Tra il 17 e 18 luglio del 1912, durante la guerra italo-turca (1911–1912), la Regia Marina italiana effettuò operazioni lungo le coste dell'Impero ottomano, comprese azioni nel Dardanelli e presso Çanakkale. La marina italiana bombardò installazioni militari ottomane in diverse località costiere per esercitare pressione sull'Impero ottomano e spingerlo alla pace, che tuttavia fu raggiunta solo con il trattato di Losanna del 18 ottobre 1912. l'operazione fu un successo e il colonnello Enrico Millo fu promosso a contrammiraglio.

Eventi Missione italiana La formazione italiana era composta dall'incrociatore protetto Vettor Pisani "... il Regio Governo consente di ... affidandone l'alta direzione al comandante della V. Pisani, capitano di acello Enrico Millo." e da due cacciatorpediniere di scorta, Borea e Nembo. "... si recò coi due caccia-torpediniere Borsa e Nembo e con sei torpediniere (Spica, Climene, Centauro, Astore, Pegaso e Perseo)." A supporto di questa incursione, un'operazione parallela coinvolse le torpediniere Spica, Perseo, Astore, Climene e Centauro, "18–19 luglio: Le torpediniere d'alto mare Spica, Centauro, Astore, Climene e Perseo al comando del capitano di vascello Enrico Millo ..." che ebbero il compito di disturbare le difese ottomane lungo la costa e individuare eventuali unità nemiche in navigazione. L'obiettivo era quello di colpire le difese ottomane di sorpresa e mantenere la pressione sull'Impero ottomano, e rientrava in una più ampia strategia di blocco e intimidazione, volta a costringere il governo di Costantinopoli a negoziare la pace. Le unità lasciarono la base di Stampalia il 14 luglio e si diressero verso lo stretto, "«Il giorno 14 luglio, alle ore 4 ant. in seguito agli ordini ricevuti, lasciai Starspalia con la Pisani, i cacciatorpedinieri Borea e Nembo e le torpediniere di alta mare Spica, Centauro, Astore, Climene e Perseo dirigendo per la baia di Parthana nell'isola di Leros ..." fermandosi a Leros e a Strasi per poi partire nuovamente il 18 luglio alle 18.00. "The flotilla left Strati in the afternoon of July 18th for the entrance to the Straits of Dardanelles, distant about 60 miles, and where they arrived at 11.30 p.m." [La flottiglia lasciò Strati nel pomeriggio del 18 luglio per dirigersi verso l'ingresso dello Stretto dei Dardanelli, distante circa 60 miglia, e dove arrivò alle 23.30.]

Difese Ottomane Le difese ottomane predisponevano di soldati con 52 armi in precedenza reclutati dopo il raid italiano del 18 aprile, in più le navi corazzate Barbaros Hayreddin, Turgut Reis e Mesudiye, gli incrociatori Hamidiye e Mecidiye, 2 cacciatorpediniere e le torpediniere Jadighiari Milet, Nemamehamiet, Morenivetmilié, Samsum, Jarhissar, Thaxos, Bassora, Abdul Medjid e Assari Tewfik. Viene riportata anche la presenza della nave di trasporto ottomana Tirimüjgan. Le fortificazioni ottomane consistevano su 96 cannoni pesanti da 21 a 28 cm e numerosi cannoni leggeri da 15 a 18 cm. Tuttavia, queste fortificazioni si riveleranno in seguito inefficaci contro la flottiglia italiana. "Poichè allora la difesa parve fiacca, decisi di continuare la ricognizione ed avanzare nello stretto per poi decidere il da farsi ..." Vennero anche usati piccoli pezzi di 47 mm, che però risultavano anch'essi inutili.

Cronologia dell'incursione Durante il viaggio, ci fu maltempo e le navi dovettero fermarsi a Parthana il tramonto del 17 luglio. Ripresero il viaggio il giorno successivo, avanzando alla velocita di 12 miglia, poi aumentata a 15, e si presentarono ai pressi dello stretto nella notte tra il 18 e il 19 luglio, e iniziarono ad avanzare a 20 miglia a partire dalle 23.20. "Alle 23.20, dal ponte della Spica, il comandante della flottiglia temeraria capitano Millo, ordinò: «Avanti, a venti miglia, in ordine di fila.»" A questo punto, alle 23.30, il mare era calmo e le navi avanzavano senza essere notate lungo la parte Europea dello stretto, per evitare le barricate di mine. Le navi passarono tra Cape Helles e Kum Kaleh, ma furono viste alle 00.40 e scattò l'allarme delle fortificazioni turche. Successivamente furono identificati i proiettori entrati in azione: Foci dello Smandare, Tekch, Kilid Bar, Chanack, Batteria Mejdich fra Chanack e Nagara, altri due a nord-est di Kilid Bar, oltre a quelli delle navi, che furono scorte in azione solo quando fummo nei pressi di Chanack. "Erano nel contempo entrati in azione numerosi proiettori, che successivamente furono identificati come segue ..." La velocità delle navi fu aumentata a 23 miglia da Millo a causa delle deboli fortificazioni turche, Tra Kilid-Bahr e Cianak, la nave Spica urtava di poppa contro il primo cavo d'acciaio e successivamente ne urtò con un secondo. Durante l'attesa di 2 o 3 minuti, il capitano Millo notò l'arrivo di 7 navi, lontate circa 6 miglia, e decise di ritirare tutte le navi immediatamente dallo stretto.

Note Note di approfondimento

Fonti

Bibliografia

Categoria:Guerra nel 1912 Dardanelli Categoria:Operazioni militari italiane