Loceano è l'insieme delle vaste distese d'acqua salata presenti sulla superficie terrestre; si tratta di un complesso unico e continuo, che circonda i continenti e le isole e che comprende la maggior parte della superficie terrestre (circa il 70% della superficie totale).
Nell'oceano, inteso come complesso unico, si distinguono grandi masse d'acqua, delimitate da continenti, dette esse stesse oceani (come l'Atlantico, il Pacifico e l'Indiano), all'interno dei quali si distinguono a loro volte distese d'acqua minori, dette "mari dipendenti" (come il Mediterraneo e il Mar Rosso).
Il termine "oceano" può essere usato anche in contrapposizione con "mare" e in questo caso l'elemento discriminante sono le dimensioni; i mari sono infatti insenature marginali rispetto agli oceani e sono generalmente diversi per caratteristiche geologiche dei fondali.
Numero degli oceani miniatura|upright=1.1|Diverse convenzioni sul numero degli oceani|alt=Rotating series of maps showing alternate divisions of the oceans miniatura|upright=2|Planisfero tedesco del 1894, in cui già l'Oceano è tripartito in Atlantico, Pacifico ed Indiano, come si usa oggi in Italia.Stiller Ocean = Oceano PacificoAtlantischer Ocean = Oceano AtlanticoIndischer Ocean = Oceano IndianoNördliches Eismeer = Mar Glaciale Artico Esistono varie convenzioni riguardanti il numero degli oceani della Terra.
Similmente a quanto accaduto per la suddivisione delle terre emerse in continenti, anche nell'Oceano sono state identificate varie parti, anch'esse chiamate "oceani"; tale suddivisione, data l'unicità dell'Oceano, è assai più convenzionale rispetto a quella delle terre emerse, che tra loro presentano confini per la massima parte naturali. Già nel XVIII secolo si sentiva l'esigenza di suddividere l'oceano in poche, grandi parti; Louis de JaucourtIl Chevalier de Jaucourt è principale collaboratore degli ultimi volumi dell'Encyclopedie di Diderot, in particolare di testi scientifici sull'Encyclopedie di Diderot spiega che questa necessità nasce "...non perché [l'Oceano] sia diviso da qualche confine, […] ma perché una distesa di mare così grande è percorsa da navigatori che hanno bisogno di distinguere dove si trovano; gli uomini hanno perciò immaginato parti che possano essere chiamate con nomi più particolari".
La tripartizione in Oceano Atlantico, Oceano Pacifico e Oceano Indiano risale all'epoca delle grandi scoperte geografiche, si diffuse nel SettecentoSi vedano le opere di Philippe Buache. e trionfò a partire dall'Ottocento, grazie alla massiccia scolarizzazione degli europei, per l'esigenza didattica di semplificare temi caratterizzati da convenzioni contrastanti tra loro.
In Italia si segue questa tripartizione ed è dunque consuetudine identificare tre oceani: Oceano Pacifico, Oceano Atlantico e Oceano Indiano. Quello che, secondo criteri usati in altri paesi, si denomina "Oceano Artico", è considerato nella letteratura geografica italiana un mare dipendente dall'Oceano Atlantico: il "Mar Glaciale Artico", seguendo la tradizione secolare esposta sopra. I due modi diversi di considerare la distesa acquea che occupa l'Artide sono spiegabili con la sua estensione, più grande di altri mari dipendenti, ma considerevolmente minore rispetto agli altri oceani: ci sono solo 5 milioni di km² di differenza tra l'Artico e il più grande mare dipendente (il Mediterraneo Australasiatico) e 10 milioni di km² con il secondo per estensione (il Mediterraneo propriamente detto), mentre ci sono ben 60 milioni di km² di differenza con l’Oceano Indiano, 78 con l’Oceano Atlantico e 165 con l'Oceano Pacifico. Per ciò che riguarda la superficie di ciascun oceano, secondo la convenzione usata in Italia, si haI dati sulla superficie dell'Atlantico, dell'Indiano, del Pacifico e quella complessiva degli oceani sono tratti dall'Enciclopedia Treccani, voci Oceano Atlantico, Oceano Pacifico, Oceano Indiano e Oceano.: Oceano Pacifico, Oceano Atlantico, Oceano Indiano,
Nei paesi di lingua inglese si suole identificare anche un Oceano Artico, seguendo la proposta del 1928 dell'Organizzazione Idrografica Internazionale ; i bacini in cui è suddiviso l'oceano secondo questa convenzione sono dunque quattro: Oceano Pacifico, Oceano Atlantico, Oceano Indiano, Oceano Artico,
Alcuni autori, anche in questo caso specialmente anglosassoni, portano il numero degli oceani a cinque, includendo anche l'insieme dei mari che costeggiano l'Antartide, con il nome di Oceano Antartico o Australe, che si differenzia dagli altri perché la sua individualità non è definibile geograficamente, ma solo in base a parametri climatici e fisico-chimici; inoltre, l'Oceano Antartico non è circondato dai continenti come gli altri oceani, ma è esso stesso a circondare un continente, ossia l'Antartide. Nonostante ciò, per motivi politici ed economici (sfruttamento delle risorse), la statunitense National Geographic Society riconosce l'esistenza di un oceano antartico. Al contrario, l'Organizzazione Idrografica Internazionale non ne ammette l'esistenza nell'Elenco ufficiale degli oceani e dei mari pubblicato nel 1953 (terza edizione) e attualmente in vigore; la bozza di revisione del 2000 proponeva il riconoscimento di un oceano antartico, ma ciò è stato all'origine di disaccordi sulla sua delimitazione e dell'assenza di una maggioranza decisiva tra gli Stati membri, per cui l'elaborazione del documento è stata sospesa. L'Argentina, anzi, ha ufficialmente rigettato il riconoscimento dell'oceano antartico Stephen J. Pyne The Ice: A Journey to Antarctica. University of Washington Press, 1986.. Accettando comunque l'esistenza di un oceano antartico e di un oceano artico, gli oceani sono:
Oceano Pacifico, Oceano Atlantico, Oceano Indiano, Oceano Artico, Oceano Antartico,
Descrizione
In ogni oceano si possono individuare mari mediterranei e mari marginali.
L'oceano ricopre il 71% della superficie terrestre, ovvero circa . Di questi, sono nell'emisfero nord e nell'emisfero sud. Il volume degli oceani e dei mari eccede la capacità dei bacini suddetti, cosicché l'acqua in eccesso copre le parti basse dei continenti creando le piattaforme continentali.
Il volume d'acqua totale degli oceani e dei mari è stimato in .
Le dimensioni longitudinali vanno dai di larghezza minima valutata nell'Atlantico ai km del bacino pacifico, mentre la profondità media si aggira intorno ai Questo sviluppo in senso orizzontale comporta che le velocità delle correnti verticali siano ininfluenti nello studio dei flussi oceanici. Inoltre, determina distorsioni nelle rappresentazioni in scala del profilo dei bacini oceanici.
Sulla salute degli oceani incombono una serie di minacce multiple: inquinamento idrico, sovrapesca, riscaldamento globale, acidificazione degli oceani, deossigenazione degli oceani onde di calore marine, sfruttamenti di industria mineraria, disastro petrolifero.
Il "Pianeta azzurro"
La Terra vista dallo spazio appare come un "pianeta azzurro", secondo la celebre definizione di Jurij Gagarin; questo colore è dovuto alla presenza degli oceani che coprono la maggior parte della sua superficie (circa il 71%) e in parte allo scattering di Rayleigh della componente blu della luce solare da parte dell'atmosfera terrestre. Gli oceani rappresentano quindi il tipo di ambiente più diffuso sul pianeta. Nonostante ciò, si conosce ancora poco su di essi e molto c'è ancora da scoprire sulle profondità oceaniche poiché si tratta di ambienti che l'uomo non ha mai colonizzato, né totalmente esplorato. Eppure l'importanza degli ambienti oceanici è molto grande, sia per l'equilibrio ecologico del pianeta, sia per la vita dell'uomo. Gli oceani sono grandi serbatoi d'acqua e costituiscono il nodo più importante nel ciclo dell'acqua sulla terra: da essi l'acqua evapora e sale nell'atmosfera per poi cadere a terra sotto forma di precipitazioni, infine torna agli oceani attraverso i fiumi.
Gli oceani sono anche enormi serbatoi di calore che assorbono l'energia irradiata dal Sole e la rilasciano lentamente. Per questo motivo sono il più importante fattore di controllo del clima sulla Terra: la loro presenza attenua gli sbalzi di temperatura diurni e stagionali, mantenendo le temperature dell'aria entro valori tollerabili per gli organismi viventi. Possiamo considerarli il nostro termostato planetario.
Gli oceani sono di grande importanza per la vita dell'uomo. Dalle acque oceaniche si ricavano infatti grandi quantità di alimenti (pesci, molluschi, crostacei, alghe). Quantità enormi di petrolio e metano sono contenute nei giacimenti sottomarini.
Caratteristiche delle acque oceaniche Nelle acque oceaniche sono disciolti vari sali e gas, la cui presenza è fondamentale per la vita in questi ambienti. Da un litro di acqua di mare si possono estrarre 35 grammi di sali, dei quali il più abbondante è il cloruro di sodio (il sale da cucina). I principali gas disciolti nelle acque sono il biossido di carbonio, l'ossigeno, l'azoto, il metano e il solfuro di idrogeno; essi provengono dall'atmosfera e dall'attività degli organismi marini. Tra questi gas il più importante è l'ossigeno, poiché dalla sua concentrazione dipende la sopravvivenza della vita acquatica. La quantità di ossigeno presente nell'acqua dipende dalla temperatura: più l'acqua è fredda, maggiore è la concentrazione di ossigeno.
Nonostante la forte evaporazione dell'acqua, la concentrazione dei sali rimane pressoché costante perché l'acqua marina penetra nei sedimenti dove viene filtrata e rimessa in circolo depurata tramite le sorgenti idrotermali sottomarine come fu scoperto nel 1977 con il sottomarino DSV AlvinShawna Vogel, Naked Earth: The New Geophysics, Dutton, New York, 1995.
Le acque oceaniche sono in continuo movimento a causa del moto ondoso, delle maree e delle correnti. Tra questi movimenti il più importante è determinato dalle correnti: spostamenti per lunghe distanze di grandi masse d'acqua. Esse sono causate principalmente dai venti dominanti che spirano sulle acque oceaniche: (alisei e monsoni), ma anche dalle differenze di densità dell'acqua, dovute alla loro maggiore o minore salinità e temperatura.
Temperature medie Temperature medie degli oceani (°C) Profondità60° lat. NEquatore60° lat. S AtlanticoPacificoAtlanticoPacificoIndianoAtlanticoPacificoIndianoSuperficie7°4°27°27°27°0,3°1°0,8°−100 m10°3°21°25°23°0,1°1,9°0,6°−500 m8°3,5°7°8°12°2,5°1,7°1,2°−1 000 m6°3°4°4,5°6°0,9°2°1,5°−3 000 m2°2°2,8°1,7°3°0,3°0,1°0,1°
Sedimenti oceanici La crosta dei bacini oceanici è quasi ovunque ricoperta di sedimenti che possono avere origine diversa.
I sedimenti terrigeni, di origine minerale, sono costituiti da materiali provenienti dall'erosione di rocce continentali, portati dai fiumi al mare e qui depositati. La velocità con la quale essi si accumulano sulle piane abissali è molto bassa: per formare uno strato di appena 1 cm di spessore possono essere necessari migliaia e migliaia di anni.
I sedimenti biogeni, di origine organica, sono formati da accumuli di conchiglie, gusci, scheletri, resti di alghe calcaree ecc. I più comuni sono i cosiddetti fanghi calcarei, costituiti essenzialmente da carbonato di calcio, formati principalmente da esoscheletri calcarei di organismi unicellulari che vivono in prossimità della superficie (plancton). Oltre i di profondità si trovano i cosiddetti fanghi silicei, formati da resti di organismi unicellulari con esoscheletro siliceo.
I sedimenti pelagici, di origine chimica, sono costituiti da minerali autigeni, ossia che si formano direttamente nell'acqua marina. Appartengono a questo tipo di sedimenti i noduli polimetallici, ricchi di manganese e ferro, ma che contengono anche sodio, stronzio, rame, cadmio, cobalto, nichel ecc. Questi noduli costituiscono una riserva mineraria dalla quale, in futuro, si potrebbero estrarre metalli pregiati, in quantità estremamente superiore a quella presente in superficie.
Gli ecosistemi oceanici