Russula vesca Fr., Anteckn. Sver. Ätl. Svamp.: 51 (1836)
Descrizione della specie Cappello
5–10 cm di diametro, prima convesso, poi a maturità piano o con leggera depressione centrale,
cuticola asciutta, opaca, separabile per due terzi, più corta del diametro del cappello tanto da lasciare intravedere la carne bianca sottostante al margine, di colore che va dal bianco al rosa carnicino o al anche nocciola.
margine ottuso, regolare, mancante della cuticola fino a 2 mm.
Lamelle
Fitte, spesso biforcate all'inserzione con il gambo, leggermente decorrenti, biancastre poi crema, macchiate di ruggine in vecchiaia.
Gambo
6-8 x 1,5-2,5 cm, sodo, biancastro, cilindrico, di solito più attenuato alla base, pieno poi spugnoso.
Carne
Bianca, soda, tende ad ingiallirsi fino a macchiarsi di bruno al tatto e con l'età.
Odore: gradevole. Sapore: dolce, di nocciole.
Microscopia
Spore ovoidali, 6,4-8 x 5-6,5 µm, verrucose, bianche in massa. Basidi leggermente clavati, tetrasporici, 40-52 x 8-9 µm. Cistidi ottusi e poco presenti, larghi 8-10 µm.
Reazioni chimiche Solfato ferroso: rosso-arancio. Guaiaco: positivo. Anilina: lentamente gialla.
Habitat Fungo simbionte, fruttifica nei boschi di latifoglia e aghifoglia, da fine inizio estate ad inizio autunno.
Commestibilità Ottima.
Etimologia Il nome deriva dal latino vescus, mangereccio, per via della sua commestibilità.
Nomi comuni Russula edule.
Sinonimi e binomi obsoleti Russula mitis Rea, Brit. basidiomyc. (Cambridge): 463 (1922)
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Collegamenti esterni
Categoria:Russulaceae Categoria:Funghi commestibili Categoria:Taxa classificati da Elias Magnus Fries Categoria:Taxa descritti nel 1836