I miei sette figli è un libro biografico del 1955 che racconta il sacrificio dei fratelli Cervi, fucilati dai fascisti a Reggio Emilia nel 1943 per la loro attività resistenziale, narrato in prima persona dal padre Alcide.

La genesi Nell'inverno 1954, nove anni dopo la liberazione del 1945 e 12 dall'eccidio dei sette fratelli emiliani, il giornalista Renato Nicolai (1924-1983) raccolse dalla viva voce di “papà Cervi” – ormai ottantenne e malato – ricordi e testimonianze su quella straordinaria famiglia di Campegine, per una pubblicazione curata dagli Editori Riuniti, la casa editrice legata al PCI.

Per i fatti vissuti dai figli fuori casa, in assenza del padre, lo stesso curatore sentì poi tantissime persone che vi avevano preso parte: una vera e propria inchiesta per approfondire ogni aspetto, anche di vita quotidiana, dei martiri partigiani.Com'è nato questo libro, nota alla ristampa dell'aprile 1980

Il linguaggio Alcide Cervi, classe 1875, aveva fatto la terza elementare e come tutti i contadini della sua generazione parlava quasi esclusivamente in dialetto; per farne il narratore, Nicolai spiegò di essersi impegnato « a ricavare un linguaggio che è italiano, letterario e popolare insieme, ma sorretto sempre da inflessioni e andamenti dialettali. »

Il contenuto Il libro si compone di undici capitoli, che vanno dall'autopresentazione di Alcide Cervi, mezzadro cattolico nelle campagne reggiane tra ‘800 e ‘900, alle sue considerazioni sul sacrificio dei figli e sulla situazione dell'Italia e del mondo negli anni Cinquanta: Perché ho deciso di raccontare; Ricordi miei di gioventù; La moglie e i figli; All’Università del carcere; La biblioteca di Campegine; Il livellamento delle terre; Politica e teatro; Dal 25 luglio all’arresto; Queste mura cadranno; La morte dei figli e della madre; Conclusione.

Edizioni e traduzioni A pochi mesi dalla pubblicazione, I miei sette figli divenne un fenomeno editoriale: nell'agosto 1955 ebbe una menzione speciale al Premio Viareggio,L’Unità, 16 dicembre 1983, in occasione della morte di Nicolai in ottobre il libro era alla terza edizione, e nella primavera seguente aveva già esaurito 500mila esemplari, grazie anche a una capillare diffusione “porta a porta” curata dalle sezioni del PCI.L’Unità, 7 marzo 1956

Altre edizioni furono nel 1971 quindi nel 1980 (con numerose ristampe), mentre nel 2010 fu la casa editrice Einaudi a curarne una nuova versione, aggiungendo un capitolo per inquadrare, a mezzo secolo dalla prima pubblicazione, la vicenda storico-politica. Nel tempo il libro ha venduto milioni di copie, ed è stato tradotto in una dozzina di Paesi, fra i quali l'allora URSS e il Giappone, la Cina e l'Argentina, la Francia e la Romania.nota all'edizione del 1980

Prefazioni Nelle varie edizioni, la prefazione al volume è stata firmata da personalità diverse: la prima, nel 1955, dal padre costituente Piero Calamandrei; poi nel 1980 da Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica; quindi nel 2010 dal professor Luciano Casali, docente di Storia all'Università di Bologna.

Teatro Da subito I miei sette figli è stato oggetto di trasposizioni teatrali, anche all'estero, e periodicamente ne viene proposta la lettura pubblica di brani: come per esempio nel 2020, durante la pandemia, quando l'attore Lino Guanciale fu protagonista di uno ’’streaming’’ su vari canali web;RepubblicaTV, 25 aprile 2020 o nel 2022 a Cesena con David Riondino,Cesena Today, 20 aprile 2022 o ancora il 15 aprile 2023 a Parma, da parte degli attori del Teatro Due.la Repubblica, 12 aprile 2023

Nel 2019 è stato pubblicata la versione audio-libro integrale, con la voce di Valter Zanardi.

Cinema Un decennio dopo la sua uscita, il libro « forniva la tematica narrativa fondamentale » per il film I sette fratelli Cervi, diretto da Gianni Puccini, con la collaborazione di Cesare Zavattini alla sceneggiatura, e un cast eccezionale: Gian Maria Volonté, Elsa Albani, Andrea Checchi, Riccardo Cucciolla, Duilio Del Prete, Lisa Gastoni, Carla Gravina, Renzo Montagnani, Serge Reggiani e altri ancora.

Un fotogramma del film è stato poi usato per l'immagine di copertina in varie edizioni del volume, in alternativa alla foto di gruppo con la vera famiglia o di papà Cervi che guarda il mappamondo.

Note

Voci correlate Casa Cervi Resistenza italiana Pastasciutta antifascista

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