Il Palazzo delle Cento Finestre, noto anche come Villa Perotti-Toriello, è una residenza nobiliare settecentesca situata a Covelo, frazione di Vallelaghi in Trentino-Alto Adige. Deve il suo soprannome all’elevato numero di finestre disposte in maniera simmetrica, che ne accentuano la monumentalità nel contesto del piccolo borgo. La villa è nota per i suoi interni riccamente decorati in stile tardo-barocco e rococò, con affreschi di Pietro Antonio Bianchi e Carlo Henrici.
Storia Famiglia Perotti (metà XVIII secolo – 1765) La costruzione del palazzo risale alla metà del XVIII secolo e fu promossa da Pietro Antonio Perotti, un nobile originario di Avio che intendeva realizzare una villa di delizia (residenza estiva) in località Covelo, presso i laghi di Santa Massenza e Toblino. I lavori si conclusero attorno al 1759 (data incisa in una porzione alta dell’edificio). Alla morte di Perotti nel 1765, la dimora passò a sua moglie, Orsola Manci (o Manco).Archivio comunale di Vallelaghi, La villa di Covelo e la famiglia Perotti, 1970. Bruno Passamani, Ville del Trentino, Trento, G.B. Monauni, 1973, pp. 123–126.
Secondo lo storico Passamani, già in questa fase l’edificio assunse il caratteristico aspetto con numerose finestre regolari, fattore da cui deriva il soprannome di Palazzo (o Villa) delle Cento Finestre.
Transizione e Sizzo de Noris (fine XVIII secolo – 1936) Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, la villa passò, per alleanze matrimoniali, alla famiglia Sizzo de Noris, una casata aristocratica di rilievo nel Principato vescovile di Trento.L'Adige, articolo del 1982 sui rapporti genealogici dei Sizzo de Noris nel Principato vescovile di Trento. Nel 1843 il conte Giuseppe Sizzo de Noris citò l’edificio nel suo volume Memorie intorno alla famiglia tridentina dei conti Sizzo de Noris, corredato di litografie raffiguranti la Villa di Covelo e il suo boschetto.Giuseppe Sizzo de Noris, Memorie intorno alla famiglia tridentina dei conti Sizzo de Noris, 1843, con litografie sulla Villa di Covelo. I Sizzo mantennero la proprietà fino ai primi decenni del XX secolo, apportando modifiche soprattutto nel giardino superiore, trasformato in un’area romantica con un boschetto e una piccola cascata.Ecomuseo Valle dei Laghi (Archivio storico 1902–1905), documentazione sulle modifiche al giardino superiore in epoca Sizzo. Rauzi ricorda inoltre che la villa, chiamata all’epoca “Villa dei conti Sizzo a Covelo,” rappresentava un tipico esempio di villa di delizia settecentesca, con esterni sobri e interni ricchi di decorazioni barocche e rococò.Gian Maria Rauzi, Ville Trentine. Dal palazzo di città alle ville del contado, Curcu & Genovese, Trento, 2001, pp. 88–90.
Famiglia Toriello (1936 – presente) Nel 1936 il palazzo fu acquistato dalla famiglia Toriello, casata di origine campana, legata alla nobiltà del Regno di Napoli in epoca borbonica. La famiglia ne detiene tuttora la proprietà e sostiene la conservazione.Documenti genealogici Toriello (Archivio comunale di Covelo, atto 1936) legati al Regno di Napoli in epoca borbonica. Durante la seconda guerra mondiale, la villa fu risparmiata da danni rilevanti, grazie anche alla posizione appartata di Covelo.L’Adige, cronaca locale, 1945, menzione della Villa durante la seconda guerra mondiale.Documenti genealogici Toriello (Archivio comunale di Covelo, atto 1936) legati al Regno di Napoli in epoca borbonica. Nel dopoguerra, la famiglia Toriello avviò diversi interventi di restauro conservativo, volti alla salvaguardia dei preziosi affreschi settecenteschi e degli stucchi rococò.Delibera comunale (1950) su interventi di restauro postbellico, archivi di Vallelaghi.
Grazie ai periodici interventi di restauro — incluso l’uso di sistemi di deumidificazione a iniezione per proteggere gli affreschi — gli interni conservano gran parte delle decorazioni settecentesche in eccellente stato di conservazione.EdilTech Magazine, n. 5 (1995), p. 22: relazione tecnica sulla deumidificazione a iniezione al Palazzo delle Cento Finestre. Pur rimanendo una residenza privata, a partire dal XX secolo la famiglia Toriello ha aperto al pubblico il salone d’onore e altre sale per eventi o visite guidate. L'edificio è divenuto oggetto di numerose iniziative culturali, tra cui le Giornate FAI, concerti di musica classica, presentazioni di libri e altre visite guidate in collaborazione con enti locali.FAI Giornate di Primavera, dossier 2010, archivio FAI: visite a Palazzo Toriello (Covelo).Locandine comunali di Vallelaghi (2000–2010) su concerti, presentazioni di libri ed eventi culturali all’interno della villa. Tali eventi ne hanno accresciuto il valore turistico e artistico, e hanno contribuito a consolidarne la fama di raro esempio di villa settecentesca integralmente conservata in Trentino, citato in diversi studi di architettura e storia dell’arte.Trentino Cultura, rivista 2002, art. Un raro esempio di villa settecentesca intatta in Trentino, pp. 40–42.Documento locale (2003), conferma su integrale conservazione della villa settecentesca in Vallelaghi.
Descrizione Struttura esterna L'edificio si presenta come un grande blocco parallelepipedo di tre piani (quattro sul lato a valle), con copertura a padiglione in coppi. La facciata principale, sobria ma imponente, è scandita da numerose finestre disposte in modo simmetrico, da cui deriva il soprannome Cento Finestre. Nonostante l’apparenza sobria, gli interni mostrano ricche decorazioni di gusto tardo-barocco e rococò.Rivista di Architettura, 1980, studio su influssi barocchi e rococò in area trentina, pp. 45–48. Il portale d’ingresso in pietra reca un mascherone sulla chiave di volta, elemento tipico dell'ornamentazione barocca.
Attorno al palazzo si estende un giardino terrazzato composto da due sezioni: Un giardino all'italiana nella parte inferiore, caratterizzato da aiuole geometriche e vialetti regolari. Una sezione romantica ottocentesca voluta dai Sizzo, dotata di un boschetto ombreggiato, sentieri sinuosi e una piccola cascata. Secondo Passamani, qui è presente un’epigrafe commemorativa delle opere di abbellimento realizzate nell’Ottocento.Bruno Passamani, op. cit., p. 129, menzione dell’epigrafe commemorativa nel boschetto romantico.
Gli interni All’interno spicca un salone d’onore a doppia altezza, con balconate interne e decorazioni di gusto barocco-rococò. Le pitture sono attribuite principalmente a: Pietro Antonio Bianchi (milanese), che nel 1766 eseguì vedute prospettiche e rovine architettoniche; Carlo (Karl) Henrici (1737–1823), bolzanino, autore di scene allegoriche e mitologiche (scala monumentale e salone d'onore) come definito da Rauzi un “inno pagano e cosmico.”Gian Maria Rauzi, op. cit., p. 89: definizione di Henrici come «inno pagano e cosmico».
Tra i dettagli di rilievo figurano stucchi rococò di notevole pregio, un monumentale camino in marmo rosso (con stemmi Perotti e Manci) e svariati trompe-l'œil alle pareti. Sia Passamani sia Rauzi considerano questo insieme decorativo un notevole esempio di villa settecentesca in Valle dei Laghi, ancora sostanzialmente intatto.
Conservazione Il palazzo è soggetto ai vincoli del Codice dei Beni Culturali italiano, oltre che alle normative della Provincia autonoma di Trento in materia di beni di interesse storico. Gli interventi strutturali o decorativi devono ottenere il parere degli enti preposti alla tutela.
Per contrastare l’umidità di risalita, dannosa per gli affreschi, sono stati implementati sistemi di deumidificazione a iniezione, mentre infissi e copertura del tetto sono stati periodicamente restaurati per preservare l’integrità architettonica. Il fatto che i Toriello vivano stabilmente nella residenza ne facilita il controllo e la manutenzione regolare.
Nomi alternativi Nel corso dei secoli, la villa è stata conosciuta con diverse denominazioni, a seconda delle famiglie che l’hanno posseduta: Villa (Palazzo) Perotti: dal nome del fondatore Pietro Antonio Perotti. Villa (dei conti) Sizzo: durante la proprietà dei conti Sizzo de Noris. Palazzo (o Villa) delle Cento Finestre: per la particolare facciata finestrata, nome popolare divenuto il più diffuso. Palazzo Toriello: dal 1936 in poi, in riferimento all’attuale famiglia proprietaria.
Note
Bibliografia Ezio Chini, Villa Perotti Toriello a Covelo – Gli affreschi di Karl Henrici e di Pietro Antonio Bianchi, Comune di Vallelaghi, 2018. Giuseppe Sizzo de Noris, Memorie intorno alla famiglia tridentina dei conti Sizzo de Noris, 1843. Bruno Passamani, Ville del Trentino, Trento, G.B. Monauni, 1973, pp. 123–126. Gian Maria Rauzi, Ville Trentine. Dal palazzo di città alle ville del contado, Curcu & Genovese, Trento, 2001, pp. 88–90. Archivio comunale di Vallelaghi – Documentazione su “La villa di Covelo e la famiglia Perotti” (1970) e atti genealogici Toriello (1936). Ecomuseo Valle dei Laghi (Archivio storico 1902–1905), documenti sulle modifiche ottocentesche in epoca Sizzo. Delibera comunale (1950) sugli interventi di restauro postbellico (archivi di Vallelaghi). L’Adige, cronaca locale (1945, 1982), menzioni sulla villa in contesto bellico e genealogico. EdilTech Magazine, n. 5 (1995): relazione tecnica su deumidificazione del palazzo. Dossier FAI Giornate di Primavera (varie edizioni, 2010–2018).
Collegamenti esterni
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