Il conclave del 2025 venne convocato a seguito della morte di papa Francesco, avvenuta il 21 aprile dello stesso anno. Si svolse nella Cappella Sistina dal 7 all'8 maggio e, dopo quattro scrutini, venne eletto papa il cardinale statunitense Robert Francis Prevost, prefetto del Dicastero per i vescovi, che assunse il nome pontificale di Leone XIV. L'elezione venne annunciata dal cardinale protodiacono Dominique Mamberti.
L'elezione, strutturata nella forma stabilita dalla costituzione apostolica Ubi Periculum di papa Gregorio X, è avvenuta secondo le disposizioni contenute nella costituzione apostolica Universi Dominici Gregis, promulgata da papa Giovanni Paolo II nel 1996 e lievemente modificata nel 2007 e nel 2013 da papa Benedetto XVI con i motu proprio De Aliquibus Mutationibus in normis de electione Romani Pontificis e Normas Nonnullas.
L'intero procedimento ebbe luogo durante un anno giubilare, concomitanza di eventi che non si verificava da 325 anni, ossia dal conclave del 1700.
Eventi pre-conclave Congregazioni generali Le congregazioni generali dei cardinali furono convocate nei giorni successivi alla sede vacante per preparare il conclave: esse costituiscono momenti di confronto, discernimento e riflessione sulla situazione globale della Chiesa, con l'obiettivo di orientare le scelte future.
Il diritto canonico prevede che le congregazioni generali, ovvero le riunioni quotidiane di tutti i cardinali indipendentemente dal loro status di elettori, abbiano inizio prima dell'arrivo a Roma di tutti i cardinali. Le riunioni iniziali sono incentrate sull'organizzazione logistica dei funerali del romano pontefice e del conclave, inclusi i preparativi materiali presso la Domus Sanctae Marthae e la Cappella Sistina. Le congregazioni successive, di solito dopo la settima, passano alla discussione sulle esigenze della Chiesa e del mondo e sulle questioni più importanti che la Curia romana deve affrontare. Queste ultime congregazioni generali sono dirette dalle riflessioni di due ecclesiastici "illustri e moralmente autorevoli" scelti dai cardinali. Ai cardinali viene anche data la possibilità di esprimere osservazioni formali sulle questioni inerenti alla vita della Chiesa. Queste assemblee consentono ai cardinali di conoscersi, poiché molti di loro non si sono mai incontrati prima; questo in modo particolare dopo il papato di Francesco, che ha nominato cardinali provenienti da numerosi paesi, alcuni dei quali in passato non ne avevano mai espressi, e che ha scelto di non tenere riunioni dei cardinali prima dei concistori papali.
Il 21 aprile la canonizzazione di Carlo Acutis, in programma per il 27 aprile a Roma, è stata sospesa e rinviata al successivo pontificato; il giorno successivo sono state sospese anche le beatificazioni in programma fino all'elezione del nuovo papa.
Durante la prima congregazione generale, tenutasi martedì 22 aprile, i circa sessanta cardinali presenti ascoltarono la lettura della volontà di papa Francesco da parte del cardinale camerlengo Kevin Joseph Farrell. I cardinali confermarono la data dei funerali pontifici e ne discussero gli aspetti logistici. Nonostante le congregazioni generali siano chiuse ai non cardinali, a suor Simona Brambilla, la prima donna a capo di un dicastero curiale, fu accidentalmente inviata una e-mail standard che la invitava a partecipare.
La seconda congregazione generale si riunì mercoledì 23 aprile, alla presenza di 103 cardinali. Fu approvato il programma per i novendiale, vale a dire i nove giorni di lutto per il papa defunto. Il cardinale Norberto Rivera Carrera dichiarò che le discussioni sono state per lo più di natura procedurale, poiché molti cardinali provenienti da tutto il mondo erano ancora in viaggio.
Giovedì 24 aprile si riunì la terza congregazione generale, composta da 113 cardinali. Furono nominati i due predicatori del conclave, Donato Ogliari e Raniero Cantalamessa, e i cardinali avviarono un dialogo sulla Chiesa e sul mondo.
Venerdì 25 aprile, la quarta congregazione generale, alla presenza di 149 cardinali, trattò la presentazione del rito funebre per papa Francesco e lo status del cardinale Giovanni Angelo Becciu come elettore.
Lunedì 28 aprile, durante la quinta congregazione generale, alla presenza di 180 cardinali, fu deciso che il conclave sarebbe iniziato il 7 maggio.
La sesta congregazione generale, alla presenza di 183 cardinali, di cui 120 elettori, si riunì martedì 29 aprile. Oltre al prosieguo del dialogo sulla Chiesa e sul mondo, furono decisi ulteriori dettagli sullo svolgimento del conclave: la Missa pro eligendo Romano Pontifice si svolse alle ore 10 del 7 maggio nella basilica di San Pietro, e fu presieduta dal cardinale Giovanni Battista Re, decano del collegio cardinalizio. Successivamente i cardinali elettori si spostarono nella cappella Paolina, da dove, alle 16:30, entrarono in processione nella Cappella Sistina per iniziare le operazioni di giuramento e voto. Fu anche comunicato che due cardinali elettori (senza specificarne il nome) non sarebbero stati presenti per motivi di salute: ciò portò gli elettori a 133, e di conseguenza il quorum scese a 89.
Nella giornata del 30 aprile e dal 2 al 6 maggio, si svolsero ulteriori congregazioni generali, per un totale finale di 12. I cardinali proseguirono le discussioni sulle sfide attuali della Chiesa e sulle caratteristiche desiderate nel nuovo pontefice. Numerosi interventi sottolinearono l’eredità del pontificato di papa Francesco, con particolare attenzione all’evangelizzazione, alla sinodalità, alla collegialità e alla necessità di una Chiesa missionaria e vicina alle periferie. Si è riflettuto sul ruolo della Chiesa nel mondo contemporaneo, con l’invito a non chiudersi su se stessa, ma a farsi ponte e guida, capace di parlare a una società segnata da crisi, conflitti e sfide globali. Un tema ricorrente fu quello della comunione, vista come vocazione centrale della Chiesa, soprattutto in un tempo segnato da polarizzazioni e divisioni interne. Sono emerse anche forti richieste di continuare le riforme avviate da papa Francesco, in particolare quelle legate alla lotta agli abusi, alla trasparenza economica e alla riorganizzazione della Curia. Non sono mancati riferimenti alla liturgia, al diritto canonico, al ruolo delle Chiese locali, al dialogo ecumenico e alla responsabilità educativa della comunità ecclesiale. Si è delineato il profilo desiderato per il futuro papa: un pastore vicino al popolo, capace di misericordia, di visione profetica, di guidare la Chiesa con umanità e fermezza, promuovendo pace, giustizia e cura del creato. Cardinali provenienti da zone di guerra o persecuzioni hanno portato testimonianze dirette di fede e sofferenza.
Nell’ultima sessione, fu annullato l’anello del pescatore di papa Francesco e lanciato un appello per un cessate il fuoco nei conflitti in corso.
Ulteriori preparativi Il 22 aprile, all'indomani della morte di papa Francesco, ai collaboratori del papa fu chiesto di lasciare al più presto le loro stanze nella Domus Sanctae Marthae, così da consentire l'inizio dei preparativi per il conclave in quell'edificio. Questi inclusero l'installazione di barriere alle finestre per impedire i contatti con l'esterno, la bonifica da ogni dispositivo di comunicazione o contatto con l'esterno, nonché l'approntamento di spazi per l'amministrazione del sacramento della penitenza, per la preghiera privata e per i pasti.
Il 23 aprile, i Musei Vaticani annunciarono la chiusura della Cappella Sistina a partire da lunedì 28 aprile, per consentire i lavori di preparazione al conclave.
Il 2 maggio i vigili del fuoco dello Stato del Vaticano montarono il comignolo sul tetto della Cappella Sistina.
La ditta Gammarelli, sartoria per ecclesiastici attiva dal XVIII secolo, dichiarò che per questo conclave il Vaticano non aveva commissionato, come da tradizione, la preparazione dell’abito del nuovo pontefice in tre diverse taglie (piccola, media e grande), prevedendo che al nuovo papa fossero destinate le talari già preparate in precedenza.
I cardinali elettori
Quello del 2025 fu il conclave più numeroso della storia, nonché il più rappresentativo: sono stati ben 133 i cardinali elettori che hanno preso parte all'assise, provenienti da 70 paesi diversi.
Come stabilito dalla costituzione Romano Pontifici Eligendo del 1975, hanno diritto di voto in conclave i cardinali che hanno un'età minore o uguale a 80 anni all'inizio della sede vacante. Al 21 aprile 2025, data della morte di papa Francesco, i componenti del collegio cardinalizio sono stati complessivamente 252, di cui 136 elettori in quanto avevano meno di 80 anni. 108 di essi (l'80%) sono stati nominati da papa Francesco. In ottemperanza al motu proprio Cum gravissima di papa Giovanni XXIII, tutti i cardinali elettori sono formalmente insigniti di un titolo episcopale, con la sola eccezione di Timothy Radcliffe.
Nel 2020, uno dei cardinali elettori, Giovanni Angelo Becciu, a seguito di uno scandalo finanziario per il quale il 16 dicembre 2023 fu condannato dal Tribunale di prima istanza della Città del Vaticano, rinunciò all'incarico di prefetto della Congregazione delle cause dei santi e ai "diritti connessi al cardinalato", pur conservando il titolo cardinalizio. Riguardo alla rinuncia, lo stesso Becciu aveva sempre affermato che il suo diritto di voto in conclave rimaneva comunque in vigore, non avendo mai esplicitamente rinunciato per iscritto ad esso; nonostante ciò, già nel 2022 la Santa Sede lo inserì nell'elenco dei non elettori. Il 29 aprile, a otto giorni dall'apertura del conclave, Becciu onde evitare controversie giuridiche in seno al collegio cardinalizio e per il bene supremo della Chiesa - pur restando convinto della propria innocenza - comunicò la decisione di non entrare in conclave. Ulteriori due cardinali elettori non parteciparono al conclave per motivi di salute: il keniota John Njue e lo spagnolo Antonio Cañizares Llovera.
Senza contare i cardinali Becciu, Njue e Cañizares, il numero totale di cardinali elettori fu pari a 133.
Si tratta del numero più alto mai toccato dal collegio cardinalizio e, con i cardinali provenienti da 70 diversi paesi, del conclave più globale della storia. L'età media dei cardinali elettori era di 72 anni.
Dalla promulgazione nel 1975 della Romano Pontifici Eligendo e della Universi Dominici Gregis, il numero massimo dei cardinali elettori era stato fissato a 120. Nel 2025, tuttavia, alla data di vacanza del papato i cardinali elettori superavano tale limite e nessuna norma contraddiceva il fatto che qualsiasi porporato di età inferiore agli 80 anni che non avesse rinunciato al proprio elettorato attivo (o che non fosse stato privato di tale diritto) avesse il diritto di votare in un conclave secondo il diritto canonico. Molti canonisti concordano che il papa possa costituire de facto un'eccezione alle regole da lui stesso promulgate, nominando un numero di elettori superiore a quello specificato nella Universi Dominici Gregis: in ragione di ciò, tutti i 136 cardinali sotto gli ottant'anni avrebbero avuto titolo a partecipare al conclave (o meglio 135, stante la sanzione contro il solo Angelo Becciu). Quest'ipotesi trova conferma il 30 aprile 2025, quando la congregazione generale dei cardinali dichiara che tutti i cardinali elettori presenti al conclave avrebbero potuto votare.
Si riporta di seguito l'elenco dei cardinali elettori suddiviso per Paese di provenienza: 19 elettori: Compresi i cardinali Giorgio Marengo e Pierbattista Pizzaballa, titolari di sedi episcopali asiatiche. 10 elettori: ; 7 elettori: ; 6 elettori: ;Compreso il cardinale Jean-Paul Vesco, titolare di una sede episcopale africana. 5 elettori: ,Compreso il cardinale Cristóbal López Romero, titolare di una sede episcopale africana. 4 elettori: , , , , ; 3 elettori: , , ; 2 elettori: ,Compreso il cardinale Dominique Joseph Mathieu, titolare di una sede episcopale asiatica. , , , ;