Le Asobi , dette anche asobime,.. o asobi-be, nel Giappone del medio e tardo periodo Heian erano intrattenitrici sessuali e artiste specializzate nel canto e nella composizione di imayō (今様, "stile moderno") un genere di musica popolare.. Nei testi letterari o nelle stampe sono spesso rappresentate nei porti sul fiume Yodo, come Eguchi, Kamusaki e Kaya, all'interno di piccole imbarcazioni con cui si avvicinavano ai viaggiatori diretti sulle vie dei pellegrinaggi..
Altri gruppi di donne cui vengono attribuite le stesse funzioni di intrattenimento sono le kugutsu, tradizionalmente associate alle compagnie di burattinai, e le ballerine conosciute come shirabyōshi che apparvero alla fine del periodo Heian (XII secolo): erano tutte specializzatele in imayō, e le fonti spesso non le distinguono con precisione una dall'altra, menzionando "asobi e kugutsu" o "kugutsu e shirabyoshi", trattando i termini come varianti della stessa professione...
Alcuni studi, stabilendo un collegamento tra pratiche religiose e attività sessuali, ritengono che le asobi (o asobi-be) discendano dalle antiche sciamane; altri attribuiscono l'origine delle asobi a tradizioni non autoctone, ma importate dall'Asia, in particolare dalla Cina, probabilmente da immigrati continentali.
Mentre esistono opinioni diverse tra gli studiosi su come questa categoria di donne venisse considerata socialmente fino alle soglie del XIII secolo, vi è un diffuso accordo nel ritenere che a partire dalla metà del Kamakura e il primo periodo Muromachi, il loro status e la percezione sociale delle loro attività abbiano subito un graduale peggioramento, con ripercussioni sulla politica sociale, ad esempio con l'introduzione di restrizioni poste alle intrattenitrici sessuali sui diritti successori..
Storia del termine Nel periodo Heian la definizione di "prostituta", così come il concetto di oscenità o di attività sessuale illecita risultano sfuggenti; lo stesso matrimonio, generalmente usato come modello su cui fondare le norme sessuali, non era molto ben definito: nell'aristocrazia erano diffuse le relazioni poligamiche...
Nella pratica religiosa indigena prebuddista e nei santuari la sessualità era celebrata e ritenuta una forza vitale e l'attività sessuale femminile non veniva osteggiata, così come venivano tollerate le relazioni omosessuali e i rapporti sessuali tra persone di diverso rango sociale. In quel periodo quasi non esisteva alcuna legislazione riguardante il commercio sessuale, né particolari forme di controllo governativo o religioso..
Nella lingua giapponese del periodo Heian esistono dei termini per definire genericamente le "prostitute", come yahochi 夜発 , che compare in due fonti - il dizionario Wamyō ruijushō (X secolo) e il Shinsarugakuki, un'opera giapponese dell'XI secolo scritta da Fujiwara no Akihira (989-1066)Nel Shin sarugakuki, nel ritratto della famiglia di un ufficiale che ha sedici figlie, l'ultima viene descritta choja (capo) di un gruppo di ukareme che lavorano di notte: anche esse, come le asobi, sono descritte mentre accolgono i loro clienti nelle barche. Cfr.: . - e yūjo, 遊女, che può essere letto anche asobi, un termine ombrello per le intrattenitrici che offrono anche servizi sessuali, a loro volta chiamate con termini diversi e spesso intercambiabili...
In un periodo in cui la moneta non aveva ancora sostituito in maniera completa le forme comuni di baratto, risulta inoltre difficile distinguere le intrattenitrici pagate in denaro in cambio di prestazioni sessuali, da coloro che sceglievano partner sessuali che le ricompensavano con doni;In alcuni resoconti dell'epoca, ad esempio, viene riportato che le asobi venivano ricompensate con matasse di filo di seta e koku di riso. Cfr.: . in quest'ultimo caso ricadrebbe la maggior parte delle asobi descritte in letteratura..
Secondo alcuni autori, nel periodo Heian (794-1192) asobi (遊び gioco) significava quasi sempre cantare, intrattenere con la musica, mentre nel periodo precedente indicava qualcosa di più orgiastico, cioè una festa rituale con canti, balli e banchetti, come avveniva nei raduni utagaki (嬥歌), a cui le donne prendevano parte cantando, danzando e praticando liberamente attività sessuali..
Nel Kojiki il termine viene usato due volte, in riferimento alle danze sciamaniche eseguite da Ama-no-Uzume che, indirettamente, inducono l'uscita della dea del Sole Amaterasu dalla grotta in cui si era rifugiata, e nella descrizione del funerale di Ame no Wakahiko; nel primo caso, l'azione di cantare e ballare, riferita ad Ama-no-Uzume, è scritta con l'ideogramma che significa "canto" o "musica" e che si legge asobi nel testo originale....
La prima citazione conosciuta del termine asobi nel periodo Heian si trova nel Wamyō ruijushō, o Wamyōshō (倭名類聚抄 lett.: Nomi giapponesi per cose, classificate e annotate), il più antico dizionario giapponese in caratteri cinesi, compilato nel X secolo, che a sua volta riporta voci contenute nel Yōshi kangoshō (lett.: Note sulle parole cinesi del maestro Yako, ca. 720), un dizionario bilingue cinese-giapponese dell'VIII secolo.
Organizzato per categorie semantiche, il Wamyōshō, sotto l’intestazione principale “persone”, menzionando il più antico dizionario che riporta i caratteri 遊行女児 (pronunciati ukareme o asobi), usa tre termini per definire le donne che offrono prestazioni sessuali, collocandole nella categoria "mendicanti e ladri", insieme a pirati e sciamani: asobi 遊女, yahochi (夜発 prostitute) e ukareme (遊行女児 artiste itineranti che intrattenevano gli ospiti ai banchetti rituali religiosi).. Di esse riporta: «Secondo una fonte, coloro che vagano di giorno sono chiamate asobi, mentre coloro che aspettano fino alla notte e poi offrono rapporti sessuali illeciti sono chiamate yahochi»..
Secondo alcuni studi prodotti verso la fine del Novecento, come quelli di Fukutō Sanae e Sekiguchi Hiroko, asobi e ukareme andrebbero differenziate in quanto le seconde, citate in fonti più antiche, come la raccolta di poesie Man'yōshū dell'VIII secolo, e in alcuni studi ritenute probabilmente le antecedenti delle asobi, non possono essere ritenute delle professioniste sessuali, in quanto esse offrivano senza alcuna ricompensa i loro favori sessuali.
Sekiguchi rileva che le asobi venivano spesso identificate con nomi personali, segnale della loro distanza dalle convenzioni familiari e dalle tradizionali gerarchie sociali; alcuni di questi - simili a nome d'arte - ricordavano nomi religiosi, come Kannon o Nyoi, o status sociale elevato (Nakanokimi o Kakohime)..
Una versione del XIV secolo dellHōnen shōnin eden (法然上人絵伝, Bibliografia illustrata del monaco Hōnen) identifica le prime asobi nelle otto principesse che l'imperatore Kōkō, regnante dall'884 all'887, avrebbe inviato nelle sette regioni del Giappone come intrattenitrici di mecenati aristocratici; in questo testo le asobi, originariamente dallo status elevato, vengono descritte come prostitute adescatrici precipitate nel peccato (tsumi)..
Secondo altri autori, il termine asobi andrebbe collegato ai riti funebri sciamanici di canto e danza svolti nei periodi pre-Heian presso le corti dalle sacerdotesse asobi-be, di cui il Kojiki rappresenterebbe, attraverso il mito di Ama-no-Uzume, una testimonianza; quando le asobi-be vennero allontanate da questa funzione religiosa, per sopravvivere avrebbero sfruttato le loro doti artistiche, unite all'intrattenimento sessuale, mantenendo solo il nome asobi....
Intrattenitrici e/o sciamane Nella prima metà del Novecento diversi studiosi, tra cui lo scrittore e folclorista Yanagita Kunio, hanno sostenuto che le asobi non dovevano essere considerate semplici intrattenitrici o prostitute. Avvalendosi in gran parte di testi letterari, tra cui un breve resoconto sulle asobi, stile saggio (zuihitsu) in kanbun, intitolatoYūjo no ki (ca.1087) dello scrittore Ōe no Masafusa, un'antologia di canzoni popolari imayō, Ryōjin Hishō (梁塵秘抄), entrambi del XII secolo, e un rotolo illustrato del tardo Kamakura, oltre a saggi, diari, poesie, setsuwa, hanno equiparato o fatto derivare le asobi dalle sciamane (dette kamunagi o miko).; 101-102Collegando pratiche religiose e attività sessuali, hanno situato questo gruppo di donne nel regno del sacro (Saeki Junko le definisce “hare no onnatachi”, "donne sacre"), interpretando i loro intrattenimenti sessuali come rituali sciamanici, di cui facevano parte i canti (imayō), simili alle canzoni che accompagnavano le danze sacre (kagura)..
Sempre riferendosi a queste origini, alcuni studiosi, come Nakayama Tarō, Gorai Shigeru e Yung-Hee Kim Know, hanno sostenuto che asobi e ukareme erano le eredi dell'antico gruppo di sciamane denominate asobi-be che conduceva rituali per evocare gli spiriti dei governanti morti, o di sciamane legate a particolari santuari, venerate come "mogli" dei kami e poi finite ad esercitare la prostituzione per sopravvivere, una volta espulse da quei luoghi sacri a seguito delle mutate condizioni religiose e sociali...
Asobi-be La studiosa statunitense Yung-Hee Kim Kwon definisce le asobi "cantanti professioniste di basso status sociale" specializzate nellimayō, un genere di canzoni popolari diffuso a partire dal X secolo. Le asobi, da lei ritenute il primo gruppo di artiste private conosciute, specializzate in un unico genere di arti dello spettacolo, si sarebbero affermate nel XI-XII secolo, di pari passo con questo genere musicale, il cui repertorio comprendeva un'ampia gamma di temi, in parte legati alla natura, alla vita quotidiana, in parte a motivi religiosi, con toni varianti dal devoto all'osceno...
Come gruppo, esse, secondo Kim Know, erano il risultato di un processo storico che le avrebbe viste decadere da uno status sociale rilevante per la funzione religiosa svolta, ai margini della servitù. La studiosa, basandosi su una ricerca di Gorai Shigeru, fa risalire l'origine delle asobi ad un lignaggio di sciamani, mediatori tra il mondo visibile e quello invisibile, chiamato asobi-be (lett.: il gruppo che gioca), che a partire dall'inizio dell'VIII secolo svolgeva attività rituali di sepoltura dei morti presso la corte imperiale.. Citato nel Ryo no Shuge, un commento privato sui codici yoro compilato alla fine del IX secolo, che ne descrive le attività, questo gruppo composto di uomini e donne era dedito al culto di una divinità femminile shintoista, Ame-no-Uzume-no-Mikoto (天宇受売命, 天鈿女命).. Esentato dal pagamento delle tasse e dal lavoro di leva, poteva muoversi liberamente, alimentando in parte della popolazione la percezione di rappresentare un gruppo sociale di "fannulloni improduttivi", oggetto di crescente riprovazione...
Benché fosse un gruppo misto, il pilastro degli asobi-be era costituito da donne, che trasmettevano il lignaggio e godevano dell'accesso esclusivo alle spoglie reali, intorno alle quali eseguivano danze rituali..La dea alla quale erano fedeli e rivendicata come loro antenata, Ame-no-Uzume-no-Mikoto (天宇受売命, 天鈿女命), in una delle versioni dei miti associati alla fondazione della nazione è riportata come colei che contribuì con le sue danze estatiche, durante le quali perse parte dei suoi indumenti, a far uscire, spinta di curiosità per il brusio delle risa indotte da questa scena tra gli dei astanti, la dea del Sole Amaterasu che si era ritirata in una grotta, restituendo così la luce alla terra.. La maggior parte degli studiosi ha interpretato il nascondersi e il riemergere della dea del Sole come il simbolo della morte e della resurrezione.