I reparti mitraglieri sono reparti di un esercito specializzati nell'uso della mitragliatrice.
Origini
La costituzione organica di veri e propri reparti mitraglieri è da datare nella metà del XIX secolo, quando nel corso della Guerra di secessione vennero impiegate i primi veri modelli di mitragliatrici, operate da apposito personale specializzato.
Successivamente reparti mitraglieri furono impiegati dall'esercito francese durante la Guerra franco-prussiana del 1870. Le mitragliatrici del tipo de Reffyé erano riunite in batterie ed appartenevano all'Arma di Artiglieria e come piccola artiglieria furono in effetti impiegate. Il reparto mitraglieri dell'esercito francese era su batterie di sei pezzi, inserite nell'organico divisionale, quindi ogni divisione aveva una batteria, il pezzo era trainato da due pariglie ed aveva quattro serventi con una dotazione di 25000 cartucceS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 179 Nota 117.
Dopo le esperienze della Guerra anglo-boera e della Guerra russo-giapponese gli eserciti europei organizzarono reparti di mitraglieri, questi reparti, a livello di sezioni (cioè a livello equivalente al plotone) erano assegnati ai reggimenti o ai battaglioni di fanteriaS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 180. Nell'esercito tedesco le mitragliatrici erano organizzate in compagnie ognuna delle quali aveva sei armi ed era assegnata ai reggimenti di fanteria o cavalleria, con due pariglie per il traino delle armi. All'inizio della prima guerra mondiale tutti i reggimenti permanenti avevano la compagnia mitraglieri, mentre solo parte dei reggimenti di riserva la aveva ed i reggimenti della Landwehr (esercito territoriale) ne erano totalmente privi. Diversamente dalla Germania la Francia aveva i reparti mitraglieri inquadrati in sezioni organiche ai battaglioni di fanteria e cavalleria. La Russia, che nel corso della campagna di Manciuria aveva apprezzato il supporto che davano le mitragliatrici alla fanteria, istituì una commissione che decise di inserire le mitragliatrici nell'organico dei corpi di fanteria e cavalleria. Dato il particolare tipo di terreno operativo in Italia e Austria le mitragliatrici operavano per sezioni di due armi someggiate, assegnate in Italia ai battaglioni alpini (due sezioni) e di fanteria (una sezione), mentre in Austria i battaglioni di Jäger (fanteria leggera) ed i reggimenti di fanteria avevano una sezione ciascuno.
In conclusione, all'inizio della prima guerra mondiale le mitragliatrici erano ancora considerate piccoli pezzi di artiglieria, e come tali venivano trasportate da traini di cavalli o someggiate. In Italia generalmente era vista come un'arma ibrida, che racchiudeva in sé le caratteristiche di un'artiglieria di seconda classe e di una fanteria concentrataS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 181.
Prima guerra mondiale
Nel corso della guerra questi concetti furono rivisti da tutti i principali belligeranti, trasformando profondamente l'organico dei reparti mitraglieri. Considerando le differenze evolutive di tali reparti si traccerà lo sviluppo su base nazionale, tenendo comunque conto che le due alleanze (Intesa e Imperi centrali) tesero sempre ad avere criteri di impiego, e quindi reparti organici simili entro la propria alleanza.
Ciò che fu più rilevante è il passaggio, avvenuto in tutti gli eserciti, della mitragliatrice da arma sussidiaria all'azione dei fucilieri ad arma totalmente integrata nella fanteria, a cui i fucilieri dovevano fornire appoggio e protezioneS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 199
Francia
Poco dopo l'inizio della guerra avevano distribuito le mitragliatrici organicamente alle compagnie di fanteria (un'arma per compagnia)S. Pagano L'evoluzione tattica... pag 187. All'inizio della guerra il battaglione di fanteria aveva in organico 6 mitragliatrici, che nel 1915 furono aumentate e raggruppate in una compagnia autonoma (8 armi), poco dopo fu previsto l'inserimento di un'ulteriore compagnia (totale 16 armi). Nel 1916 fu costituita una terza compagnia armata si mitragliatrici e furono introdotti nel battaglione un certo numero di fucili automaticiS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 188 nota 123.
Al termine della guerra il battaglione mitraglieri francese è su 3 compagnie di mitraglieri ed una di fucilieri, ed è ritenuto troppo pesante per la manovraS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 200. Tuttavia comprende ben 84 armi automatiche fra mitragliatrici e moschetti automatici, potendo quindi fornire un notevole appoggio di fuoco, doppio di quello di un battaglione di fanteria normaleS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 200 nota 132.
Germania I tedeschi, ad imitazione dei francesi, dopo l'inizio della guerra avevano distribuito le mitragliatrici organicamente alle compagnie di fanteria con le stesse modalità.
Il battaglione di fanteria con cui i tedeschi scatenarono le loro offensive nella primavera del 1918 aveva come arma prevalente la mitragliatrice, presentando più di 30 mitragliatrici su 4 o 5 compagnie, una delle quali era armata di mitragliatrici pesanti (10-12) e le altre di mitragliatrici leggere (5-6), ovviamente oltre all'altro armamento di fanteriaS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 195. L'unità tattica per l'impiego della fanteria era la squadra mitraglieri, che, portandosi avanti, effettuava tiro di soppressione sulle mitragliatrici avversarie, mentre le mitragliatrici pesanti, utilizzando il tiro indiretto, impegnavano i punti di resistenza più fortiS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 195-196.
Italia All'inizio della guerra le mitragliatrici erano raggruppate in sezioni o compagnie, sotto il controllo diretto del comandante dell'unità tattica (reggimento di fanteria di linea o battaglione di fanteria speciale), valutando l'impiego tattico delle armi più utile nella difensiva che nell'offensiva. L'impiego della mitragliatrici era codificata nel Regolamento d'impiego del 1913, in cui era previsto l'impiego di tali armi in attacco solo in terreno libero, tenendole comunque fra le armi di seconda lineaS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 182. In difesa le mitragliatrici devono costituire una riserva di fuoco, possono essere utilizzate fin dall'inizio dell'azione solo nel caso che sia disponibile un munizionamento molto abbondanteS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 183. Nelle operazioni di cavalleria le mitragliatrici dovevano essere utilizzare per occupare e presidiare punti critici di particolare importanza. Per quanto riguardava l'uso delle mitragliatrici con le truppe alpine, veniva messa particolare enfasi sul risparmio di munizioni, date le difficoltà di rifornimento in terreno di montagna.Nel 1916 le mitragliatrici furono inquadrate in compagnie, costituite su tre sezioni di due armiS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 186 nota121, assegnate organicamente ai comandi delle maggiori unità (brigate, divisioni, Corpi d'armata) che le distaccavano ai reggimenti di fanteria nel caso di azioni rilevanti
Constatando lo scarso numero di mitragliatrici disponibili, le sezioni della cavalleria già nel 1915 furono trasferite alla fanteria e furono utilizzate solamente per la difesa, senza spostarle per gli attacchiS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 185. Con la stessa circolare che istituiva l'assegnazione delle mitragliatrici alle grandi unità veniva considerata una differente modalità di impiego, orientata verso l'utilizzo in attacco «...senza tema che cadano in mano al nemico: ad attacco riuscito, per ogni mitragliatrice perduta, se potranno prendere assai più all'avversario»S. Pagano L'evoluzione tattica... pag 186. Questa nuova modalità di impiego spostava la mitragliatrice da arma (statica) di artiglieria ad arma di accompagnamento della fanteria.
Nel maggio 1917 veniva predisposta una nuova organica per la fanteria, in particolare nel battaglione la 4° compagni di fucilieri fu sostituita da una compagnia su mitragliatrici pesanti, mentre in precedenza erano state inserite due sezioni di pistole mitragliatrici con i compiti tattici tipici delle mitragliatrici leggere. A partire dal 1º luglio di tale anno le compagnie mitraglieri furono integrate nei reggimenti di fanteria, quindi, anziché portare le mostrine della specialità, ebbero numero e mostrine del reggimento di fanteria in cui erano inquadrateS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 190. Fra la fine del 1917 e l'inizio del 1918 appare un'evoluzione del criterio di impiego delle mitragliatrici, in quanto, mentre le mitragliatrici leggere (pistole mitragliatrici) continuano ad essere usate a tiro diretto e brevi distanze, le mitragliatrici pesanti cominciano ad utilizzare il tiro ficcante a lunga distanzaS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 192. L'uso delle pistole mitragliatrici come mitragliatrici leggere, naturalmente, non era del tutto soddisfacente, data la diversa natura dell'arma, tuttavia era necessario per la scarsezza di mitragliatrici adatte nel Regio Esercito, che indicava la mitragliatrice Fiat-Revelli Mod. 1914, che comunque, non rispondeva alle specifiche di una mitragliatrice leggera, come rappresentante di tale classeS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 194.
L'ultimo esperimento di organica sul battaglione di fanteria venne effettuato nel settembre 1918, dopo aver adottato la mitragliatrice leggera SIA Mod. 1918 al posto delle pistole mitragliatrici ed utilizzando la Fiat Mod. 1914 come mitragliatrice pesante. Il nuovo battaglione di fanteria era indicato come "battaglione T", organizzato su 5 compagnie, tre di moschettieri, una di mitraglieri ed una mista su un plotone di arditi, un plotone con cannoni da trincea, un plotone con lanciabombe ed un plotone zappatoriS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 197. In conclusione il nuovo battaglione aveva in dotazione 19 mitragliatrici (10 pesanti e 9 leggere) e 18 moschetti automatici. L'impiego tattico era orientato a utilizzare le mitragliatrici e i moschetti automatici come nuclei di attacco, collegati fra loro e protetti dai fucilieriS. Pagano L'evoluzione tattica... pag 198.
All'atto dell'entrata dell'Italia in guerra, era organicamente assegnata ad ogni battaglione, sia di fanteria che di bersaglieri, una sezione mitragliatrici equipaggiata con il tipo Maxim Mod. 1911. Durante il periodo della guerra vennero apportati ai reparti mitraglieri successivi incrementi di personale e tipo di arma: Distribuzione provvisoria di Maxim in attesa di poter disporre della Fiat-Revelli Mod. 1914; Distribuzione di 25 sezioni mitraglieri campali Perino Mod. 1908, tratte da opere di fortificazione; Distribuzione ed adozione di sezioni mitraglieri Gardner, in attesa dell'adozione definitiva della mitragliatrice Fiat-Revelli Mod. 1914.
La nuova dottrina organica inizio conflitto prevedeva: Assegnazione organica di quattro armi per ogni battaglione di fanteria e sue specialità; Adozione della mitragliatrice Saint-Étienne Mle 1907; Assegnazione ad ogni battaglione di fanteria e sue specialità di una compagnia mitragliatrici; Assegnazione di 2 compagnie mitragliatrici ad ogni comando di brigata; Raggruppamento in compagnie di tutte le mitragliatrici di modello vario risultanti esuberanti al nuovo ordinamento; Costituzione di speciali compagnie mitragliatrici Saint-Étienne Mle 1907 da posizione, con particolare organizzazione per impiego difensivo; Costituzione dei reggimenti di marcia mitraglieri con compiti analoghi a quelli delle brigate di marcia; Costituzione di reparti, uno con mitragliatrici Fiat in Brescia ed uno con mitragliatrici Saint-Étienne a Torino, alle dipendenze del Comando supremo militare italiano, con il compito di costituire ed istruire nuovi reparti e tenere in vita quelli già esistenti.
Nel 1916 viene distribuita ad ogni compagnia di fanteria e sue specialità una sezione, ovvero due armi di pistole mitragliatrici Villar Perosa.