Divenuto dapprima un noto industriale attivo nel contesto nazionale e internazionale, si affermò anche come collezionista d'arte e grande mecenate in campo teatrale, musicale e fu infine uno dei primi produttori cinematografici italiani..
Proveniente da un’agiata famiglia biellese, egli fu protagonista dell’economia italiana ed europea fin dai primi anni del Novecento e raggiunse una posizione apicale nel corso degli anni venti, fino a essere considerato uno degli industriali più influenti d’Europa e tra i più ricchi d’Italia.
Seppur non abbia mai osteggiato apertamente il fascismo, Gualino non prese mai posizione a favore del regime, a tal punto da assumere altresì atteggiamenti piuttosto critici nei confronti del governo dell’epoca, specialmente per quanto riguardava le scelte di politica economica. Questo si rivelò uno dei principali motivi che lo videro costretto al confino sull’isola di Lipari nel 1931.
Gualino non prese parte alla Resistenza in prima persona, tuttavia è considerato un antifascista per l’importante sostegno economico che segretamente diede alla causa, a tal punto da ricevere i ringraziamenti ufficiali del presidente del Comitato Liberazione Nazionale Ivanoe Bonomi al termine del conflitto..
Biografia Le origini Riccardo Gualino nacque a Biella il 25 marzo 1879, in un’agiata famiglia biellese di imprenditori orafi. Ultimo di dodici figli, si distinse presto per le sue doti oratorie, tanto che la famiglia prevedeva per lui una carriera da docente.
Egli effettivamente decise di non impiegarsi nell’azienda di famiglia che impegnava già i fratelli e contava oltre duecento dipendenti, e nel 1896 si trasferì a Genova,. dove studiò Giurisprudenza, ma al contempo iniziò la sua attività lavorativa occupandosi di commercio di materiale edile per la Bagnara Legnami, azienda di Attilio Bagnara, facoltoso marito di sua sorella Marta.
L’inizio della carriera La sua prima esperienza lavorativa presso la Bagnara Legnami di proprietà di suo cognato gli consentì, dopo un breve avviamento, di ottenere la posizione di libero agente di commercio a provvigione. Le sue capacità commerciali si rivelarono presto assai brillanti, ebbe modo di viaggiare e di entrare in contatto con gli esponenti delle maggiori realtà industriali della zona come la famiglia Perrone dell'Ansaldo e la famiglia Piaggio, che possedeva grandi depositi di legname e aveva recentemente inaugurato i nuovi cantieri navali di Riva Trigoso.
Con gli iniziali e consistenti guadagni il giovane Gualino finanziò la sua prima iniziativa imprenditoriale che lo portò ad acquistare una vasta porzione di territorio boschivo a sud della Corsica, con l’intenzione di avviare una propria attività di commercio di legname. Tuttavia questo progetto si rivelò azzardato e infruttuoso poiché fortemente osteggiato dalla popolazione locale, che infine lo costrinse ad abbandonare ogni idea di realizzare uno stabilimento.
Nel 1906, dopo aver lasciato Genova, si trasferì a Casale Monferrato dove conobbe Cesarina Gurgo Salice, sua cugina di primo grado e unica figlia femmina di un’influente famiglia di costruttori edili monferrini. Qui, insieme a Werner Abegg, un ricco industriale svizzero desideroso di investire in Italia,Il Piemonte e Torino in quegli anni, proprio in virtù della perdita del territorio di capitale del regno, ottennero come sorta di indennizzo la concessione di praticare una politica di sgravi fiscali per le industrie che intendessero investire sul loro territorio. Questa agevolazione fiscale calamitò presto la presenza di molti industriali italiani e soprattutto inglesi o elvetici come: Abegg, Bich, Caffarel, Caratsch, Kind, Krupp, Leumann, Miller, Menier, Metzger, Remmert, Scott, che contribuirono a quel alla futura vocazione industriale del capoluogo piemontese. fondò l'Unione Italiana Cementi (UNICEM), convincendo a unirsi all'iniziativa i Gurgo Salice, l'investitore livornese Luigi Ottina, il suo amico biellese Gaudenzio Sella e anche molti altri piccoli impresari edili locali tra cui il noto ingegnere torinese Pietro Fenoglio, già amministratore delegato della Società Anonima Cementi del Monferrato.
L’8 settembre 1907 Riccardo Gualino e Cesarina Gurgo Salice convolarono a nozze e si stabilirono a Mombello Monferrato.. L’attività di Gualino proseguì bene ma l’idea di aprire uno stabilimento di lavorazione del legname non fu abbandonata e divenne realtà a seguito del suo acquisto di 23.000 ettari di foresta nei Carpazi meridionali, in territorio romeno.. Qui, nel cuore della Transilvania, Gualino realizzò uno dei più moderni stabilimenti di lavorazione del legname del tempo, costituito da un villaggio per operai e impiegati, una mensa, un ospedale e la moderna segheria collegata a un esteso sistema di teleferiche e di ferrovie a scartamento ridotto che consentivano di trasportare il legname fino alla rete ferroviaria locale. Con questo stabilimento e la direzione della UNICEM, Gualino divenne presto uno dei maggiori produttori di materiale edile del nord Italia.
Nel 1912 i coniugi Gualino si trasferirono a Cereseto, dove avevano fatto costruire una sorta di castello in stile neogotico progettato dall'ingegner Vittorio Tornielli. Qui, ebbe inizio la loro passione di collezionisti d’arte e altresì la fama di grandi intrattenitori per gli sfarzosi ricevimenti che davano, a cui partecipavano i più eminenti nomi dell’industria biellese come i Fila, i Rivetti, i Loro Piana, i Sella, i Bellia e gli Zegna.
L’ascesa e la scena internazionale La produzione di legname crebbe di pari passo con la domanda e altrettanto accadde con il cemento, grazie anche alla contestuale invenzione del cemento armato brevettato dall’ingegnere francese François Hennebique, che fece vertiginosamente aumentare le richieste e stimolò Gualino a porre nuovamente l’attenzione anche al di fuori dell’Italia. Egli si concentrò particolarmente su Parigi, che viveva un periodo di grande espansione, la UNICEM divenne quindi uno dei maggiori fornitori di cemento e laterizi per la realizzazione dei nuovi quartieri residenziali che andavano sorgendo sugli Champs-Elysées.
Dopo aver concluso una fruttuosa trattativa di vendita dello stabilimento di legname e della foresta nei Carpazi con un gruppo di investitori inglesi capeggiato da Sir Arthur Neville Chamberlain, andò profilarsi all’orizzonte una nuova opportunità investimento che Gualino, grazie a contatti maturati anche tramite la sua convinta adesione alla Massoneria, vide concretizzarsi a San Pietroburgo.
San Pietroburgo A seguito della formazione della Société Générale Immobilière a Parigi che si occupò della realizzazione di svariati edifici ubicati sugli Champs-Elysées, tra cui l’omonimo teatro di cui Gualino ottenne una quota di proprietà come azionista, egli investì in un ambizioso quanto faraonico progetto immobiliare promosso dalla Duma a San Pietroburgo, che era una capitale europea in forte espansione e che ormai superava il milione e mezzo di abitanti.
La discussione del progetto urbanistico definitivo richiese alcuni mesi di intense trattative con il governo locale tramite Alexander Gourevich, un fidato interlocutore di Gualino, che nelle prime settimane del 1913 portò la Société Générale Immobilière a ottenere l’incarico di bonificare una consistente area di ben 270 ettari della penisola urbana alla foce della Neva, per costruire decine di nuovi isolati residenziali provvisti di ampi viali pavimentati in legno dotati di tram e fognature. I lavori richiesero altrettanti mesi e cifre ingenti che Gualino ottenne mediante vari finanziamenti dalla Banca Agricola di Casale, dalla Banca Biellese e dalla Hambros Bank di Londra, che garantì un capitale iniziale di oltre due milioni e mezzo di sterline. Con questa mossa Gualino divenne il principale fornitore di legname e cemento di questo progetto ma anche uno dei più noti immobiliaristi europei dell’epoca.
I lavori si conclusero assai rapidamente e nell’estate del 1914 i coniugi Gualino si recarono a San Pietroburgo per presenziare alla solenne cerimonia d'inaugurazione e alla prima asta di vendita dei lotti immobiliari realizzati fissata per il 31 luglio. Tuttavia l’instabile situazione politica europea, ormai alla vigilia del primo conflitto mondiale, e il crescente fermento della Russia che portò alla rivoluzione d'ottobre del 1917, stravolsero completamente i loro piani e costrinsero i coniugi Gualino a una tempestiva fuga dalla Russia quantomeno rocambolesca; a seguito di un fortunoso rientro attraversando una Germania in subbuglio che preparava azioni di guerra, riuscirono a rientrare in Italia attraverso la Svizzera.
Gualino non fece più ritorno a San Pietroburgo e dovette altresì arginare le sommosse provocate dagli scioperi che colpirono anche le proprie aziende italiane. Soltanto nel 1917 egli dovette amaramente constatare che la nuova situazione politica della Russia era ormai fuori controllo e la rivoluzione bolscevica, che mirava a statalizzare ogni proprietà, gli avrebbe sottratto ogni diritto sui grandi complessi immobiliari di San Pietroburgo, che da allora venne rinominata Leningrado. Ma Gualino, giocando d'anticipo, aveva già venduto gran parte degli edifici pochi anni prima a banche e investitori russi locali.
La SNIA, la UNICA la URI e il successo imprenditoriale L'attività di Gualino proseguì la sua ascesa continuando a investire nel mercato immobiliare d’oltralpe e inoltre, nell’autunno del 1914, a seguito di un primo viaggio negli Stati Uniti, ebbe l’intuizione di ampliare il raggio d’azione del suo operato. Dopo aver raggiunto New York a bordo del Lusitania, incontrò Solomon R. Guggenheim, la cui fama di grande collezionista d’arte era nota in tutto il mondo. Fu più volte ospite della sua dimora di Manhattan ed ebbero modo di parlare di arte, di collezionismo ma anche di affari, conoscendo anche altri eminenti personaggi dell’alta società americana tra cui la famiglia Kennedy.
Da questa sua prima esperienza americana maturò l’idea di investire nell’importazione di carbone dagli Stati Uniti, poiché l’imminente guerra e il crescente sviluppo dell’industria in Europa e in Italia costituivano un’incessante domanda di energia. Nel 1915 Gualino decise che i tempi erano maturi, pertanto fondò a New Orleans la Shipbuilding Company e la Marine and Commerce Corporation of America con sede a New York e, tornato a Torino, fondò la Società Navigazione Italo Americana (SNIA); inoltre, per ovviare agli ingenti costi di nolo delle navi, Gualino propose al giovane Giovanni Agnelli di entrare in società con lui per far costruire una flotta di ventidue navi cargo che commissionò in parte ai cantieri navali della Piaggio di Riva Trigoso. Nel corso del 1916 le prime navi cargo della SNIA solcarono l’Atlantico importando ingenti quantità di carbone dagli Stati Uniti che, come acquirente principale, ebbero proprio la stessa FIAT ma anche il Governo italiano, decretando la SNIA uno dei maggiori fornitori di combustibile del Paese.
Contemporaneamente, l’alleanza dell’Italia con la Francia nel contesto bellico, inoltre, favorì Gualino nel continuare a operare anche sul mercato francese, dove continuò a investire gli enormi profitti recentemente derivati dalla SNIA nel settore immobiliare, acquistando e costruendo ulteriori edifici a ridosso degli Champs-Elysées a Parigi.