Il suo impegno civile e religioso contro la Camorra ha lasciato un profondo segno nella società campana.

Biografia

Nascita e formazione Nasce a Casal di Principe, in provincia di Caserta, da una famiglia di proprietari terrieri. Nel 1968 entra nel seminario di Aversa: vi frequenta la scuola media e il liceo classico. Successivamente continua gli studi teologici nel seminario di Napoli, sede della Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Vi si laurea in Teologia biblica e poi si laurea in Filosofia presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II. Nel 1978 entra nell'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani (AGESCI) dove fa il capo reparto. Nel marzo 1982 è ordinato sacerdote.

La carriera ecclesiastica Diviene assistente ecclesiastico del Gruppo Scout di Aversa e successivamente anche assistente del settore Foulard Bianchi. Dal 19 settembre 1989 è parroco della parrocchia di San Nicola di Bari in Casal di Principe, suo paese nativo, per diventare poi anche segretario del vescovo della diocesi di Aversa, monsignor Giovanni Gazza. Insegna inoltre materie letterarie presso il liceo legalmente riconosciuto del seminario Francesco Caracciolo, nonché religione cattolica presso l'Istituto tecnico industriale statale "Alessandro Volta" e l'Istituto professionale alberghiero di Aversa.

L'impegno civile Don Giuseppe Diana cerca di aiutare le persone nei momenti resi difficili dalla camorra, negli anni del dominio assoluto del Clan dei Casalesi, legata principalmente al boss Francesco Schiavone, detto "Sandokan". Gli uomini del clan controllano non solo i traffici illeciti, ma si sono anche infiltrati negli enti locali e gestiscono fette rilevanti di economia legale, tanto da diventare "camorra imprenditrice".

L'agguato e la morte Alle 7.20 del 19 marzo 1994, giorno del suo onomastico, mentre si accinge a celebrare la messa, don Diana venne assassinato nella sacrestia della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe. Un camorrista lo affronta con una pistola. I 5 proiettili vanno tutti a segno: due alla testa, uno al volto, uno alla mano e uno al collo. Don Giuseppe Diana muore all'istante. L'omicidio, di puro stampo camorristico, fa scalpore in tutta Italia e in tutta Europa per la sua brutalità. Un messaggio di cordoglio è pronunciato da papa Giovanni Paolo II durante l'Angelus del 20 marzo 1994:

I processi Sin dall'inizio del processo si è tentato di depistare le indagini e di infangare la figura di don Diana, accusandolo di essere frequentatore di prostitute, pedofilo e custode delle armi destinate a uccidere il procuratore Agostino Cordova. In particolare, il Corriere di Caserta, pubblicò in prima pagina il titolo "Don Diana era un camorrista" e, dopo pochi giorni, "Don Diana a letto con due donne", descrivendolo quindi non come vittima della camorra, bensì come appartenente ai clan.

Nunzio De Falco, difeso da Gaetano Pecorella, allora presidente della Commissione giustizia della Camera, è stato condannato in primo grado all'ergastolo il 30 gennaio 2003 come mandante dell'omicidio. Inizialmente De Falco tentò di far cadere le colpe sul rivale Francesco Schiavone, ma il tentativo fallì perché Giuseppe Quadrano, autore materiale dell'omicidio, consegnatosi alla polizia, iniziò a collaborare con la giustizia. Per l'omicidio, Quadrano ricevette una condanna a 14 anni.

Il 4 marzo 2004 la Corte di cassazione ha condannato all'ergastolo Mario Santoro e Francesco Piacenti come coautori dell'omicidio.

Per amore del mio popolo Lo scritto più noto di don Giuseppe Diana è la lettera Per amore del mio popolo, un documento diffuso a Natale del 1991 in tutte le chiese di Casal di Principe e della zona aversana insieme ai parroci della foranìa di Casal di Principe, un manifesto dell'impegno contro il sistema criminale:

Il comitato a lui dedicato Il 25 aprile 2006, a Casal di Principe, nasce ufficialmente il Comitato don Peppe Diana con lo scopo di non dimenticare il martirio di un sacerdote morto per amore del suo popolo.

Inizialmente il comitato fu costituito nel 2003 grazie a sette organizzazioni attive nel sociale, le quali decisero che l'impegno e il messaggio di don Peppe non dovesse essere dimenticato. Queste organizzazioni erano: l'AGESCI Campania, le associazioni Scuola di Pace don Peppe Diana, Jerry Essan Masslo, Progetto Continenti, Omnia ONLUS, Legambiente circolo Ager e la cooperativa sociale Solesud Onlus. Il confronto avviato in quel nucleo iniziale di organizzazioni, arricchito dal contributo degli amici di don Peppe, ha fatto maturare la necessità di costituire un'associazione di promozione sociale che si metta al servizio di quanti vogliono fare memoria del sacrificio di don Peppe e, come lui, continuare a costruire comunità alternative alla camorra.

Ricordi e riconoscimenti Istituti scolastici Il 21 aprile 2010 l'Istituto di Istruzione Superiore di Morcone (BN) è stato intitolato a don Giuseppe Diana.

A don Giuseppe Diana è stato intitolato anche l'Istituto Comprensivo 3 di Portici (NA).

L'8 novembre 2014 è nata a Termoli la Scuola di Legalità intitolata alla memoria di don Giuseppe Diana, fondata e diretta da Vincenzo Musacchio. Il progetto è stato voluto fortemente dalla Commissione Regionale Anticorruzione del Molise.

A Don Giuseppe Diana è intitolato anche il Secondo Circolo Didattico della Città di Acerra (Na).

A Giugliano in Campania (Na) nel marzo 2016 gli è stato intitolato il IV Circolo didattico.

Televisione Nel gennaio 2013 è andata in onda la fiction Il clan dei camorristi; il personaggio di don Palma, è ispirato a don Giuseppe Diana.

Il 18 e 19 marzo 2014 ad esattamente vent'anni dalla scomparsa di don Giuseppe Diana, Rai 1 alle ore 21 ha trasmesso in prima visione una fiction TV in due puntate dal titolo Per amore del mio popolo, con l'attore napoletano Alessandro Preziosi nel ruolo di don Diana. Al sacerdote è stato anche dedicato un documentario di Rai Storia, dal titolo Non tacerò, la storia di don Peppe Diana. Anche nella fiction Rai Sotto copertura viene fatto riferimento al personaggio di Giuseppe Diana per parlare della sua lotta contro la criminalità organizzata.

Teatro Nel maggio 2024 l'attore Corrado la Grasta del Teatro dei Cipis ha portato in scena lo spettacolo "Non è stata la mano di Dio", con il patrocinio del Comitato don Peppe Diana, per raccontare la storia dell'impegno di don Peppe Diana contro la camorra in occasione dei 30 anni dalla morte del sacerdote.

Onorificenze

Note

Bibliografia Don Giuseppe Sagliano, Luigi Intelligenza, Solo un prete, Gnasso, Caserta 2018. Don Giuseppe Diana, Per amore del mio popolo non tacerò, 1991. Roberto Saviano, Gomorra - viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra, Mondadori, Milano 2006. Rosario Giuè, Il costo della memoria. Don Peppe Diana. Il prete ucciso dalla camorra, Edizioni Paoline, Milano 2007. Raffaele Sardo, La Bestia - Camorra, Storia di delitti, vittime e complici, Melampo Editore, 2008. Raffaele Lupoli, Francesco Matteuzzi, Don Peppe Diana. Per amore del mio popolo, Collana Libeccio, Round Robin editrice e Associazione daSud, 2009. Gianni Solino. Ragazzi della terra di nessuno, Edizioni La Meridiana, 2008. Antonio Trillicoso, Io Casalese-Un ragazzo di Casal di Principe racconta la terra dei clan, Diana Edizioni, 2010. Leandro Limoccia, Marisa Diana (a cura di), Petali di vita. Don Peppe Diana: un cammino per la giustizia, Rubbettino, Soveria Mannelli 2010. I ragazzi della Signora Costituzione, Antonio Vincenti, Don Peppino Diana, Il Pozzo di Giacobbe, Trapani 2014. Francesco Picone, Marisa Diana, Sergio Tanzarella, Amo il mio popolo e non tacerò, Di Girolamo, Trapani 2014. Vincenzo Leonardo Manuli, Mi chiamo don Peppe Diana, Luigi Pellegrini, Cosenza, 2024.

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