Nel 1788 pubblicò le Réflexions sur les hommes negros in cui prendeva posizione contro la schiavitù nera negli Stati Uniti d'America,Olympe de Gouges, Oeuvres, présentées par Benoite Groult, Paris, Mercure de France, 1986, p. 83 e nel 1791 la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, in cui lei dichiarava l'uguaglianza politica e sociale tra uomo e donna.Ibidem, p. 101

Il 3 novembre 1793 fu ghigliottinata perché si era opposta all'esecuzione di Luigi XVI e pare avesse attaccato il Comitato di Salute Pubblica. Con la sua morte si avvia non solo la repressione spietata di ogni dissidenza (si veda anche Condorcet), ma un'involuzione liberticida, anche dovuta allo stato di guerra ormai permanente posto in essere dalle potenze alleate e controrivoluzionarie (Prussia, Regno Unito, Austria e Russia).

Biografia Infanzia e formazione Nata il 7 maggio 1748 a Montauban, Marie Gouze è dichiarata figlia di Pierre Gouze e di Anne-Olympe Mouisset,Olivier Blanc, Olympe de Gouges, Paris, Syros, 1981, p. 18 sposata nel 1737, ma lei apprende ben presto, dalla madre, di essere figlia illegittima di Anne e del poeta Jean-Jacques Le Franc de Pompignan, padrino di sua madre.

Ufficialmente Pierre Gouze non firmò mai il certificato battesimale di Olympe, né Lefranc riconobbe mai la paternità.

L'educazione di Marie Gouze fu scarsa, così come quella di sua madre, sebbene quest'ultima avesse avuto un istitutore privato. In Occitania il francese era considerato una seconda lingua, quella degli scritti ufficiali, tanto che infatti le sue opere teatrali risentono ancora molto del dialetto. Tuttavia, nonostante tale modesta formazione, nella sua vita avrebbe scritto più di 4000 pagine fra pamphlet e opere politiche e teatrali.

Il 24 ottobre 1765, a soli 16 anni, si sposa contro la sua volontà con l'Ufficiale dell'Intendenza e ristoratore Louis-Yves Aubry, e a tal proposito scriverà sul suo diario:

I suoi genitori offrono allo sposo della figlia una dote di 800 franchi in argento, mobili e oggetti casalinghi. I due sposi vivono insieme come piccoli borghesi benestanti, però senza mai amarsi. Olympe resta presto incinta di un bambino maschio (nato il 29 agosto 1766), ma diviene quasi subito vedova.Ibidem, p. 23-25 Delusa dalla sua esperienza coniugale, in seguito rifiutò sempre di risposarsi, considerando il matrimonio come la tomba della fiducia e dell'amore.

D'ora in poi si farà chiamare col nome di «Marie-Olympe», o più semplicemente di «Olympe», in onore di sua madre, e in seguito aggiungerà anche la particella "de" al suo patronimico «Gouze» o piuttosto «Gouges», per nobilitare il cognome.

Verso il 1770 lascia Montauban col figlio Pierre, futuro generale dell'esercito della Repubblica, per raggiungere la sorella sposata con un medico a Parigi, dove sognava di dare al figlio un'educazione adeguata, al contrario di quella a lei impartita.

Parigi, i salotti e il teatro

Trasferitasi, a Parigi conosce la società alla moda, tanto che a un certo punto fu definita "una delle donne più belle e influenti di Parigi" e strinse amicizia con la marchesa Madame de Montesson e Luigi Filippo II, duca d'Orléans. De Gouges inizia a frequentare i salotti artistici e filosofici di Parigi, dove svolge dibattiti con molti scrittori della Francia dell'epoca, tra cui La Harpe, Rivarol e Sébastien Chamfort, così come dei futuri politici di spicco come Jacques Pierre Brissot e Nicolas de Condorcet. Viene inoltre invitata nei salotti della cara amica Madame de Montesson e della contessa Giuseppina Beauharnais, la futura Imperatrice di Francia, che erano entrambe anche drammaturghe, e da cui viene avvicinata al mondo del teatro.

È in questo periodo che De Gouges inizia la sua carriera di scrittrice, pubblicando il suo primo romanzo nel 1784, e allo stesso tempo iniziando una prolifica carriera come drammaturga. Come donna di provincia e di umili origini, si modellò per adattarsi al raffinato e borghese stile di vita parigino.

A Parigi inoltre Olympe lega con un alto funzionario della marina, direttore di una potente compagnia di trasporti militari che lavorava con lo Stato. Egli le propone di sposarlo, lei rifiuta, ma il loro legame dura fino alla rivoluzione. È dunque falso affermare che Marie-Olympe de Gouges era una «cortigiana». Coabita con vari uomini che l'aiutano finanziariamente a mantenere un tenore di vita borghese. Ha certamente avuto passioni e amori, ma nulla in confronto al libertinaggio praticato a Versailles o dall'alta borghesia parigina. Accusata quindi spesso di avere "costumi troppi libertini", anche nei suoi rapporti con gli uomini, riesce comunque ad emergere nel mondo letterario francese e ad aggirare l'opprimente censura; è in questi anni che inizia a portare avanti la sua lotta anche per garantire i diritti dei bambini, di assistenza e tutela alle donne incinte, delle classi sociali meno abbienti, dei disabili, degli anziani e perfino degli afroamericani ridotti in schiavitù oltreoceano.

Dal 1778 iniziò a cimentarsi nello scrivere delle commedie, dato che il teatro era passione di tutta la sua vita. Indipendentemente dal suo teatro politico che è stato rappresentato ai tempi della rivoluzione, la commedia che l'ha resa celebre ai suoi tempi è stata l'Esclavage des Noirs, pubblicata nel 1792 e inserita nel repertorio della Comédie-Française col titolo di Zamore e Mirza, o il felice naufragio. Questa commedia e un'altra intitolata le Marché des Noirs (1790), come anche le sue Riflessioni sugli uomini negri (in francese Réflexions sur les hommes nègres) (1788) le hanno permesso di farsi ammettere alla Società degli amici dei Neri, la lobby degli abolizionisti, creata nel 1788 da Brissot.

Nelle sue Riflessioni sugli uomini negri in un passo scrive:

Inoltre, Olympe de Gouges criticò spesso la grande ostilità contro le donne non solo da parte degli uomini, ma anche da parte di altre donne. Di ciò parla in una delle sue commedie teatrali, scrivendo:

La Rivoluzione Nel 1788, pubblica due opuscoli politici che suscitano clamore e dibattiti in quel periodo, in particolare sul "Journal général de France", ma anche in altri giornali. Olympe sviluppa allora un progetto d'impostazione patriottica nella sua celebre Lettera al PopoloOlympe de Gouges, op. cit., p. 69, proponendo un vasto programma di riforme sociali e societarie nelle sue Osservazioni patriottiche.Ibidem, p. 73 Questi scritti sono seguiti da altri nuovi opuscoli indirizzati ai rappresentanti delle tre principali legislature della rivoluzione, ai club patriottici e a diverse personalità tra cui il membro degli Stati generali del 1789 Honoré Mirabeau, La Fayette e Necker, da lei ammirato particolarmente. Le sue posizioni sono sempre molto vicine a quelle degli ospiti del salotto di Auteuil di Madame Helvétius, moglie del filosofo Adrien Helvétius.

In questo luogo di incontri culturali, dove si difendeva il principio di una monarchia costituzionale, venivano discussi anche molti altri argomenti concernenti l'emancipazione della società francese e in particolare del ruolo in essa della donna. In relazione con il marchese de Condorcet e con sua moglie Sophie de Grouchy, la Gouges si unisce alle posizioni dei Girondini nel 1792. Frequenta anche François-Joseph Talma, Charles marchese de Villette, Louis Sebastien Mercier e Michel de Cubières, segretario generale della Comune dopo il 10 agosto. Grazie a loro, Olympe diviene repubblicana come del resto molti dei membri della società d'Auteuil e tutti si opposero alla condanna a morte di Luigi XVI.

Il 16 dicembre 1792 Olympe de Gouges si offre di assistere Malesherbes nella difesa del re davanti alla Convenzione,Ibidem, p. 48 ma la sua richiesta è rigettata con dispetto. Ella sostiene che le donne sono capaci di assumere delle responsabilità tradizionalmente riservate agli uomini e, praticamente in tutti i suoi scritti, chiede che le donne vengano ammesse ai dibattiti politici e sociali. Scrive: «Se la donna ha il diritto di salire sul patibolo, allora dovrà anche avere il diritto di salire sulla tribuna.»Olympe de Gouges, Déclaration des droits de la Femmes et de la Citoyenne, art. X Per prima cosa, ottiene che le donne siano ammesse a una cerimonia a carattere nazionale, «la festa della legge» del 3 giugno 1792 poi alla commemorazione della presa della Bastiglia il 14 luglio 1792.

Olympe de Gouges fa della difesa dei diritti delle donne un compito che assolve con ardore fin dall'inizio della sua carriera letteraria. Rivolgendosi a Maria Antonietta, redige la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, ricalcata dalla Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, nella quale afferma l'uguaglianza dei diritti civili e politici tra i due sessi, che nessuno dei due deve prevalere sull'altro, e insiste affinché si restituiscano alla donna quei diritti naturali che la forza del pregiudizio le ha sottratto. Olympe chiede la possibilità di sciogliere un matrimonio e l'instaurazione del divorzio, che sarebbe stato ammesso all'indomani della rivoluzione, proprio grazie alle richieste determinate di Olympe.

La scrittrice avanza inoltre l'idea di un contratto firmato tra concubiniOlympe de Gouges, Forme du contrat social de l'Homme et de la Femme, in O. De Gouges, op. cit. p. 109 e milita per la libera ricerca della paternità e il riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio, altro tema molto caro a De Gouges, dato che il suo padre biologico non le aveva mai concesso il riconoscimento né il certificato di nascita.

È anche tra le prime persone a promuovere un sistema di welfare, formulando a grandi linee un sistema di protezione materna e infantile e raccomanda la creazione di seminari nazionali per combattere la disoccupazione. Analogamente propone la creazione di alloggi per i non abbienti e quella di ricoveri dignitosi per i mendicanti. La morte Nel 1793 ella assume l'accusa contro i responsabili delle atrocità del 2 e 3 settembre 1792, indicando tra questi in particolare Marat. Sospettando poi che Robespierre aspiri alla dittatura, lo interpella con numerosi scritti che le valgono una denuncia al club dei Giacobini. Dopo la messa in stato di accusa del partito dei girondini alla convenzione, il 2 giugno 1793, indirizza una lettera piena di energia e di coraggio indignandosi di una misura presa contro i principi democratici (9 giugno 1793). La lettera è censurata già nel corso della lettura di essa in una pubblica assemblea. Opponendosi a una legge del marzo 1793 sulla repressione degli scritti denuncia il fatto che essa confligge con i principi repubblicani. Redige poi un manifesto di ispirazione federalista, dal titolo "Le Tre urne o il Saluto della patria, da parte di un viaggiatore aereo". Viene arrestata e deferita al tribunale rivoluzionario il 6 agosto 1793 dove viene messa sotto accusa per le posizioni assunte.Olivier Blanc, op. cit. p. 167

Benché ammalata è rinchiusa nella prigione dell'abbazia di Saint-Germain-des-Près, richiedendo invano cure adeguate. Inviata nella petite Force divide la cella con Madame de Kolly, una donna incinta già condannata a morte. Nell'ottobre seguente, ottiene il trasferimento nella pensione di Madame Mahay, una sorta di prigione per ricchi dove il regime carcerario era più blando e tollerante e dove, si dice, avrebbe avuto una relazione con un altro prigioniero. Questi la convince a tentare l'evasione, ma ella preferisce seguire le vie legali contrastando le pesanti accuse contro di lei, reclamando pubblicamente il processo con due manifesti molto coraggiosi che riuscì a far uscire clandestinamente di prigione.

Condotta in tribunale il mattino del 2 novembre, appena 48 ore dopo l'esecuzione dei suoi amici girondini, viene condannata a morte sulla ghigliottina. Contrariamente a quello che il biografo postumo Jules Michelet scrisse nel secolo successivo, le testimonianze dell'epoca affermano che ella salì sul patibolo senza alcun timore, con grande coraggio e dignità.Ibidem, p. 184