Da quando divenne famosa alla fine degli anni 1990, la serie di Harry Potter scritta da J. K. Rowling è stata oggetto di una serie di controversie legali. Rowling, i suoi vari editori e Warner Bros., proprietaria dei diritti d'autore sui film di Harry Potter, hanno intrapreso numerose azioni legali per proteggerli, e hanno anche avanzato accuse di furto di diritti d'autore. La popolarità mondiale della serie di Harry Potter ha portato alla comparsa di una serie di sequel della saga non autorizzati e di altri progetti riguardanti la saga stessa, rendendo necessari sforzi per vietarli o contenerli da parte di Rowling e degli editori.

Un'altra area delle controversie legali relative alla serie di Harry Potter è quella relativa a una serie di ingiunzioni ottenute dalla Rowling e dai suoi editori per vietare a chiunque di distribuire o leggere i libri di Harry Potter prima della data di uscita ufficiale. Queste ingiunzioni hanno portato a critiche da parte degli attivisti per le libertà civili e la libertà di parola, e hanno portato a dibattiti riguardanti il "diritto di leggere". Al di fuori di queste controversie, anche una serie di particolari episodi legati alla serie di Harry Potter hanno portato ad azioni legali. Per esempio, nel 2005, un uomo è stato condannato a quattro anni di reclusione per aver sparato a un giornalista durante un accordo simulato riguardante alcune copie rubate di un romanzo inedito di Harry Potter, e per aver tentato di ricattare l'editore con la minaccia di rivelare i segreti di quel libro. Successivamente, nel 2007, la casa editrice Bloomsbury Publishing ha preso in considerazione un'azione legale contro la catena di supermercati ASDA per diffamazione, dopo che quest'ultima l'ha accusata di sovrapprezzo sull'ultimo romanzo della saga, Harry Potter e i Doni della Morte. Ad ASDA è in seguito stato vietato di vendere il romanzo. Accuse di violazione di copyright e marchio contro J. K. Rowling Nancy Stouffer Nel 1999, l'autrice americana Nancy Kathleen Stouffer accusò J. K. Rowling di violazione di copyright e di marchio nei confronti dei libri di Stouffer del 1984 The Legend of Rah and the Muggles e Larry Potter and His Best Friend Lilly. Parti del libro The Legend of Rah and the Muggles furono infatti pubblicate nel 1986 dalla Ande Publishing Company, una società fondata da Stouffer insieme ad amici e familiari. La causa principale dell'accusa di Stouffer era la sua presunta invenzione della parola "Babbani" (Muggles), il nome di una razza di umanoidi presenti in Larry Potter and His Best Friend Lilly, e del personaggio Larry Potter. Larry Potter, come Harry Potter, era un ragazzo con gli occhiali e con i capelli scuri. Stouffer fece anche altri paragoni tra gli elementi dei libri di J. K. Rowling e quelli dei suoi romanzi, come il castello sul lago, una sala di ricevimento e le porte in legno.

J. K. Rowling, insieme a Scholastic Press (il suo editore americano) e Warner Bros., ha presentato una causa, dichiarando che non aveva violato nessuno dei diritti d'autore di Stouffer. La corte si è pronunciata a favore della Rowling. Nel corso del processo, si è ritenuto che la Rowling avesse dimostrato "con prove chiare e convincenti che Stouffer ha compiuto una frode ai danni della Corte, attraverso la presentazione di documenti falsi e attraverso la sua testimonianza non veritiera". Nel processo si dichiarò inoltre che Stouffer avesse cambiato alcune pagine dei suoi romanzi, per esempio inserendo la parola "babbano". Il caso è stato archiviato e a Stouffer è stata assegnata una multa di cinquantamila dollari per il suo "modello di condotta intenzionale in malafede", in relazione al suo utilizzo di informazioni false. Inoltre, Stouffer è anche stata condannata a pagare una parte delle spese legali dei querelanti. La scrittrice fece appello contro la decisione nel 2004, ma nel 2005 la Corte d'Appello del Secondo Circuito confermò la sentenza. Nel 2006 Stouffer dichiarò sul suo sito web che stava progettando di ripubblicare i suoi libri e che stava prendendo in considerazione la possibilità di presentare una nuova causa contro Warner Bros., J. K. Rowling e Scholastic Press. Wyrd Sisters Nel 2005 la Warner Bros. offrì cinquemila dollari canadesi (e, in seguito, cinquantamila) al gruppo folk canadese Wyrd Sisters, per ottenere il diritto di usare il loro nome nella versione cinematografica di Harry Potter e il calice di fuoco. Rowling aveva scritto una scena del romanzo in cui una band chiamata Weird Sisters appariva a un ballo scolastico, e il gruppo possedeva i diritti sul nome in Canada. Tuttavia, l'offerta fu rifiutata da parte della band, che intraprese un'azione legale contro la Warner Bros., così come contro Jarvis Cocker dei Pulp e Jonny Greenwood e Philip Selway dei Radiohead, che avrebbero dovuto interpretare i componenti della band nel film. La band canadese ha presentato una causa da 40 milioni di dollari canadesi contro la Warner Bros. presso il tribunale dell'Ontario. Insieme alla causa, la band ha presentato anche un'ingiunzione per impedire l'uscita del film: non ebbero però successo, in quanto la richiesta è stata respinta e l'intera causa è stata archiviata nel novembre 2005. Nel giugno 2006, un giudice dell'Ontario ha decretato che la band pagasse alla Warner Bros. centoquarantamila dollari canadesi di spese legali, descrivendo la loro causa come "altamente invadente". In seguito a questa decisione il gruppo ha dichiarato che intendeva presentare ricorso contro la decisione. La band dei Wyrd Sisters, in seguito a questi episodi legali, ha riferito di aver subito minacce di morte ricevute da fan di Harry Potter. Adrian Jacobs Nel giugno 2009 alcuni parenti di Adrian Jacobs, un autore di libri per bambini morto nel 1997, hanno accusato l'editore di J. K. Rowling, Bloomsbury Publishing, di aver plagiato "parti sostanziali" del suo lavoro nello scrivere il romanzo Harry Potter e il calice di fuoco. La famiglia di Jacobs ha affermato che una scena del Calice di fuoco era molto simile al libro di Jacobs Le avventure di Willy il mago, sostenendo che "sia Willy che Harry sono tenuti a capire l'esatta natura del compito principale del concorso, cosa che entrambi realizzano in un bagno e assistiti dagli indizi di aiutanti, per scoprire come salvare ostaggi umani imprigionati da una comunità di creature fantastiche metà umane e metà animali". Hanno anche avviato una causa congiunta contro Rowling e i suoi editori. Bloomsbury ha ribattuto con una propria dichiarazione, affermando che "questa affermazione è priva di merito e sarà difesa vigorosamente" e che la Rowling "non aveva mai sentito parlare di Adrian Jacobs né visto, letto o sentito parlare del suo libro". La famiglia di Jacobs ha in seguito pubblicato un sito web contenente dettagli ed estratti del libro. Infine, nel luglio 2010, l'azienda ha intentato una causa contro l'editore americano della Rowling, Scholastic Press, chiedendo che la società bruciasse tutte le copie di Harry Potter e il Calice di fuoco.

La causa contro Scholastic Press è stata archiviata il 6 gennaio 2011 e il giudice del caso ha affermato che non c'era abbastanza somiglianza tra i due libri per poter parlare di plagio. Il 21 marzo 2011, Paul Allen, un fiduciario della proprietà Jacobs, è stato condannato a pagare alla corte il 65% delle spese sostenute da Bloomsbury e Rowling, ovvero una cifra superiore a 1,5 milioni di sterline. Allen ha presentato ricorso contro il pagamento di questa somma, ma dovette pagare ulteriori cinquantamila sterline alla corte. Pubblicazioni internazionali Nel 2002 è stato prodotto un sequel non autorizzato in lingua cinese, intitolato Harry Potter e Bao Zoulong. Secondo gli estratti tradotti, il libro consiste principalmente nel romanzo Lo Hobbit di J. R. R. Tolkien, ma con la maggior parte dei nomi cambiati in quelli dei personaggi di Harry Potter. Rowling e Warner Bros. hanno preso provvedimenti per interromperne la distribuzione, ma le copie del libro erano state distribuite per un breve periodo in tutto il mondo. Nel novembre 2002, la casa editrice Bashu, nella città cinese di Chengdu, accettò di pagare una multa di 1 600 sterline e di pubblicare delle scuse per aver stampato e distribuito il romanzo in questione. Nel 2007 si è stimato che in Cina circolassero circa 15 milioni di copie di romanzi falsi di Harry Potter e, nello stesso anno, gli agenti della Rowling, la Christopher Little Literary Agency, iniziarono a discutere la possibilità di procedimenti legali riguardanti una versione falsa di Harry Potter e i Doni della Morte che circolava in Cina.

Nel 2003, le accuse legali degli editori di Harry Potter portarono un editore indiano a interrompere la pubblicazione di Harry Potter a Calcutta, un libro scritto da Uttam Ghosh. In questo romanzo Harry incontra personaggi della letteratura bengalese.

Sempre nel 2003, i tribunali dei Paesi Bassi hanno impedito la distribuzione della traduzione in olandese di un libro di nome Tanya Grotter e il contrabbasso magico, il primo della serie russa di Dmitri Yemets riguardante un'apprendista maga. Rowling e i suoi editori hanno fatto causa, sostenendo che i libri di Grotter violano il diritto d'autore. Yemets e il suo editore originale con sede a Mosca hanno sostenuto che i libri non violavano nessun diritto d'autore, ma i tribunali olandesi hanno stabilito che i libri non potevano essere venduti nei Paesi Bassi. Nello stesso anno, poiché la traduzione olandese era ancora legale in Belgio, la casa editrice fiamminga Roularta Books decise di stamparne mille copie per lasciare che fossero i lettori decidere se si trattasse di plagio, sperando che con quelle circostanze Rowling e i suoi editori non avrebbero fatto causa. Infatti Rowling non fece causa, ma poiché c'era molto interesse per il libro le copie furono presto esaurite. I libri continuano ad essere pubblicati in Russia e hanno dato origine a diversi sequel.

Ad agosto 2008 la Warner Bros. ha presentato una causa contro la società di produzione Mirchi Movies a causa della somiglianza del titolo del film di Bollywood Hari Puttar: A Comedy of Terrors con la serie di Harry Potter. Mirchi Movies ha affermato che c'è pochissima somiglianza tra Hari Puttar e qualsiasi elemento della serie di Harry Potter, e ha spiegato che Hari è un nome indiano molto diffuso, mentre "puttar" significa "figlio" in lingua punjabi, sebbene le versioni indiane di Harry Potter traducano anche il nome "Harry" in "Hari". La Warner Bros. affermò che il titolo creava confusione, ma il 24 settembre 2008 il tribunale di Delhi ha respinto l'affermazione sostenendo che i lettori di Harry Potter erano sufficientemente in grado di distinguere le due opere. Altre accuse di violazione di diritti d'autore Nel 2000, in vista dell'uscita del film Harry Potter e la Pietra Filosofale; la Warner Bros., distributore del film, ha inviato una serie di lettere ai proprietari dei fan sites di Harry Potter, chiedendo che, per proteggere i diritti d'autore, cedessero i loro nomi di dominio. La scelta causò pubblicità negativa alla Warner Bros. per aver trattato la quindicenne Claire Field, creatrice del fan site britannico harrypotterguide.co.uk, con modalità descritte dal padre come "inutili tattiche prepotenti". La Warner Bros. fece marcia indietro di fronte all'opposizione dei media e dichiarò che, poiché il sito in questione non era commerciale, non violava il diritto d'autore.