La storia della Colombia come Repubblica comincia solo dopo l'indipendenza dalla Spagna il 20 luglio 1810 insieme con le altre colonie spagnole dell'America meridionale come il Venezuela, l'Ecuador, il Perù e la Bolivia (Panama è stato un dipartimento della Colombia fino al 1904). Con Boyacá culmina la vittoria definitiva che sigilla una nuova storia in quella che conosciamo come America Latina.
La storia del paese sudamericano non comprende soltanto il suo periodo repubblicano. La genesi della sua identità si trova infatti nel suo periodo coloniale (1492 - 1810), epoca nella quale erano presenti i colonizzatori spagnoli, gli indigeni e gli africani importati come schiavi. Comprende anche il tempo precolombiano, con lo splendore d'una delle civiltà più avanzate delle Americhe: le Civiltà Chibcha o Muisca e quella Tairona. Poi, durante il XX secolo, la Colombia, come tutti i paesi latino-americani, ha passato tempi difficili con guerre civili, crisi economiche e rivoluzioni.
Epoca pre-colombiana
Basandoci sui resti archeologici come El Abra, il popolamento del territorio dell'attuale Colombia dovrebbe essere iniziato tra l'11.000 e il 20.000 a.C. Le vie del popolamento furono varie, come testimoniano le diverse famiglie linguistiche e le differenze culturali (paleoindio, arcaico, formativo). Si ha traccia, infatti, che circa 12.000 anni fa società di cacciatori-raccoglitori abitavano nei pressi dell'attuale Bogotá (a El Abra e Tequendama) e commerciavano tra loro e con le civiltà che vivevano nella valle del fiume Magdalena. A causa della sua posizione, l'attuale territorio della Colombia fu un corridoio della prima migrazione umana che dal Mesoamerica e dai Caraibi raggiunse le Ande e il bacino dell'Amazzonia. I più antichi reperti archeologici provengono dal sito archeologico di Pubenza e dai siti archeologici di El Totumo nella valle della Magdalena, a 100 chilometri a sud-ovest di Bogotà. Questi siti risalgono al periodo paleoamericano (18.000-8000 a.C.). Nel sito archeologico di Puerto Hormiga e in altri siti, sono state trovate tracce risalenti al periodo arcaico in Sud America (~ 8000-2000 AC). I resti indicano che vi fu anche una precedente occupazione nelle regioni di El Abra, Tibitó e Tequendama nel Cundinamarca. La più antiche ceramiche scoperte nelle Americhe, rinvenute nel sito archeologico di San Jacinto, risalgono al 5000-4000 a.C.. Le popolazioni indigene abitano il territorio che ora è la Colombia dal 10.500 a.C.
Tra il 5000 e il 1000 a.C., le tribù di cacciatori-raccoglitori si stanziarono e formarono delle società agricole; furono stabiliti insediamenti fissi e apparve la ceramica. A partire dal I millennio a.C., gruppi di amerindi, tra cui Muisca, Quimbaya, Tairona, Calima, Zenú, Tierradentro, San Agustín, Tolima e Urabá divennero esperti nell'agricoltura, nell'estrazione dei metalli e nella metallurgia; alcuni svilupparono il sistema politico dei cacicazgo con una struttura piramidale di potere guidata dai caciques. I Muisca abitava principalmente l'area di quelli che oggi sono i dipartimenti di Boyacá e Cundinamarca (Altiplano Cundiboyacense) dove formarono la Confederazione di Muisca, uno dei sistemi politici più sviluppati in Sud America, superato solo dagli Incas Coltivavano mais, patate, quinoa e cotone e commerciavano oro, smeraldi, tessuti, oggetti in ceramica, coca e soprattutto sale con le nazioni vicine. I Tairona abitavano nel nord della Colombia nella regione desolate della Sierra Nevada de Santa Marta nella catena montuosa delle Ande. Le regioni abitate dai Quimbaya nella valle del fiume Cauca tra le Cordigliera occidentale e centrale Gli Incas espansero il loro impero nella parte sud-occidentale del paese.
Il periodo coloniale spagnolo Gli spagnoli si insediarono lungo la costa nord dell'attuale Colombia attorno al 1500, ma il loro primo insediamento permanente, a Santa Marta, non si stabilì prima del 1525.
Nel 1549, l'istituzione della Audiencia a Santa Fé de Bogotá diede alla città lo status di capitale della Nuova Granada, regione che comprendeva molto dell'attuale territorio della Colombia. Nel 1717 venne originariamente creato il vicereame della Nuova Granada, che in seguito venne temporaneamente rimosso per essere poi ristabilito nel 1739.
Il vicereame ebbe come capitale Santa Fé de Bogotá. Questo vicereame includeva alcune altre province del nord ovest sudamericano che erano precedentemente state sotto la giurisdizione del vicereame di Nuova Spagna o Perù, e che corrispondono principalmente agli odierni territori di Venezuela, Ecuador e Panama.
Quindi Santa Fé de Bogotá divenne una delle principali città amministrative del dominio spagnolo nel Nuovo Mondo, insieme con Lima e Città del Messico, nonostante però rimanesse indietro alle ultime due per motivi economici e logistici.
Dall'indipendenza alla Grande Colombia
Il 20 luglio 1810 i cittadini di Santa Fé de Bogotá crearono il primo consiglio di rappresentanza per contrastare l'autorità spagnola, proclamando la piena indipendenza nel 1810.
Una lunga guerra di indipendenza, condotta principalmente nella Nuova Granada da Simón Bolívar e da Francisco de Paula Santander, terminò a seguito della battaglia di Boyacà, il 7 agosto 1819.
Quell'anno il Congresso di Angostura stabilì la Repubblica della Grande Colombia, che includeva tutti territori sotto la giurisdizione del vicereame di Nuova Granada, la Audienza de Quito e la Capitaneria Generale del Venezuela.
Simòn Bolìvar venne eletto primo presidente della Grande Colombia, e Francisco de Paula Santander venne eletto vicepresidente.
Una volta che, nel 1830, si dissolse la Grande Colombia, il Dipartimento di Cundinamarca al suo interno divenne un nuovo stato, la Repubblica di Nuova Granada.
La Repubblica: il conflitto tra liberali e conservatori
Nel 1863 il nome di repubblica venne cambiato ufficialmente in Stati Uniti di Colombia, e nel 1886 la nazione adottò il suo nome attuale: Repubblica di Colombia.
Nel 1849 vennero fondati i due partiti politici più antichi: quello conservatore, legato alla grande proprietà fondiaria, al sistema produttivo agricolo latifondista e alla Chiesa cattolica, e quello liberale, espressione del nascente capitale finanziario.
Col passare del tempo crebbe il conflitto fra le diverse visioni politiche: quella del partito conservatore, per un governo fortemente centralizzato e un'alleanza con la Chiesa cattolica e quella liberale, che sosteneva l'idea di un governo decentralizzato e che preferiva l'intervento dello Stato piuttosto che quello della Chiesa in questioni civili come l'educazione dei cittadini. I liberali videro in Santander un loro precursore per le sue inclinazioni federaliste, mentre i conservatori cercarono di utilizzare politicamente la figura di Bolívar a partire dalla sua volontà di costruire uno stato centralista. Rimase una contraddizione di fondo insolubile per il partito conservatore: mentre Bolìvar insisteva sullo stato centralizzato per rafforzare l'indipendenza della Grande Colombia ed univa all'indipendentismo l'idea della giustizia sociale, della liberazione degli schiavi e della lotta al latifondo, il partito liberale si muoveva con obiettivi quasi opposti. Mentre la figura di Santander risultava essere affine agli interessi di entrambi i partiti.
Durante tutto il XIX secolo e l'inizio del XX secolo, ciascun partito comandò il paese per più o meno lo stesso tempo. Durante la storia della Colombia, il potere è stato preso tre volte dai militari: nel 1830, dopo la dissoluzione della Grande Colombia, nel 1854, e dal 1953 al 1957. Nei primi due casi entro un anno venne ristabilito un governo regolare.
Nonostante la nazione abbia istituzioni democratiche, la storia della Colombia è stata anche caratterizzata da ampi e violenti conflitti. Numerose guerre civili sono state il risultato dell'aspra rivalità tra il partito conservatore e il partito liberale. Dopo le guerre civili del 1863 e del 1877, la guerra civile colombiana del 1884-1885 provocò vittime. Fu ancora più sanguinosa la guerra dei mille giorni (1899 – 1902), che costò circa vite e quasi persone morirono durante La Violencia (La Violenza), uno scontro esploso tra la fine degli anni quaranta e l'inizio degli anni cinquanta in seguito all'assassinio del candidato liberale popolare Jorge Eliécer Gaitán.
Un golpe militare nel 1953 spodestò il governo del conservatore Laureano Gómez e portò al potere il generale Gustavo Rojas Pinilla. Inizialmente Rojas godette di un considerevole supporto popolare, dovuto principalmente al suo successo nel sedare La Violencia. In seguito però non ripristinò un governo democratico e venne destituito dai militari nel 1957 (azione supportata da entrambi i partiti politici). Si creò allora un governo provvisorio.
Il regime del Fronte Nazionale (1958-1974) Nel luglio 1957, l'ex presidente conservatore Laureano Gómez e l'ex presidente liberale Alberto Lleras Camargo sottoscrissero la Dichiarazione di Sitges, nella quale proponevano un Fronte Nazionale in cui i partiti liberale e conservatore avrebbero governato insieme. La presidenza sarebbe stata determinata dall'alternarsi di un presidente conservatore e di uno liberale ogni quattro anni per 16 anni, escludendo ogni altra opzione politica; i due partiti avrebbero avuto uguale peso in ogni questione governativa.
Il Fronte Nazionale pose fine al periodo de La Violencia, e la sua amministrazione tentò di istituire riforme sociali ed economiche di lungo termine in collaborazione con l'Alleanza per il progresso. Alla fine, le contraddizioni di ogni successiva amministrazione conservatrice e liberale portarono a risultati contrastanti. Nonostante il progresso in alcuni settori del paese, continuarono numerose le ingiustizie politiche e sociali, e rimasero attive nella zona centrale del paese numerose formazioni guerrigliere di ispirazione liberale e di ispirazione comunista.
Si è soliti indicare il 1964 come l'anno di inizio della guerra civile colombiana. In quell'anno infatti vennero fondate le FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane), che proseguirono la guerra di guerriglia mobile in tutto il paese, riunendo in una sola organizzazione le formazioni armate contadine che avevano rifiutato di deporre le armi (liberali) dopo il periodo de La Violencia, e quelle che praticavano l'autodifesa armata (dirette dal Partito Comunista).
Lo stesso Fronte Nazionale venne visto come uno strumento di repressione politica, oltre che dai dissidenti anche da alcuni dei suoi principali sostenitori, specialmente dopo le elezioni che portarono al potere Misael Pastrana Borrero nel 1970 a scapito del candidato populista Gustavo Rojas Pinilla dell'Alleanza Nazionale Popolare. Queste vennero infatti caratterizzate da fortissimi sospetti di brogli elettorali. Il movimento di guerriglia M-19 venne fondato principalmente come risposta a questo particolare evento.
Gli anni dopo il Fronte Nazionale
Dal 1974 fino al 1982 i diversi schieramenti politici del paese scelsero di concentrare i propri sforzi per porre fine ai frequenti colpi di stato che avevano caratterizzato il sistema politico colombiano. Entrambi i gruppi pretendevano di rappresentare i poveri e i deboli contro le classi ricche e potenti del paese, chiedendo una seria riforma politica di stampo comunista di distribuzione delle terre.
Dal 1982, percependo un indebolimento delle FARC e avendo ottenuto numerosi successi contro l'M-19, l'amministrazione del liberale Julio César Turbay Ayala impose un particolare decreto di stato d'assedio attraverso il quale il presidente attuò una durissima repressione (numerose furono le accuse di violazione dei diritti umani) nei confronti dei guerriglieri sospetti o catturati.