Laddominoplastica consiste in un intervento di chirurgia plastica nella zona dell'addome e serve a ridare una forma armonica alla regione interessata dall'operazione. L'obiettivo non è solo una semplice riduzione del volume della parete addominale, ma l'ottenimento di un addome armonico e bilanciato.

Storia

Gli interventi di chirurgia plastica dell'addome sono difficili da eseguire perché lasciano cicatrici ben visibili e non sempre estetiche. Nella maggior parte dei casi si tratta di operazioni con un'incisione trasversale bassa eseguita insieme al riposizionamento successivo dell'ombelico. Una delle possibili complicanze è legata a una cicatrice evidente nel basso addome che può non essere un risultato soddisfacente. In generale se le indicazioni chirurgiche sono promettenti e adeguate, si possono avere degli ottimi risultati.

Grazie ai progressi tecnici è stato possibile ottenere dei miglioramenti considerevoli dal punto di vista terapeutico. La più importante innovazione è sicuramente la liposuzione che riesce a correggere gli inestetismi, in modo radicale e definitivo, della parete addominale e dei fianchi. A questo tipo di novità si associano: una riduzione dell'entità delle asportazioni della pelle una migliore ricostruzione del piano muscolare dell’addome un miglioramento delle tecniche per la ricostruzione dell'ombelico e delle tecniche di sutura a fine intervento.

Prendono il nome di addominoplastiche diversi tipi di operazioni che hanno la particolarità e il difetto di lasciare cicatrici evidenti. Nonostante tutti i progressi tecnici, questo tipo di interventi presentano delle difficoltà e dei rischi. Proprio per questo, dal punto di vista medico legale, il paziente, che deve essere informato in modo chiaro ed esaustivo sull'intervento che subirà, deve firmare un consenso che autorizzi il chirurgo a compiere su di lui un intervento chirurgico di ricostruzione dell’addome..

Struttura della parete addominale La parete addominale comprende un'area del corpo delimitata superiormente dal processo xifoideo (la regione più bassa dello sterno) e dall'arco costale (limite inferiore libero di forma arcuata del costato nelle pareti antero-laterali del torace), inferiormente dal legamento inguinale, dalle ossa pubiche e dalla cresta iliaca (la regione superiore dell'ala dell'ilio)..

La morfologia dell’addome è divisa in tre parti: il piano muscolare il tessuto adiposo sotto la pelle la pelle

Per migliorare la situazione delle lesioni dell’addome bisogna quindi: mettere nuovamente in tensione il piano muscolare se è rilassato e molle correggere un eccesso di grasso situato in diverse regioni o in specifiche aree asportare la pelle in eccesso.

A seconda del caso trattato la ricostruzione della parete addominale può essere più o meno localizzata o generale. Le alterazioni dell'addome verranno corrette durante un unico intervento chirurgico: la parete addominale verrà migliorata passo passo, partendo dal piano più profondo (il piano muscolare) al più superficiale (la pelle)..

Piano muscolare Prima dell'intervento deve essere valutato il tono muscolare dell’addome. L'esame deve focalizzarsi sulla linea alba, valutando se esiste una distanza eccessiva (superiore a 4 cm) tra i muscoli retti. Inoltre, deve verificare la presenza o meno di ernie a livello dell'ombelico e nella regione inguinale.

Se sono presenti condizioni di questo tipo, occorre intervenire sui muscoli retti. La condizione del piano muscolare della parete addominale influisce infatti sul risultato post-operatorio..

Piano adiposo Esistono diversi quadri clinici in base all'entità dell'eccesso adiposo da asportare. Dal punto di vista della collocazione, l'eccesso può essere:

sotto-ombelicale peri-ombelicale diffuso

Questa collocazione è correlata al sesso. Nei maschi l'eccesso di grasso è di solito diffuso o sotto-ombelicale, nelle femmine l'eccesso è di solito sotto-ombelicale e peri-ombelicale.

All'interno dell'eccesso oggi si distinguono inoltre due strati, uno superficiale e uno profondo, ognuno con le proprie caratteristiche:

il grasso superficiale è disposto uniformemente su tutta la parete addominale il tessuto adiposo profondo è situato nelle regioni sotto e latero-ombelicali..

Cute Un altro elemento essenziale nelle scelte di intervento è l'elasticità della pelle, che va valutata sia nel suo complesso sia, separatamente, nelle zone sopra e sotto-ombelicali.

La pelle dell'addome è attaccata al tessuto sottostante e mostra alcuni segni superficiali come l'ombelico, la linea alba, la linea semilunare, la fossa epigastrica e il punto di McBurney: La regione ombelicale è localizzata intorno all'ombelico e la sua forma è variabile; il più delle volte è comunque circolare. Aderente al piano muscolare, l'ombelico è in fondo a un cratere la cui profondità dipende dalla quantità di grasso presente nella zona. Qualsiasi sia il grado di obesità, l'ombelico non si deforma e, durante l'intervento di addominoplastica, il chirurgo deve tenere di conto della particolare configurazione anatomica. Prima dell'intervento il chirurgo deve studiare e valutare le regioni sopra e sotto-ombelicali e, in base alle caratteristiche di ciascuna zona, stabilire la strategia operatoria migliore. In particolare la posizione esatta dell'ombelico è essenziale nell'esame clinico pre-operatorio e la distanza ombelico-pubica deve essere studiata con attenzione La linea alba (linea bianca) è formata dalla fusione della linea mediana delle aponeurosi dei muscoli addominali piatti e può essere visibile attraverso la pelle La linea semilunare segna il bordo laterale del retto addominale, che si estende dall'arco costale vicino alla cartilagine della nona costola fino alla regione pubica. Questa linea segna i siti di ingresso dei nervi motori al retto addominale, rendendolo un sito chirurgicamente indesiderabile per le incisioni La fossa epigastrica o epigastrio è la regione centrale superiore dell'addome situata tra l'ombelico e l'arcata costale Il punto di McBurney segna l'incrocio del primo terzo laterale della linea che collega la spina iliaca anteriore superiore destra all'ombelico. Questa regione sul lato anteriore e posteriore corrisponde alla posizione comune dell'appendice..

Contesto anatomico Vascolarizzazione La parete addominale, come anche la pancia, riceve l'afflusso di sangue attraverso i rami delle arterie femorali, esterne iliache, succlavie e intercostali. Questi rami comprendono le arterie epigastriche superficiali, iliache circonflesse superficiali, iliache circonflesse profonde, pudende superficiali esterne, epigastrico superiore ed inferiore, intercostale posteriore, sotto-costale, muscolo-frenica e lombare..

Vascolarizzazione arteriosa La vascolarizzazione della parete addominale è divisa in due regioni, una profonda e un'altra superficiale: La vascolarizzazione profonda è formata dalle arterie epigastriche, dalle mammarie interne, dalle circonflesse iliache profonde, dalle intercostali e dalle lombari. Questi vasi sono collegati tra loro, creando una zona vascolare molto densa. La vascolarizzazione superficiale riceve sangue da una parte dalle arterie sotto-cutanee addominali e circonflesse iliache superficiali e dall'altra dalle arterie perforanti.

La valutazione della vascolarizzazione della parete addominale permette di eseguire un intervento nella massima sicurezza per il paziente..

Vascolarizzazione venosa La vascolarizzazione venosa è divisa in una rete profonda e in una rete superficiale: Il sistema venoso profondo è strettamente collegato e trasporta il sangue verso le vene epigastriche e le vene circonflesse iliache profonde La rete superficiale venosa non segue la disposizione del circuito arterioso superficiale. La ricchezza della vascolarizzazione permette di drenare il sangue della zona cutaneo-adiposa asportata durante l’addominoplastica..

Rete linfatica Nell’addome i vasi linfatici sono divisi in due percorsi distinti e autonomi tra loro: Il sistema superficiale fa riferimento alla regione sotto-ombelicale e drena i liquidi dei linfonodi mammari esterni La rete profonda è costituita da linfonodi mammari interni in alto e linfonodi retro-crurali in basso.

Durante un intervento di addominoplastica, è il sistema linfatico superficiale a essere preso in considerazione in particolare nelle regioni inguinali ed epigastriche. È quindi elevata la possibilità che tra i postumi di questo tipo di interventi compaia un versamento linfatico, complicato e delicato da trattare. Un ristagno linfatico può determinare un edema nel basso addome, sopra la cicatrice.

Innervazione L’addome è attraversato dai nervi intercostali e dai nervi addominogenitali, cioè dai nervi spinali del nervo toracico (toracico-addominale) che continuano dagli spazi intercostali nella parete addominale. L'addome antero-laterale riceve anche fibre nervose dai nervi sotto-costali, ilio-ipogastrico e ilio-inguinale..

Terapie e tipi di addominoplastica La chirurgia plastica dell'addome viene utilizzata per migliorare la funzionalità e l'aspetto estetico della zona addominale nel caso in cui sia stata danneggiata, alterata e distesa da una gravidanza, dal sovrappeso, dal semplice invecchiamento o da interventi chirurgici precedenti. Di solito l'operazione dura al massimo 3-4 ore e il paziente è sottoposto ad anestesia generale. Il ricovero post-operatorio non è superiore ai 3 giorni.

Le tecniche chirurgiche possono trattare, a seconda dei casi: Il piano cutaneo, rimesso nuovamente in tensione, dando all'addome un aspetto naturale, con una cicatrice il meno evidente possibile Il piano adiposo, su cui si agisce per eliminare gli eccessi Il piano muscolare, che viene sistemato e rimesso in tensione.

Nel caso del piano cutaneo, lo scopo della ricerca clinica è quello di ottenere cicatrici quanto più possibile corte e sottili. Il miglioramento delle tecniche terapeutiche consiste in particolar modo: Nuove tecniche per il trattamento e il riposizionamento dell’ombelico Interventi che determinano delle asportazioni cutanee circoscritte a determinate regioni, in base al quadro clinico di ogni singolo paziente Scollamenti cutanei limitati, in particolare quelli laterali Nuove tecniche di sutura.

La scelta di asportare, in maniera diversa, pelle e adipe in eccesso è legata alla zona specifica, alle diverse lesioni dell’addome e alla conformazione fisica del paziente. Per questo motivo è necessario dividere le tecniche chirurgiche in due gruppi distinti: Le addominoplastiche estese, che operano sull’intero addome, causano un distacco esteso della pelle e il riposizionamento sull'ombelico Le addominoplastiche localizzate, che trattano una specifica area della parete addominale, determinano un’asportazione ridotta della cute e spesso non richiedono nessun intervento sull'ombelico.

Addominoplastiche estese Le addominoplastiche estese si dividono in tre gruppi a seconda del tipo di incisioni e della quantità di pelle da asportare: Le addominoplastiche trasversali o orizzontali Le addominoplastiche verticali o longitudinali Le addominoplastiche miste.

Solitamente il tipo di intervento più usato e diffuso è il primo mentre il secondo e il terzo sono più rari e meno usati..

Addominoplastiche trasversali o orizzontali In questo tipo di intervento vengono usate incisioni orizzontali e perpendicolari alla regione pubica. Questi interventi possono stirare la pelle: Dall'alto verso il basso, causando la formazione di eccessi cutanei laterali da correggere in un nuovo intervento chirurgico In basso e in regione mediana producendo un eccesso cutaneo trasversale e creando delle pieghe nella pelle che scompariranno più o meno velocemente In basso e in regione laterale-esterna, permettendo di migliorare il profilo addominale e cutaneo ma determinando una maggiore lunghezza delle cicatrici.