Il Sito archeologico di Krapina è un sito archeologico sulla collina di Hušnjak, nei dintorni occidentali della città di Krapina.
Scavi La storia degli scavi comincia quasi per caso, quando alcuni abitanti della città iniziarono a estrarre sabbia dalla collina di Hušnjakovo per scopi edilizi e si imbatterono in ossa dall'aspetto insolito. Fu il professor Dragutin Gorjanović-Kramberger, geologo, paleontologo e paleoantropolo croato, a raccogliere e studiare sistematicamente quei materiali, avviando tra il 1899 e il 1905 una campagna di scavo che portò alla luce i resti fossili di almeno 24 individui neandertaliani, adulti e bambini, vissuti in quella zona intorno a 125.000 anni fa.
Descrizione Il sito si trovava all'interno di una grotta poi collassata, scavata in una parete di arenaria affacciata sul fiume Krapinica, e i sedimenti conservavano, secondo le stime di Gorjanović-Kramberger, le tracce di un periodo climatico relativamente caldo e prolungato.
Ritrovamenti Tra i reperti più significativi spicca il Krapina 3, appartenuto a una donna di vent'anni, sul cui frontale sono stati identificati 42 incisioni intenzionali praticate subito dopo la morte, interpretate come tracce di rituali funebri e dunque di comportamento simbolico. A questa scoperta si aggiunge il ritrovamento di gioielli, considerati tra i più antichi al mondo, che attestano una sensibilità estetica già presente 125.000 anni fa, confutando l'idea che tali capacità cognitive fossero prerogativa esclusiva dell'Homo sapiens.
Alcuni resti neanderthaliani ritrovati in questo sito, sono stati indicati come prova che tra questi ominidi si praticasse il cannibalismo.
Note
Voci correlate Krapina C, cranio fossile di Homo neanderthalensis
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Krapina Krapina Categoria:Scoperte archeologiche nel 1899