Radio Varese è stata una emittente radiofonica italiana, attiva dal 1976 al 1999. Divenuta successivamente Radio Varese-Lega Lombarda, quindi Radio Padania Libera e infine Radio Libertà.

È stata una delle radio libere italiane che a metà anni settanta hanno messo in discussione il monopolio della Rai, caduto poi per illegittimità (salvo in ambito nazionale) con la sentenza della Corte Costituzionale n.202 emessa il 15 luglio 1976 e pubblicata il successivo 4 agosto. Come nel resto d'Italia, la sentenza darà il via a numerose iniziative di emittenza locale anche nel Varesotto.

Storia

Costituita come cooperativa con sede a Varese in via Giuseppe Walder 36, comincia le trasmissioni pochi mesi prima della liberalizzazione, il 28 febbraio 1976., uscendo con un segnale radio da un solo Watt di potenza sui 100,700 MHz in modulazione di frequenza.. La sigla di apertura e di chiusura è il brano Longuita degli Inti-Illimani.

Trasmettitore e antenna sono autocostruiti; l'antenna di radiodiffusione, inizialmente posta in un quartiere alto di Varese (il Colle di Giubiano), verrà poi collocata dapprima sul tetto della stazione a monte della funicolare Vellone-Campo dei Fiori (a circa 1020 m s.l.m) e infine sul tetto del Grand Hotel Campo dei Fiori (a circa 1050 m s.l.m). per affrontare il rapido emergere di segnali interferenti che provenivano da altre nuove radio libere, e per ampliare l'area di ascolto. Nel contempo cresce anche la potenza di trasmissione, con 100 Watt sulla stazione della funicolare (dove l'impianto subisce un sabotaggio con un chiodo piantato nel cavo coassiale di alimentazione dell'antenna). fino a raggiungere poi i 3000 Watt sul tetto del Grand Hotel., con conseguente aumento dei costi di gestione..

Il logo, creato dal grafico Mario Marvasi, raffigura tre scimmie che, all'opposto delle “tre scimmie sagge”, ascoltano, vedono e parlano. Per questo l'emittente diventa nota anche come la “radio delle tre scimmiette”. Ceduta al Partito Socialista Italiano nel 1985, chiude il suo ciclo il 19 ottobre 1990, quando viene acquistata dalla Lega Lombarda che ne cambia il nome e l'impostazione originale, con l'abbandono degli ultimi collaboratori storici.. Diventa così dapprima Radio Varese-Lega Lombarda, poi Radio Padania Libera e infine Radio Libertà.

Il primo direttore responsabile di Radio Varese è Luciano Di Pietro (che negli anni novanta sarà direttore del mensile Bell'Europa della Editoriale Giorgio Mondadori. I successivi direttori sono il giornalista e scrittore Nuccio Madera (che nel 1996 diventerà direttore prima di Bell'Europa e poi del mensile Arte, e in seguito darà vita al Premio Cairo insieme all'imprenditore Urbano Cairo)., quindi Maria Bianucci (fino al 1985), e infine Franco Ferraro, ultimo direttore operativo fino al 1990. Radio Varese entra a far parte dell'A.N.T.I. (Associazione nazionale teleradio indipendenti), di cui lo stesso Lovisolo era stato vicepresidente..

Nel 2003 viene pubblicato dalla casa editrice varesina NEM. del medico, poeta e scrittore Dino AzzalinTra il 2013 e il 2016 presidente provinciale dell'organizzazione Medici con l'Africa Cuamm (che in radio aveva condotto il programma Latino America) il libro Radio Varese 100,700 - L'unica radio libera dell'occidente occupato a cura di Maria Bianucci, con i contributi di molti dei partecipanti alle vari fasi della storia di Radio Varese. Il ricavato sarà interamente devoluto a Varese con te, una ONLUS per l'assistenza ai malati terminali.

Negli anni, l'esperienza a Radio Varese forma giornalisti, scrittori, autori di programmi tv e altre figure di rilievo in ambito locale e nazionale sia nei giornali (ANSA, Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, Repubblica, La Prealpina, Giornale del Popolo, Buscadero) che in televisione (Rai, Mediaset, RSI). Roberto Maroni, uno dei conduttori della radio e che si occupava, tra altre cose, del programma L'altro ieri dedicato al folclore locale., arriverà a ricoprire le cariche di Ministro dell'Interno, di Ministro del Welfare e di presidente della Regione Lombardia. Alcuni conduttori di Radio Varese, fra cui lo stesso Maroni, saranno tra i fondatori del gruppo musicale Distretto 51, attivo fino al 2022.

Gli inizi

Radio Varese nasce come cooperativa a responsabilità limitata per iniziativa di Sergio Lovisolo., allora docente di Lettere al liceo classico Ernesto Cairoli di Varese e radioamatore, il quale già nel 1970 aveva sviluppato un progetto di televisione privata intuendo la prevedibile fine del monopolio Rai. Lo scopo è di creare un luogo di aggregazione, uno strumento di comunicazione aperto, il più ampio possibile e rivolto a tutti. Lovisolo inizialmente coinvolge alcuni suoi ex allievi che poi aggregano altri giovani al primo nucleo dell'emittente.. È affiancato dall'amico e notaio Luciano Giaccari, il quale stipula l'atto costitutivo della cooperativa registrandolo il 17 febbraio 1976.Giaccari Luciano, Atto costitutivo di società cooperativa a responsabilità limitata , atto notarile, registrato a Menaggio (CO), 17.02.1976, n.118, vol. 180.. I primi soci sono undici: Ambrogio Vaghi, Antonio Chiaravalli, Antonio Salomone, Carmelo Gugliotta, Daniele Tamborini, Elio Girompini, Eugenio Manghi, Maurizio Tamborini, Massimo MalerbaMalerba verrà nominato segretario particolare e coordinatore per gli eventi del ministro del lavoro e delle politiche sociali Roberto Maroni, svolgendo l'incarico dal 2001 al 2005 (secondo governo Berlusconi). Riccardo Presta, Sergio Lovisolo.

Il presidente della cooperativa è inizialmente Sergio Lovisolo, seguito poi da Maria Bianucci che ricopre l'incarico dal 1982 fino al 1985.. Daniele Tamborini, vicepresidente, diventa anche il primo coordinatore della radio insieme a Maurizio Tamborini.. Si occupano dell'operatività quotidiana per preparare la struttura, la raccolta pubblicitaria, i rapporti con le case discografiche e il coordinamento fra i programmi. Poco dopo si aggiungono al coordinamento anche Enrico Favalli, Nedo Montagna, Luigi Cova e Giulio Cuore...

Due anni prima, nel 1974, il notaio Giaccari, esperto di videoarte, e sua moglie Maud Ceriotti avevano dato vita a RTL (Radio Televisione Locale), un'emittente televisiva via cavo che non riesce a decollare per via dei forti limiti normativi dell'epoca. L'iniziativa viene quindi chiusa in attesa di una regolamentazione dell'emittenza televisiva privata.. Fondano inoltre la Videoteca Giaccari e danno vita al progetto MUel (Museo Elettronico). Insieme curano per Radio Varese il programma settimanale La rubrica di Maud, con interviste e argomenti legati al mondo femminile, alla politica, i sindacati, la salute, l'ambiente e la cultura in generale.. In questo ambito, Maud e Luciano, assistiti da Renzo Ciardiello, registrano nel 1977 un'intervista all'attore Ugo Tognazzi in una camera d'albergo di Stresa, sul Lago Maggiore, dove l'attore si trovava per girare il film di Dino Risi La stanza del vescovo., tratto da un romanzo di Piero Chiara.

La radio viene inaugurata alle ore 11 del 28 febbraio 1976, subito dopo che Sergio Lovisolo aveva segnalato alla Questura l'inizio delle attività. Il segnale da diffondere giunge al trasmettitore FM posto in una zona abbastanza elevata della città (il colle di Giubiano), tramite un collegamento in ponte radio in banda UHF che parte dal tetto dell'abitazione del Prof. Lovisolo in Via Giuseppe Walder 36, nel vecchio quartiere popolare di Biumo Inferiore. Qui tre locali sono dedicati alla radio.: una saletta di regia e trasmissione dai muri e soffitto ricoperti con pannelli di polistirolo; una piccola stanza adibita a uso misto guardaroba della famiglia e registrazione dei programmi, e un locale di ingresso secondario come luogo di incontro e discussione, con tavolo di lavoro per la redazione del radiogiornale, una postazione telefonica e un archivio di dischi in vinile (inizialmente tutti messi in comune dai soci) e audiocassette. Come nella gran parte delle prime emittenti, il locale adibito alla trasmissione dei programmi in diretta non ha un'area separata per la regia al mixer. Salvo che per alcune rubriche (ospiti in diretta, microfono aperto con gli ascoltatori) sono gli stessi conduttori a gestire il mixer, la messa in onda dei brani musicali, gli interventi delle voci e i livelli audio trasmessi..

Un gruppo tecnico (Alberto Villa, Antonio Chiaravalli, Antonio Salomone, Eugenio Manghi, Fausto Abbiati, Giovanni Giorgini, Sandro Grisostolo, Renzo Ciardiello e lo stesso Lovisolo) si occupa dei vari allestimenti tecnici della radio, della loro manutenzione e delle registrazioni dal vivo dei concerti. Il trasmettitore viene assemblato da Sergio Lovisolo, assistito da Antonio Salomone, nel laboratorio milanese di Gianfranco Lovisolo, fratello di Sergio, un laboratorio che poco dopo verrà ampliato specializzandolo nel progetto e realizzazione di trasmettitori per il broadcasting. L'antenna, inizialmente un semplice dipolo, viene costruita da Sergio Lovisolo, aiutato da Antonio Salomone e Renzo Ciardiello.

All'inizio, in regia il volume del segnale audio trasmesso viene tenuto sotto controllo, per evitare fastidiose distorsioni, osservandone la traccia sullo schermo di un vecchio oscilloscopio a valvole G45 della Unaohm. L'oscilloscopio, tenuto sempre acceso, si guasta nel giro di pochi mesi e viene sostituito da un dispositivo autocostruito, una scatoletta con tre indicatori luminosi di livello; luce bianca: troppo basso, alza il livello; luce verde: normale, avanti così; luce rossa: troppo alto, abbassa il livello), rendendo chiaro anche ai conduttori le regolazioni da eseguire..

Una linea telefonica è adibita ai collegamenti con gli ascoltatori e alla ricezione delle telecronache sportive. Presto viene introdotta una seconda linea, riservata alle comunicazioni di servizio. La voce delle telecronache giunge in regia attraverso un'interfaccia con microfono e cuffie appositamente costruita dal gruppo tecnico., e dotata di un cavo lungo 100 metri steso dagli spalti della tribuna fino alla più vicina presa telefonica disponibile nello stadio (spesso in sala stampa) in cui si svolge la competizione sportiva.. A volte questo cavo viene collegato direttamente ai morsetti di una scatola di giunzione telefonica posta dietro le cabine pubbliche, gestite allora dalla SIP.

Radio Varese diventa così la prima radio libera della provincia a offrire, raccolte via telefono, radiocronache sportive in diretta.... Le prime radiocronache del calcio sono tenute da Egisto Marocco e Massimo Lodi (ambedue giornalisti), mentre quelle di basket sono di Claudio Piovanelli, Mario Carletti e Massimo Malerba (che sarà segretario particolare di Roberto Maroni al Ministero del Welfare dal 2003 al 2004), seguiti poi da Franco Ferraro, Sergio Bertolini, Stefano Lai e Vittorio Frigerio. La redazione sportiva della radio è inizialmente composta da Claudio Piovanelli, Enrico Minazzi, Mario Carletti e Massimo Malerba, e si occupa anche di notiziari nei weekend trasmettendo i risultati di calcio e basket (dalla Serie A ai campionati minori) e di altre discipline, tra le quali ciclismo (molto popolare nel territorio anche per via della Tre Valli Varesine) e canottaggio (anch'esso seguito per la presenza di due circoli storici sul Lago di Varese, la Canottieri Varese e la Canottieri Gavirate). Negli anni ottanta la redazione sportiva si amplia con la collaborazione di Giorgio Prestinoni, già conduttore di diversi programmi (Il castello, Il monaco e la scimmia, ecc.), e che ne diventa poi il responsabile.