Il clan Bevilacqua-Passalacqua è un'organizzazione criminale di etnia rom attiva in Calabria.

Storia Origini La carriera criminale dei rom ha preso piede nel Cosentino all'inizio del millennio, per poi diffondersi in tutta la Calabria. Stando alle dichiarazioni dei pentiti e alle prime significative emersioni processuali, i gruppi di etnia Rom avrebbero assunto il controllo del mercato illegale del traffico di stupefacenti, operando sotto la protezione e con l'approvazione delle 'ndrine storiche. Sebbene il gruppo nel suo complesso non sia esclusivamente dedito ad attività illegali, comprende una serie di individui e famiglie che portano questi cognomi, tra cui una parte coinvolta in operazioni criminali e in azioni tipiche della mafia. Molto probabilmente come i membri del clan Casamonica prendono origine dalle famiglie di rom abruzzesi venuti in Italia dalla fine del XIV fino all'inizio del XV.Rom abruzzesi Attività Criminali e Geografia delle famiglie Le attività Criminali delle famiglie Bevilacqua e Passalacqua sono varie e hanno tutte il metodo mafioso, vanno dall'estorsione, spaccio, furti di auto e riciclaggio. Queste attività vengono svolte a Crotone, Catanzaro, Cosenza e dintorni. Il clan Bevilacqua-Passalacqua ultimamente tratta alla pari con le cosce storiche calabresi, anche perché alcuni membri delle cosche rom sono stati battezzati dalla 'ndrangheta e alcuni di loro hanno avuto ruoli nei clan locali, il rifornimento di droga della zona Crotonese-Catanzarese secondo delle indagini avviene a Cutro e San Leonardo di Cutro, ma anche nella zona di Reggio Calabria.

Il gruppo di Catanzaro Nel territorio di Catanzaro, principalmente radicato nei quartieri della zona sud come Viale Isonzo e Aranceto, opera un sodalizio di matrice rom indipendente da quello cosentino, giornalisticamente noto come "clan degli zingari". Il gruppo, storicamente guidato da Domenico Bevilacqua (detto "Toro Seduto") fino al suo omicidio nel 2015, si caratterizza per l'uso interno di alias e per accese faide intestine legate alla gestione del traffico di stupefacenti. Nel 2023, le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia hanno contestato formali reati di associazione mafiosa ai componenti del nucleo locale, evidenziandone l'autonomia criminale sul capoluogo.

Note

Categoria:Criminalità in Calabria