La Missa sicca (Messa secca) è stata una forma di celebrazione cattolica diffusa nel Medioevo. Consisteva nella celebrazione della Messa del giorno con l'omissione dell'offertorio, della consacrazione e della communione. Quest'omissione avveniva per le celebrazioni vespertine, in particolare per funerali e matrimoni, dopo che il sacerdote aveva già celebrato una Messa al mattino o quando non poteva comunicarsi perché non avrebbe potuto osservare il digiuno eucaristico dalla notte precedente.Durandus, Rationale divinorum officiorum, IV, i, 23

Particolari varianti della Missa sicca erano la Missa nautica, detta sulle navi durante le tempeste e la Missa venatoria, celebrata rapidamente per i cacciatori. In alcuni monasteri ogni sacerdote era obbligato a celebrare una Missa sicca dopo la Messa conventuale.

Il cardinale Giovanni Bona Rerum liturgicarum libri duo, I, cap. XV criticò la pratica di recitare la Missa sicca. Esclusa dal Missale Romanum di papa Pio V (1570), la pratica scomparve gradualmente.

Ebbe una ripresa in Francia durante la Rivoluzione, quando le Messe cessarono di essere celebrate in molte parrocchie. Allora i parrocchiani si riunivano all'orario della Messa solenne e la cantavamo fino al Sanctus. In alcune chiese la pratica si protrasse anche dopo la Rivoluzione, finché il culto non poté essere effettivamente ristabilito.Claude Barthe, Storia del Messale Tridentino, 2ª edizione, Solfanelli, 2021, pp. 128-129 ISBN 978-88-3305-057-7

Note

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