Concentrò la sua attività di ricerca principalmente sull'arte in Italia tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, con particolare attenzione al Simbolismo, allo stile Liberty in Sicilia e a figure artistiche meno studiate in precedenza. Insegnò storia dell'arte nelle accademie di belle arti di Catania, Firenze e Roma, pubblicando numerosi studi e monografie sulla storia dell'arte italiana.
Biografia Anna Maria Damigella nacque a Catania il 19 gennaio 1939. Compì gli studi primari e secondari presso il Collegio del Sacro Cuore di Catania. Proseguì la sua formazione con il corso di laurea in Lettere presso l'Università di Catania, dove si laureò nel 1962. Successivamente conseguì la specializzazione in storia dell'arte all'Università di Roma nella seconda metà degli anni Sessanta. Durante gli studi di specializzazione iniziò la sua attività didattica presso la Facoltà di Lettere dell'Università di Roma, dove collaborò alla preparazione di dispense per corsi di storia dell'arte medievale tra il 1965 e il 1968, dedicati alla pittura e ai mosaici bizantini dell'XI secolo. In questo periodo si delinearono i suoi interessi per la storia dell'arte medievale, che andarono poi a costituire uno dei suoi primi ambiti di studio.
La sua carriera accademica iniziò alla fine degli anni Sessanta, quando ella ottenne l'insegnamento di storia dell'arte presso l'accademia di belle arti di Catania. Alla fine degli anni Settanta si trasferì all'accademia di belle arti di Firenze, per poi passare, a metà degli anni Ottanta, all'Accademia di belle arti di Roma, dove insegnò fino agli anni Duemila.
Durante il suo periodo di insegnamento all'Accademia di belle arti di Roma, tenne corsi di Storia dell'arte contemporanea rivolti a studenti del triennio, quadriennio e biennio specialistico. Particolarmente significativo fu il suo corso dell'anno accademico 2008-2009, dedicato al Futurismo in occasione del centenario della pubblicazione del Manifesto del Futurismo (11 febbraio 1909). In questa occasione, la studiosa strutturò un programma articolato dove venne analizzato sia il primo Futurismo (1909-1914), sia il suo sviluppo durante il Ventennio fascista, sia l'influenza del movimento sugli artisti del secondo Novecento.ANNO ACCADEMICO 2008-09 PROF. ANNA MARIA DAMIGELLA PROGRAMMA DI STORIA DELL'ARTE CONTEMPORANEA, Accademia di Belle Arti di Roma. L'approccio didattico fu caratterizzato da un'attenzione metodologica rigorosa e da un'impostazione critica unente l'analisi storica all'approfondimento tematico.
Durante la sua carriera collaborò con istituzioni culturali italiane, tra cui la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, dove si occupò della schedatura delle collezioni, il Parlamento italiano, per cui curò mostre d'arte, e l'Accademia di belle arti di Roma, per pubblicazioni sulla storia dell'istituzione. Sviluppò collaborazioni accademiche che produssero opere di riferimento in ambito storico-artistico. Particolarmente rilevanti furono i lavori realizzati con Bruno Mantura e Mario Quesada per lo studio del patrimonio artistico del Quirinale, con Dario Durbé per l'analisi dell'arte a Roma tra 1870 e 1914, e con Gabriele Reggi per la ricerca sull'opera grafica e pittorica di Basilio Cascella. Collaborò con Bruno Mantura e Gian Maria Secco Suardo per il volume sugli artisti italiani in Terrasanta, e con vari altri studiosi in cataloghi di mostre e pubblicazioni collettanee. Queste scelte diedero testimonianza della sua capacità di integrare la propria ricerca in progetti più ampi e di dialogare con diverse metodologie di studio.
Anche dopo il pensionamento proseguì la sua attività di ricerca. Morì a Roma il 16 maggio 2025 all'età di 86 anni.
Ambiti di ricerca Nel corso della sua carriera, Anna Maria Damigella sviluppò diversi ambiti di ricerca, spesso interconnessi tra loro:
Il caso Sartorio: I suoi studi sui bozzetti e i cartoni preparatori di Sartorio per il Duomo di Messina, insieme al volume sul fregio della Camera dei Deputati, documentarono l'ultima fase creativa dell'artista e il Liberty monumentale nel Mezzogiorno d'Italia.Bossaglia, Rossana. "Introduzione" in Damigella, Anna Maria. "I bozzetti di Sartorio per il Duomo di Messina", Palermo, Sellerio, 1989. Studio di figure meno note: Un aspetto ricorrente del suo lavoro fu lo studio di artisti poco presenti nella storiografia tradizionale. Nelle sue monografie su Salvatore Grita, Duilio CambellottiCatalogo della mostra "Mostra grafica di Duilio Cambellotti (1876-1960)", Roma, De Luca, 1970, curata da Anna Maria Damigella e Gianna Piantoni., Saverio Fragapane, Pasquale LiottaDamigella, Anna Maria. "Novità sul pittore Pasquale Liotta (1850-1909) lungo la rotta Napoli-Catania", Centro Studi Ducezio, 2019 (con nuova edizione 2023). e altri analizzò figure e contesti regionali dell'arte italiana tra Ottocento e Novecento. Damigella contribuì al prestigioso Dizionario biografico degli italiani, pubblicato dall'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, con voci dedicate a figure artistiche come Domenico Bruschi, Niccolò Berrettoni e Giovanni Battista Brughi. Questo lavoro diede prova della sua competenza nella ricerca biografica su artisti italiani meno noti ma significativi per la storia dell'arte nazionale. Arte e società: Le sue ricerche esaminarono le relazioni tra produzione artistica e contesto sociale, come nel caso dei suoi studi su 'Idealismo e socialismo nella cultura figurativa romana del primo '900' e i suoi lavori sull'arte decorativa applicata all'industria. Arte e identità regionale: Un tema ricorrente delle sue pubblicazioni fu il rapporto tra le correnti artistiche internazionali e le loro espressioni locali, con focus sulla Sicilia. Nei suoi studi sul Liberty sicilianoDamigella, Anna Maria. "Un modello di decorazione liberty: la scuola d'arte applicata all'industria di Siracusa negli anni 1883-1914", Roma, De Luca, 1983., su 'La Sicile illustrée' e su artisti come Saverio Fragapane esaminò le modalità di adattamento di modelli culturali in contesti regionali. Un filone significativo delle ricerche di Damigella riguardò l'architettura liberty a Catania, con particolare attenzione al contributo dell'architetto Tommaso Malerba. I suoi studi in questo ambito, pubblicati principalmente in volumi collettanei e saggi specialistici, contribuirono alla riscoperta e valorizzazione del patrimonio architettonico liberty siciliano, analizzando il passaggio dall'architettura eclettica allo stile liberty nelle opere pubbliche e private realizzate a Catania tra fine Ottocento e inizio Novecento. Questo lavoro fece parte della sua più ampia indagine sulle espressioni regionali dell'Art Nouveau in Italia. Dialogo tra le arti: Dalle prime pubblicazioni fino agli ultimi contributi su D'Annunzio, Damigella esaminò le relazioni tra diverse forme espressive, in particolare tra arti figurative, letteratura e teatro. I suoi studi su Luigi CapuanaDamigella, Anna Maria. "Luigi Capuana e le arti figurative", Milano, LED Edizioni Universitarie, 2012, ISBN 978-88-7916-515-0., Gabriele D'Annunzio e i loro legami con il mondo artistico analizzarono gli scambi interdisciplinari del periodo. Le sue ricerche in quest'ambito documentarono le connessioni tra scrittori e artisti figurativi, esaminando gli influssi reciproci in campo letterario e artistico.
Metodologia e studi Il lavoro di Anna Maria Damigella si caratterizzò per un approccio filologico basato sulla ricerca documentaria. Fondò la sua metodologia sull'analisi di documenti di prima mano, provenienti da archivi pubblici, collezioni private e fondi familiari degli artisti oggetto dei suoi studi. Questo metodo portò alla ricostruzione di contesti artistici e biografici poco esplorati dalla storiografia precedente.
Tra i principali ambiti di ricerca di Damigella vi fu lo studio del Liberty siciliano, un'area dell'Art Nouveau italiana esaminata nella sua monografia dedicata alla scuola d'arte applicata all'industria di Siracusa (1983), dove analizzò un capitolo del design e delle arti decorative nell'isola. Damigella inoltre condusse ricerche su personalità artistiche come Duilio Cambellotti (1876-1960), di cui curò una mostra grafica nel 1970 e al quale dedicò una conferenza nel 2015, Salvatore Grita (1828-1912), Saverio Fragapane (1871-1957) e altri artisti che, pur attivi nella loro epoca, furono oggetto di minore attenzione nella storiografia artistica successiva.
Il suo interesse per il Simbolismo venne ben documentato dalla monografia 'La pittura simbolista in Italia: 1885-1900' (Einaudi, 1981)Damigella, Anna Maria. "La pittura simbolista in Italia: 1885-1900", Torino, Einaudi, 1981, ISBN 9788806520762., in cui analizzò questo movimento nel contesto italiano, esaminandone le caratteristiche e i legami con le correnti europee contemporanee. La sua metodologia, basata sull'esame delle fonti primarie, si inserì nel filone degli studi sul Liberty e dei movimenti simbolisti, con particolare attenzione ai rapporti fra arti figurative e letteratura. Damigella estese le sue ricerche anche alle espressioni di questo movimento in ambito germanico. Nel suo saggio "Il simbolismo in Germania e in Austria", analizzò le peculiarità di queste declinazioni nazionali, evidenziando connessioni e differenze con il contesto italiano ed europeo. Questa prospettiva comparativa le permise di inquadrare il simbolismo italiano in un più ampio scenario internazionale, identificando influenze reciproche e specificità locali.
I suoi campi di studio spaziarono in diversi ambiti, dall'arte medievale e bizantina, oggetto dei suoi primi studi accademici, fino alle ricerche sul rapporto tra letteratura e arti visive. Nei suoi studi sul Futurismo esaminò figure come Fausto GiornoDamigella, Anna Maria. "Fausto Giorno meteora futurista da Lipari a Bologna (1927-1934)", Centro Studi Ducezio, 2021. e altri esponenti dei 'futurismi regionali'. La sua attività di ricerca incluse anche l'arte 'applicata' e la dimensione decorativa, come evidenziato dai suoi lavori sulla scuola d'arte di Siracusa, sul Pensionato Artistico Nazionale e sulle decorazioni di edifici pubblici. Questi studi esplorarono la circolazione di modelli e influenze tra 'arti maggiori' e 'arti minori' nel panorama artistico tra Ottocento e Novecento.
Alcune sue opere vennero tradotte in lingue straniere, come La Scuola di Barbizon, pubblicata in francese con il titolo "Ecole de Barbizon" (CELIV, 1989) e in tedesco come Corot und die schule von Barbizon (Fratelli Fabbri Editori, 1988). In Giappone, venne pubblicato il suo studio sull'impressionismo fuori dalla Francia, Inshōha no gaka tachi: Furansu igai no inshōha (Tokyo, Heibonsha, 1974).
Pubblicazioni postume Negli ultimi anni della sua vita, Anna Maria Damigella sviluppò principalmente due linee di ricerca: le relazioni tra letteratura e arti visive, con focus su D'Annunzio e il suo rapporto con figure come Romaine Brooks e Ida Rubinstein; e lo studio di artisti meno noti, come Pasquale Liotta, Fausto Giorno e Carlo Fontana.Damigella, Anna Maria. Il mio Dante di Carlo Fontana, Centro Studi Ducezio, 2021. Nelle sue ultime pubblicazioni, tra cui D'Annunzio e Romaine Brooks: i rapporti e i ritratti studi di carattere e Il Teatro francese di D'Annunzio, esaminò le relazioni tra diversi linguaggi artistici e le influenze reciproche tra esperienze visuali, teatrali e letterarie nei primi decenni del Novecento.
Al momento della sua scomparsa, Anna Maria Damigella aveva in corso ricerche in ambito storico-artistico. Il Centro Studi Ducezio curò la pubblicazione dei suoi scritti postumi, avendo già editato in precedenza alcuni suoi lavori su artisti siciliani e sui legami tra arte e letteratura. Tra le pubblicazioni postume vi furono Giordano Bruno nel trittico di Giulio Bargellini Resurrezione (2022) e La Sicile illustrée (1904-1911). Orgoglio sicilianista e proiezione cosmopolita (2022). Altri scritti inediti sono in fase di preparazione presso il Centro Studi.
Pubblicazioni principali