Gli arresti di massa dopo la Kristallnacht del 9 e 10 novembre 1938 portarono alla deportazione di circa 30 000 ebrei da Germania e Austria. nei campi di concentramento di Buchenwald, Dachau e Sachsenhausen nei giorni successivi al pogrom. Questo evento ebbe un grande impatto sulle famiglie e sui parenti dei deportati accelerando il processo di emigrazione, solo in apparenza volontaria, e quindi facilitando l'arianizzazione dei beni degli ebrei..
La maggioranza dei detenuti fu rilasciata all'inizio del 1939. Circa 500 ebrei furono uccisi, si suicidarono o morirono a causa di maltrattamenti e del rifiuto di prestare loro cure mediche nei campi di concentramento. Secondo i testimoni, l'evento veniva comunemente definito Aktionsjuden, almeno nel campo di concentramento di Buchenwald;. si presume che il nome derivi da Aktion Rath, come era anche chiamato il pogrom..
Ordini Joseph Goebbels scrisse nel suo diario che Adolf Hitler in persona aveva ordinato l'arresto di 25-30 000 ebrei. La sera del 9 novembre 1938 Heinrich Müller annunciò le previste "azioni contro gli ebrei" agli uffici della Stapo e venne organizzato l'arresto di 20-30 000 ebrei mirando soprattutto alle persone più ricche. Nelle prime ore del mattino del 10 novembre Reinhard Heydrich inoltrò un ordine di Heinrich Himmler a tutti i quartier generali della polizia e alle sezioni superiori del Sicherheitsdienst. In tutti i distretti dovevano essere arrestati in breve tempo tutti gli ebrei maschi in buona salute, "soprattutto se benestanti" e "non troppo anziani" che potevano essere detenuti; i maltrattamenti erano vietati.
Arresti Gli arresti iniziarono immediatamente e durarono dal 10 al 16 novembre, quando furono interrotti per ordine di Heydrich. Oltre alla Gestapo e alla polizia locale, si attivarono anche le SA, le SS e lo NSKK. Le istruzioni precise di Heydrich non furono quasi prese in considerazione.. L'11 novembre fu emesso un ordine esplicito di rilasciare immediatamente le donne e i bambini arrestati, il 16 novembre fu ordinato di liberare i malati e le persone di età superiore ai sessant'anni..
La maggior parte degli ebrei maschi fu arrestata nelle loro abitazioni, in alcuni casi anche sul posto di lavoro, negli alberghi, nelle scuole e nelle stazioni ferroviarie. Mentre gli agenti di polizia nelle grandi città seguirono gli ordini e non maltrattarono gli arrestati, altrove non erano rari gli insulti, i calci e le percosse. Alcuni degli arrestati furono costretti a cantare canzoni nazionalsocialiste e a fare esercizi fisici estenuanti, e venivano condotti per la città durante i rastrellamenti. Nella maggior parte dei casi gli ebrei presi in "custodia cautelare" venivano tenuti per i primi due o tre giorni nelle stazioni di polizia, nelle prigioni, nelle palestre o nelle scuole e da lì poi trasferiti nei campi di concentramento.
Lo storico Wolfgang Benz ha sottolineato che nelle carceri o nei punti di raccolta locali rimasero fino a 10 000 ebrei, perché i posti nei campi di concentramento non erano sufficienti.Non sono disponibili cifre affidabili e informazioni esaurienti sul loro rilascio dalla prigione o sulla durata della loro detenzione..
Trasferimento nei campi di concentramento
La maggior parte dei prigionieri arrivò nei tre campi di concentramento (Dachau, Sachsenhausen e Buchenwald) nei due o tre giorni successivi alla notte del pogrom; i prigionieri trasportati da Vienna arrivarono il 22 novembre. Quelli provenienti da Berlino arrivarono su camion fino al cancello del campo di Sachsenhausen, mentre gli altri furono trasportati con autobus o in treno per poi proseguire a piedi.
A Dachau furono internati 10 911 ebrei, a Buchenwald 9 845 (o 10 000) e a Sachsenhausen si stimano intorno alle 6 000 persone:. ciò significa che il numero totale di prigionieri nei campi di concentramento raddoppiò quasi istantaneamente. In molti casi i detenuti furono sottoposti alla brutalità delle guardie durante il trasporto. Secondo alcuni rapporti, "quasi tutti i prigionieri", quando arrivarono a Dachau e Buchenwald, mostravano tracce evidenti di ferite anche gravi che avevano subito durante o dopo l'arresto..
Vita nel campo La procedura di ingresso nel campo era umiliante: si rimaneva ore in piedi per l'appello, si veniva svestiti dei propri abiti, si passava al taglio dei capelli e quindi alla vestizione in divisa da prigioniero; l'effetto scioccante sulle vittime è ampiamente descritto dalle testimonianze.
Gli alloggi a Buchenwald erano del tutto inadeguati: cinque baracche senza finestre erano occupate da 2 000 persone ciascuna e le strutture sanitarie erano inizialmente carenti. La routine quotidiana era strutturata in tre appelli, che spesso duravano ore e con la pioggia e il freddo diventavano una tortura. A volte i detenuti dovevano fare esercizio fisico e svolgere compiti inutili ma fisicamente impegnativi. A Dachau il numero di decessi registrati aumentò a dismisura..
La durata della prigionia era variabile. Dalla fine di novembre 1938, ogni giorno venivano rilasciati da 150 a 250 Aktionsjuden.. Il 1º gennaio 1939 1 605 ebrei erano ancora imprigionati a Buchenwald e 958 a Sachsenhausen. I rapporti dimostrano che non era definito alcun sistema o criterio per i rilasci. Il 28 novembre 1938 fu ordinato il rilascio dei giovani di età inferiore ai sedici anni e dei Frontkämpferprivileg. A partire dal 12 dicembre dovevano uscire i detenuti di età superiore ai 50 anni e dal 21 dicembre dovevano essere mandati via gli insegnanti ebrei.. Altri ottennero la libertà perché le loro pratiche per lasciare il Paese erano in fase avanzata o i loro visti erano quasi scaduti. Altri ancora furono rilasciati subito dopo l'ottenimento del visto.
Agli ebrei proprietari di automobili era stata revocata la patente di guida dal 3 dicembre 1938 ed essi furono costretti a vendere le loro auto a prezzi stracciati. Chi si rifiutò di accettare tali richieste poteva comunque essere rilasciato a sorpresa.
Ripercussioni
Nei campi di concentramento decedettero almeno 185 persone a Dachau, 233 a Buchenwald e tra 80 e 90 a Sachsenhausen. Come le principali cause di morte i rapporti citano l'affaticamento fisico, le malattie infettive, la polmonite, la mancanza dei farmaci e le scarse razioni quotidiane.. Molti uomini soffrirono per le conseguenze delle condizioni di prigionia e si ammalarono dopo il rilascio. Nella Jüdisches Krankenhaus di Berlino dovettero essere effettuate circa 600 amputazioni d'emergenza, necessarie a causa delle ferite non curate e del congelamento..
I parenti notarono cambiamenti psicologici negli uomini tornati: perdita di linguaggio, disturbi del sonno, senso di paura e vergogna erano spesso la reazione alle aggressioni subite e all'arresto.
L'emigrazione, regolata a metà, si trasformò in una fuga di panico. Le famiglie furono costrette a separarsi per scappare o almeno per allontanare i figli dalla Germania. Almeno 18 000 furono i bambini trasportati con il Kindertransport in Gran Bretagna, Belgio, Svezia, Paesi Bassi o Svizzera..
Note
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