Argo Panopte () è un personaggio della mitologia greca. Fu un principe di Argo che ebbe il dono di avere occhi disseminati su tutto il corpo.

Etimologia

Il nome Argo () deriva direttamente dall'aggettivo greco ἀργός (argós), il quale possiede una duplice area semantica a seconda del contesto: può significare "di un bianco brillante", "lucente", oppure "rapido", "veloce come il baleno" (valenza quest'ultima tipica dei nomi attribuiti ai cani da caccia, come nella formula omerica ποδὰς ἀργοί).

Nel passaggio da aggettivo a nome proprio di persona (antroponimo), il nome subisce la ritrazione dell'accento sulla prima sillaba, una dinamica tipica della lingua greca antica per distinguere i nomi propri. Nel contesto del sovrano argivo, il nome assume il significato di "il brillante" o "il fulgido", legandosi simbolicamente alla regalità e alla luce solare, e dando vita a numerosi casi di omonimia all'interno del mito classico, che spaziano dal costruttore della nave degli Argonauti fino al fedele cane di Odisseo nell'Odissea.

Al nome proprio viene tradizionalmente associato il celebre epiteto Panopte (), un termine composto da πᾶς (pâs, "tutto") e dalla radice del verbo ὁράω (oráō, "vedere", attraverso il tema ὀπ- legato alla vista). Il significato letterale del composto è "colui che tutto vede", "l'onniveggente", epiteto che riflette fedelmente il suo ruolo mitico di guardiano perenne e la sua anatomia caratterizzata dagli occhi disseminati sull'intero corpo. Questa nozione semantica trova perfetta corrispondenza anche nella descrizione arcaica del mitografo Ferecide, il quale definisce l'eroe con l'aggettivo sinonimico παντόφθαλμος (pantòphthalmon), ovvero "cosparso di occhi ovunque" o "tutto-occhi".

Genealogia

Figlio di ArestoreScolii a Omero, Odissea, II, 120, che cita Ferecide di Atene: ("Micene, figlia di Inaco e di Melia figlia di Oceano; dalla quale e da Arestore [nacque Argo]"). o di Agenore o di Inaco o di Argo e di Ismene (o Micene)Scolii a Omero, Odissea, II, 120, che cita Ferecide di Atene: ("Micene, figlia di Inaco e di Melia figlia di Oceano; dalla quale e da Arestore [nacque Argo]"). oppure nato dalla terra (Gea).

Non sono noti eventuali nomi di mogli o progenie.

Mitologia

Ferecide di Atene scrisse che la diffusione di occhi su tutto il corpo di Argo Panopte fu un dono di Zeus che, per ottenere un guardiano infallibile, ricoprì ogni parte del suo corpo di occhi.Ferecide di Atene, Frammenti, FGrH 3 F 66 (ed. Jacoby) / Fr. 66 (ed. Fowler); conservato in Scholia in Euripidem, ad Orestem, 932 (ed. Schwartz). «Ferecide dice che egli era cosparso di occhi ovunque, poiché Zeus gli aveva fatto questo dono...». Il termine Διὸς è il genitivo regolare del nome di Zeus.

La forza e le imprese

Argo Panopte era inoltre dotato di una potenza fisica colossale e grazie a questi attributi compì numerose imprese per proteggere il Peloponneso. Argo Panopte uccise il toro che devastava l'Arcadia e ne prese il manto per indossarlo. Uccise un satiro che rubava il bestiame agli abitanti locali ed uccise anche la mostruosa Echidna (che aveva l'abitudine di rapire i passanti) cogliendola di sorpresa mentre dormiva in una grotta.

L'epiteto ed il compito di Era

Argo, ebbe l'epiteto Panoptes (ovvero lonniveggente), poiché Era lo volle guardiano di Io che con quattro occhi guarda in ogni direzione e gli donò la forza di essere sempre vigile sulla giovenca (Io). Così la legò ad una pianta di ulivo all'interno del boschetto dei Micenei.

Apis e la morte

Durante la sua vita, condannò a morte i cospiratori Telchione, () e Telchi () che ordirono la fine di Api e fu a sua volta ucciso da Ermes incaricato da Zeus di rubare la vacca (Io) che stava custodendo (per conto di Era).

Secondo la tradizione mitografica greca raccolta dagli scoliasti e dai poeti ellenistici, la dea Era, addolorata per la perdita del suo servitore, decise di immortalare la sua memoria e raccolse i cento occhi dal corpo esanime di Argo Panoptes e li impresse sul piumaggio della coda del pavone (l'uccello a lei sacro), per trasformare così i segni visivi della sorveglianza di Argo Panopte in un ornamento eterno per il proprio animale simbolo.Scolii su Arato, Fenomeni, 230Mosco, Europa, 55-62.

Ovidio racconta che Ermes prima suonò il flauto ed attese che Argo si addormentasse e poi gli tagliò la testa. Inoltre aggiunge che Era pose quegli occhi anche sulla coda del pavone, spiegando così l'origine della bellezza del pavone maschio.

In altri media Argo, nella saga Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo e nella successiva Eroi dell'Olimpo, appare come capo della sicurezza del Campo Mezzosangue. Argo è uno dei boss del gioco God of War: Betrayal.

Note

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