Laraldica (pronunciata , chiamata a volte "arte del blasone", raramente "aspilogia") è una disciplina storico-artistica che si specializza nello studio degli stemmi, esaminandone la storia, stabilendo le regole e gli elementi fondamentali per la loro composizione, come la blasonatura, gli smalti e gli altri componenti grafici.

Coloro che studiano l'araldica sono chiamati araldisti; invece, coloro che disciplinano l'araldica, occupandosi anche della concessione degli stemmi, sono chiamati araldi o, più propriamente, ufficiali araldici. In alcune nazioni, ad esempio la Scozia con la corte del Lord Lyon, re d'arme, gli araldi svolgono un ruolo ufficiale.

La disciplina ricopre un ruolo significativo nella storia, essendo considerata una scienza ausiliaria di quest'ultima. Attraverso lo studio dei blasoni, l'araldica offre strumenti utili per l'analisi delle genealogie nobiliari e dinastiche, nonché per la ricostruzione delle linee di discendenza e delle relazioni di parentela.

Originariamente concepita in Occidente per rispondere a necessità pratiche nei tornei e campi di battaglia medievali, dove l'armatura rendeva i guerrieri irriconoscibili, la disciplina si è evoluta nel tempo, passando da un contesto feudale e cavalleresco a uno molto più vasto e universale: l'araldica è applicata pressoché in tutto il mondo e in ogni ambito, ad esempio l'araldica civica per gli stemmi di enti amministrativi, l'araldica nobiliare o gentilizia per la nobiltà individuale o familiare, l'araldica ecclesiastica per tutti quegli enti o individui legati alla chiesa, e l'araldica militare per le entità belliche, i reparti e le accademie militari. Anche alcune corporazioni hanno stemmi concessi, come la BBC, le compagnie di livrea di Londra e, storicamente, le arti di Firenze.

Nel corso dei secoli, l'araldica si è intrecciata con altre discipline come la genealogia e l'architettura, ed è strettamente connessa alla vessillologia, l'arte di studiare le bandiere.

Etimologia La parola italiana araldica è attestata sin dal 1697 e deriva, tramite l'aggettivo araldico, da araldo, termine che ha origine dal francese , il quale a sua volta, tramite la forma antica , deriva dal francone antico o dall'olandese antico *, forma inflessa del sostantivo *, termine composto dal sostantivo * ("esercito") e da * ("regnante, colui che regna"). In entrambe le lingue il termine significa "capo dell'esercito". Tuttavia, la parola araldo potrebbe derivare anche dal nordico herold, parola che si è poi tramutata nel latino medievale , per poi trasformarsi ulteriormente nel francese antico , o ..

In origine, il termine "araldica" aveva un senso più ampio: definiva proprio l'attività dell'araldo, cioè la proclamazione e la conduzione dei tornei, il trasporto di messaggi tra principi ed eserciti e la direzione delle cerimonie. Per svolgere queste funzioni, l'araldo doveva essere in grado di riconoscere gli uomini dai dispositivi sui loro scudi e stendardi.

Il termine blasonatura (la descrizione araldica di uno stemma) deriva da "blasone", che proviene dal francese o dal tedesco , che significa letteralmente "suonare il corno", infatti il suono di tale strumento era adoperato prima degli esami araldici e delle concessioni dei titoli nobiliari.

Nel XVI secolo venne inventato il termine aspilogia per definire lo studio delle armi, coniato da Sir Henry Spelman nel suo omonimo trattato. Il vocabolo deriva dal greco aspis, cioè scudo, e da logos, trattato. Nel 1950, nel suo A Catalogue of Medieval Arms, il re d'armi della Giarrettiera, Anthony Wagner, sostenne che una forma più etimologicamente corretta fosse aspidologia ma mantenne, per rispetto alla tradizione, il neologismo di Spelman.

Storia Araldica incipiente

Si definisce araldica incipiente o proto-araldica l'insieme eterogeneo di simboli e sistemi di identificazione visiva, individuali o collettivi; esempi di questo tipo sono i mon giapponesi (nello specifico, il Giappone per certi aspetti aveva una società con un sistema feudale simile a quello europeo), i simboli delle dodici tribù d'Israele e i disegni utilizzati dai principi Rajput in India. Altri tipi di proto-araldica possono essere i disegni sui vasi etruschi e nell'antica Grecia, ad esempio nellolpe Chigi, una ceramica greca policroma, nella quale sono presenti dei guerrieri in formazione di falange con scudi decorati da simboli che sembrano identificare i combattenti, anticipando la funzione pratica dell'araldica medievale.

Nel documento Notitia dignitatum, redatto tra la fine del IV secolo e l'inizio del regno dell'Imperatore romano d'Occidente Valentiniano III (425-455), non solo le legioni hanno simboli e colori distintivi, ma anche ogni reparto. Questo tipo di araldica è diverso da quello odierno, poiché le complesse convenzioni proprie dell'araldica, in origine, non erano state codificate. e probabilmente costituivano tradizioni iconografiche legate al luogo.

È molto probabile che l'araldica, in senso stretto, non fosse ancora in uso nel 1066, durante la battaglia di Hastings. A conferma di ciò, si può citare l'arazzo di Bayeux: gli scudi degli anglosassoni erano privi di decorazioni, mentre i normanni utilizzavano simboli ornamentali casuali e non ereditari. Inoltre, è significativo che Guglielmo il Conquistatore sollevò il suo elmo per farsi riconoscere, un gesto che sarebbe stato superfluo se avesse posseduto uno stemma identificativo...

Origini medievali, crociate e tornei cavallereschi

L'araldica trova le sue radici nel contesto militare e molti studiosi ritengono che abbia avuto origine durante i tornei cavallereschi del Medioevo. In queste competizioni, i cavalieri, completamente coperti dalle loro armature, inclusi i volti nascosti dagli elmi, risultavano difficilmente riconoscibili agli spettatori. Per superare questa difficoltà e distinguersi l'un l'altro, adottarono l'uso di emblemi unici e distintivi sui loro scudi. Questi simboli non solo facilitavano l'identificazione dei cavalieri in battaglia, ma divennero anche un modo per rappresentare la loro identità. La forma degli scudi utilizzati in araldica deriva direttamente dalla pratica di dipingere questi emblemi sugli scudi dei combattenti, motivo per cui i contorni araldici mantengono le forme e il nome dello scudo..

La tradizione colloca la fondazione dell'araldica alle crociate, periodo in cui i cavalieri cristiani avrebbero adottato l'usanza islamica di utilizzare colori e disegni simbolici per distinguere i combattenti. Questa pratica, applicata sugli abiti, sulle bardature dei cavalli, sugli scudi e sugli stendardi, aveva lo scopo di far riconoscere facilmente alleati e avversari sul campo di battaglia..

La comparsa degli stemmi viene invece ricondotta all'evoluzione dell'equipaggiamento militare nell'Europa occidentale del XII secolo, anziché ai contatti con l'Oriente durante le crociate. I primi blasoni appaiono in varie zone dell'Europa occidentale, tra cui l'Inghilterra, la Francia, la Germania, l'Italia settentrionale e la Svizzera... Per l'appunto Anna Comnena nellAlessiade, al tempo della prima crociata, descrive gli scudi dei cavalieri franchi «estremamente lisci e scintillanti, con un brillante umbone di ottone fuso». Non vi è alcuna menzione di elementi sulla loro superficie che suggeriscano contrassegni personali o ereditari..

Nel 1128, il re Enrico I d'Inghilterra investì suo genero, Goffredo Plantageneto, di uno scudo blu caricato di leoni d'oro. Questo stesso scudo sarebbe apparso in seguito sulla tomba del nipote di Goffredo, Guglielmo Longespée, conte di Salisbury. Esso aveva così acquisito un significato tale da consentirgli di diventare ereditario. L'investitura di Goffredo Plantageneto è generalmente considerata il primo caso noto di araldica documentata in Europa.

Araldica nel tardo Medioevo fino al Rinascimento Dalla metà del XII secolo alla fine del XVI secolo l'uso dell'araldica fu presente, oltre che nell'ambito militare-cavalleresco, anche in ambito artistico e nella sfragistica. Con lo sviluppo di un sistema feudale e la progressiva crescita di grandi casate nobiliari, i magnati furono indotti a esporre stendardi e bandiere recanti i propri emblemi per l'identificazione, mentre sul campo di battaglia i seguaci dei signori dovevano essere in grado di riconoscere il proprio signore. In un'epoca di diffuso analfabetismo, i magnati avevano la necessità di autenticare i propri ordini con un sigillo chiaramente riconoscibile.. Oltre ciò, gli stemmi iniziarono ad essere usati, oltre che dai magnati non combattenti, anche dalle donne e dal clero, in particolare papa Innocenzo III (1198-1216) fu il primo pontefice ad utilizzare uno stemma..

Nel corso del XIII secolo l'uso dello stemma si espanse anche a comunità, ad esempio sestieri, quartieri, corporazioni, compagnie religiose e soprattutto i liberi comuni italiani in maniera relativamente precoce, adottando stemmi che seguivano le convenzioni grafiche e cromatiche dell'araldica cavalleresca.

Dalla metà del XIV secolo iniziarono a essere istituite autorità araldiche, poiché si riteneva necessario regolamentare il principio secondo cui solo un individuo o una famiglia (quindi l'armigero) potesse utilizzare un particolare disegno araldico. I primi accenni di un diritto araldico si possono trovare nel De Insigniis et Armis, opera di Bartolo da Sassoferrato del 1350, professore all'Università di Perugia.. La necessità di avere una giurisprudenza araldica nasceva anche dalle controversie legate all'uso dello stesso stemma da più individui, ad esempio nella disputa legale Scrope contro Grosvenor (1385-1390), nella quale due uomini inglesi contestavano l'uso dello stesso stemma, blasonato d'azzurro, alla banda d'oro. La diffusione di stemmi e l'elevato numero di controversie relative a uomini che portavano lo stesso stemma indusse Enrico V a emanare una severa disposizione contro l'assunzione non autorizzata di armi.. Nel 1419 fu stabilito che i combattenti privi di uno stemma durante la battaglia di Azincourt non potessero adottarne uno se non ereditato o concesso dalla corona..

Nel 1484, sotto il regno di Riccardo III, venne istituito il College of Arms, che riuniva gli ufficiali araldici in un collegio.. Attualmente conta tre re d'armi (), sei araldi () e quattro persevanti (), tutti sotto la supervisione del Conte Maresciallo ().. A partire dal regno di Enrico VIII, i Re d'Armi furono incaricati di effettuare visite, durante le quali viaggiavano per il paese, registrando gli stemmi portati sotto l'autorità competente e richiedendo a chi li portava senza autorizzazione di ottenerla o di cessarne l'uso. Gli stemmi portati in modo improprio dovevano essere rimossi e distrutti. La prima di queste visite ebbe inizio nel 1530, mentre l'ultima fu effettuata nel 1700, sebbene non fossero state presentate nuove richieste di visita dopo l'ascesa al trono di Guglielmo III nel 1689.. La corte del Lord Lyon in Scozia, fondata verso la fine del Medioevo, ha la facoltà di comminare multe o perfino l'incarcerazione per l'abuso di uno stemma..

Con l'avvento del Rinascimento l'araldica subì cambiamenti nelle forme e nel linguaggio visivo: nacquero gli scudi sagomati e gli scudi a cartoccio, con forme intagliate, arricciature e volute ornamentali a gusto dell'artista. Questo tipo di scudo venne usato particolarmente nei monumenti, nelle sculture e nei disegni decorativi, trovando impiego anche nel periodo Barocco, tra il XVII e il XVIII secolo.

Decadenza durante la Rivoluzione francese e araldica napoleonica