Biografia e culto Caletrico è menzionato al 18º posto negli antichi cataloghi dei vescovi di Chartres, tra Leobino e Pappolo. René Merlet, Catalogues des évêques de Chartres, in Mémoires de la Société archéologique d'Eure-et-Loir, Tomo IX, Chartres 1889, p. 457. Il suo episcopato è compreso tra il 552, anno in cui è attestato per l'ultima volta il vescovo Leobino, e il 573, quando la sede di Chartres era occupata da Pappolo. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. II, pp. 426-427.

Storicamente è documentato in tre occasioni.Wasselynck, Bibliotheca Sanctorum, vol. 3, col. 670. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. II, p. 426. Nel 567 partecipò al concilio di Tours e sottoscrisse gli atti conciliari al 4º posto tra Felice di Nantes e Domiziano di Angers. Concilia aevi Merovingici (511-695), a cura di Friedrich Maassen, Hannoverae, 1893, pp. 121-136 In un'epoca imprecisata tra il 556 e il 573 fu presente al concilio di Parigi e firmò le decisioni conciliari al 12º posto tra Lascivo di Bayeux e Edibio di Lisieux. Concilia aevi Merovingici (511-695), a cura di Friedrich Maassen, Hannoverae, 1893, pp. 141-146 Il vescovo di Chartres è infine identificato Fisquet, La France pontificale. Métropole de Paris. Chartres, p. 24. con il Caletricus peccator, che sottoscrisse, il 21 agosto 566, il privilegio che Germano di Parigi concesse all'abbazia di San Vincenzo,Testo del privilegio in : Patrologia Latina, tomus 72, coll. 81-84. anche se nel documento non è indicato se questi fosse vescovo e di quale sede.

Nel 1703 è stato scoperto il suo sarcofago con l'iscrizione originale, Sarcophage de saint Calétric, pop.culture.gouv.fr che recita: Hic requiescit Chaletricus episcopus cuius dulcis memoria pridie nonas septembris vitam transportavit in caelis. L. J. Guenebault, Crypte de la cathédrale de Chartres, Révue archéologique, Année XIII, nº 2, 1856-1857, p. 625. La data della sua morte, 4 settembre, fu poi corretta in 7 ottobre, giorno della traslazione delle sue reliquie. Esiste anche un epitaffio scritto da Venanzio Fortunato († 607).

Il suo culto, già attestato nell'XI secolo, si accrebbe in seguito alla scoperta della sua tomba. Il Martirologio Romano lo ricorda il 4 settembre con queste parole:Martirologio Romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2004, p. 697, nº 4.

Note

Bibliografia Louis Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, vol. II, Paris, 1910, p. 426 Honoré Fisquet, La France pontificale. Métropole de Paris. Chartres, Paris, pp. 24-25 René Wasselynck, v. Caletrico, vescovo di Chartres, Bibliotheca Sanctorum, vol. 3, col. 670

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