La Fidelis Andria 2018 S.r.l., meglio nota come Fidelis Andria o più semplicemente Andria, è una società calcistica italiana con sede nella città pugliese di Andria. Milita in Serie D, la quarta serie del campionato italiano.
L'Andria dal 1949 gioca le proprie gare casalinghe allo Stadio degli Ulivi di Andria, impianto che dispone di una capienza di circa posti, attualmente ridotti a . I colori ufficiali sono il bianco e l'azzurro. Lo stemma, nelle sue varie evoluzioni nel corso degli anni, è sempre stato caratterizzato dalla presenza del leone, simbolo della città, e dell'ottagono, che richiama la forma vista dall'alto di Castel del Monte.
La denominazione "Fidelis Andria", dapprima usata nel 1947 e successivamente dal 1971 in poi (fatta eccezione per gli anni che vanno dalla stagione 2005-2006 alla stagione 2012-2013), trae ispirazione dalla celebre frase che Federico II di Svevia di ritorno dalla sesta crociata, fece scolpire sulla normanna porta Sant'Andrea di Andria: «Andria fidelis, nostri affixa medullis; absit, quod Federicus sit tui muneris iners, Andria, vale, felix omnisque gravaminos expers.» («Andria fedele, legata ai nostri precordi; non capiti che Federico venga meno alla tua custodia. Andria, ti saluto, fortunata e priva di qualunque preoccupazione»).
La Fidelis vanta sei partecipazioni al campionato di Serie B negli anni novanta, ottenute in seguito alle promozioni nelle stagioni 1991-1992 e 1996-1997.
Storia Fondazione e primi dieci anni Il calcio in città nasce nel 1920 e ha come colore sociale l'azzurro. Nei suoi primi anni di vita, il primo club si chiama semplicemente Andria e gioca i campionati non ufficiali.
Nel 1927 la squadra militava ancora nei campionati non ufficiali ed il ruolo di allenatore fu affidato all'ungherese Ernő Erbstein, che anni dopo perderà la vita nella tragedia di Superga.
Nel 1928 viene affiliata per la prima volta alla Federazione Italiana Giuoco Calcio e cambia la denominazione in Unione Sportiva Fascista De Pinedo, in onore al pilota Francesco De Pinedo autore di una celebre trasvolata atlantica nel 1927. La De Pinedo disputa due campionati FIGC, la Terza Divisione pugliese della stagione 1928-1929 e la Seconda nella stagione successiva (entrambe concluse al di sotto della metà classifica nel girone). Nel 1930, a fine campionato non s'iscrive ai campionati regionali e i suoi giocatori continuano l'attività sportiva in ambito U.L.I.C..
Il calcio andriese negli anni trenta e quaranta A partire dal 1931 due squadre andriesi, il "Fascio giovanile di combattimento" (F.G.C.) e l'"Opera Nazionale Dopolavoro Sportivo" (O.N.D. Sportivo) vengono iscritte al neo costituito "Comitato U.L.I.C. di Andria" e disputano i campionati di Prima Categoria U.L.I.C..
Dal 1937 e almeno fino al 1941 prima l'OND e poi il "Nucleo Universitario Fascista" (N.U.F.) di Andria giocano nel campionato pugliese di Seconda Divisione (allora l'ultimo livello del Calcio italiano), mentre nel biennio 1941-1943 la "Società Sportiva Andria" (con l'azzurro come colore sociale) partecipa alla Prima Divisione regionale (nell'ultima stagione viene esclusa per delle rinunce).
L'Associazione Sportiva Andria (1946-1978) Nel 1946 (dopo la fine della seconda guerra mondiale) il FGC di Andria viene ricostituito sotto il nome di Libertas 1946 e gioca il campionato FIGC di Seconda Divisione; nel 1947 (la Libertas) muta ancora nome in Fidelis Andria Museo storico Fidelis Andria - fan page di Facebook - URL consultato il 4 aprile 2015 - e vince il campionato di Seconda Divisione.
Nel 1948 si decide di mettere ordine e di organizzare tutto il settore; fondendosi con il club calcistico andriese "Audace" (inaugurato pochi anni prima come "Ardor") la Fidelis dà vita allAssociazione Sportiva Andria, continuatrice della storia della De Pinedo. Negli anni successivi questa squadra riesce a salire nei campionati regionali attraverso varie promozioni e nella stagione 1959-1960 viene promossa in Serie D.
Nel primo anno in quarta categoria (la D), l'AS Andria retrocede nuovamente in Prima Categoria, riconquistando subito la promozione, vincendo per la seconda volta il campionato. La società milita sempre in Serie D negli anni successivi, eccezion fatta per le stagioni 1965-1966, causa la rinuncia a partecipare alla Serie D, e 1966-1967.
Nella stagione 1977-1978 la società viene declassata all'ultimo posto con 0 punti e radiata dai ruoli federali della FIGC in seguito ai gravi incidenti avvenuti durante la gara contro il . Nell'estate del 1978 è poi riammessa in Terza Categoria.
L'Associazione Sportiva Fidelis Andria (1978-2005) Con la retrocessione in ultima serie della storica A.S. Andria, un'altra società cittadina, lAssociazione Sportiva Fidelis Andria nata nel 1971 (solo omonima alla Fidelis degli anni quaranta), dai colori sociali rosso e giallo e militante in Seconda Categoria regionale (dopo una retrocessione dalla Prima maturata nello stesso 1978), cambia i suoi colori sociali in bianco e azzurro (questa squadra è diventata di fatto la rappresentativa cittadina di livello più alto).
Nel giro di sei anni, nella stagione 1983-1984 in interregionale, la società del presidente Raffaele Asseliti conquista la sua prima promozione in Serie C2, traguardo mai raggiunto fino ad allora da nessuna società calcistica andriese.
Nel mezzo degli anni ottanta la Fidelis gioca sempre nei tornei di Serie C2 e nell'anno calcistico 1988-1989 vince il campionato dopo un testa a testa con (che conquista la promozione agli spareggi) e , ottenendo la promozione in Serie C1.
La prima promozione in Serie B Dopo sole due stagioni in terza serie, l'Andria riuscirà ad aggiudicarsi una storica promozione in Serie B. Artefice di questo "miracolo" sportivo è l'allenatore Mario Russo. Come già successo nel 1989, anche questa volta l'Andria festeggia la promozione insieme alla , piazzandosi al secondo posto, dopo aver vinto la sfida con l'altra pretendente, il .
Nell'edizione 1991-1992 della Coppa Italia, nel doppio confronto del turno preliminare la Fidelis eliminò il , vincendo per 3-2 fuori casa e per 2-0 in casa, accedendo al secondo turno contro la , con cui perderà entrambe le partite, in casa 2-0 e allo stadio Olimpico 3-2.
Dopo aver eliminato il nella Coppa Italia 1992-1993, la Fidelis Andria affronta per la prima volta nella sua storia la guidata da Giovanni Trapattoni. Al Delle Alpi di Torino, i bianconeri vincono per quattro reti a zero, mentre il ritorno in terra pugliese, disputato al San Nicola di Bari, terminerà in parità grazie ad una rete per parte.
Nella stagione 1992-1993 la Fidelis Andria partecipa per la prima volta al torneo cadetto. L'esordio avviene in casa allo stadio Degli Ulivi contro la e termina con una rete per parte. Nelle quattro giornate successive la squadra colleziona una serie di sconfitte che causano l'esonero di Mario Russo, tecnico della promozione. A sostituirlo arriva Giorgio Rumignani, che con una solida organizzazione difensiva riesce ad ottenere punti importanti in trasferta. Dopo una lotta testa a testa contro la SPAL, la Fidelis ottiene la sua prima storica permanenza in seconda serie.
Nella stagione 1993-1994 la Fidelis ottiene il miglior piazzamento della sua storia: il campionato, stravinto dalla di Gabriel Omar Batistuta, è chiuso dagli andriesi al 9º posto in classifica con 39 punti (a soli 4 punti dalla promozione in Serie A) e con il maggior numero di pareggi nella stessa stagione (23), tra questi proprio quello ottenuto con i viola al Degli Ulivi (0-0).
Nella stagione 1994-1995 la squadra andriese gioca un buon calcio e, sospinta dai gol del suo attaccante Nicola Amoruso (15), riesce a salvarsi tranquillamente. Nella Coppa Italia 1994-1995, nel turno preliminare la Fidelis vince all'Arechi contro la per 1-0, accedendo al secondo turno contro il , con cui perde al San Paolo per 3-2 e pareggia in casa per 1-1, venendo eliminata dalla competizione.
Nella stagione 1995-1996 l'Andria retrocede in Serie C1 perdendo al Luigi Ferraris di Genova l'ultima partita di campionato col per 2-0, mentre l'altra concorrente alla salvezza, il , vince a e per un punto ottiene la salvezza.
La seconda promozione in Serie B Nella stagione successiva l'Andria cambia parecchi elementi e gioca un positivo campionato in Serie C1. Dopo aver dominato per tutta la stagione, la squadra di Papadopulo stravince il campionato 1996-1997 davanti all' e riesce a ritornare in Serie B dopo un solo anno di Serie C1, ottenendo la sua seconda promozione nel campionato cadetto. Nell’edizione 1996-1997 della Coppa Italia la Fidelis elimina il vincendo per 3-0 nel primo turno, accedendo al secondo turno contro la campione d'Europa. La gara si svolge al Puttilli di Barletta, per via dei lavori di ristrutturazione del Degli Ulivi. Nella Juventus esordisce in Italia Zinédine Zidane. L'incontro termina con il risultato di 2-0 per i bianconeri con gol nel primo tempo di Vieri e Conte.
Nella stagione 1997-1998 la squadra, fornita di elementi dotati tecnicamente tra i quali spicca Oberdan Biagioni, ottiene la salvezza. Nell'edizione 1997-1998 della Coppa Italia la Fidelis elimina il al primo turno vincendo entrambe le gare, per 2-1 all'andata e per 3-2 al ritorno, raggiungendo così i sedicesimi di finale, dove nel doppio confronto con la di Signori, a segno in entrambe le gare, perde l'andata per 3-0 e il ritorno per 3-2, venendo eliminata dalla competizione.
Da quel momento comincia il declino della compagine andriese. La stagione 1998-1999 inizia malissimo, ma il ritorno in panchina di Giorgio Rumignani coincide con una ripresa nel gioco e nei risultati. Ciononostante al termine del campionato i biancoazzurri retrocedono nuovamente in Serie C1 perdendo per 2-1 all'ultima giornata lo scontro diretto del Liberati di Terni con la di Sandro Tovalieri, Fabrizio Miccoli e Massimo Borgobello e venendo superati anche dalla (anch'essa retrocessa), per il terz'ultimo posto finale.
Dopo una stagione di assestamento, con una faticosissima salvezza arrivata ai play-out contro il , al termine del campionato 2000-2001 i pugliesi retrocedono in Serie C2, dove rimangono per tre stagioni. Nell'estate 2004, dopo un'eliminazione ai play-off contro il , arriva il ripescaggio in Serie C1, categoria nella quale gli andriesi riescono a conquistare la salvezza l'anno successivo.
L'Associazione Sportiva Andria BAT (2005-2013) L'Associazione Sportiva Andria BAT, nasce nel 2005 in seguito del fallimento della precedente società, l'Associazione Sportiva Fidelis Andria che aveva appena conquistato la salvezza nel torneo di Serie C1. La rifondazione avviene grazie al sindaco della città e al supporto finanziario di un gruppo di imprenditori locali che usufruiscono del Lodo Petrucci per iscrivere la società nel campionato nazionale di Serie C2.
La nuova società rimarca nei colori e nelle divise la storica AS Andria. Il colore sociale è tornato ad essere solo l'azzurro, a differenza della Fidelis che utilizzava il bianco e l'azzurro; inoltre, sempre seguendo le orme della prima squadra andriese, si scelse di utilizzare il rosso come colore da trasferta, già utilizzato dalla Fidelis per le maglie da trasferta nella stagione 1994-1995.
L'appellativo "BAT" era stato pensato per indicare la natura territoriale della squadra, che sulla carta avrebbe dovuto rappresentare la squadra professionistica unica della provincia, la futura Barletta-Andria-Trani, che sarebbe sorta negli anni immediatamente successivi. L'idea di una fusione con le squadre delle città di Barletta e Trani fu però seccamente rigettata dalle stesse nei mesi successivi alla fondazione della squadra. Nonostante ciò tale appellativo sparì a partire dalla stagione 2011-2012.
Nella stagione 2007-2008, l'Andria BAT, retrocesse in Serie D; tuttavia il 31 luglio 2008 venne riammessa in sostituzione del , escluso per problemi finanziari.