Il settenario, nella metrica italiana, è un verso nel quale l'accento forte (ritmico) principale si trova sulla sesta sillaba metrica: quindi, se l'ultima parola è piana comprende sette sillabe effettive, mentre se è tronca o sdrucciola ne ha rispettivamente sei oppure otto. Un altro accento forte, secondario e facoltativo, può trovarsi dalla 1ª alla 4ª sillaba.
Esempi di versi settenari Il settenario, assieme all'endecasillabo, è uno dei versi più importanti nella poesia italiana, e quindi è molto facile trovare degli esempî.
Come nella poesia Il cinque maggio di Alessandro Manzoni:
Ei fu. Siccome immobile dato il mortal sospiro stette la spoglia immemore orba di tanto spiro, così percossa, attonita la terra al nunzio sta [...]
dove si nota anche la varietà nel numero delle sillabe, dovuta all'abbondanza di versi sdruccioli e tronchi.
Settenari "nascosti" Anche un poeta contemporaneo, come Giuseppe Ungaretti, "nasconde" settenari nelle sue opere: per esempio i due versi di Mattina possono essere metricamente letti come un settenario; i quattro versi di Soldati sono una coppia di settenarî con cesura interna:
Si sta come (4 sillabe) d’autunno (3 sillabe) sugli alberi (4 sillabe con sinalefe i‿a) le foglie(3 sillabe)
Fra l’altro esistono due versioni della poesia nelle quali il primo distico è rispettivamente Si sta come / d'autunno e Si sta / come d'autunno.
Note
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