Biografia Figlia di genitori arabi israeliani, ha ottenuto il suo Bachelor of Arts in letteratura inglese e araba presso l'Università Ebraica di Gerusalemme e il suo Master of Arts presso l'Università di Haifa. Ha cominciato la sua carriera nel cinema come arredatrice di scena, lavorando a film come Il tempo che ci rimane (2009) di Elia Suleiman.
Ha esordito come regista di un lungometraggio nel 2016 con ʿInyanīm ʾišiyyīm (Personal Matters), vincitore del premio come miglior film al Festival internazionale del cinema di Haifa. Haj ha dettagliato le difficoltà affrontate per ottenere finanziamenti pubblici per il suo film, avendo il Ministro della cultura Limor Livnat stabilito che i progetti che ricevono dei finanziamenti pubblici debbano essere definiti esclusivamente come film israeliani, causando difficoltà a registi come al-Hajj che vogliono mettere in luce l'identità palestinese e/o palestinese-israeliana dei loro film. Alla fine, l'Israeli Film Fund ha sostenuto il progetto dopo che al-Hajj e il suo produttore hanno accettato di distribuire il film come lungometraggio israeliano. Nel 2022, ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes per il film Mediterranean Fever.
Filmografia Regista e sceneggiatrice Burtuqal – cortometraggio (2009) ʿInyanīm ʾišiyyīm – cortometraggio (2014) ʿInyanīm ʾišiyyīm (2016) Mediterranean Fever (Ḥummā al-Baḥr al-Mutawassiṭ) (2022) Upshot - Le conseguenze del dolore (Mā baʿd) – cortometraggio (2024) Arredatrice di scena Il tempo che ci rimane (al-Zaman al-bāqī), regia di Elia Suleiman (2009) The Attack, regia di Ziad Doueiri (2012) Il paradiso probabilmente (In shīʾta kamā fī al-samāʾ), regia di Elia Suleiman (2019)
Riconoscimenti Festival di Cannes 2022 - Miglior sceneggiatura (Un Certain Regard) per Mediterranean Fever Philadelphia Film Festival 2016 - Miglior film d'esordio per ʿInyanīm ʾišiyyīm Zurigo Film Festival 2016 - Menzione speciale al miglior film per ʿInyanīm ʾišiyyīm
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni