San Paolo () è la capitale dello Stato brasiliano di San Paolo, nonché parte delle omonime mesoregione metropolitana e microregione. Con i suoi 16 milioni di abitanti, oltre ad essere la città più popolosa del Brasile, è la città più popolosa del Sudamerica, dell'emisfero australe e del continente americano; è anche la città più popolosa del mondo lusofono. Nella sua regione metropolitana, costituita da 39 comuni, vivono 27 milioni di persone (circa il 70% della popolazione dell'intero Stato di San Paolo che ne conta più di 40 milioni).
L'etnico della città di San Paolo è paulistano(a) (a differenza di quello dello Stato che è paulista). Il motto della città è Non ducor, duco, latino per Non mi faccio condurre, conduco.
Geografia fisica Territorio
San Paolo è situata su un altopiano parte della catena Serra do Mar, (che in portoghese significa Catena del mare) essa stessa parte della macroregione conosciuta come Planalto Brasileiro (altopiano brasiliano). L'altezza media della città è di , anche se dista solo dall'Oceano Atlantico. La metropoli si trova esattamente sul Tropico del Capricorno. Esistono due autostrade che percorrono questo tragitto: la Rodovia Anchieta e la Rodovia dos Imigrantes, che scendono verso il mare, fino alla città portuale di Santos e alla spiaggia di Guarujá.
Nelle aree urbanizzate di San Paolo, il territorio è principalmente collinare, ma al nord, la Serra da Cantareira presenta elevazioni maggiori (il picco del Jaraguá, il rilievo più elevato della città, raggiunge i metri) e consistenti resti della Foresta pluviale atlantica. L'intera regione è molto stabile tettonicamente, e non si è mai registrata alcuna attività sismica significativa.
Il fiume Tietê era, in passato, una fonte di acqua potabile e di svago per San Paolo. Tuttavia, nella seconda metà del XX secolo, è diventato altamente inquinato da scarichi fognari non depurati e da scarichi industriali; la stessa sorte è toccata al suo affluente Pinheiros. Un sostanziale programma di depurazione per entrambi i fiumi ha portato qualche miglioramento. I due fiumi non sono navigabili all'interno dei confini cittadini, ma il Tietê è un'importante via di comunicazione verso il Paraná, siccome il fiume è parte del bacino del Río de la Plata. Il terzo importante fiume di San Paolo è il fiume Tamanduateí, affluente anch'esso del Tietê.
Non esistono grandi laghi naturali in zona, anche se le riserve artificiali di Guarapiranga e Billings sono usate per creare energia, come riserva d'acqua e per svago.
La flora originaria era in gran parte formata da un'estesa varietà di magnolie sempreverdi. Oggi sono invece comuni specie importate, siccome il clima mite e le abbondanti piogge consentono a una miriade di piante tropicali, subtropicali e temperate di prosperare; l'eucalyptus è particolarmente diffuso.
Clima Secondo la classificazione climatica di Köppen, il clima a San Paolo è di tipo subtropicale umido. A causa della precipitazione annuale di pioggia, ha caratteristiche subtropicali, ma ha un clima mite tutto l'anno. Anche se i brasiliani generalmente considerano il clima di San Paolo piovoso e piuttosto freddo, per gli standard mondiali, il clima è caldo e mite. Le temperature estive raramente superano i , mentre è rarissimo che la temperatura scenda sotto zero d'inverno. La temperatura massima mai registrata è di il 15 novembre 1985, mentre la minima fu di nel 1955 (attorno alla città, si registrò una minima di il 2 agosto 1955). Secondo i resoconti ufficiali, quella data come una leggera nevicata il 25 giugno 1918, fu in realtà nebbia congelantesi. Le piogge sono abbondanti, specialmente cicloni tropicali, mentre presenze di tornado sono infrequenti.
Medie riferite al periodo 1961-1990.
Storia Epoca pre coloniale I più antichi resti archeologici relativi alla presenza umana nella municipalità di San Paolo, risalgono al 3500 a.C. Furono rinvenuti casualmente nel 1964, nel sito di Morumbi, e consistono in più di 200.000 strumenti in pietra, il che fa ipotizzare che l’area fosse sfruttata per la produzione di utensili in pietra.
I resti archeologici successivi, riguardano popolazioni legate all’agricoltura e alla produzione di ceramica, e risalgono ad un'epoca più recente, probabilmente ai primi secoli dell'era cristiana. Dediti all'agricoltura di colture come il mais e la manioca, tali popoli presentavano una maggiore densità demografica. Sebbene producessero strumenti in pietra e altri materiali, i resti archeologici per i quali sono meglio conosciuti sono le ceramiche. Queste popolazioni erano imparentate con le popolazioni appartenenti al ramo linguistico macro-gê, forse antenati degli attuali kaingang, e al gruppo dei tupi.
Durante il XIX secolo, diverse ricerche, conclusero, sulla base di documenti del periodo coloniale, che le pianure di Piratininga furono successivamente abitate dal popolo dei Guaianás (noti anche come Guaianazes), facenti parte dei tupiniquim, del gruppo dei tupi. D’altronde, i dati archeologici e storiografici del XVII e XVIII secolo, hanno dimostrato che i Guaianás erano numerosi nell’area di San Paolo all’arrivo dei coloni, poiché furono catturati per servire come schiavi nelle piantagioni. Il termine "Guaianá", tuttavia, non descrive necessariamente un popolo specifico, bensì diverse popolazioni non appartenenti ai Guaraní, e inoltre non è un termine usato dai nativi.
Fondazione
Il 25 gennaio 1554, il giorno che commemora la conversione dell'apostolo Paolo, nel desiderio di catechizzare i nativi lontano dall’influenza dei coloni portoghesi, il superiore dell’Ordine dei Gesuiti in Brasile, Manuel da Nóbrega, accompagnato dal missionario gesuita José de Anchieta e dall’esploratore João Ramalho, fondò una missione, il Colégio de São Paulo de Piratininga, il cui scopo era convertire la tribù indigena dei Guaianás al cattolicesimo. I gesuiti, così, eressero una capanna di fango su una collina situata tra i fiumi Tietê, Anhangabaú e Tamanduateí, con il consenso dei capi indigeni locali, tra cui il cacicco Tibiriçá e il cacicco Tamandiba. Il giorno stesso, padre Manuel, celebró la prima messa sulla collina, segnando tradizionalmente la nascita della città di San Paolo. Due anni dopo i sacerdoti eressero una chiesa, il Pátio do Colégio, il primo reale edificio dell'insediamento, successivamente costruirono una scuola e un padiglione con alloggi. Di questi edifici originali, ad oggi, rimane solo un muro di fango nell’odierno Pátio do Colégio.
L’insediamento era situato poco oltre la catena montuosa della Serra do Mar, nelle vicinanze della città portuale di Santos e vicino al fiume Tietê. La posizione strategica, lo rendeva un ingresso naturale, dalla costa del sud-est, al vasto e fertile altopiano dell'ovest, che diventerà lo stato di San Paolo.
Gradualmente, intorno alla scuola, si formò un piccolo insediamento di nativi convertiti, gesuiti e coloni portoghesi.
Nel 1560 la popolazione del villaggio aumentó in modo significativo, quando, per ordine del governatore generale del Brasile, Mem de Sá, gli abitanti del villaggio di Santo André da Borda do Campo furono trasferiti nelle vicinanze della missione. Il villaggio di Santo André, dí conseguenza, si estinse e l'insediamento di San Paolo fu elevato a villaggio, con il nome di "Vila de São Paulo de Piratininga". Con atto reale, nello stesso anno, fu creato il consiglio comunale, allora chiamato Casa do Conselho. Fu probabilmente nello stesso anno che fu creata la Confraternita della Misericordia di San Paolo (ora "Santa Casa de Misericórdia").
Epoca coloniale Nel 1562, turbati dall'alleanza tra i tupiniquim e i portoghesi, i tupinamba, uniti nella Confederação dos Tamoios, lanciarono una serie di attacchi contro il villaggio, il 9 luglio, nell'episodio noto come Cerco de Piratininga. La difesa organizzata da Tibiriçá e João Ramalho impedì ai tupinambás di entrare a San Paolo e li costrinse a ritirarsi, il 10 luglio dello stesso anno. Ancora nel 1590, con l'imminenza di un nuovo attacco, la città si preparò di nuovo con opere di difesa, ma, all'inizio del XVII secolo, la situazione si calmò e l'insediamento si consolidò.
Fin dalla fondazione, lo sviluppo della città fu policentrico, con diversi villaggi, principalmente gesuiti ma anche di altri ordini ecclesiastici, i quali circondavano l’insediamento centrale e, attorno ai quali, iniziarono a svilupparsi gli agglomerati urbani che andranno a formare la città. La motivazione principale di tale fenomeno era la condizione geografica del territorio, in rilievo, con molti pendii e ruscelli. L'organizzazione urbana era centrata, amministrativamente ed ecclesiasticamente, nelle parrocchie e ogni parrocchia era centrata su una cappella. Nel 1588, tra le varie chiese che venivano costruite, venne realizzata la chiesa madre che diverrà la cattedrale di San Paolo.
Nel XVII secolo, le attività economiche del villaggio erano limitate quasi esclusivamente all'agricoltura di sussistenza, inoltre la produzione e l'esportazione di zucchero non erano molto sviluppate. San Paolo risultava un povero insediamento, isolato dalle aree più dinamiche della colonia. Così, già nei primi decenni del secolo, e fino al secolo successivo, gli abitanti, iniziarono a organizzare le bandeiras, gruppi di spedizione di esploratori, chiamati bandeirantes, che setacciavano le foreste e i nuovi territori dell'America Latina in cerca di forza lavoro indigena e risorse come oro, diamanti e altre ricchezze. I bandeirantes furono responsabili, per gran parte, dell'espansione territoriale brasiliana oltre la linea Tordesilhas e per la scoperta di numerose miniere di metalli e pietre preziose. In un primo momento, l'attività dei bandeirantes, promosse l'attività economica del villaggio, che per la prima volta cercò di esercitare la posizione di magazzino commerciale. Alcuni bandeirantes, arricchiti dal commercio di schiavi indiani, contribuirono allo sviluppo della cittadina. Fernão Dias, eletto giudice ordinario e sindaco, ad esempio, donò ai monaci benedettini le risorse necessarie per ricostruire il monastero di São Bento. Vi sono diversi monumenti in città, eretti in onore del loro contributo, tra cui il Monumento às Bandeiras, uno dei punti di riferimento di San Paolo. Nel 1640, la forte opposizione dei gesuiti alla cattura e alla commercializzazione degli indigeni da parte dei bandeirantes, portò ad una serie di conflitti tra i due gruppi, che culminarono, il 13 luglio di quell'anno, con l'espulsione dei gesuiti da San Paolo, una misura sostenuta dai mercanti della città. I gesuiti avrebbero ottenuto il permesso di tornare a San Paolo solo nel 1653.
Nel corso del XVII secolo altri ordini religiosi si sarebbero stabiliti in città, come i francescani, che nel 1647 inaugurarono il loro convento (demolito nel 1932, per far posto alla scuola di legge) e la chiesa di São Francisco, nell'omonima piazza.
Sebbene la maggior parte degli edifici costruiti durante il periodo coloniale sia stata demoliti nei secoli successivi, alcune delle 'fazendas erette tra il XVII e il XVIII secolo possono ancora essere viste.
Nel 1690, i bandeirantes di San Paolo, scoprirono l'oro nel "Sertão do Cuieté", nell'attuale stato di Minas Gerais. Essi si ritrovarono presto ad affrontare la concorrenza dei coloni portoghesi di altre regioni del Brasile, scatenando un conflitto chiamato guerra degli Emboabas, durato dal 1707 al 1709. La scoperta dei bandeirantes paulistani dell’oro e la loro centralità nelle spedizioni verso tali riserve, attiró l'attenzione del regno portoghese. Di conseguenza, nel 1709, San Paolo sostituisce São Vicente come sede amministrativa della capitaneria (che cambiò il nome in Capitaneria di San Paolo e Minas de Ouro), nel 1711, fu elevata a città e nel 1745 divenne la sede di una diocesi autonoma, separandola dall’allora diocesi di Rio de Janeiro.