Nel corpo della nobiltà italiana sono elencati 323 titoli principeschi.
I titoli principeschi non sovrani e non regali si suddividono in:
Feudi di rango principesco, che davano dunque alla famiglia loro feudataria il rango di principe. Titoli principeschi privi di feudo, creati con tale dignità dai re d'Italia, detenevano il titolo senza appoggiarsi a nessun feudo (il titolo si poggiava sul cognome). Principati del Sacro Romano Impero, che essendo privi di feudo si appoggiavano completamente sul predicato "del Sacro Romano Impero" e creati dal Sacro Romano Imperatore. Questo rango al tempo dell'impero era superiore a quello di conte ma inferiore a quello di marchese, tuttavia con l'avvento del Regno d'Italia i titoli principeschi vennero tutti equiparati e posti come massimo grado della scala gerarchica nobiliare per decisione arbitraria del re. Principati dell'impero Austriaco, erano il corrispettivo dei Principati del Sacro Romano Impero trasposti nel successivo Impero Austriaco.
Di fondamentale importanza è specificare che, nonostante i principati italiani si suddividano nelle categorie sopra elencate, essi erano totalmente equiparati in grado e dignità per scelta dei Re d'Italia nel momento della unificazione. È altrettanto importante specificare che un individuo poteva essere titolare di più di un principato e che il possesso di un titolo non escludeva il possesso di un altro titolo nobiliare, dunque vi potevano essere persone che erano principi di due o più feudi contemporaneamente.
Il titolo di principe si posizionava al vertice della scala gerarchica dei titoli nobiliari italiani, superando quello di duca, dunque una famiglia ducale era inferiore di rango rispetto ad una famiglia principesca.
Sono invece superiori di grado i cosiddetti principi del sangue ovvero i principi discendenti da casate sovrane e regali ed i principi sovrani, ovvero coloro che esercitano sovranità su un feudo come ad esempio il principe di Monaco. È interessante notare come i cardinali siano equiparati a Principi del Sangue e dunque superiori di grado a un "semplice" principe non sovrano e non reale. Stesso identico principio, seppur mai ufficialmente sancito, valeva per i patrizi veneti, i quali essendo essi stessi eleggibili per un rango sovrano (il doge) erano parificati al rango di principi del sangue.
Di seguito sono riportate tutte le famiglie che erano in possesso di un titolo principesco al momento della fine del regno d'Italia, con rispettivo stemma (se disponibile) secondo quanto riportato nel libro d'oro della nobiltà italiana. Non sono compresi i titoli principeschi di ex famiglie sovrane (come ad esempio principe di Piemonte).