Pomigliano d'Arco è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.
È noto per il suo polo industriale, tra i più grandi e sviluppati dell'Italia meridionale.
Tra le tante industrie è presente lo stabilimento Giambattista Vico di Stellantis, il centro Elasis, lo stabilimento della Leonardo (ex Alenia Aermacchi) e quello dell'Avio (General Electric), oltre ad aver ospitato negli anni sessanta il primo aeroporto della Campania.
Geografia fisica Territorio
Pomigliano d'Arco è posizionata 12 km a nord-est di Napoli, e si estende su un territorio del tutto pianeggiante. Fa parte del territorio comunale anche la frazione Cutinelli, un'exclave completamente circondata dal territorio comunale di Sant'Anastasia. La città presenta una zona storica e una zona più nuova sviluppatasi negli anni sessanta e settanta in conseguenza della forte attrattiva che suscitava il polo industriale, che si andava in quegli anni completando.
Clima Il clima è molto umido, a causa del terreno su cui è insediata la città, che un tempo accoglieva paludi e acquitrini. La zona è spesso battuta dai venti che arrivano dall'Appennino campano. La stazione meteorologica più vicina è quella di Napoli-Capodichino.
Nel 2022 l'ARPAC e l'European Environment Agency stimano che la stazione di monitoraggio di Pomigliano d'Arco sia una delle più inquinate in Europa centrale.
Storia Salvatore Cantone, storico di Pomigliano d'Arco, nei suoi “Cenni Storici” fa risalire l'origine del paese all'età romana, allorquando un senatore, spedito sul luogo dal senato romano, quale arbitro in una controversia di confini tra Napoli e la città di HyriaL'attuale città di Nola, devolse alla repubblica il territorio conteso, che per questo divenne “Campo Romano”. A guardia di esso, Roma pose dei coloni, tra i quali vi erano i Pomilii, a cui certo si deve il nome Pomigliano. Il Cantone, dunque, come del resto già Vittorio Imbriani, esclude che il nome “Pomigliano” possa derivare da qualsiasi altra deduzione etimologica alternativa che non sia quella latina legata ai Pomilii di epoca romana.
L'altra metà del nome, d'Arco, allude alla collocazione del paese rispetto agli archi dell'acquedotto augusteo, che portava da SerinoNell'attuale Provincia di Avellino a BaiaeAttuale frazione del comune di Bacoli in Provincia di Napoli l'acqua per rifornire la Piscina mirabilis, immenso serbatoio d'acqua realizzato per le necessità della flotta romana di stanza a Misenum. Con le espressioni intus arcora e foris arcora, infatti si era soliti collocare le località ai piedi del Monte Somma, alludendo evidentemente al fatto che esse fossero di qua o al di là dell'acquedotto augusteo.
Con la diffusione del Cristianesimo i padri si raccolsero intorno ad una chiesa dedicata a San Felice, circondando il borgo di mura e baluardi, ancora visibili sulla fine del 1700. Fuori dal circuito delle mura fu eretta poi un'altra chiesa, quella della Santa Croce, affidata ai padri greci di San Basilio; intorno ad essa sorse un altro gruppetto di case che andò a costituire il borgo Santa Croce.
Con l'introduzione, nell'Alto Medioevo, del regime feudale, Pomigliano fu anch'esso costituito in feudo. Nel feudo il barone aveva suoi ufficiali per l'esazione dei suoi diritti. Il suo rappresentante maggiore era il “governatore”, che risiedeva nel castello o palazzo baronale, in piazza del Mercato. Il Cantone, con uno sforzo titanico, ricostruiva nei suoi “Cenni Storici” l'elenco dei vari signori che si susseguirono, accompagnando i singoli talvolta di aneddoti curiosi e simpatici; così ricorda le conseguenze che la città patì per mano dei Francesi di Carlo VIII (ben trecento pomiglianesi furono massacrati in modo orrendo), nonché le numerose eruzioni vesuviane, come quella del 1631, che gravi danni arrecò alle strade e all'acquedotto (detto del Carmignano). Ma pure lo storico annota la visita a Pomigliano del Re Carlo di Borbone, che nel gennaio del 1735 si fermò a pranzo in città con tutto il suo seguito, per proseguire verso Nola.
L'avvento dei Giacobini, al quale i pomiglianesi si opposero fieramente, lasciò lutti e incendi, malgrado la fine della fase feudale. Nel 1836 il paese fu quindi decimato da un'epidemia di colera; le salme furono inumate parte nel cimitero di Napoli, parte in quello di Afragola. Per codesto motivo si stabilì di realizzare a Pomigliano un cimitero, alla cui costruzione fa cenno Paolo Emilio Imbriani in memorabili versi endecasillabi. “ ... Nella solinga ed ascondita via che dalle rose, dilettanza di vergini si noma, levasi a manca, ahi, delle rose invece il funereo cipresso; e il cimitero adombra. Io riposarmi ebbi in costume sotto il rezzo de' pampini e de' pioppi, quando affannato in giovanili corse dal cammino avea requie e pace avrommi io là, negata altrove..."
La restaurazione post-napoleonica, decisa dal Congresso di Vienna, riportando sul trono i deposti sovrani, divenne sinonimo di reazione. Nelle Due Sicilie i Borbone si abbandonarono a repressione e vendetta; non restava che la cospirazione nell'ambito delle società segrete, da qui si originarono i moti del '20-'21 e del '48.
A questi ultimi eventi prese parte anche Carlo Poerio, che, però, tradito da un suo compaesano, Mauro Colella, finì per essere tratto in arresto. In quei concitati momenti anche parecchi patrioti pomiglianesi furono arrestati, tra questi era il dottore Carmine Guadagno, che non riuscì a sopravvivere alla prigionia.
L'impresa dei Mille, infine, segnò la fine del Regno delle Due Sicilie. Una ristretta classe dirigente (Destra e Sinistra Storica) di origine aristocratico-borghese si accollò il difficile compito di traghettare il paese verso l'effettiva unità nazionale.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa Del Carmine situata in Piazza Municipio, è insieme alla chiesa di San Felice, una delle principali del paese. All'interno racchiude preziose testimonianze della storia della zona: vi sono presenti una figura lignea raffigurante La Madonna del Parto, molto cara ai pomiglianesi, e una tela de La Madonna della Cintola col Bambino risalente al XVI secolo. La chiesa era parte di un convento poi adibito a sede comunale Chiesa di San Felice in Pincis è la chiesa principale di Pomigliano d'Arco, dedicata al santo patrono. Si trova nel centro storico, sul corso principale. La chiesa ospita alcune opere importanti: l'affresco più antico è del cinquecento. È dotata di campanile, posto dietro alla cupola principale, antichissimo (del XV secolo), costruito in tufo e pietra locale.tutte le informazioni prese da
Architetture civili Le Taverne nel XVIII secolo, con lo svilupparsi dell'abitato, il paese assume sempre più importanza per i mercanti di passaggio. Le taverne sorgevano nel centro cittadino ed erano delle locande, alcune adibite a dogana locale per chi proseguiva per Napoli o Acerra. La più importante è stata la Taverna d'o Passo che è possibile riconoscere in Piazzetta Garibaldi, con 7 archi a tutto sesto (di cui due ciechi) e alcuni elementi barocchi.informazioni prese da http://www.piazzacomune.it/Default.asp?Id=1928 Palazzo del Municipio situato nell'omonima piazza, era in origine un Convento collegato alla chiesa del Carmine. Palazzo Baronale situato in Piazza Municipio, fu ricostruito a metà del Seicento da Diomede Carafa, feudatario del casale a causa di un violento incendio. Nel 1735 Carlo III di Borbone, durante un viaggio verso Nola, vi soggiornò alcuni giorni. A memoria di tale episodio, nel centro del paese, in Piazza Mercato, fu eretto un piccolo monumento costituito da una colonna di marmo sormontata da una scultura raffigurante un cesto con alcuni pomi.. Nei secoli successivi la colonna con i pomi fu inserita anche nello stemma comunale. È sede del Comando di Polizia Locale. Torre dell'orologiosituata lungo il Corso Vittorio Emanuele, faceva parte di un palazzo con chiesa annessa risalente alla fine del Settecento. Tale chiesa, realizzata probabilmente per un voto a San Rocco, sembra non esser mai stata consacrata. Nel 1844 fu abbattuta la parte del palazzo che costituiva la chiesa ed al suo posto fu costruita l'attuale torre. In tale occasione sulla nuova facciata fu posto l'orologio rimosso dalla Chiesa di San Felice. Fino a tutta la metà del ventesimo secolo la struttura fu adibita a forno pubblico. La Torre dell'orologio è la sede della Biblioteca Comunale.
Palazzine di Mussolini o "case di Mussolini", collocate lungo Viale Alfa Romeo, principale arteria, Via Felice Terracciano, Via Locatelli, Via Medaglie d'oro e Via Ferrarini furono realizzate nel 1939. Tali abitazioni vennero costruite per dare agli operai una dimora funzionale, anche tecnologica per l'epoca, dotata di tutti i servizi primari, tra cui acqua potabile ed acqua di pozzo, usufruibile per i servizi igienici. Alle singole abitazioni erano annessi anche dei piccoli giardini, nei quali gli operai potevano dilettarsi ed immergersi nel verde, nonché interposte tra loro alcuni giardinetti comuni. Le abitazioni poste ad angolo strada, con metrature maggiori erano riservati ai dirigenti, mentre quelle lungo la strada agli operai. Alla sommità dell'ingresso di ogni vano scala è posto un bassorilievo in terracotta che individua le mansioni degli operai che abitano l'edificio (elettricisti, tornitori e così via).
Aree naturali
Parco pubblico Papa Giovanni Paolo II È il parco pubblico di Pomigliano d'Arco e risulta tra i più estesi del sud-Italia, con i suoi circa 67.000 m². Nel passato, per lungo tempo, il suo territorio è stato adibito a vasca meteorica, soprattutto raccoglieva acqua pluviale proveniente dalle colline del Monte Somma, arginando di fatto eventuali allagamenti, successivamente a luogo di deposito di rifiuti. Al suo interno trovò spazio finanche un Campo da Rugby. Più tardi, dopo 4 anni circa di lavori è stato adibito a parco pubblico per ospitare manifestazioni ed eventi, anche di provata importanza, quali i concerti Lucio Dalla, Pino Daniele, Max Gazzè, Samuele Bersani, Noa ed il "Pomigliano Jazz Festival". Facilmente raggiungibile, grazie alla vicinanza degli svincoli di autostrade e statali, nonché grazie all'ottima posizione nel centro della città, il parco pubblico è diventato ben presto punto di riferimento non solo per la stessa città di Pomigliano d'Arco ma anche per le cittadine limitrofe che hanno trovato in questa struttura un punto di ritrovo. All'interno del parco pubblico vi sono prati, panchine, giardini a tema, percorsi ginnici, parco giochi per bimbi ed anche un ampio palco per le manifestazioni. Nel 2003 il Parco è entrato a far parte dell'"Archivio Europeo degli Spazi Pubblici Urbani". Nel 2005 il Parco è stato intitolato a "Papa Giovanni Paolo II".
Società Evoluzione demografica
Etnie e minoranze straniere Al 31 dicembre 2017 a Pomigliano d'Arco risultano residenti cittadini stranieri, pari al 2,41%Considerando i cittadini di Pomigliano D'Arco (Istat 31 dicembre 2017) della popolazione del comune. Le nazionalità più numerose sono: Bielorussia: 189 Marocco: 174 Romania: 119 Ucraina: 111 Polonia: 71
Cultura Università
La città ha ospitato per anni, nella prestigiosa sede di Palazzo dell'Orologio, la sede didattica del corso di laurea in Turismo per i beni culturali dell'Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa" di Napoli, appartenente alla classe 39 (Scienze del turismo) e afferente alla facoltà di Lettere.
Musei Museo della Memoria È stato inaugurato nell'Aprile 2004 ed è situato nell'antico rifugio antiaereo di Piazza Mercato.