Messianismo cibernetico è un termine utilizzato dallo scrittore greco Dīmītrīs Lyacos per descrivere una forma emergente di controllo sociale basata sull'integrazione tra comunicazione automatizzata, intelligenza artificiale e sistemi decisionali collettivi. In questa concezione, la comunicazione bidirezionale tra sistemi umani e artificiali conduce alla formazione di un superorganismo tecnologico, inteso come un’architettura con funzione salvifica.
Descrizione Secondo un articolo pubblicato su Doppiozero, Lyacos rappresenta nel capitolo X di Finché la vittima non sarà nostra un "sistema di armonia perfetta" in cui la violenza è stata eliminata e le strutture religiose tradizionali vengono gradualmente sostituite da un'entità dominante con caratteristiche di un "superorganismo". L'uso del termine messianismo cibernetico viene paragonato da Lyacos alle concezioni storiche del messianismo. L'autore si riferisce a una trasformazione ed eventuale sostituzione delle nostre idee culturali di Dio con un sistema onnipresente di comunicazione automatizzata e, in ultima analisi, di processi decisionali in pieno coordinamento tra intelligenza artificiale e umana. La portata finale conduce a una supercollettività, in analogia con gli esempi di superorganismi biologici che si manifestano nel caso delle specie eusociali. Il termine può essere visto, secondo l'autore, come un'ulteriore espansione di concetti come la governamentalità di Michel Foucault e l'idea di società di controllo di Gilles Deleuze.
Il critico italiano Alessandro Mezzena Lona interpreta la conclusione del romanzo come l’imposizione di un sistema di controllo perfetto che ha liberato l’essere umano da una parte della sua violenza animale. Il superorganismo tecnologico appare capace di assumere la gestione della vita umana tanto nello spazio pubblico quanto in quello privato.
Messianismo cibernetico e concetto di Dio Lyacos, in riferimento ai capitoli conclusivi del suo romanzo, distingue tre distinte concezioni di Dio: un "primo Dio" legato alla collettività e ai riti delle società preindustriali, un "secondo Dio" individuale associato all’ascesa dell’individualismo moderno, e un "terzo Dio" connesso a una dimensione tecnologica e automatizzata della comunicazione e della conoscenza collettiva.
Per Lyacos, l’opposto della violenza non è la nonviolenza o la pace, bensì la comunicazione. La «comunicazione perfetta» conduce così a una forma altrettanto compiuta di organizzazione sociale. Il «terzo Dio» non è quindi una divinità trascendente o personale, ma lo stesso sistema coordinato di comunicazione, conoscenza e controllo. Il pieno sviluppo di questo sistema potrebbe ristrutturare l’individualità umana nel quadro di un coordinamento automatizzato e di una più ampia intelligenza collettiva.
Note
Voci correlate Escatologia Giudaismo messianico Intelligenza artificiale La cibernetica: Controllo e comunicazione nell'animale e nella macchina
Categoria:Intelligenza artificiale Categoria:Terminologia