Per palazzo cinese s'intende il complesso palaziale che ospitava l'Imperatore della Cina e comprendeva la residenza del monarca e della sua famiglia, gli uffici della Corte e del Governo, i giardini/parchi e le necessarie strutture difensive. Si trattava sempre d'infrastrutture considerevoli ed elaborate, sia da un punto di vista planimetrico sia plastico-artistico.
Composto da molti edifici, il complesso palaziale cinese si articolava (e si articola tutt'ora, negli esemplari superstiti, fortunatamente molto numerosi) in vasti spazi aperti circondati da mura e fossati, grandi sale coperte (zh. ), in realtà esse stesse veri e propri palazzi, taluni per cerimonie e affari ufficiali, tal altri di destinazione residenziale, edifici più piccoli, templi, torri, camminatoi coperti, cortili più piccoli, giardini/parchi ed annessi.
Come tutte le manifestazioni dell'architettura del Celeste Impero, il palazzo era edificato in accordo a precise, imprescindibili regole mistico-organizzative frutto del sincretismo tra gli ideali del confucianesimo e quelli dell'antica geomanzia taoista del Feng shui: l'allineamento sull'asse nord-sud del complesso e di qualsiasi singolo edificio; l'ubicazione verso l'esterno degli spazi di destinazione d'uso pubblico e verso l'interno degli spazi di destinazione d'uso privato; ecc.
Nel corso della storia dell'umanità, i complessi palaziali imperiali della Cina detengono i seguenti primati:
il complesso palaziale più grande mai esistito al mondo è il Palazzo Weiyang, costruito dalla dinastia Han (206 a.C.–220 d.C.) per ordine dell'imperatore Gaozu (r. 202–195 a.C.); mentre il complesso palaziale più grande oggi esistente al mondo è la Città Proibita di Pechino,. costruito dalla dinastia Ming (1368–1644) per ordine dell'imperatore Yongle (r. 1402–1424).
Rispetto ad altre strutture caratteristiche dell'età imperiale, la Città Proibita, l'ultimo grande palazzo cinese esistente, fu preservata dai vandalismi devastanti della Rivoluzione Culturale (1966–1976) grazie all'intervento del primo ministro Zhou Enlai che schierò un battaglione dell'esercito a guardia del complesso e ve lo lasciò per un intero biennio. Ciò premesso, l'impatto della Rivoluzione Culturale sullo studio sistematico e la riscoperta archeologica del patrimonio architettonico imperiale pre-Ming, avviatosi in Cina anche a livello di architettura vernacolare sin dagli Anni '30 del Novecento, fu devastante e solo nel corso degli Anni '80 gli studi, le pubblicazioni e gli scavi ripresero,. con un vigore tale da permettere, entro gli Anni '90, il proficuo coinvolgimento di studiosi non solo cinesi.. Parallelamente, la Città Proibita in primis ma a seguire diverse altre vestigia dei palazzi imperiali cinesi sono entrati a far parte del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.
Etimologia Il sinogramma rappresenta due stanze tra loro collegate (呂) poste al di sotto d'un tetto (宀). Viene utilizzato sia per indicare un palazzo a sé stante sia un complesso palaziale più articolato... Originariamente, il carattere s'applicava a qualsiasi residenza o palazzo ma passò ad indicare esclusivamente la residenza imperiale dalla creazione dell'impero cinese per opera della dinastia Qin (221–206 a.C.) al termine del periodo degli Stati Combattenti (453–221 a.C.).
In taluni casi, è utilizzato per indicare complessi templari cinesi di particolare importanza e/o rilevanza architettonica: es. il Tempio della Nuvola Bianca di Pechino, uno dei templi taoisti più importanti della Cina, è anche noto come .
La residenza aristocratica, nella Cina imperiale, finì pertanto con il rientrare nella tipologia dell'architettura domestica, seppur di notevoli dimensioni, riconducibile ai modelli Siheyuan e Sanheyuan..
Premessa: caratteri generali dell'architettura cinese
Il palazzo è molto spesso esemplificativo delle caratteristiche precipue dell'architettura cinese, sia per quanto riguarda lo stile sia per quanto riguarda tecniche e materiali di costruzione.
Materiali di costruzione
Il legno fu il materiale di costruzione più amato dai cinesi. ed i loro palazzi furono realizzati per secoli con esso. Con il passare dei secoli, però, il legname divenne sempre meno comune nella Pianura della Cina del Nord, mentre mattoni e pietra divennero materiali da costruzione comuni per gli edifici pubblici sui quali, a più riprese e per diversi motivi, s'estese la volontà organizzatrice del potere centrale. La componente lignea fu però, come di vedrà negli esempi sotto-riportati, sempre presente anche nelle strutture palaziali più grandi.
L'edificio cinese, inteso come edificio realizzato dall'architettura dell'etnia Han era tradizionalmente costituito da: (i) un solido basamento privo di cantine, spesso a terrapieno, eventualmente rivestito di mattoni/conci e/o pietra (o argilla triturata, pietrisco o pietrame); (ii) un telaio ligneo a pilastri angolari, solo successivamente "riempito" con dei muri; e (iii) un tetto sorretto dal telaio.. Le colonne del telaio potevano essere rinforzate da basi in metallo e da una laccatura d'olio, canapa e polvere di laterizio.. Caratteristica tipica dei tetti tradizionali cinesi è il loro movimento ondeggiante, reso possibile dall'angolo alternato dei dougong (zh. ), beccatelli lignei ad incastro assemblati in una mensola a grappolo, uno degli elementi più importanti dell'architettura tradizionale cinese, utilizzati già nel Periodo delle primavere e degli autunni (770–476 a.C.), e sviluppatisi in un insieme complesso di parti ad incastro nei periodi Tang (618–907) e Song (960–1279)... La grande varietà delle coperture (a timpano, a padiglione, a semi-padiglione o a piramide) enfatizza questo movimento, acuito dal fatto che, a partire dalla dinastia Han, le gronde furono appese a catenaria, mentre i colmi e le linee di giunzione degli spioventi erano uniformati al profilo curvo di tutta quanta la copertura. Il trave di colmo rivestiva un ruolo così importante che la sua posa era celebrata da un'apposita cerimonia.
Planimetria e disposizione degli spazi
Altra caratteristica tipica dell'architettura cinese tradizionale è il suo allineamento ad un sistema mistico-organizzativo frutto del sincretismo tra gli ideali del confucianesimo e la geomanzia taoista del Feng shui che definisce regole edificatorie imprescindibili tra cui l'allineamento sull'asse nord-sud di qualsiasi edificio, non solo di un palazzo, tanto quanto della planimetria della città... La disposizione stessa degli spazi, nel complesso palaziale (tanto quanto nel complesso templare), segue precise regole simbolico-funzionali: es. in accordo a quanto previsto dal Libro dei riti (zh. ), i templi ancestrali (zh. , , o ) sono posti sul fronte della struttura, le aree di deposito nella parte anteriore della pianta e le residenze nella parte posteriore; ecc.
Nella Città Proibita di Pechino, gli edifici/sale principali delle corti esterne e interne sono tutte disposte in gruppi di tre, a ricordare il diagramma Quiang che rappresenta il cielo, mentre le residenze della famiglia imperiale, nella corte interna, sono disposte in gruppi di sei, la forma del trigramma Kun, che rappresenta la terra.
Su tutto domina la planimetria quadrangolare, manifestazione della concezione taoista dell'universo quadrato,. che caratterizza, dall'esterno verso l'interno, la capitale, la cittadella imperiale al suo interno ed, in ultimo, il complesso palaziale che della cittadella imperiale costituisce il cuore pulsante: un sistema di quadrati entro altri quadrati..
Stilemi e strutture ricorrenti Il palazzo cinese, come qualsiasi altro edificio sinico, anche laddove si tratti di una piccola struttura isolata, è caratterizzato dalla facciata continua, che delimita gli ambienti lasciando il compito strutturale ai supporti lignei, solitamente lasciati a vista e decorati variamente.
L'impianto decorativo dell'architettura palatina veicola, per tramite di appositi simboli, messaggi di grandiosità, ordine e potenza:
cromaticamente, il palazzo cinese, sede dell'imperatore, è dominato dal colore giallo, precipuo del Figlio del Cielo, soprattutto sui tetti (v.si tetti della Città Proibita). Laddove siano presenti altri colori, la cosa è voluta: solitamente il nero, colore associato all'acqua ed utilizzato con intento apotropaico perché ritenuto antincendio; in alcuni casi il verde, come nella residenza del principe ereditario nella Città Proibita, perché è il colore associato al legno e quindi alla crescita; gli edifici d'uso imperiale erano gli unici autorizzati ad ospitare sale con nove intercolunnii (zh. ).A titolo di confronto, si consideri che nell'edilizia cinese tradizionale la casa standard dei popolani era racchiusa in un unico intercolunnio - . e gli edifici più importanti, come il Palazzo della Suprema Armonia nella Città Proibita, addirittura undici;.. le creste inclinate dei tetti sono decorate con una linea di statuette rappresentanti da un uomo in sella a una fenice seguita da un drago imperiale. Il numero delle statuette varia a seconda della gerarchia degli edifici: un edificio poco importante avrà tre o cinque statue; uno più importante sette o nove. Il sopracitato Palazzo della Suprema Armonia è l'unico edificio (attualmente esistente) della Cina ad avere dieci statue sulla cresta del tetto: l'effige in più, chiamata , è quindi un esemplare unico; in generale, diversi elementi architettonici del palazzo imperiale sono decorati con l'effige del drago, associato alla figura del Figlio del Cielo sin dalla proto-storia della Cina.
Il palazzo è poi arricchito da elementi secondari tra i più caratteristici dell'architettura del Celeste Impero: anzitutto la pagoda, sia come edificio a sé stante sia come sviluppo verticale del corpo centrale di una planimetria strutturata; l'ingresso, nei grandi complessi, è architettonicamente enfatizzato: a volte un edificio vero e proprio; a volte una struttura celebrativa rassomigliante l'arco trionfale occidentale, il paifang (zh. ); a volte entrambe le soluzioni; gli archi d'uso imperiale erano gli unici a cinque fornici; immancabili, nei palazzi imperiali, dal VI secolo in avanti, erano le statue dei leoni guardiani.
Storia dell'architettura palatina cinese Le origini del palazzo imperiale cinese sono da ricercare nella delle Culture neolitiche cinesi, di probabile utilizzo comune (sacerdotale) e non elitario (regale), attestata già nel III millennio a.C. nel sito di Banpo della cultura di Yangshao (5000–3000 a.C.), nel sito-tipo della cultura di Hemudu (5000–4500 a.C.) e nei siti della cultura di Longshan (3000–2000 a.C.). e di origine forse addirittura precedente.Nel 2000, uno scavo archeologico nel sito della Cultura di Dadiwan (5800–5400 a.C.) nella contea di Qin'an del Gansu ha trovato tracce d'un complesso palaziale tipo che si costituirebbe oggi quale primo esempio di tale costruzione in Cina -