Biografia Appartenente ad un ramo della gens Vibia forse originario di TusculumU. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n. Chr., Bonn 1982, p. 367., Rufino era con ogni probabilitàR. Syme, Roman Papers, III, Oxford 1984, p. 1434. figlio di Gaio Vibio RufoPIR2 V 568 (Wachtel-Heil)., console suffetto del 16, che era stato il primo console, se non persino il primo senatore della famigliaW. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen vom 1.-3. Jahrhundert, Köln-Bonn 1985, pp. 15-16., e probabilmente di una sua seconda moglie, sposata dopo Publilia.

La carriera di Rufino, tuttavia, nonostante le numerose attestazioni, risulta ancora oggi piuttosto nebulosa: parte della critica, infatti, cautamente ritiene che le testimonianze che lo nominano non si riferiscano necessariamente alla stessa personaDa ultimo, si vedano le 4 diverse voci della PIR2, ciascuna dedicata ad un'attestazione di Rufino: V 564-567 (Wachtel-Heil). Gli autori concludono che res incerta manet (ad loc.).; il maggior sostenitore dell'identità del Rufino attestato è Ronald Syme, che, in un importante articolo spesso accettato da altri importanti studiosiA. Tortoriello, I fasti consolari degli anni di Claudio, Roma 2004, p. 619., ricostruisce la sua carrieraRonald Syme, Vibius Rufus and Vibius Rufinus, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, vol. 43, 1981, pp. 365-376 [= Roman Papers, III, ed. by Anthony R. Birley, Oxford, Clarendon Press, 1984, pp. 1423-1435].Syme aveva già accennato al problema della carriera di Rufino in History in Ovid, Oxford 1978, pp. 84-86..

La prima attestazione di un Rufino è in Ovidio: il poeta, infatti, gli indirizza due delle sue Epistulae ex PontoI, 3 e III, 4., descrivendo la loro amiciziaOvidio, Epistulae ex Ponto, I, 3, 1: Hanc tibi Naso tuus mittit, Rufine, salutem. e le lettere consolatorie di RufinoOvidio, Epistulae ex Ponto, I, 3, 27-30: Cum bene firmarunt animum praecepta iacentem / sumptaque sunt nobis pectoris arma tui, / rursus amor patriae ratione valentior omni / quod tua fecerunt scripta retexit opus.. Ronald Syme, sulla base di una delle epistole ovidianeOvidio, Epistulae ex Ponto, III, 4., ha pensato di poter ricostruire parte degli inizi di carriera di Rufino, vedendolo al seguito di Tiberio, ormai erede di Augusto, nelle campagne illirico-pannoniche del 6-9, nelle campagne germaniche del 10-12 e al trionfo del 23 ottobre del 12R. Syme, History in Ovid, Oxford 1978, pp. 84-86.R. Syme, Roman Papers, III, Oxford 1984, pp. 1434-1435., ma recentemente si è proposto di smentire la ricostruzione del Syme sulla base di motivi filologici e codicologiciF. Busti, Ov. Pont. 1, 3 e 3, 4: chi (non) era Rufino, in Materiali e discussioni per l'analisi dei testi classici, vol. 83 (2019), pp. 99-123..

Un Vibio Rufino è inoltre attestato da Plinio il Vecchio come esperto autore di scritti su alberi, fiori ed erbePlinio il Vecchio, Naturalis Historia, I, 14b; 15b; 19b; 21b; 22b..

In ogni caso, il nuovo status familiare raggiunto con il consolato paterno e la vicinanza del princeps Tiberio portò a Rufino importanti frutti. Egli, attorno ai trentacinque anniW. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen vom 1.-3. Jahrhundert, Köln-Bonn 1985, pp. 15-16, ritiene invece che, in quanto non patrizio, dovesse avere ben più di 33 anni al momento del suo consolato., fu infatti, con ogni probabilità, console suffetto nel secondo semestre del 21 o del 22PIR2 V 565 (Wachtel-Heil).PIR2 C 1225 (Groag).R. Syme, Roman Papers, III, Oxford 1984, pp. 1431-1432.R. Syme, The Augustan Aristocracy, Oxford 1986, p. 225.R. Syme, Roman Papers, IV, Oxford 1988, pp. 351-352.Che il collega di Rufino fosse il figlio di Nerva e che il loro consolato si datasse attorno al 40 era ipotizzato da A. Degrassi, in Epigraphica, vol. 8 (1946), p. 37; idem, I fasti consolari dell'impero romano, Roma 1952, p. 11; R. Hanslik, in RE VIII,A,2 (1958), col. 1981; U. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n. Chr., Bonn 1982, pp. 362-369. insieme al giurista e amicus di Tiberio Marco Cocceio Nerva..: del loro mandato, attestato in agosto, non è possibile, allo stato attuale della documentazione, definire ulteriormente l'anno.

Un Gaio Vibio Rufino è poi attestato come proconsole d'Asia, onorato con una statua ad Efeso da un magistrato cittadino (pritano) per i benefici concessiI.Ephesos 3023.: se il proconsole si rivelasse essere identico al console del 21 o 22, come sostiene il SymeR. Syme, Roman Papers, III, Oxford 1984, p. 1433. seguito da Werner Eck, il suo mandato potrebbe cadere tra 36 e 37J. Keil, in E. Reisch (ed.), Forschungen in Ephesos, III, Wien 1923, p. 113 n° 23., altrimenti è stata proposta una datazione più bassa, attorno al 50U. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n. Chr., Bonn 1982, pp. 362-369., basata però sull'ipotesi, ormai generalmente confutata dalla critica, che Rufino sia stato console attorno al 40A. Degrassi, in Epigraphica, vol. 8 (1946), p. 37; idem, I fasti consolari dell'impero romano, Roma 1952, p. 11; R. Hanslik, in RE VIII,A,2 (1958), col. 1981..

Infine, un Gaio Vibio Rufino è attestato come legatus Augusti pro praetore della provincia di Germania Superiore sotto Claudio, nel 43. e nel 45ILS 2283.: è stato proposto che il mandato sia durato dal 41/42 al 46/47, e generalmente accettato non solo che il legatus fosse identico al proconsole d'AsiaU. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n. Chr., Bonn 1982, p. 187., ma anche che il legatus fosse il console del 21 o 22R. Syme, Roman Papers, III, Oxford 1984, pp. 1431-1433., nonostante la distanza temporale intercorsa tra il consolato e il mandato germanicoPIR2 V 567 (Wachtel-Heil)., obiezione però smentita da Syme sulla base di altri casi simili, come quello di Gaio Vibio Marso, console suffetto nel 17 e legatus Augusti pro praetore di Siria nel 42. Durante il mandato di Rufino, devono essersi verificati i cambiamenti nella guarnigione provinciale di Germania Superiore in occasione della partenza per la conquista della Britannia da parte di Claudio nel 43.

Note

Bibliografia R. Syme, History in Ovid, Oxford 1978, pp. 84–86. Ronald Syme, Vibius Rufus and Vibius Rufinus, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, vol. 43, 1981, pp. 365–376 [= Roman Papers, III, ed. by Anthony R. Birley, Oxford, Clarendon Press, 1984, pp. 1423–1435]. U. Vogel-Weidemann, Die Statthalter von Africa und Asia in den Jahren 14-68 n. Chr., Bonn 1982, pp. 362–369. W. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen vom 1.-3. Jahrhundert, Köln-Bonn 1985, pp. 15–16 PIR2 V 564-567 (Wachtel-Heil)

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