La tragedia di Re Lear (titolo orig. The Tragedy of King Lear), spesso abbreviata in Re Lear (King Lear), è una tragedia in 5 atti, in versi e prosa, scritta da William Shakespeare tra la fine del 1605 e l'inizio del 1606. Ambientata nella Britannia pre-romana, l'opera descrive le conseguenze della prova d'amore di Re Lear, in cui egli divide il suo potere e le sue terre in base al favore delle sue figlie. L'opera è nota per il suo tono cupo, la sua complessa poesia e i suoi temi ricorrenti riguardanti la cecità e la follia. L'intreccio contiene una trama secondaria, che contribuisce a far risaltare e a commentare i vari momenti dell'azione principale.
La prima esecuzione nota risale al giorno di Santo Stefano del 1606. Gli editori moderni ricavano i loro testi dalle tre pubblicazioni originali esistenti: l'edizione in Quarto del 1608 (Q1) uscì col titolo The True Chronicle of the History of the Life and Death of King Lear and His Three Daughters; l'edizione in Quarto del 1619 (Q2, non ufficiale e basata sulla Q1); la prima edizione nel First Folio del 1623, col titolo The Tragedy of King Lear, in una versione più adatta al palcoscenico. Le versioni in Quarto differiscono significativamente dalla versione in Folio, ma sono solitamente pubblicate insieme, sebbene diversi editori moderni ritengano che ciascuna versione abbia i propri meriti.
Nel 1681, dopo la Restaurazione inglese, Nahum Tate produsse una versione riveduta con una sottotrama romantica e un finale meno cupo. Questa versione soppiantò quella di Shakespeare dai palcoscenici professionali fino al 1838. Tuttavia, da allora, l'opera originale di Shakespeare è giunta ad essere considerata uno dei suoi massimi successi. Nella sua A Defence of Poetry (1821), Percy Bysshe Shelley definì Re Lear "l'esempio più perfetto dell'arte drammatica esistente al mondo", e l'opera è regolarmente citata come una delle più grandi opere letterarie mai scritte.
Trama
Il dramma comincia con la decisione di re Lear di abdicare e dividere il suo regno fra le tre figlie Goneril, Regan e Cordelia. Le prime due sono già sposate, mentre Cordelia ha molti pretendenti, essendo anche la figlia preferita dal padre. In un eccesso di vanità senile, il re propone una gara nella quale ogni figlia riceverà dei territori in proporzione all'amore verso il padre che saprà dimostrare con le sue parole, ma Cordelia si rifiuta di gareggiare con l'adulazione delle sorelle maggiori, poiché è convinta che i suoi veri sentimenti sarebbero immiseriti dall'adulazione rivolta al proprio vantaggio. Per ripicca, Lear divide la quota del regno che le spetterebbe fra Goneril e Regan e mette al bando Cordelia. Il re di Francia decide però di sposarla, benché diseredata, poiché apprezza la sua sincerità, o forse perché vuole un casus belli per una successiva invasione dell'Inghilterra.
Poco dopo aver abdicato, Lear scopre che i sentimenti di Goneril e Regan verso di lui si sono raffreddati, e ne nascono discussioni. Il conte di Kent, che ha preso le difese di Cordelia ed è stato messo al bando, ritorna travestito da Caio, un servo che vuole proteggere il re al quale resta fedele. Nel frattempo, Goneril e Regan litigano a causa della loro attrazione per Edmund, figlio illegittimo del conte di Gloucester, e sono costrette ad affrontare un esercito francese, guidato da Cordelia, mandato a ricollocare sul trono Lear, e ne consegue una guerra devastante.
La trama secondaria coinvolge il conte di Gloucester e i suoi due figli Edgar ed Edmund. Mentre corteggia Goneril e Regan, Edmund inventa racconti calunniosi sul fratellastro legittimo Edgar, il quale è costretto all'esilio e a fingersi Tom, il pazzo di Bedlam, proverbiale pazzo di quel tempo. Il conte di Gloucester, che fa condurre Lear a Dover dalla sola figlia fedele, è catturato dagli scagnozzi del duca di Cornovaglia, marito di Regan, e da lui torturato ma è salvato da alcuni servi di quest'ultimo che accusano il duca di aver trattato ingiustamente Lear. Ferito da un servo (che viene ucciso da Regan), il duca abbandona il conte di Gloucester nella tempesta dopo averlo accecato, affinché riesca solo a "fiutare la strada per Dover", ma poco dopo muore per la ferita riportata. Nella scena della tempesta Lear esclama che è "più un uomo contro il quale si pecca che un peccatore".
Ancora travestito da pazzo vagabondo, Edgar scopre il conte di Gloucester abbandonato nella tempesta. Non riconoscendo la voce del figlio, che è turbato dall'incontro col padre cieco, il conte gli chiede la strada per Dover, e Edgar risponde che lo guiderà lui. In seguito, il conte di Gloucester tenta di uccidersi gettandosi da una roccia, ma il figlio Edgar lo salva con l'inganno.
Nel frattempo a Dover, il re Lear si aggira farneticando che tutto il mondo è corrotto ed è contro di lui, ma poi rivede Cordelia e i due si rappacificano poco prima della battaglia tra Britannia e Francia. Dopo la sconfitta dei francesi, fatto prigioniero con la figlia, Lear pensa con gioia alla prospettiva di vivere in prigione insieme a lei, ma Edmund ordina che essi siano condannati a morte.
Il duca di Albany accusa e fa arrestare Edmund insieme alla moglie Goneril con l'accusa di tradimento, e lo sfida a duello, dove appare Edgar in armi ma ancora travestito che si scontra con Edmund e lo ferisce a morte; a questa vista, Goneril, che per gelosia ha già avvelenato Regan, si uccide. Edgar rivela a Edmund la propria identità e lo informa che il conte di Gloucester è appena deceduto; nell'apprendere questo e le morti di Goneril e Regan, Edmund riferisce di aver disposto l'uccisione di Lear e Cordelia e dà ordine che l'esecuzione sia sospesa, forse il suo unico gesto di bontà in tutto il dramma, ma l'ordine arriva troppo tardi: Lear appare sulla scena portando fra le braccia il cadavere di Cordelia, dopo aver ucciso il servo che l'ha impiccata, poi muore anch'egli di dolore.
Oltre alla trama secondaria che riguarda il conte di Gloucester e i suoi figli, la principale innovazione introdotta da Shakespeare nella vicenda è la morte di Cordelia e di Lear nel finale. Nei secoli XVIII e XIX, questa conclusione tragica ricevette molte critiche, e furono scritte e rappresentate versioni alternative, in cui i personaggi principali si salvavano dalla morte e Cordelia sposava Edgar.
Origini Fonti
Re Lear (originariamente Leir) fu un re della Britannia vissuto nell'VIII secolo a.C., in un periodo poco precedente alla fondazione di Roma. La fonte è costituita dalla Historia Regum Britanniae (ca. 1130) di Goffredo di Monmouth. La fonte storica abituale di Shakespeare, "The Second Booke of the Historie of England" (1577, Raphael Holinshed) riportava la storia di re Lear, ma poteva trovarsi anche in "The Mirror of Magistrates" (nella sezione aggiunta nel 1577 da John Higgins), nel poema "The Faerie Queene" (1596) di Edmund Spenser, precisamente nel canto X, libro II; oppure nel dramma anonimo pubblicato nel 1605 (ma rappresentato prima) "The True Chronicle Historie of king Leir". King Llyr era un Re semi-leggendario che regnò in Cornovaglia e Devon nell'Inghilterra di oggi. Secondo la Historia Britonum, Llyr potrebbe essere stato portato come prigioniero a Roma, e questa leggenda tradizionale potrebbe essere l'origine del dramma di Shakespeare. Lear potrebbe anche essere Lir, un dio del mare nella mitologia celtica; tra i figli di Lir ci sono Brân il Benedetto e Mannanan, il creatore dell'Isola di Man.
Una delle fonti di Shakespeare era un dramma precedente, King Leir. In questo dramma Cordelia e il Re di Francia servono Leir travestiti da contadini. Tuttavia, l'antica leggenda popolare di Lear era esistita in molte versioni precedenti a questa, ed è possibile che Shakespeare ne fosse a conoscenza.
Si ritiene che la fonte più importante di Shakespeare sia stata la seconda edizione di The Chronicles of England, Scotlande, and Irelande di Raphael Holinshed, pubblicata nel 1587. Lo stesso Holinshed trovò il racconto nella più antica Historia Regum Britanniae di Goffredo di Monmouth, scritta nel secolo XII.
Il nome di Cordelia fu probabilmente tratto da La regina delle fate di Edmund Spenser, pubblicata nel 1590. Anche la Cordelia di Spenser muore impiccata, come nel "Re Lear".
Per quanto invece riguarda l'intreccio secondario di Gloucester, la fonte principale è il capitolo X, libro II di Arcadia (1590) di Sir Philip Sidney (di cui è possibile sia stato usato anche il capitolo XV, sempre del libro II)
Altre fonti probabili sono: A Mirror for Magistrates (1574), di John Higgins The Malcontent (1604), di John Marston The London Prodigal (1605) Arcadia (1580-1590), di Philip Sidney, da cui Shakespeare trasse l'impronta generale della trama secondaria di Gloucester i Saggi di Michel de Montaigne, tradotti in inglese da Giovanni Florio nel 1603 An Historical Description of Iland of Britaine, di William Harrison Remaines Concerning Britaine, di William Camden (1606) Albion's England, di William Warner, (1589) A Declaration of egregious Popish Impostures, di Samuel Harsnett (1603), che fornì alcune delle espressioni usate da Edgar quando si finge pazzo.
Revisioni Il testo moderno del Re Lear deriva da tre fonti: due edizioni in quarto (Q) pubblicate rispettivamente nel 1608 e nel 1619 e la prima versione in folio (F) del 1623. Vi sono differenze significative tra le due versioni, in quanto Q contiene 285 righe di testo che non sono presenti in F, mentre F contiene 100 righe di testo che non appaiono in Q. I primi editori, ad iniziare da Alexander Pope, scelsero semplicemente di combinare i diversi testi, il che produsse un'opera teatrale piuttosto lunga per gli standard del tempo. Nel 1931 Madeleine Doran suggerì tuttavia che i due testi provenissero da fonti diverse e che le differenze tra di loro non dovevano essere sottovalutate. Tale argomento, tuttavia, non divenne oggetto di discussione fino agli anni Settanta, quando Michael Warren e Gary Taylor sostennero la tesi che Q derivasse dagli scritti originali di Shakespeare, mentre F derivava da una versione per il palcoscenico preparata da Shakespeare o da qualcun altro.In breve: Q sarebbe l'originale dell'autore, mentre F sarebbe una riduzione teatrale. Oggi sia il testo tradizionale sia i testi separati dell'in quarto e dell'in folio sono diventati oggetto di pubblicazione.
Commento La leggenda del re Lear Lear era un sovrano leggendario della Britannia, benché sia ovvio che la sua vicenda faccia parte del patrimonio folcloristico delle più svariate culture. Il Lear "storico" sarebbe vissuto poco prima del tempo della fondazione di Roma, ossia nell'VIII secolo a.C.; secondo lHistoria regum Britanniae di Goffredo di Monmouth, Lear, approssimandosi la vecchiaia, aveva deciso di dividere la Britannia fra le sue tre figlie e i mariti che egli avrebbe loro assegnati, pur mantenendo l'autorità regale.
Quando chiede loro di dichiarare l'affetto che gli portano, Cordelia, la figlia minore, disgustata dalla sfacciata adulazione delle sorelle Goneril e Regan, gli risponde che il suo affetto è quello dovuto da ogni figlia a ogni padre. Lear adirato la disereda, mentre consegna metà del suo regno a ciascuna delle sorelle di Cordelia ed ai rispettivi mariti (Duca d'Albany e Duca di Cornovaglia).
Poco dopo il Re di Francia, e cioè di un terzo della Gallia, avendo avuto notizia della bellezza di Cordelia, la prende in sposa, rinunciando alla dote e la porta con sé. Molto tempo dopo, i due governatori insorgono contro Lear e lo depongono; egli si reca allora presso la figlia in Gallia, dove viene bene accolto.