Voi che per li occhi mi passaste 'l core è un sonetto di Guido Cavalcanti.

Testo e parafrasi

Testo

Parafrasi

Analisi In Voi che per li occhi mi passaste 'l core, Guido Cavalcanti si rivolge direttamente alla donna amata, descrivendo con tono analitico e drammatico gli effetti distruttivi provocati dall’amore. Gli elementi tradizionali della poesia amorosa vengono qui reinterpretati in chiave tragica: la figura femminile appare come principio scatenante di un processo interiore lacerante che conduce alla frammentazione dell’identità dell’io poetico. Dal punto di vista linguistico, l’autore impiega un lessico riconducibile alla tradizione del dolce stil novo, ma lo utilizza con un rigore concettuale inedito: ogni termine assume una precisa funzione semantica e quasi scientifica; ad esempio, il vocabolo core, che in Guido Guinizelli conserva un valore più simbolico e generico, in Cavalcanti va interpretato nel suo senso fisiologico letterale. Tale accuratezza terminologica risponde all’intento di oggettivare l’esperienza amorosa: il poeta non mira a rappresentare un sentimento astratto, bensì a condurre una vera e propria analisi della passione, restituendole una dimensione concreta e visiva.

Struttura metrica Il sonetto è composto da quattordici versi endecasillabi, organizzati secondo uno schema metrico che prevede due quartine con rima incrociata ABBA e due terzine con rima disposta CDE-EDC.

Note

Voci correlate Dolce stil novo

Altri progetti