si trasferisce all'Università di Padova come assistente. È Professore Incaricato di Oncologia Sperimentale dal 1966 al 1975, Professore Ordinario di Oncologia dal 1978 al 2005 e dal 2006 Professore Emerito.
È figlio di Maria Chieco Bianchi, prima sindaca donna di Fasano (1949–1954) e deputata nel 1953, e di Francesco Chieco, avvocato e sindaco di Bari dal 1952 al 1956.
Fonda e dirige l'Istituto di Oncologia dell'Università di Padova dal 1986 al 1996, diventa Direttore del Dipartimento di Scienze Oncologiche e Chirurgiche fino al 2001 e istituisce il Dottorato di Ricerca in Oncologia nel 1990, che coordina fino al 2005. Dal 1993 al 1995 è Prorettore con delega alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Dal 1985 al 1996 coordina il Centro Oncologico Regionale, che costituisce la base per la successiva istituzione dell'Istituto Oncologico Veneto (IOV) nel 2005.
Era sposato con Anna Maria; padre di tre figlie, è deceduto a Padova il 23 giugno 2023 all'età di 90 anni.
Attività scientifica Luigi Chieco Bianchi è uno degli scienziati di riferimento nel campo della virologia oncologica e della ricerca sui retrovirus. I suoi studi iniziano con la ricerca sui retrovirus oncogeni murini e si estendono successivamente ai retrovirus umani, con importanti contributi sulla leucemia associata a HTLV e sull'infezione da HIV.
Ha pubblicato oltre 400 articoli e quasi 10.000 citazioni, secondo database accademici. Ha collaborato a simposi internazionali, tra cui quello del 1971 a Padova/Venezia con Robert Gallo, segnando una svolta nelle ricerche su HIV e HTLV. La stampa locale lo ha definito “padre dell'oncologia moderna”.
Frequenta numerosi laboratori internazionali di prestigio, tra cui la Fondazione Marie Curie a Parigi, l'Istituto tedesco per il Cancro di Berlino e il Weizmann Institute di Rehovoth, oltre a periodi di ricerca negli Stati Uniti e in Europa.
Coordina progetti finanziati da enti nazionali (AIRC, ISS, CNR, MIUR) e internazionali (Unione Europea, NIH), producendo risultati significativi nell'ambito delle neoplasie T associate a HTLV, dei tumori associati a HIV e di altri tumori non virus-associati. Le ricerche del suo gruppo hanno immediate applicazioni nella diagnosi e nel monitoraggio delle infezioni da retrovirus umani e aprono nuove linee di studio nel metabolismo cellulare, nei marcatori tumorali circolanti e nel potenziale proliferativo delle cellule tumorali.
Ruoli istituzionali e accademici
Professore Emerito dell'Università di Padova. Socio fondatore dell'Associazione Giovanna Tosi. Socio effettivo dell'Istituto veneto di scienze, lettere ed arti Presidente della International Association for Comparative Research on Leukemia and Related Diseases (IACRLRD) in diversi mandati: 1971-1973, 1989-1991, 1999-2001. Presidente del Gruppo di Cooperazione in Immunologia (1983-1986). Presidente della Società Italiana di Cancerologia (1986-1988). Fondatore e promotore dell'Associazione Italiana contro le Leucemie (1969) e tra i protagonisti della crescita dell'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro (AIRC). Membro di comitati scientifici internazionali, tra cui il Fonds Nationale de la Researche Scientifiche a Bruxelles e il Cancer Research Forum dell'Unione Europea.
Riconoscimenti
Premio alla carriera dell'Accademia Nazionale dei Lincei (1987). Premio Pezcoller "ad una vita dedicata all'oncologia", conferito a Rovereto il 7 settembre 2007. Intitolazione dell'Aula Magna dell'Istituto Oncologico Veneto (IOV) a suo nome nel 2024.
Collezione d'arte e iniziative culturali Nel 2001 Luigi Chieco Bianchi promuove la Collezione d'arte Luigi Chieco Bianchi presso il Dipartimento di Scienze Chirurgiche Oncologiche e Gastroenterologiche (DiSCOG) dell'Università di Padova, con l'obiettivo di integrare arte e ricerca scientifica nei luoghi di cura e studio.
La collezione comprende circa trenta opere – dipinti, sculture, installazioni e fotografie – donate da artisti o galleristi come Fabrizio Plessi, Manfredo Massironi, Giovanni Soccol, Renato Pengo, Pompeo Pianezzola, Sandra Marconato, Nina Nasilli, Aldo Leoni e altri.
È pensata per "umanizzare, attraverso l'arte, i luoghi di lavoro di chi quotidianamente si impegna nella prevenzione, diagnosi e cura dei tumori", ispirandosi a esperienze d'eccellenza internazionale, come i murali di Rothko all'Università di Harvard.
Nel 2025 la collezione viene inserita tra le collezioni museali dell'Università di Padova ed è oggi accessibile tramite visite guidate e pubblicazioni dedicate.
Eredità scientifica Luigi Chieco Bianchi è riconosciuto da colleghi e allievi per il suo rigore scientifico, la capacità di collaborazione e le doti umane di cortesia e disponibilità, lasciando una profonda eredità nella formazione di generazioni di oncologi e ricercatori.
Note
Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Padova