Il VII CIAM è stato il settimo Congresso Internazionale di Architettura Moderna tenutosi nel 1949 a Bergamo, segnando una tappa cruciale nella riflessione urbanistica del movimento moderno . Fu un evento significativo in cui si discusse il tema della ricostruzione post-bellica e si delinearono nuovi approcci alla progettazione urbana .

Tra i principali protagonisti del VII CIAM vi furono alcuni dei più influenti architetti del XX secolo, tra cui Le Corbusier, che ebbe un ruolo centrale nel dibattito . Al congresso parteciparono urbanisti, architetti e intellettuali provenienti da diverse nazioni, contribuendo a un confronto internazionale sui modelli di sviluppo urbano .

Uno dei temi più discussi fu la cosiddetta "Griglia del VII CIAM", uno schema di rappresentazione urbana che serviva a sistematizzare l'analisi delle città secondo criteri funzionali e sociali . Questo metodo di classificazione influenzò profondamente la pianificazione urbanistica negli anni successivi .

Antefatti Il Congresso del CIAM (Congrès Internationaux d'Architecture Moderne) del 1949, tenutosi a Bergamo, fu un evento cruciale per il movimento dell'architettura moderna. La sua organizzazione fu affidata ad un comitato dedicato, con l'obiettivo di coinvolgere la città in un evento di grande rilevanza internazionale, non solo attraverso la partecipazione di esperti del settore, ma anche coinvolgendo le autorità politiche, religiose e culturali, insieme alla stampa locale. Il comitato organizzativo ed esecutivo fu costituito con Nino Zucchelli come segretario e Pino Pizzigoni come presidente. La lista dei membri fu aggiornata più volte e includeva nomi noti come Pierluigi Nervi, Luigi Piccinato, Mario Ridolfi, e numerosi esponenti bergamaschi come Nestorio Sacchi e Tito Spini.

Comitato Organizzativo Il comitato organizzativo fu incaricato di coordinare le varie fasi del congresso, tra cui l’alloggio, i viaggi, i ricevimenti e l’allestimento delle mostre. Una delle principali preoccupazioni fu quella di reperire fondi per finanziare l’evento, e fu costituito un “Comitato d’Onore e di Ospitalità” a cui vennero invitati potenziali finanziatori. Le donazioni ammontarono a 1.520.000 lire, con i maggiori contributori come l'Italcementi (200.000 lire) e la Dalmine (150.000 lire), mentre molte altre piccole donazioni provennero da aziende locali e gruppi industriali. La campagna di raccolta fondi si rivelò determinante per il successo dell’organizzazione.

Allestimento della Mostra Un elemento distintivo del congresso fu l’allestimento della mostra dei progetti, curato da Franco Albini e Nestorio Sacchi. La mostra si tenne nel Palazzo della Ragione e presentava una disposizione semplice e funzionale: i progetti vennero esposti su pannelli rigidi sospesi tramite cavi alle capriate del salone. Ogni pannello ospitava due tavole, per un totale di 28 progetti esposti. La configurazione della mostra, basata sulla Griglia CIAM, consentì una rapida installazione e mostrò l’applicazione dei principi di progettazione che erano al centro della discussione del congresso.

Il Programma e gli Eventi Collaterali Il programma del congresso subì diverse modifiche a causa di difficoltà logistiche e organizzative, tra cui la cancellazione di numerosi eventi e visite. Tuttavia, il congresso si caratterizzò per una serie di visite a importanti luoghi industriali, come l'Istituto Sperimentale per Applicazioni in Calcestruzzo (ISAC) dell'Italcementi, che ospitò i delegati il 29 luglio, e gli stabilimenti della Dalmine, che li accolsero il 25 luglio. Questi eventi, insieme a pranzi e cene organizzati nei migliori ristoranti di Bergamo, contribuirono a rendere l’evento un’occasione di scambio e di rafforzamento dei legami tra i professionisti del settore.

Aspetti Istituzionali e Diplomatici Il congresso del CIAM 7 fu anche un evento di rilievo per la città di Bergamo e per l'Italia, tanto che il Sindaco Enrico Rinaldi invitò il Presidente del Consiglio Alcide de Gasperi ad inaugurare l’apertura del congresso. Sebbene de Gasperi non poté partecipare, il governo fu rappresentato dal Ministro dei Lavori Pubblici, Umberto Tupini. Le immagini dell’inaugurazione, che ritraevano Tupini insieme a Ernesto N. Rogers e Piero Bottoni, sono diventate simboliche dell'importanza dell'evento per il paese.

Griglia del CIAM La Griglia del CIAM (Grille CIAM) è uno strumento grafico e analitico ideato nel 1948 dal gruppo francese dei Congrès Internationaux d'Architecture Moderne (CIAM), noto come ASCORAL (Assemblée des Constructeurs pour une Rénovation Architecturale). Questo strumento fu sviluppato in preparazione del settimo congresso CIAM (CIAM 7) di Bergamo, con l'obiettivo di uniformare la presentazione dei progetti urbanistici proposti dai diversi gruppi nazionali.

La Griglia CIAM del 1948 rappresentò un tentativo pionieristico di sistematizzare l'analisi e la progettazione urbana, anticipando metodi di data visualization e approcci analitici interdisciplinari. Il suo impatto si estese oltre il CIAM 7, influenzando strumenti di pianificazione urbana e metodologie di rappresentazione grafica dell’architettura e della città.

Contesto e nascita Alla fine del CIAM 6, tenutosi a Bridgewater nel 1947, la commissione di preparazione del successivo congresso espose la necessità di individuare una metodologia standardizzata per la presentazione dei progetti urbanistici. Fino ad allora, ogni gruppo nazionale utilizzava formati e metodi di esposizione differenti, rendendo difficile un'analisi comparativa efficace.Per risolvere questa problematica, Le Corbusier, insieme all’ASCORAL, propose la creazione di una Griglia che consentisse di rappresentare i progetti in modo chiaro e strutturato, garantendo al tempo stesso:

Comprensibilità per il grande pubblico Analisi e sintesi immediata per gli specialisti Visione d'insieme per i politici Metodologia specifica per professionisti del settore (architetti e urbanisti)

Nel maggio 1948, una prima versione della Griglia CIAM fu presentata a Vienna per una valutazione preliminare e per raccogliere eventuali suggerimenti. Il formato definitivo venne approvato dal consiglio dei CIAM durante la sessione pasquale del 1948.

Struttura della Griglia La Griglia CIAM è costituita da un insieme di righe e colonne, che permettono di classificare i progetti urbanistici in base a diversi aspetti analitici.

Le righe rappresentano nove categorie di analisi, con l'aggiunta di una decima riga per eventuali elementi non contemplati nelle categorie precedenti. Inoltre, sono presenti due righe dedicate alla valutazione della reazione degli utenti ai progetti presentati.

Le colonne si basano sulle quattro funzioni fondamentali della Carta di Atene (1933):

Abitare Lavorare Coltivare il corpo e lo spirito Circolare

A queste si aggiunge una quinta colonna per eventuali funzioni non previste dalle prime quattro.

Metodo di compilazione Ogni incrocio tra righe e colonne individua una specifica combinazione tra funzione urbanistica e aspetto analizzato. Le informazioni vengono rappresentate attraverso tavole grafiche in formato 21 × 33 cm, contenenti:

Disegni, grafici o fotografie Testi esplicativi Legende con informazioni essenziali

La legenda comprende inoltre un contrassegno a colori, con quattro linee che corrispondono alle quattro funzioni della Carta di Atene. L'utente deve indicare quale funzione prevale nel documento inserito e, se necessario, segnalare altre funzioni con una colorazione parziale.

Il "Ventaglio" tematico del CIAM 7 In vista del CIAM 7, la commissione dell’ASCORAL propose un ventaglio di temi urbanistici assegnati ai vari gruppi nazionali. L'obiettivo era quello di coprire in modo equilibrato le problematiche urbanistiche del tempo ed evitare ridondanze.Ogni gruppo era chiamato a presentare i propri progetti all'interno della Griglia CIAM, favorendo una documentazione organica e sistematica delle condizioni urbanistiche dei vari paesi partecipanti.

Applicazione e influenza La Griglia CIAM rappresentò un'innovazione metodologica nella pianificazione urbana e nell'analisi urbanistica, offrendo un modello di lettura strutturata dei fenomeni urbani. Essa permise di:

Standardizzare la presentazione dei progetti nei congressi CIAM Facilitare il confronto tra progetti urbanistici di diversi contesti nazionali Offrire una visione sistematica delle problematiche urbane contemporanee

Nel corso degli anni, la metodologia introdotta dalla Griglia CIAM ha influenzato diversi strumenti di pianificazione urbanistica, ispirando pratiche di analisi urbana e progettazione partecipata.

Considerazioni teoriche L’uso della Griglia CIAM si inserisce in un più ampio dibattito sull’urbanistica moderna, evidenziando il rapporto tra architettura, tecnica e società. Le istruzioni allegate alla griglia riflettono questa visione, ponendo l’accento su:

Il controllo della tecnica da parte dell’uomo (e non viceversa) La necessità di una pianificazione urbanistica razionale Il rapporto tra individuo e collettività L’importanza di un’etica della solidarietà urbana La gestione delle risorse energetiche, con riferimento alle potenzialità dell’energia idroelettrica e atomica

I lavori del congresso Il congresso ebbe luogo dal 22 al 30 luglio 1949, in due sedi principali: la Biblioteca e il Palazzo della Ragione di Bergamo. Il 22 luglio, il Consiglio del CIAM si riunì per discutere l'ordine del giorno e i programmi di lavoro nelle diverse commissioni. Durante questa riunione, i membri del Consiglio, tra cui Honegger, Giedion, Sert, Le Corbusier, Rogers e Steiger, furono fotografati mentre ammiravano Piazza Vecchia dalla finestra della Biblioteca.

Apertura dei lavori Il 24 luglio 1949, il congresso ebbe il suo inizio ufficiale. Il Ministro dei Lavori Pubblici italiano, Umberto Tupini, rappresentò il governo italiano, salendo la scalinata del Palazzo della Ragione per raggiungere la Sala delle Capriate. Il sindaco di Bergamo, Ferruccio Galmozzi, aprì la giornata con un saluto di benvenuto. Successivamente, Piero Bottoni, delegato italiano del CIAM, tenne un discorso che ricordò i membri fondatori italiani del CIAM, Giuseppe Terragni e Gianluigi Banfi, e sottolineò il ruolo fondamentale del gruppo italiano nell'organizzazione del congresso.Il presidente del CIAM, Josep Lluis Sert, pronunciò una relazione introduttiva, in cui delineò i temi principali del congresso: l'applicazione dei principi della Carta di Atene nei piani urbanistici, la sintesi delle arti plastiche e la riforma dell'insegnamento dell'architettura e dell'urbanistica. A seguire, Le Corbusier intervenne per spiegare la "Griglia CIAM", definendola uno strumento di lavoro e presentando i piani urbanistici come una forma di "poesia in raccoglitori".

Lavori delle commissioni I lavori si svilupparono principalmente nelle commissioni e nelle riunioni plenarie. La prima commissione si concentrò sullo studio comparativo dei piani urbanistici esposti, con discussioni animate tra i delegati. Durante questa fase, Le Corbusier fu fotografato al centro della scena, circondato dalle griglie urbanistiche.Il 30 luglio, alla seduta plenaria finale, partecipò come ospite d'onore Eugène Claudius-Petit, ministro francese della Ricostruzione e dell’Urbanistica. Claudius-Petit lodò il ruolo degli architetti come "artigiani della felicità", sottolineando l'importanza del loro lavoro nella creazione di spazi che possano migliorare la qualità della vita delle persone.In una relazione successiva, Van Eesteren sintetizzò i lavori svolti nella commissione preparatoria per il prossimo congresso, mentre Ernesto N. Rogers presentò le conclusioni della commissione dedicata alla riforma dell'insegnamento dell'architettura e dell'urbanistica.

Allestimento e innovazioni