Mafia: Terra Madre (Mafia: The Old Country) è un videogioco d'azione sparatutto in terza persona, sviluppato da Hangar 13 con la consulenza di Stormind Games e pubblicato da 2K Games.

Quarto capitolo della serie Mafia, il gioco funge da prequel della trilogia. Ambientato nella Sicilia d’inizio Novecento, il titolo ha per protagonista Enzo Favara e si svolge nella città immaginaria di San Celeste, comparsa originariamente in Mafia II.

Il gioco, annunciato tramite un trailer di presentazione alla Gamescom 2024 in Germania per PlayStation 5, Xbox Series X/S e Windows, è stato pubblicato in tutto il mondo l'8 agosto 2025.

Trama Prologo - Tremori - 1904

Venduto a una solfara, una miniera di zolfo siciliana, all'età di cinque anni, Enzo Favara ha passato la sua infanzia da caruso, lavorando sottoterra al buio e tra i pericoli. Dopo dodici lunghi anni, ha messo da parte quasi tutto il denaro necessario a ripagare i debiti del padre e andarsene da uomo libero. Le recenti scosse provenienti dall'Etna preoccupano i minatori, ma Enzo e il suo amico Gaetano riescono solo a pensare al loro futuro lontano dalla miniera. I due sognano infatti di emigrare a Empire Bay, in America, per cercare fortuna. Sfortunatamente, i loro sogni vengono infranti quando Damiano Bastoni, crudele supervisore noto come il Merlo, li spedisce in un cunicolo abbandonato alla ricerca di un collega scomparso.

Mentre scendono in profondità, si scatena un terremoto. Enzo e Gaetano scappano per salvarsi, mentre i gas letali invadono le gallerie e tutto inizia a franare. Gaetano, a pochi passi dalla salvezza, finisce sotto le macerie, insieme ai soldi. Enzo raggiunge con fatica la superficie e, accecato dal dolore, affronta il Merlo. Dopo uno scambio acceso, i due sguainano i coltelli e si attaccano.

Enzo viene battuto dal ben più esperto avversario, ma sopravvive per il rotto della cuffia. Scappa dalla miniera, inseguito dal Merlo e dai suoi uomini.

Capitolo I - Famiglia - 1904

Dopo essere fuggito dalla miniera, Enzo viene messo spalle al muro dal Merlo e dai suoi uomini nei pressi di alcune baracche annesse a un vigneto. Con la vita in gioco, cerca disperatamente una via d'uscita. Lo scontro viene interrotto dal proprietario del vigneto, Don Bernardo Torrisi, il quale, furioso, allontana le guardie della miniera di sua proprietà. Torrisi offre ad Enzo un posto di lavoro al vigneto e lo lascia alle cure del suo fidato braccio destro, Luca Trapani.

Dopo un po' di riposo, Enzo inizia a lavorare al vigneto. È in programma un banchetto, e i preparativi nella proprietà sono a buon punto; lavorano tutti, tranne Cesare Massaro, il pigro nipote di Don Torrisi, che è felicissimo di lasciar faticare Enzo al suo posto. Mentre si occupa della pulizia delle stalle, Enzo incontra una bellissima ragazza da cui si trova immediatamente attratto. Più tardi, al banchetto, scopre di chi si tratta: è Isabella, la figlia di Don Torrisi.

Capitolo II - Il Palio - 1904

Le prime settimane di Enzo al vigneto passano veloci. Il lavoro è molto faticoso, ma è sicuramente meglio di soffocare nelle miniere. Nel giorno del Palio, una prestigiosa corsa di cavalli che si svolge nel vicino paese di San Celeste a cadenza annuale, Luca ed Enzo consegnano del vino ai clienti più cari di Don Torrisi. I due si fermano all'officina di un certo Pasquale, un meccanico corrotto che gestisce un losco mercatino nel retrobottega. Luca compra ad Enzo un coltello decente e gli insegna come usarlo. Dopo una breve sessione di allenamento, i due si precipitano a San Celeste per assistere al Palio.

Una volta arrivati in paese, trovano Don Torrisi di pessimo umore. Il suo miglior fantino si è ritirato, e ora rischia di perdere contro il suo vecchio rivale Don Ruggero Spadaro, boss della cosca della miniera di zolfo. Attratto dalla possibilità di lasciare il segno, Enzo si offre volontario come fantino per correre nella corsa. Enzo vince, tra le urla entusiaste della folla. Mentre il Don si gode la vittoria, Enzo viene rispedito al lavoro e alle consegne di vino in paese. Isabella si defila per unirsi a lui e i due si aggirano insieme nei tranquilli vicoli di San Celeste.

Capitolo III - U Pizzu - 1904

Al risveglio, Enzo trova un biglietto sulla soglia della porta. è da parte di Isabella. Si scusa per i problemi che gli ha causato dopo il Palio e gli chiede di incontrarlo di nuovo. Sebbene gli sia stato sconsigliato di passare del tempo con la figlia del Don, Enzo fatica a declinare l'invito. Colpito dalle azioni di Enzo durante il Palio, Luca lo invita a unirsi al giro di riscossioni mensile con Cesare. Nonostante gli si prospetti il coinvolgimento in qualche crimine, Enzo accetta. I tre, quindi, estorcono del denaro per la protezione ad alcuni dei gabellotti più problematici di Don Torrisi.

Il loro itinerario li porta al villaggio di pescatori di Porto Almaro. Lì, Enzo incontra Don Niccolò Galante e suo nipote Leo, alleati della famiglia Torrisi che controllano i moli. Enzo dimostra il suo valore, aiutando Don Galante a recuperare un carico di whiskey sequestrato. L'ultima fermata è la fattoria del vecchio Fichera, a cui i briganti hanno rubato una preziosa pompa idraulica. Luca e i ragazzi seguono i ladri fino al loro nascondiglio e lì parte una feroce sparatoria. Nel caos, Cesare inizia a provare simpatia per Enzo, riconoscendo il coraggio e l'abilità dell'ex caruso.

A fine giornata, Fichera recupera la sua pompa (solo dietro il pagamento di una lauta somma) ed Enzo si guadagna la fiducia della famiglia Torrisi, diventandone collaboratore stretto.

Capitolo IV - Il Barone - 1905

Il barone Raffaele Fontanella, influente latifondista, giunge da Palermo in compagnia di suo figlio, l'insolente Gennaro. Mentre il barone incontra Don Torrisi per discutere di argomenti delicati, Luca incarica Enzo e Cesare di scortare Gennaro ed Isabella verso le rovine di un tempio antico. Isabella insiste per prendere la sua cavalla, dando così ad Enzo la possibilità di cavalcare insieme a lei. I due si godono un momento di solitudine, durante il quale Isabella svela ad Enzo i piani di suo padre: legarla in matrimonio con Gennaro, con il beneplacito del barone. la notizia sconforta Enzo, che si sta innamorando di Isabella.

Alle rovine del tempio, Enzo e Cesare si distraggono e permettono il rapimento di Isabella e Gennaro da parte di alcuni briganti, guidati dal famigerato fuorilegge Paolo Messina. Enzo insegue i rapitori e soccorre Isabella. In preda all'adrenalina, si scambiano un bacio in segreto. Cesare porta Isabella al sicuro, mentre Enzo individua il covo montano di Messina.

Determinato a non fallire nel suo dovere di proteggere Gennaro, Enzo si infiltra nell'accampamento dei fuorilegge e libera l'arrogante aristocratico. Paolo Messina li blocca nella fuga, costringendo Enzo a un duello armato. Enzo uccide Messina e riporta Gennaro al vigneto. Anche se furioso per il rapimento, Don Torrisi riconosce la lealtà di Enzo e la determinazione che ha dimostrato nel voler sistemare le cose.

Capitolo V - Vendetta d'Onore - 1905

Una settimana dopo il rapimento, e dopo il loro primo bacio, Enzo ed Isabella rivelano i propri sentimenti l'uno all'altra. Nonostante il grave rischio di far arrabbiare Don Torrisi, Enzo giura di dimostrargli il suo valore, sperando un giorno di ottenere il diritto di sposare Isabella. Don Torrisi convoca Enzo e gli svela che il mandante del rapimento è Ludovici, un socio del barone. Infuriato per il pericolo corso da Isabella, Don Torrisi offre ad Enzo una missione speciale: vendicarsi su Ludovici. Intravedendo un'opportunità per ottenere il favore del Don, Enzo accetta.

Enzo si introduce nella lussuosa villa di Ludovici, rapendo l'uomo e consegnandolo a Tino, il minaccioso consigliere di Don Torrisi. Tino, pronto a veder vacillare l'ex caruso, ordina ad Enzo di uccidere Ludovici. Con il suo intero futuro in gioco, Enzo preme il grilletto. La lealtà di Enzo viene presto premiata. Viene portato in una stanza poco illuminata, gremita di mafiosi provenienti da tutta la valle. Lì, giura fedeltà alla famiglia sotto gli occhi di Don Torrisi. Quella notte, Cesare, Leo e il resto della banda festeggiano l'ingresso di Enzo nella Famiglia Torrisi.

Capitolo VI - La Difesa Siciliana - 1906

Per contrastare la crescente influenza di Spadaro, Don Torrisi e Don Galante hanno pianificato di produrre banconote americane contraffatte. Per riuscirci, hanno ingaggiato Giuseppe Palminteri, famosissimo falsario, che però è stato arrestato. L'operazione non potrà continuare finché non sarà libero. A San Celeste, Enzo cerca un informatore che lavora come impiegato al municipio. Non ne conosce il nome, quindi setaccia il mercato alla ricerca di un uomo con un panciotto rosso. L'informatore gli rivela che Giuseppe è detenuto nella prigione situata dietro al municipio.

Più tardi quella notte, Leo crea un diversivo per allontanare la polizia dalla stazione, spianando la strada ad Enzo, che può così intrufolarsi nella prigione. Enzo libera Giuseppe, ma lo fa sotto gli occhi dell'Ombra, che vede tutto da una cella adiacente. Giuseppe complica la situazione, insistendo nel voler recuperare le lastre che gli hanno sequestrato.

Enzo prende le lastre, ma viene intercettato dal capo della polizia, Ettore D'Amico. Nel duello successivo, D'Amico ha la meglio, ma Enzo riesce a scappare, salvandosi per il rotto della cuffia. Dovendo tenere un profilo basso, Enzo si ritira nel suo appartamento. Lì, con sorpresa, trova Isabella, sgattaiolata via per passare la notte con lui.

Capitolo VII - Spirito Sportivo - 1906

L'operazione dedicata alla contraffazione è ormai a pieno regime, così Leo introduce Enzo e Cesare ai prodotti americani che riceveranno come parte dell'accordo. Tra essi vi è il rottame di un'auto sportiva, che Leo intende usare a scopo di lucro per vincere una gara prestigiosa. Enzo traina l'auto fino all'officina di Pasquale nei pressi di San Celeste, affinché il meccanico possa dare inizio alle riparazioni. Nel frattempo, Leo rivela la sua strategia per partecipare alla gara: ricattare l'organizzatore, il marchese Siragusa.

Enzo riesce a strappare al marchese una fotografia compromettente in un bordello, assicurandosi un posto nell'evento. Pasquale termina le riparazioni ed Enzo porta l'auto modificata a fare un giro di prova. La vettura è veloce, nonostante le condizioni in cui versa, e la squadra si prepara per il grande giorno. Il giorno della gara, Enzo e Cesare conducono la vettura capricciosa a una strabiliante vittoria, superando contendenti feroci e l'inaffidabile lavoro di Pasquale. Trionfanti, i due amici festeggiano a Porto Almaro con tutta la banda.

Capitolo VIII - Disgrazia - 1906

Senza preavviso, Tino si presenta all'appartamento di Enzo per avvertire tutti di un'imminente retata delle forze dell'ordine rivolta all'operazione di falsificazione: qualcuno ha rotto l'omertà. Enzo si precipita ad avvisare gli uomini e salvare il possibile. Insieme a Cesare, corre al villaggio, ma i due vengono preceduti dalla polizia. Nascosto, Enzo assiste al palesarsi dell'informatore: è l'Ombra, luogotenente di Don Spadaro.

Mentre la polizia invade l'area alla ricerca della pressa nascosta, Cesare si dirige a recuperare i mazzi di banconote contraffatte, mentre Enzo soccorre il falsario. L'Ombra tende un'imboscata a Cesare e scappa con il denaro. Infuriati, Enzo e Cesare lo inseguono nella fitta nebbia.

I due raggiungono l'Ombra ed Enzo lo interroga con la pistola puntata: vuole scoprire se il mandante è Spadaro. Prima che l'Ombra possa rispondere, Cesare, d'impulso, lo uccide. Uccidere un mafioso senza autorizzazione è una violazione del codice d'onore. Per questo, i due cercano di insabbiare in fretta l'omicidio. Gli eventi della conceria portano a un necessario incontro tra Don Torrisi e Don Spadaro. I due, però, si accusano reciprocamente di aver spezzato la tregua e l'incontro si perde in rabbiose recriminazioni.

Capitolo IX - Industria - 1907