Preistoria

L'Italia preistorica e protostorica fu abitata da numerose civiltà che praticavano religioni oggi in gran parte sconosciute. A questo periodo risalgono numerosi siti e ritrovamenti archeologici, tra i quali altari, iscrizioni, megaliti, sepolture e statuette, che fanno ritenere che le religioni praticate fossero incentrate sul culto di elementi naturali e dei defunti, e che fossero spesso di tipo matriarcale. Infatti, tra i più diffusi culti di questo periodo si annoverano quelli della Dea Madre. Tra i più importanti siti archeologici di questo periodo si annoverano le necropoli sarde prenuragiche dette Domus de janas, patrimonio UNESCO.

Età antica

In epoca antica si stabilizzarono nella penisola italiana diversi popoli, di origine indoeuropea e non solo. Tra questi, si annoverano gli Italici (tra cui Latini e Sanniti) e gli Etruschi nel centro Italia, i Celti nel nord, i coloni greci nella parte dell'Italia meridionale che costituiva la Magna Grecia, i Punici in Sicilia e Sardegna. Queste popolazioni seguivano diverse religioni, ognuna delle quali avente proprie gerarchie di divinità e proprie narrazioni mitologiche, indicate poi col termine generico di "paganesimo" dalla cultura cristiana che le avrebbe succedute. A questo periodo risalgono numerosi siti archeologici religiosi, tra i quali ad esempio la celebre Valle dei Templi di Agrigento in Sicilia, patrimonio dell'umanità, e il Tempio di Poseidone di Taranto, Puglia, di culto greco, il Tempio di Antas a Fluminimaggiore in Sardegna meridionale, di culto punico, il Santuario di Portonaccio, vicino a Roma, di culto etrusco, e le Necropoli di Ornavasso e di Monterenzio Vecchio, dove sono presenti sepolture celtiche.

Al periodo "pagano" risalgono anche alcuni toponimi attuali quale ad esempio Fano, derivante dalla presenza di un fanum (tempio) dedicato alla dea Fortuna.

L'ascesa della civiltà romana riunì tutte queste popolazioni all'interno di un'unica entità statale, e la religione romana, così come la rispettiva mitologia, assimilò culti propri dei popoli assoggettati, in particolare le religioni etrusca e poi greca nel centro-sud della penisola, e la religione celtica nel nord. Dell'Italia romana rimangono innumerevoli templi e luoghi sacri tra i quali ad esempio il Pantheon (letteralmente "Tutto il Divino"), tempio della religione romana universale, l'altare pubblico Ara Pacis a Roma e il Tempio di Vesta a Tivoli, nel Lazio.

Nel tardo periodo romano si diffusero nuove religioni e dottrine provenienti dal Vicino Oriente, portate da immigrati del Levante e del Nordafrica che si insediarono soprattutto a Roma e nel centro-sud della penisola italiana. Tra queste, il mitraismo, l'ebraismo e altri culti di origine semitica, la religione egizia e altri ancora, che spesso diedero luogo a sincretismi con le religioni e dottrine greco-romane. Esempi archeologici di questo periodo sono il Mitreo di San Clemente e quello di Santa Prisca, i resti delle antiche sinagoghe di Ostia Antica e di Bova Marina, la Basilica sotterranea di Porta Maggiore, esempio di luogo di culto neopitagorico, e i numerosi templi di Iside giunti fino a noi, come ad esempio quello di Pompei.

Il cristianesimo, nato come riforma dottrinale in seno all'ebraismo presto apertasi all'adesione anche di non-ebrei, comparve a Roma già in età apostolica, soprattutto alle periferie dell'impero romano, e anche nelle sue forme "eretiche". Ad esempio, secondo Ippolito (Adv. Haer., IV, xxxv), Tertulliano (Adv. Valent., iv) e Clemente Alessandrino (Exc. ex Theod., titolo) era presente nel II secolo in Italia una scuola gnostica del valentinianesimo, detta "italiana".

I cristiani furono inizialmente perseguitati dalle autorità romane in quanto, così come altri gruppi religiosi proibiti, erano un'organizzazione che operava al di fuori delle leggi e delle strutture sociali normali del periodo. Nel 313, con l'Editto di Milano promulgato dall'imperatore Costantino I, fu concessa libertà di culto a tutte le religioni, incluso il cristianesimo, e anzi nel 380, con l'Editto di Tessalonica promulgato dall'imperatore Teodosio I, il cristianesimo fu stabilito come dottrina religiosa ufficiale dell'impero, e ogni altra religione fu messa fuori legge. Dell'epoca paleocristiana rimangono importanti testimonianze archeologiche, artistiche e architettoniche, come ad esempio le catacombe di Roma. Con l'affermazione del cristianesimo, le altre religioni praticate nell'impero scomparvero, o furono assimilate e adattate alla dottrina ufficiale, e molti templi furono trasformati in chiese.

Medioevo

Con la dissoluzione dell'impero romano nel V secolo, molti dei suoi territori furono ripopolati da genti germaniche, le quali formarono i regni romano-germanici. Questi popoli che si insediarono nei territori ex-romani spesso praticavano il paganesimo germanico, anche se molti di essi si erano convertiti al cristianesimo, inizialmente nella dottrina dell'arianesimo, che differiva dalla dottrina ufficiale di Roma, il cattolicesimo. Già nel tardo impero romano alcuni popoli germanici furono insediati nei territori dello stesso come laeti o foederati; nella pianura padana furono insediati come laeti i Taifali. Secondo alcuni studiosi, il toponimo Udine deriverebbe dal nome del dio Odino.

Dopo l'effettivo crollo di Roma, nella penisola italiana si insediarono prima gli Ostrogoti, di religione ariana, e, dopo la guerra greco-gotica (535-553) che devastò e spopolò la penisola, i Longobardi, che fondarono un proprio regno duraturo ripopolando, come gli Ostrogoti e i Taifali che li precedettero, soprattutto il nord della penisola, che da loro prese il nome di Lombardia. Nella parte nord-orientale della Lombardia, l'Austria (corrispondente grossomodo alle attuali regioni Orobia/Lombardia orientale, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige), erano diffusi soprattutto l'arianesimo e il paganesimo germanico, mentre nella parte occidentale, la Neustria (corrispondente grossomodo alle attuali Insubria/Lombardia occidentale, Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria ed Emilia), si radicò meglio il cattolicesimo romano, che successivamente prevalse in tutta la Lombardia.

La transizione tra il paganesimo e il cristianesimo generò fenomeni di sincretismo, quali la Stregoneria italiana e la Vecchia Religione.

Mentre il nord della penisola italiana veniva ripopolato e riorganizzato dai popoli germanici, buona parte dei territori dell'Italia meridionale, con l'eccezione dei vicereami longobardi minori (exclavi) di Spoleto e Benevento, rimase sotto l'orbita dell'impero bizantino (la parte orientale, di lingua greca, dell'ex impero romano) e dei suoi costumi religiosi (non ancora formalmente separatisi dal cattolicesimo romano, cosa che si sarebbe verificata nel 1054 con il Grande Scisma tra Chiesa cattolica romana e Chiesa ortodossa). Il potere bizantino si scontrò con il regno lombardo in varie guerre. Dall'influenza culturale bizantina si svilupparono alcune Chiese cattoliche di rito orientale, come ad esempio la Chiesa italo-bizantina, presente nell'Italia centro-meridionale, soprattutto tra la minoranza etno-linguistica arbëreshë. Sempre in epoca bizantina, a seguito delle diaspore armene, si formò la comunità armena di Venezia, tuttora esistente.

Dal 756 la Chiesa cattolica, grazie alla Donazione di Sutri operata in suo favore dal re lombardo Liutprando, divenne una vera e propria entità statuale, esercitando il potere temporale sullo Stato Pontificio, nel centro della penisola italiana.

Alcune zone del Meridione, in particolare la Sicilia, caddero sotto la dominazione islamica per circa due secoli a partire dall'827, per poi essere riconquistate dai Normanni, che fondarono il Regno di Sicilia che coprì tutta la parte meridionale della penisola italiana. I musulmani siciliani furono in gran parte riconvertiti al cattolicesimo, mentre un gruppo di essi, che mantenne la sua fede islamica, fu deportato nell'insediamento di Lucera, poi distrutto nel 1300.

Tutto il periodo medievale fu profondamente caratterizzato dal cristianesimo. La Chiesa cattolica dovette fronteggiare scismi (soprattutto il già citato Grande Scisma) e combatté la diffusione di dottrine alternative rispetto al quella ufficiale, definite "eretiche", nell'ambito di quella che è stata definita "riforma spirituale medievale". Tra queste, quelle dette "manichee" come il catarismo, di origine francese, e il patarismo, sorto a Milano nell'XI secolo. Inoltre, nella penisola italiana si diffusero soprattutto tre movimenti di origine "lombarda" (ossia del nord), i cui fondatori furono tutti e tre condannati alla morte sul rogo: gli arnoldisti nel XII secolo, che si formarono intorno alla figura di Arnaldo da Brescia, e, nel XIII secolo, gli apostolici di Gherardo Segarelli e i dolciniani di Fra Dolcino. Altri movimenti riformatori, come ad esempio alcuni di quelli afferenti al pauperismo, rimasero invece all'interno della Chiesa cattolica. Tra questi ultimi si annoverano i francescani di San Francesco d'Assisi.

La popolazione della penisola italiana rimase sempre a grande maggioranza cattolica, e le piccole comunità non cristiane presenti, come ad esempio quelle ebraiche, vissero diversi gradi di tolleranza nei diversi regni italiani e nelle diverse epoche, subendo talvolta limitazioni e persecuzioni, dall'obbligo di risiedere in ghetti fino a veri e propri pogrom. Oltre alle minoranze ebraiche, è attestata la presenza di mercanti musulmani ottomani e di minoranze ortodosse greche in diverse città marinare, specialmente nella Repubblica di Venezia.

Età moderna Nel Rinascimento si diffuse tra personalità politiche, artistiche e intellettuali dell'epoca l'interesse per l'esoterismo, e in particolare per l'alchimia, sebbene questa pratica fosse stata proibita ai cattolici da Papa Giovanni XXII. Testimonianze di questa fase sono ad esempio la Rocca di Sassocorvaro (PU), l'Accademia dei Segreti di Napoli, le porte alchemiche di Roma e di Rivodutri e il Parco dei Mostri di Bomarzo (VT). A partire dal XVI secolo gli echi della riforma protestante, originata in Germania dall'ex monaco agostiniano sassone Martin Lutero, giunsero in Italia, ma non riuscirono ad attecchire come nell'Europa germanica (e, inizialmente, nella Francia meridionale, Occitania), con l'eccezione di aree del Piemonte, poi denominate "Valli Valdesi", dove la dottrina protestante del valdismo ebbe grande diffusione. Nell'ambito delle guerre di religione in Europa, questa minoranza subì persecuzioni anche in Italia, tra cui la strage dei Valdesi di Calabria del 1561 e le guerre sabaudo-valdesi tra il 1655 e il 1690. Tuttavia, non mancarono esponenti italiani della Riforma anche nel resto della penisola, come ad esempio la famiglia Diodati di Lucca, Pietro Martire Vermigli, Paolo Sarpi, Bernardino Ochino, Pietro Paolo Vergerio, Celio Secondo Curione e personaggi importanti che ne vennero influenzati, come Giordano Bruno. Anche la successiva Riforma radicale trovò alcuni esponenti italiani, con comunità anabattiste in Veneto, Lombardia e Alto Adige, poi cancellate dalle successive persecuzioni.

Rimasero comunque presenti piccole comunità di mercanti protestanti nord europei in varie città portuali, come ad esempio la Congregazione olandese alemanna a Livorno.

A seguito del Concilio di Trento, del 1545, prese il via il processo di Riforma cattolica, meglio nota come Controriforma.

Nel frattempo, continuò per tutta l'epoca moderna lo scontro tra potenze europee e Impero ottomano, già in corso fin dal Medioevo, sia con guerre dirette che tramite il ricorso alle incursioni dei temuti Corsari barbareschi, anche sulle coste italiane.

La scoperta dell'America e le grandi esplorazioni del XVII secolo, e le successive colonizzazioni di paesi lontani da parte di potenze europee, dettero nuovo slancio all'attività di evangelizzazione dei missionari (da sempre presente nel Cristianesimo), anche italiani.

Età contemporanea