Biografia
Primi anni e vita privata Nato a Oakland, Dellums era figlio di uno scaricatore di porto. Suo zio, C. L. Dellums, fu leader della Brotherhood of Sleeping Car Porters, il primo sindacato di afroamericani accreditato presso l'American Federation of Labor.
Ron Dellums frequentò le scuole pubbliche e successivamente prestò servizio nel Corpo dei Marines dal 1954 al 1956. In seguito conseguì la laurea presso l'Oakland City College nel 1958, un B.A. presso la San Francisco State University nel 1960 e un Master of Social Work presso l'Università della California - Berkeley nel 1962.
Divenne un assistente sociale psichiatrico e nel frattempo operò come attivista politico nella comunità afroamericana a partire dagli anni sessanta. Fu impegnato anche come docente sia anche alla San Francisco State University sia a Berkeley.
Si sposò tre volte: la prima volta con Arthurine Bethea, dalla quale divorziò nel 1959; la seconda volta nel 1961 con l'avvocato Leola "Roscoe" Higgs, dalla quale divorziò nel 1998; la terza con Cynthia Lewis, nel 2000.
Uno dei suoi figli, Michael, venne condannato per un omicidio legato alla droga nel 1979 e restò in carcere poiché gli venne negata la liberazione condizionale. Dellums ebbe altri cinque figli: l'antropologa Rachel R. Chapman, l'attore Erik Dellums, l'autrice Piper, Brandon e Pamela; fu inoltre nonno dell'attrice Solea Pfeiffer.
Carriera politica Sul finire degli anni sessanta, Ron Dellums entrò in politica come esponente del Partito Democratico. Si candidò al consiglio comunale di Berkeley su spinta dell'attivista Maudelle Shirek e venne eletto, restando in carica dal 1967 al 1970.
Nel 1970, contattato da alcuni attivisti che si opponevano alla guerra del Vietnam, fu spinto a candidarsi alla Camera dei Rappresentanti contro il deputato in carica da dodici anni Jeffery Cohelan. Dellums sconfisse Cohelan nelle primarie democratiche e si aggiudicò poi le elezioni generali, divenendo deputato e prestando servizio ininterrottamente per i successivi ventisette anni. Venne incluso nella lista segreta dei principali oppositori di Richard Nixon, stilata dal fidato consigliere presidenziale Charles Colson, poiché ritenuto un candidato fortemente sostenuto da Ted Kennedy. Durante la sua prima campagna elettorale venne definito in senso dispregiativo da Spiro Agnew un "radicale a tutti gli effetti", accusa a cui lo stesso Dellums rispose: "Se è radicale essere contro la guerra e la povertà, allora Ron Dellums è un radicale".
Impegno pubblico contro la guerra e l'apartheid
Durante la sua permanenza al Congresso, Dellums si oppose strenuamente a tutti i principali interventi militari statunitensi, ad eccezione dei soccorsi di emergenza durante la guerra civile in Somalia. Sostenne inoltre la limitazione degli aiuti esteri ai governi africani repressivi in Zaire, Burundi, Liberia e Sudan.
Nel gennaio del 1971, a poche settimane dall'inizio del suo primo mandato, Dellums allestì una mostra fotografica sui crimini di guerra in Vietnam nei pressi del suo ufficio al Congresso.
Il massacro di Mỹ Lai fu seguito poco dopo da una serie di udienze sui crimini di guerra in Vietnam, cui Dellums prese parte. Il deputato aveva infatti proposto di avviare un'indagine ufficiale su possibili crimini commessi dagli Stati Uniti in Indocina e, quando l'idea era stata respinta, Dellums aveva continuato a svolgere audizioni non ufficiali sul tema. Poiché non erano ammessi né giornalisti né telecamere durante tali udienze, gli atti vennero trascritti e furono poi raccolti e conservati.
Nel 1972, Dellums intraprese una campagna politica per porre fine all'apartheid in Sudafrica. Tra le sue iniziative politiche ci fu anche un sit-in all'ambasciata sudafricana, per il quale venne arrestato insieme ad altri attivisti. Quattordici anni dopo l'inizio della lotta di Dellums (che aveva visto la bocciatura di tredici proposte di legge in merito), la Camera dei Rappresentanti approvò la sua legislazione anti-apartheid, che imponeva pesanti restrizioni commerciali contro il Sudafrica e l'immediato disinvestimento da parte delle società americane nel Paese. Il disegno di legge, che prese il nome di Comprehensive Anti-Apartheid Act del 1986, raccolse un ampio sostegno bipartisan. Le condizioni per la revoca delle sanzioni prevedevano il rilascio di tutti i prigionieri politici. L'allora Presidente Reagan, invocando un "impegno costruttivo", pose il veto al disegno di legge; tuttavia, tale veto fu annullato, divenendo il primo caso di scavalcamento di un veto presidenziale in politica estera di tutto il XX secolo.
L'impegno politico di Ron Dellums contro l'apartheid divenne anche il soggetto di un film per la televisione di Disney Channel, Il colore dell'amicizia, distribuito nel 2000. Il ruolo di Dellums venne interpretato dall'attore Carl Lumbly.
In epoca di guerra fredda, con l'intento di ottenere maggiore potere nell'Africa meridionale, gli Stati Uniti si unirono al governo dell'apartheid del Sudafrica a sostegno dell'UNITA, guidato da Jonas Malheiro Savimbi, contro le forze angolane del Movimento Popolare di Liberazione dell'Angola, sostenute invece dall'Unione Sovietica e da Cuba. Dellums fu criticato per aver sostenuto il coinvolgimento di Fidel Castro con il MPLA in Angola, venendo definito "il prototipo del deputato castrista" dalla stampa conservatrice. Nel settembre 1987 introdusse un disegno di legge, mai approvato, per proibire l'assistenza economica e militare allo Zaire, citando come motivazioni il mancato rispetto dei diritti umani, la corruzione e la collaborazione con il Sudafrica.
Condusse campagne contro una serie di progetti militari, sostenendo che sarebbe stato più utile spendere quei fondi per scopi pacifici. I programmi a cui si oppose includevano i missili MX e il bombardiere B-2 (noto anche come "bombardiere stealth"). Il B-2 stealth è un bombardiere strategico a lungo raggio, dotato di una tecnologia che lo rende molto meno visibile ai radar. Il costo totale del programma è stato stimato nel 1997 in oltre 2,2 miliardi di dollari per aereo. Sebbene Dellums si opponesse al progetto B-2 fin dall'inizio, il Congresso approvò il finanziamento iniziale per la produzione di 135 bombardieri nel 1987; tuttavia, con la fine della guerra fredda, la produzione totale di B-2 fu ridotta a 21 aerei nei primi anni novanta. Nel 1997, sette ex Segretari della Difesa firmarono una lettera che esortava il Congresso ad acquistare più B-2, sostenendo che sarebbe stato molto difficile assemblare un team di ingegneri in grado di costruirne in futuro se il progetto B-2 fosse giunto al termine. Dellums, citando cinque studi indipendenti coerenti con la sua posizione, propose un emendamento al disegno di legge di autorizzazione alla difesa di quell'anno per limitare la produzione dei bombardieri con i 21 aerei esistenti. L'emendamento fu respinto di misura, ma comunque il Congresso non approvò mai il finanziamento di ulteriori bombardieri B-2.
Membro delle commissioni
Nel 1973, dato il suo interesse in tema bellico, Dellums cercò di essere incluso nella commissione per i Servizi Armati. Tale commissione era allora presieduta dal democratico F. Edward Hébert, deputato di lungo corso e noto segregazionista: di fatto vigeva un veto non scritto da parte del presidente riguardo la presenza in commissione di donne e afroamericani. Dellums si rivolse direttamente allo Speaker della Camera Carl Albert, minacciando che il Congressional Black Caucus avrebbe denunciato il parlamento come razzista; Albert dovette cedere e costrinse Hébert ad ammettere Dellums in commissione. Insieme a lui, vi entrò anche la prima donna, la collega Pat Schroeder; in segno di disprezzo, Hébert consegnò loro una sola sedia, sostenendo che insieme valessero meno di un membro maschio bianco.
Dellums divenne a sua volta presidente della commissione nel 1993, primo afroamericano a rivestire tale ruolo. Intervistato in merito, dichiarò "Non mi sono unito alla commissione per i Servizi Armati per conoscere missili, aerei e navi. Mi sono arruolato perché sapevo che avrei dovuto diventare un esperto in questo campo per sostenere con successo la riduzione delle spese militari che avrebbero liberato risorse per i disperati bisogni umani che vedo ogni giorno nella mia comunità".
Fu tra i membri fondatori sia del Congressional Black Caucus sia del Congressional Progressive Caucus, di cui divenne presidente nel 1989.
Si oppose al boicottaggio delle Olimpiadi del 1980 in risposta all'invasione sovietica dell'Afghanistan, asserendo che "l'atletica dovrebbe andare oltre la politica". Presiedette la commissione sul Distretto di Columbia, sostenendone il diritto ad essere considerato uno stato; affermò ""Non ci dovrebbero essere colonie in una democrazia, e il Distretto di Columbia continua ad essere una colonia"".
Da presidente della commissione per i Servizi Armati della Camera, Ron Dellums si espresse a favore dell'integrazione degli omosessuali nelle forze armate. Fu un sostenitore del matrimonio tra persone dello stesso sesso e dell'emancipazione femminile.
Dellums v. Bush Nel 1990, Dellums e altri quarantaquattro parlamentari citarono in giudizio l'allora Presidente George H. W. Bush presso la Corte distrettuale federale di Washington nel 1990, nel caso Dellums v. Bush, 752 F. Supp. 1141 (1990) che tentava di fermare un accumulo militare preventivo in Medio Oriente in risposta all'invasione irachena del Kuwait. I querelanti affermarono che l'azione militare senza una formale dichiarazione di guerra sarebbe stata illegale ai sensi della Costituzione degli Stati Uniti d'America. Dellums v. Bush fu uno dei pochi casi in cui le Corti Federali si interrogarono sulla possibile discussione in tribunale riguardo alla cosiddetta War Powers Clause, prevista dall'art. I. La Corte indicò che, in quel caso, sarebbe stata illegale, ma poiché il Congresso non aveva ancora agito come maggioranza, la causa venne ritenuta prematura.
Fine della carriera da deputato Nel 1996 venne rieletto per il suo quattordicesimo mandato da deputato con il 77% delle preferenze. L'anno seguente, annunciò pubblicamente la sua intenzione di rassegnare le proprie dimissioni a metà mandato per motivi personali, definendo quello come "uno dei giorni più difficili della mia vita". Per riattribuire il seggio ad un nuovo deputato vennero indette delle elezioni speciali, che furono vinte da Barbara Lee, di cui Dellums era stato docente e mentore.
Immagine pubblica e affiliazioni Quello di Ron Dellums fu più volte indicato come possibile nome per la presidenza degli Stati Uniti, ma lui rifiutò sempre di avanzare la propria candidatura.
Nel 1983 fu oggetto di un'indagine, durata diversi mesi, al termine della quale venne completamente scagionato. Le accuse erano quelle di aver fatto uso di cocaina e marijuana, sulla base di una denuncia di un portiere della Camera che aveva indicato Dellums ed altri due membri del Congresso, il repubblicano della California Barry Goldwater Jr. ed il democratico del Texas Charlie Wilson.
Le posizioni progressiste di Dellums gli valsero il sostegno di associazioni come il Sierra Club e la National Organization of Women.
Pur essendosi sempre candidato come democratico, Ron Dellums si descriveva come socialista. Fu il primo deputato del Congresso a definirsi socialista dai tempi di Victor L. Berger. Negli anni '70, Dellums è stato membro della Democratic Socialist Organizing Committee, costola del Partito Socialista d'America. In seguito divenne vicepresidente dei Democratic Socialists of America.
In occasione delle elezioni presidenziali del 2008, appoggiò formalmente la candidatura di Hillary Clinton.
Rapporti con i colleghi