La città delle dame è un'opera allegorica in francese medio, scritta da Christine de Pizan tra il 1404 e il 1405.Alcuni autori propendono per una data più tarda, compresa tra il 1405 e il 1407. Cfr. e .
Con essa l'autrice e co-narratrice del libro assume le difese del sesso femminile confutando le tesi della tradizione misogina, attraverso le argomentazioni esposte da tre dame - Ragione, Giustizia e Virtù - e la presentazione di una galleria di figure femminili del passato e della contemporaneità distintesi per virtù, sapere e talento.
Le vite e gli esempi di queste donne virtuose costituiscono le fondamenta e le pietre su cui gradualmente prenderà forma una simbolica città, una "città per sé" e per una "comunità femminile ideale", eretta a baluardo contro i detrattori delle donne...
La città delle dame, «la prima opera di una donna in elogio della donna», conobbe una grande popolarità tra i contemporanei di Pizan ed ebbe una notevole influenza nell'avvio della cosiddetta «querelle des femmes» nella Francia della metà del XV secolo;. per la sua difesa delle donne e la rilettura della tradizione e della storia da un punto di vista femminile è stata definita «il veicolo attraverso il quale si sviluppò la maggior parte del primo pensiero femminista»..
In Italia il libro, curato da Patrizia Caraffi, è stato tradotto per la prima volta nel 1997 con edizione del testo originale a fronte edito da Earl Jeffrey Richards.
Struttura dell'opera L'opera, a struttura dialogica, è composta da tre libri, a loro volta suddivisi in capitoli. Nel primo libro (capp. I-XLVIII), dopo l'apparizione all'autrice delle tre dame allegoriche e la loro breve presentazione con l'annuncio dei compiti che intendono assolvere, la prima dama, Ragione, dà avvio all'edificazione delle fondamenta della città con le regine e le guerriere e l'innalzamento delle mura di cinta con le donne di sapere. Nel secondo (capp. I-LXIX), Rettitudine costruisce i palazzi, le strade e le torri e popola la città con le donne famose per le loro virtù e la loro nobiltà d'animo. Nel terzo (capp. I-XIX), Giustizia porta a compimento l'opera accogliendo la Vergine Maria e le sante che andranno ad abitarvi.
Le tre tappe in cui Pizan costruisce la città sono state interpretate come una metafora architettonica del modo in cui l'autrice intende strutturare e modificare la conoscenza: lo scavo iniziale del "campo delle lettere" simboleggia la sfida posta alle opinioni convenzionali; la fondazione della città e delle sue mura rappresenta la raccolta di nuove informazioni; l'edificazione dei palazzi e l'introduzione degli abitanti, l'opera di ricostruzione del sapere.
L'impianto del libro è fondato sulla conversazione dell'autrice con figure allegoriche, un modello popolare nell'iconografia e nei testi medievali, reinterpretato da Pizan nella funzione assegnata alle tre dame di recuperare dall'oblio, con i loro racconti, le vite e le qualità di donne virtuose trascurate e dimenticate dalla storia e di mettere in risalto, attraverso esempi femminili positivi e la padronanza della tradizione letteraria da parte dell'autrice, l'affinità tra le donne e il sapere., lxi
Libro primo
Il libro si apre con un'immagine di solitudine e di turbamento: l'autrice si descrive nella sua stanza, circondata da libri, in una pausa di studio durante la quale, volendosi distrarre, inizia la lettura di "uno strano libro" di cui non ricorda la provenienza. Si tratta del Liber lamentationum del chierico Mateolo, un trattato in latino del XIII secolo dal contenuto misogino, una sorta di raccolta di giudizi ed esempi negativi della vita matrimoniale..Ḕ stato notato come Pizan per attaccare la tradizione misogina abbia scelto questo libro, molto popolare ma non autorevole, per non colpire frontalmente le opere canoniche e i padri della Chiesa: avrebbe inteso evitare un atto di sovversione, optando per una dislocazione della tradizione colta. Cfr. . Dalla sua lettura, si rende conto della larga diffusione e popolarità di trattati nei quali le donne vengono ritratte come creature predisposte al vizio e fonte di ogni male. Dando credito a quanto affermato da un così consistente numero di autori e intellettuali illustri, pur non rilevando questi difetti nelle donne che la circondano, viene indotta a disprezzare se stessa e il proprio sesso "come un mostro generato dalla natura", disperandosi di essere nata "in un corpo di donna"..
Mentre è vinta dalla vergogna e in preda alle lacrime a causa di queste amare considerazioni, le appaiono in un fascio di luce tre donne "incoronate, dal portamento maestoso"Nelle modalità di apparizione delle tre dame è stata colta un'analogia con l'evento dell'Annunciazione della Vergine: come Maria di fronte all'Angelo, anche Christine reagisce impaurita alla comparsa delle tre figure circondate da un fascio di luce; viene da loro rassicurata (come fa Gabriele con Maria) di essere stata prescelta, e che la città che verrà costruita sarà eterna, così come il bambino concepito da Maria. Cfr. . che la rassicurano dichiarando di essere inviate dalla Provvidenza per consolarla, grazie al "grande amore che hai per la ricerca della verità, che persegui con lo studio continuo, per il quale sei venuta qui, in solitudine e lontana dal mondo"; è loro intenzione porre fine ai suoi turbamenti illuminandola e sottraendola all'ignoranza che la sta accecando e che la porta a "fare proprie le opinioni altrui" e a dare loro fede anche se fondate sull'errore..
La seconda ragione per cui si sono presentate al suo cospetto è fare in modo che le dame e le donne di merito, per tanto tempo abbandonate e lasciate indifese, abbiano "un luogo in cui potersi rifugiare e difendere contro così tanti assalitori".. Le tre dame esortano l'autrice del libro - che nei dialoghi viene chiamata con il suo nome proprio, Cristina - a prendere le difese del suo sesso e a costruire con il loro aiuto una "città delle dame" che - al contrario del regno delle Amazzoni - non sarà mai stata distrutta e prospererà per sempre, nonostante i suoi numerosi nemici..
La prima dama, "Dama Ragione", che tiene nella mano destra uno specchio incorniciato da pietre preziose, con il quale "chiunque vi si guardi può conoscere il proprio essere fino in fondo", provvederà a fortificarla erigendo profonde fondamenta, costruite con materiale resistente e duraturo, mura spesse e bastioni alti e forti..
La seconda dama, Rettitudine, ha il compito di disegnare e costruire templi, palazzi, case, strade e piazze, rendendo abitabile la città; per fare questo si servirà della retta luminosa tenuta nella mano destra "a guisa di scettro"..
La terza dama, Giustizia, recante una coppa d'oro nella mano destra per "misurare ciò che è dovuto a ognuno", completerà la città, costruendo le cime delle torri e conducendo ad abitarvi "la Regina, accompagnata da dame nobilissime": delle tre dame, "ciò che la prima dispone, l'altra ordina e mette in opera" e la terza perfeziona e porta a termine..
Dopo le presentazioni, la prima dama dà avvio al lavoro di costruzione della città nel Campo delle Lettere, in una piana grande e fertile, dando istruzioni a Cristina, narratrice e nominata responsabile dell'edificazione della città, perché proceda allo scavo di un fossato con la zappa della sua intelligenza.. Gli strati di pietre e detriti estratti dalla terra e portati via rappresentano i pregiudizi che pesano sulle donne, definiti ingiusti da Dama Ragione perché indiscriminati e dettati da invidia, piacere del pettegolezzo, disonestà.
Cristina passa in rassegna diversi autori che nei loro scritti hanno denigrato le donne - Ovidio, Cecco d'Ascoli, Cicerone, Catone - e Dama Ragione ne confuta le diverse affermazioni sostenendo che esse nulla hanno a che vedere con la natura e con l'evento della creazione, essendo uomo e donna nati dalla stessa volontà divina.. Ragione afferma che Dio non ha mai nutrito alcuna riprovazione nei confronti del genere femminile, e porta ad esempio l'annuncio della Resurrezione affidato ad una donna, Maria Maddalena, aggiungendo che Dio ha disposto che "l'uomo e la donna lo servano in maniera diversa e che si aiutino e si confortino reciprocamente, l'uno compagno dell'altra, ognuno in ciò che gli è destinato, e ha dato ad ogni sesso una natura e inclinazioni diverse, secondo i rispettivi compiti.".
Rispondendo ad una domanda postale da Cristina, dama Ragione precisa che se le donne sono escluse dall'amministrazione della giustizia è perché gli uomini possono intervenire con la forza delle armi qualora le leggi non vengano rispettate, ma ciò non significa che le donne non siano in grado di esercitare il diritto, diventare filosofe, intervenire nella politica o gestire il potere; a tal fine cita gli esempi di donne del passato che hanno assunto responsabilità di governo, come l'imperatrice Nicaula e alcune regine e principesse di Francia.. Né la minore forza fisica posseduta dalle donne rispetto agli uomini, la maggiore fragilità del loro corpo, comportano l'assenza di "forza, coraggio e ardimento" necessari a compiere grandi imprese..
A sostegno di questa affermazione presenta a Cristina decine di esempi di donne che si sono distinte nella storia per le loro virtù guerriere, per il loro ingegno e per la loro saggezza; le donne guerriere formeranno le fondamenta della città, alla cui costruzione Dama Ragione chiama Cristina a collaborare, indicandole di usare come cazzuola la propria penna..
All'edificazione delle fondamenta segue quella delle mura di cinta, rappresentate da donne che nella storia si sono distinte per il loro sapere e le loro capacità intellettuali nel campo delle scienze e dell'arte, perché "l'intelligenza delle donne è simile a quella degli uomini":. "Se ci fosse l'usanza di mandare le bambine a scuola e di insegnare loro le scienze come si fa con i bambini, imparerebbero altrettanto bene e capirebbero le sottigliezze di tutte le arti, così come essi fanno"..
La galleria di figure femminili descritte nel Libro primo comprende oltre quaranta donne, dalla regina di Saba, erede dei faraoni, che governò con saggezza, ristabilendo la legge e l'ordine, a Lavinia, regina dei Laurentini, andata in sposa ad Enea e divenuta celebre per la sua prudenza..
Donne citate Le seguenti donne sono citate nel Libro primo della Città delle Dame; il numero romano che le precede indica il capitolo in cui si trovano: X. Maria Maddalena XII. Imperatrice Nicaula XIII, XXIII. Fredegonda XIII. Bianca di Castiglia XIII. Giovanna d'Évreux XIII. Bianca di Francia XIII. Maria di Blois-Châtillon XIII. Caterina di Vendôme XV. Semiramide XVI-XVII-XVIII-XIX. Amazzoni: Lampedo, Marpesia, Sinoppe, Tamiride,Quest'ultima è una regina delle mitiche Amazzoni che avrebbe sconfitto e ucciso Ciro II di Persia, azione storicamente compiuta da Tomiri regina dei Massageti. Cfr. Menalippe, Ippolita, Ortizia, Pentesilea XX. Zenobia XXI. ArtemisiaIn realtà Pizan confonde in quest'unica figura, volutamente o meno, Artemisia II (nota per il lutto portato alla morte del marito Mausolo) e Artemisia I (nota per aver combattuto contro i greci e al fianco di Serse alla battaglia di Salamina), benché la fonte ad lei utilizzata, ossia Boccaccio, De mulieribus claris, 57, appaia consapevole della diversa identità delle due (anche se piuttosto ambiguamente rinuncia a esprimersi in un senso o in un altro). Degno di nota anche il fatto che, in Pizan, Artemisia combatta al fianco dei greci contro Serse (al contrario sia di quanto si legge in Boccaccio sia della realtà storica). XXII. Lilia, madre di Teodorico XXIV. Camilla, regina dei Volsci XXV. Berenice di Cappadocia XXVI. Clelia XXVIII. Cornificia XXIX. Faltonia Betizia Proba XXX. Saffo XXX. Leonzia XXXI. Manto, sorella di Tiresia XXXII. Medea XXXII. Circe XXXIII. Carmenta XXXIV. Minerva XXXV, XXXVIII. Cerere XXXVI. Iside XXXIX. Aracne XL. Panfila XLI. Tamara XLI. Irene XLI. Marzia