La Lucchese Calcio S.S.D.R.L., meglio nota come Lucchese, è una società calcistica italiana della città di Lucca. Milita in Serie D, la quarta divisione del campionato italiano.
Fondata nel 2025, è erede della tradizione sportiva iniziata nel 1905 con la fondazione del Lucca Football Club e poi transitata attraverso altre tre rifondazioni avvenute nel 2008, nel 2011 e nel 2019; dichiarata fallita nel 2025, venne poi iscritta nel campionato di Eccellenza Toscana.
La FIGC considera la Lucchese al 49º posto nella graduatoria della tradizione sportiva dei club ad essa affiliati. La Lucchese si trova inoltre al 44º posto nella classifica perpetua della Serie A e al 51º posto nella classifica perpetua della Serie B.
I colori sociali sono il rosso e il nero. Disputa le gare casalinghe allo stadio Porta Elisa.
Storia Le origini e i primi due campionati nella massima serie Il 25 maggio 1905 il calcio arrivò a Lucca. il Lucca Football Club venne fondato da alcuni appassionati, tra cui si ricordano Felice Menesini, Vittorio Menesini ed Ernesto Matteucci. I tre sportivi avevano appreso il gioco in Brasile, stato dove avevano trascorso alcuni anni per motivi di lavoro e dove il calcio era stato introdotto dai marinai inglesi. Le origini brasiliane del calcio a Lucca sono un caso probabilmente unico nel panorama del pionierismo sportivo italiano; infatti la creazione dei primi club tra il 1896 e il 1906 ebbe un impulso decisivo dai britannici residenti in Italia o da studenti che si ispiravano a quanto si andava facendo a Genova, Torino e Milano. Probabilmente la scelta dei colori rossoneri fu dovuta ad una simpatia nei confronti del Milan, club che era stato campione d'Italia nel 1901 e che lo sarebbe ridiventato consecutivamente nel 1906 e nel 1907. Il primo presidente e capitano fu Piero Lavoratorini. Nel 1909 il Lucca giocò il campionato toscano, e giunse secondo dietro al Firenze FBC. Tra i giocatori di questo periodo vanno ricordati anche i due britannici Spencer e Calvert, che risiedevano a Lucca per motivi di lavoro essendo impiegati presso la Cucirini Cantoni Coats.
Nella stagione 1912-1913 il Lucca militò nella Promozione Toscana, venendo ammessa a fine stagione in Prima Categoria, la massima serie dell'epoca. L'esordio in massima serie non fu dei più felici per i lucchesi, con l'ultimo posto nella Prima Categoria Toscana, ma nella stagione successiva il Lucca seppe riscattarsi raggiungendo, in virtù del 2º posto regionale, la qualificazione al girone finale dell'Italia Centrale, sospeso all'ultima giornata a causa dell'inizio della grande guerra. Il periodo pionieristico si chiuse dunque con una notevole crescita e rafforzamento del club che, a circa dieci anni dalle prime partite, poteva vantare due partecipazioni alla massima serie nazionale, una delle quali arricchita dalla qualificazione al girone finale (che, se non fosse sopravvenuta la guerra avrebbe designato una delle partecipanti alla finale scudetto).
Gli anni venti In un panorama calcistico ancora totalmente dilettantistico la guerra segnò la partenza per il fronte della maggior parte dei giocatori e dei dirigenti e la sospensione totale di ogni attività. Dopo il conflitto il Lucca FBC non esisteva praticamente più. Nei primi mesi del 1919 alcuni giovani sopravvissuti alle trincee, tra i quali lo studente Enrico Bonino, dettero vita alla Unione Sportiva Lucchese, la quale, pur cambiando il proprio nome era erede diretta della fortunata esperienza del Lucca FBC. Il primo presidente del dopoguerra fu Mario Casentini. Le ambizioni della compagine societaria erano quelle di tornare nella massima divisione nazionale favorendo la crescita di giocatori locali di ottime prospettive, alcuni dei quali sarebbero presto arrivati alla convocazione in Nazionale.
La Lucchese ripartì dal campionato di Promozione Toscana 1919-1920, che vinse, venendo promossa al Campionato di massima serie allora detto Prima Categoria. Nella stagione 1920-1921 ottenne un buon 3º posto nel girone unico della Prima Categoria Toscana, dietro soltanto a Livorno e Pisa. Nella stagione 1921-1922 non riuscì a cogliere il primo posto nel girone toscano e la qualificazione alle semifinali nazionali, ma il 2º posto nel girone unico della Prima Categoria Toscana le permise comunque di rimanere nella massima serie senza disputare gli spareggi salvezza previsti dal Compromesso Colombo. In quell'anno va segnalata anche la partecipazione alla prima Coppa Italia, con l'eliminazione che giunse solo in semifinale ad opera dell'Udinese. Nella stagione 1922-1923 la Lucchese non riuscì tuttavia a raggiungere la salvezza, complici le quattro retrocessioni per girone per ridurre la Prima Divisione a partire dal 1923-1924 da 36 a 24 squadre: il 9º posto nel girone C della Prima Divisione Nord non fu quindi sufficiente per salvarsi e la squadra abbandonò il massimo campionato retrocedendo in Seconda Divisione Nord. I tre campionati Prima Divisione avevano però permesso di formare un ottimo gruppo di giocatori e una forte squadra giovanile dalla quale sarebbero usciti vari talenti. I due elementi di spicco dei campionati dei primi anni venti furono Giovanni Moscardini ed Ernesto Bonino. Questi due giocatori furono i primi in assoluto convocati in nazionale provenienti da club diversi da quelli padano liguri. Dalle giovanili uscì poi il fortissimo attaccante Armando Bonino, fratello di Ernesto ed Enrico, il quale avrebbe segnato più di cento gol in maglia rossonera. Altro fatto importante degli anni venti fu la costruzione del primo stadio che era denominato "Piazza d'Armi" o "Campo di Marte" e si trovava a breve distanza dall'omonimo ospedale nonché dal luogo in cui sarebbe sorto lo Stadio Porta Elisa. Lo stadio aveva una tribuna coperta in stile vittoriano, tutta costruita in legno e con numerosi paloni a sostegno della tettoia. Sugli altri tre lati del campo vi erano dei parterres separati dal rettangolo di gioco da semplici cordicelle e dietro una delle due porte si trovava il locale degli spogliatoi.
Retrocessa tra i cadetti (campionato di Seconda Divisione, ribattezzato in Prima Divisione dal 1926 al 1929), la Lucchese vi rimase per diverse stagioni, senza mai lottare per la promozione. Nel 1924 l'Unione Sportiva Lucchese decise di fondersi con l'altra realtà sportiva della città di Lucca, la S.S. Ginnastica Lucchese Sportiva Libertas diventando U.S. Lucchese Libertas. Alla fine della stagione 1928-1929 il campionato di Prima Divisione venne declassato a terzo livello a causa della scissione della massima serie (la Divisione Nazionale) in due gironi. I due campionati risultanti furono strutturati a girone unico: Divisione Nazionale Serie A e Divisione Nazionale Serie B. Nel 1929-1930, finalmente, la Lucchese riuscì a vincere il girone A della Prima Divisione Nord dopo aver vinto lo spareggio con la Rivarolese, venendo così promossa in Serie B.
Gli anni trenta La permanenza in B durò solo una stagione. La Lucchese rimase poi per tre stagioni in terza serie, durante le quali vi fu l'avvento al timone della società dell'ambizioso presidente Giuseppe Della Santina. Della Santina ingaggiò l'allenatore ungherese Ernő Erbstein, con l'intento di puntare in pochi anni al ritorno in Serie A. La promozione in B avvenne al termine della stagione 1933-1934, in virtù della vittoria del girone eliminatorio e del 1º posto conseguito nel girone finale C di Prima Divisione Interregionale.
Nel campionato 1935-1936 la Lucchese conquistò la Serie A a girone unico. La squadra era composta da giocatori molto forti per la categoria tra cui il portiere Aldo Olivieri e Vinicio Viani, che realizzò 35 reti in 34 partite. Nella stagione di esordio in A raggiunse un notevole risultato per una matricola, il 7º posto, ma nel giro di due stagioni la squadra declinò inesorabilmente, sfiorando la retrocessione nel 1937-1938 (14º posto), retrocessione che si concretizzò al termine della stagione 1938-1939 a causa del 16º e ultimo posto, dovuto, a parità di punti, a un peggior quoziente reti rispetto a Livorno e Triestina (quest'ultima salva proprio in virtù del quoziente reti).
Enormi soddisfazioni per la società e i tifosi vennero dall'apporto dei migliori giocatori rossoneri alla nazionale di Vittorio Pozzo. In particolare vanno ricordati i giochi olimpici di Berlino 1936, nei quali l'Italia conquistò la medaglia d'oro. In quella formazione giocò da titolare Libero Marchini. Altrettanto importanti per la Lucchese furono i mondiali del 1938. Il portiere titolare della nazionale fu infatti Aldo Olivieri, il cui apporto risultò decisivo in varie occasioni. La Lucchese è dunque tra le non molte società calcistiche che possono vantare, tra i loro tesserati, un campione olimpico e un campione del mondo.
Gli anni quaranta e cinquanta Retrocessa in Serie B, sfiorò il ritorno immediato in A nella stagione 1939-1940 (3º posto), ma le stagioni successive furono alquanto mediocri e al termine della stagione 1941-1942, con il 18º posto in Serie B, arrivò addirittura la retrocessione in Serie C, nonché addirittura lo scioglimento della società per difficoltà belliche.
Alla ripresa dei campionati, nel 1945-1946, la Lucchese militò in Serie C, raggiungendo il 2º posto nel girone A di Serie C della Lega Centro-Sud. Al termine della stagione, arrivò la promozione a tavolino in Serie B. Nella stagione successiva (1946-1947) la squadra riuscì addirittura da neopromossa a vincere il girone B di Serie B, tornando così in serie A. Il merito, oltre al gruppo, fu del capocannoniere Ugo Conti che realizzò 27 reti. La serie A durò per 5 anni, durante i quali la Lucchese riuscì anche a centrare un discreto ottavo posto (1948-1949), concludendo 3 stagioni delle 5 in questione al 14º-15º posto. Nella stagione 1951-1952, tuttavia, sconfitta nello spareggio con la , precipitò di nuovo in Serie B: da allora non avrebbe più ritrovato la A. Nei due anni successivi ulteriori due retrocessioni consecutive catapultarono addirittura la Lucchese dalla Serie B alla IV Serie.
Rimase in IV Serie per quattro stagioni, fino alla stagione 1957-1958, al termine della quale la compagine lucchese, venne ammessa a tavolino in Serie C.
Dagli anni sessanta agli anni novanta
La vittoria sul campo del campionato 1960-1961 riportò la compagine rossonera in serie B, ma quello fu l'ultimo momento di gloria fino all'acquisto nel 1985 da parte del gruppo Superal.
Al termine della stagione 1962-1963, a causa del 20º posto in Serie B, ritornò di nuovo in Serie C e sole tre stagioni dopo (1965-1966) la squadra precipitò addirittura in Serie D. Ritornò in C al termine della stagione 1968-1969, vincendo lo spareggio con la Sarzanese. Militò nella terza serie nazionale per circa un decennio, piazzandosi sempre nelle prime sette posizioni e sfiorando il ritorno in B soprattutto nella stagione 1977-1978 (2º posto nel girone B della Serie C); altri piazzamenti degni di nota furono due terzi posti consecutivi nelle stagioni 1972-1973 e 1973-1974.
Al termine della stagione 1978-1979, a causa di un inaspettato 17º posto nel girone A della Serie C1, la squadra precipitò addirittura in Serie C2. Nelle sei stagioni successive la Lucchese, pur terminando sempre tra le prime sette classificate (il piazzamento più frequente fu il quarto posto, raggiunto in quattro occasioni su sei), non riuscì mai a centrare la promozione in C1, per conquistare la quale avrebbe dovuto classificarsi tra le migliori due.
Appena acquistata la società, il presidente Egiziano Maestrelli, riportò subito nel calcio professionistico la Lucchese, vincendo il campionato 1985-1986 di Serie C2.
Nel campionato 1988-1989 Pino Vitale chiamò come allenatore Corrado Orrico e insieme al presidente acquistarono giocatori importanti, tra i quali Paci, Di Stefano e Giusti che nel campionato 1989-1990 portarono, dopo 27 anni, la Lucchese nuovamente sui campi di serie B vincendo anche, nella stessa stagione, la Coppa Italia di categoria.