Il raggio naufragatore è un romanzo fantascientifico avventuroso di Luigi Motta, pubblicato nel 1903. Il romanzo si inserisce nel filone della "guerra futura", diffuso agli inizi del Novecento; Motta lo riprese ne La principessa delle rose.

Storia editoriale Nel 1903 Motta pubblicò con l'editore torinese Speirani I misteri del Mare Indiano, Il raggio naufragatore e Il rajah di Koringa. L'edizione del 1903 recava la dicitura "romanzo scientifico-fantastico" (il termine italiano "fantascienza" fu coniato nel 1952). Motta dedicò il romanzo a Jules Verne e si dichiarò suo allievo, ma precisò di considerarsi più propriamente allievo di Edgar Allan Poe; il libro fu spedito ad Amiens e Verne gli rispose il 25 settembre 1903 ringraziandolo per il volume e per la dedica.

Nel 1927 Sonzogno pubblicò a Milano una nuova edizione. La copertina è attribuita a Fabio Fabbi. Barion lo ripubblicò nel 1931, 1932 e 1934 insieme a L'occhio di fuoco. Il romanzo uscì poi per le Edizioni Le Grandi Avventure nel 1935 e per S.A.D.E.L. nel 1939.

Trama Un misterioso congegno usa scariche elettriche per far esplodere a distanza le navi nemiche. Nel finale uno specchio rimanda il raggio distruttivo contro il suo creatore e lo sconfigge.

Critica Storia della guerra futura cita Il raggio naufragatore tra le opere di Motta dedicate alla guerra e, in particolare, alle invenzioni belliche. Lorenzo Benadusi lo considera un romanzo d'anticipazione basato sull'impiego di nuove armi.

Raul Cianella annovera il romanzo fra quelli con cui Motta contribuì alla fantascienza italiana nei primi decenni del Novecento; Carmine Treanni lo considera invece un testo protofantascientifico anteriore al 1952.

Edizioni

Note

Bibliografia

Voci correlate Luigi Motta Il prosciugamento del Mediterraneo La principessa delle rose Romanzo scientifico Storia della fantascienza italiana

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