Un film di serie B, poi chiamato anche B-movie (termine quest'ultimo che in passato negli Stati Uniti aveva comunque un altro significato), tende a indicare ogni tipo di lungometraggio generalmente di scarsa qualità realizzato con pochi mezzi e in tempi molto ridotti.
Il B-movie americano poteva corrispondere a un film di bassa qualità e, storicamente, era un mediometraggio che veniva realizzato sfruttando scenografie, attori e attrezzature già impegnate su set di riprese cinematografiche di altri lungometraggi, anche ottenuti con budget più elevati, a differenza di questi ultimi veniva girato e montato in breve tempo per essere diffuso nelle sale cinematografiche come secondo film aggiunto al prezzo del biglietto del primo film precedentemente proiettato (doppia programmazione) e che, in genere, era di maggior qualità. Col tempo nella lingua italiana i due termini (film di serie B e B-movie) hanno assunto lo stesso significato anche nei dizionari e in alcuni casi sono usati impropriamente come sinonimi di film a basso costo ma quest'ultimo si differenzia dai due in oggetto per la capacità professionale impiegata nella sua realizzazione nonostante gli scarsi mezzi e indipendentemente poi dal fatto che sia realizzato da professionisti o, invece, da esordienti. Nonostante la penuria di mezzi che caratterizza queste tipologie di film, può succedere che si rivelino un successo al botteghino oppure che vengano riscoperti in periodi successivi, diventando film di culto.
Storia
Stati Uniti d'America
Anni 1930-1950 Il termine B-movie fu coniato negli Stati Uniti nei primi anni trenta e fu utilizzato per distinguere le produzioni a basso costo (e di lunghezza corrispondente al mediometraggio) dagli A-movie (i lungometraggi) che invece venivano realizzati con un costo più elevato. I B-movie venivano proposti come secondo spettacolo dopo un A-movie e al prezzo di un solo film. Verso l'epoca dalla fine del cinema muto (gli anni trenta del XX secolo) le major americane del tempo decisero di sfruttare manovalanze e attrezzature già impegnate nella realizzazione di film su cui stavano investendo maggiormente (quindi con budget più costosi) per realizzare uno o più ulteriori film che dovevano essere girati e montati in breve tempo. L'interesse della qualità di questi secondi film non era importante poiché era secondario all'obbiettivo di distribuirli nelle sale delle periferie che accettassero l'offerta di proiettare due film al costo di un solo bigliettoGrand Design, di Tino Balio, pag. 29.The Hollywood Story, di Joel Waldo Finler, pag. 36..
Inoltre questo tipo di film non godeva della stessa pubblicità di uno professionale, non aveva i propri titoli mostrati sulle insegne luminose e raramente veniva elencato sulle pagine dei giornali locali, veniva pubblicizzato solo con la proiezione del suo promo pubblicitario prima che avvenisse la proiezione del film professionaleThe Big Picture, di Edward Jay Epstein, pag. 4..Un B-movie in genere veniva girato e prodotto in soli quattro giorni di lavorazione. L'evoluzione del genere (che passò dal western, al cinema dell'orrore, allo splatter e alla fantascienza) si protrasse fino agli anni cinquanta mediante la proiezione di film in cui a volte gli stessi attori recitavano sia nel lungometraggio del film principale che nel mediometraggio secondario. Ogni genere poteva essere adatto (thriller, film d'avventura, commedie, melodrammi romantici) qualora ogni sua trama si sviluppasse in rapido movimento, inoltre potevano essere anche mediometraggi con contenuti satirici, critiche sociali e commenti surreali o mostrare in modo più realistico la situazione della società americana.
Anni 1960-1970 Con la fine della censura americana nel settore, dagli anni '60 ci fu un'importante espansione della redditività commerciale dei B-movie che ne favorì lo sviluppo verso una varietà di sottogeneri (oggi noti come film di sfruttamento) e proposti al pubblico anche con pubblicità. Questi film avevano spesso soggetti o contenuti volgari ed oltraggiosi ma erano anche di contenuto sessuale o scabroso, come ad esempio le riprese esplicite di un parto o una circoncisione ritualeSchaefer (1999), pagine 187 e 376.. Questi film però, in genere non avevano una normale distribuzione nei cinema ma venivano proposti come eventi speciali dagli stessi promotori dello spettacolo e potrebbero essere definiti come "grindhouse" (cioè che non utilizzano un comune sistema di distribuzione). Il più famoso dei promotori di quel periodo fu Kroger Babb, che fu un pioniere nella commercializzazione di film sensazionali a basso costo e che sviluppò la campagna pubblicitaria della saturazione psicologica (paragonabile ad uno spot ripetuto molte volte e contenente un tormentone) con cui sommergeva gli spettatori tramite annunci pubblicitari che venivano diffusi con ogni mezzo possibileSchaefer (1999), pagina 118..
Durante tutta l'era dei due film al prezzo di uno però, nessuno avrebbe definito questi film come film di serie B (quindi B-movie non era in senso dispregiativo) e dopo l'abbandono di tale tipo di realizzazioni da parte delle grandi case cinematografiche di Hollywood, lo stile promozionale dei film di sfruttamento divenne in pochi anni una pratica usuale per le case cinematografiche minori e lo stesso il termine film di sfruttamento quasi rimpiazzò quello di B-movie. Un'altra definizione che in quegli anni fu coniata per questo tipo di nuovi film è film della mezzanotte ed era dedicata a B-movie trasmessi televisivamente durante le ore notturneConrich (2006)..
Nel 1968 cessa il Production Code (una serie di linee guida morali statunitense) e grazie a questo cambiamento, dall'inizio degli anni '70 (e con l'obiettivo di costruire un pubblico attratto dai film di culto) crebbe l'usanza di proiettare film non tradizionali durante le ore notturne introducendo l'abitudine del pubblico di preferire l'attesa della mezzanotte in casa per vedere un film sul divano anziché recarsi al cinema o al drive inStevenson (2003), pp. 49–50; Hollows (2003); Staiger (2000), p. 112.. Tra le molte pellicole B-movie divenute di culto in quegli anni dopo una diffusione televisiva si cita ad esempio The Rocky Horror Picture Show (1975) che, nonostante sia stato realizzato a basso costo e senza utilizzo di grandi mezzi, cancellò ogni cliché classicamente rivolto ai film di bassa qualità diventando sia un successo ineguagliabile che un fenomeno subculturaleHoberman e Rosenbaum (1983), p. 13.. Un altro genere che ebbe successo negli anni 70 fu il genere asiatico dedicato al kung fu (o qualunque arte marziale esso rappresentasse) che divenne popolare negli Stati Uniti con i film di Bruce Lee e che, prodotto da Hong Kong e dapprima commercializzato in Oriente, divenne presto apprezzato anche nel Nuovo mondoCook (2000), pp. 266–71; Desser (2000)..
Anni 1980-1990 A causa del sempre più elevato interesse nel produrre film con sequenze spettacolari ed effetti speciali sofisticati, con il conseguente spostamento verso la produzione di film che richiedevano budget più elevati, la maggior parte delle case di produzione di B-movie che furono fondate durante l'era di maggior successo del genere fu ceduta a società più grandi o cessò di esistere nel corso dei primi anni '80Heffernan (2004), p. 223. e, a parte qualche piccola eccezione, solo il mercato del noleggio di videocassette diventò fondamentale per la sopravvivenza del B-movie. Si cita ad esempio la Empire International Pictures che decise di vendere il proprio prodotto nei circuiti di negozi video (come i Blockbuster) piuttosto che continuare con i noleggi alle sale di proiezioneMorrow (1996), p. 112. e che comunque chiuse nel 1988.
La crescita del settore della televisione via cavo invece, contribuì a sostenere l'industria cinematografica a basso costo, poiché utilizzò proprio dei B-movie come materiale di riempimento per i canali via cavo che trasmettevano 24 ore su 24 e commissionò la realizzazione di altri B-movie per tale scopoBerra (2008), p. 74.. In questa nuova era l'associazione della definizione B-movie con un'altra parola divenne un luogo comune peggiorativo e così ad esempio un "dialogo B-movie" assumeva il significato di avere dei cliché e l'espressione "trame da B-movie" indicava dei drammi prevedibili e che ricostruivano storie familiari.
Negli anni successivi al 1990 il costo medio di un film statunitense (inteso come lungometraggio o A-movie) aveva superato i venticinque milioni di dollari e sia la crescente popolarità dell'home video che le nuove possibilità di accedere a film inediti tramite la televisione via cavo o via satelliteHeffernan (2004), p. 225. resero l'esistenza dei B-movie sempre più difficile e costrinsero le piccole case produttrici a spostarsi verso nuove possibilità di mercato o a fallire. Queste vecchie società furono a volte anche soppiantate da nuove società indipendenti e in grado di fondere le filosofie dei film di genere B-movie a basso costo con l'immagine sofisticata del cinema d'autore per ottenere così dei film (lungometraggi) veri e propri e che una volta diffusi divennero dei film di successo. Si cita ad esempio Pulp Fiction (1994) che costò soltanto otto milioni e di dollari e che ne fruttò più di duecento.
Primi anni del XXI secolo Già verso la fine del ventesimo secolo, il costo medio di produzione di un film statunitense aveva superato il tetto dei cinquanta milioni di dollari e dato che i film di Hollywood a basso costo avevano ulteriormente usurpato i generi tradizionali che in passato venivano trattati dai B-movie, la redditività di questo tipo di produzioni era in grave dubbio e il critico cinematografico A. O. Scott del New York Times avvisò dell'imminente estinzione dei "piaceri di cattivo gusto, maliziosi e colpevoli" del B-movieScott (2005).. Le tendenze del settore verso la fine del primo decennio già suggerivano il riemergere di qualcosa di simile alla tradizionale divisione A-B nella produzione di film in studio, sebbene con meno interlocutori nel settore in grado di colmare il divario. I progressi tecnologici facilitano notevolmente la produzione di film a basso costo e sono anche favoriti dallo sviluppo del video digitale e della post-produzione che tendono a offrire metodi più economici e consentono anche a cineasti con poco budget di produrre film con effetti di qualità ed editing dell'immagine eccellenti. Anche i metodi di distribuzione digitali offrono nuove opportunità e, allo stesso modo, i siti come YouTube possono essere oggi considerati come vie completamente nuove per la presentazione di film a basso costoRabiger (2008), pp. 7, 10; Davies e Wistreich (2007), p. 5..
Italia
Etimologia Probabilmente la lettera "B" della sua definizione si riferisce ad una seconda scelta oppure, forse (e vista la presenza della parola "serie"), a qualcosa di alfabeticamente minore di una non ben precisata "serie A" cinematografica.
Raffronti tra le origini statunitensi ed italiane
Seppur anche la realizzazione di un film di serie B prevedeva dei costi molto bassi, questi film non venivano realizzati per essere offerti come seconda scelta od aggiunta a un primo film più importante (come ne caso dei B-movie americani) ed erano proiettati nelle sale italiane come unico film. A volte, inoltre, gli incassi di questi film potevano essere maggiori rispetto a quelli di un film considerato più importante e realizzato con costi più alti.
Un raffronto tra un film di serie B italiano e un B-movie americano non è inoltre storicamente possibile in quanto i B-movie nacquero in America alla fine dell'epoca del film muto ed invece i film di serie B italiani nacquero dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, questo perché in Italia durante il ventennio fascista (e per via della sua censura) non era praticamente permessa ogni forma di espressione cinematografica che non fosse realizzata dall'Istituto Luce.
Origini e sviluppo verso il genere parodistico