Noto per aver guidato le forze giacobite durante l’insurrezione del 1719, si è unito in seguito all'esercito prussiano ed è divenuto uno stretto confidente di Federico il Grande, servendolo come suo ambasciatore in Francia e in Gran Bretagna.

È stato il decimo e ultimo Conte Maresciallo di Scozia, titolo ereditato dal Clan Keith, a cui apparteneva.

Biografia George nasce probabilmente nel castello di Inverugie, in Scozia, come figlio di William Keith (IX Conte Maresciallo) e di Mary Drummond, figlia di James Drummond, I duca di Perth. Eredita il titolo di suo padre nel 1712. Presta servizio nelle Fiandre sotto il duca di Marlborough dal 1708 al 1711, ma viene privato del suo incarico per aver supportato l’ascesa del Vecchio Pretendente sul trono britannico dopo la morte della regina Anna. Per questa ragione combatte al fianco dei Giacobiti durante l'insurrezione del 1715, culminata nella battaglia di Sheriffmuir, motivo per cui viene accusato di tradimento dal governo britannico e i suoi beni vengono confiscati dalla Corona.

Fugge nel continente europeo, dove continua a esercitare il suo ruolo di ambasciatore in Spagna e a servire la corte giacobita ad Avignone. Guida lo sbarco di una forza di truppe di marina spagnole ed esuli giacobiti in Scozia durante l'insurrezione giacobita del 1719, ma fugge nuovamente in Europa dopo la sconfitta nella battaglia di Glen Shiel. Il 29 dicembre 1725 viene nominato cavaliere dell'Ordine del Cardo dal Vecchio Pretendente, che inoltre, nel marzo 1740, lo nomina suo Comandante in Capo in Scozia, anche se il titolo era puramente onorifico e privo di ogni funzione pratica. Considerata l'impossibilità di aiutare concretamente la causa giacobita, si allontana dalla corte spagnola nel 1741. Viene sempre più isolato dai numerosi complotti giacobiti dei primi anni 1740 ed entra al servizio di Federico II di Prussia. Nell'agosto 1751 Federico II lo nomina suo ambasciatore a Versailles.

George Keith era sempre stato diffidente nei confronti di Carlo Edoardo Stuart, il nuovo pretendente al trono, e si rifiuta di incontrarlo a Parigi durante le visite segrete del principe, incontrando solo il suo agente, Henry Goring. In seguito al licenziamento di Goring da parte del principe nel 1751, Keith interrompe ogni contatto con quest’ultimo. Prosegue il servizio presso Federico il Grande come ambasciatore in Spagna dal 1759 al 1761. Da lì informa il governo britannico dei preparativi di guerra contro la Gran Bretagna da parte degli spagnoli al fianco della Francia, informazione per cui, il 29 maggio 1759, ottiene la grazia da parte di Giorgio II. Ulteriori atti del governo britannico gli restituiscono il diritto di usare il suo titolo e di riacquistare le sue proprietà in Gran Bretagna. Federico II lo nomina quindi suo ambasciatore in Gran Bretagna nel 1759, ma nonostante brevi viaggi di ritorno in Scozia nel 1761 e 1763-64, Keith trova per sé sfavorevoli il clima e i suoi vicini. Su invito di Federico II vende quindi le sue proprietà e torna definitivamente in Prussia, dove diventa caro amico del re. Muore a Potsdam nel 1778.

Curiosità

Oltre all'ambito militare e politico, Keith è stato anche un appassionato di arte e cultura. Durante i suoi viaggi in Europa, ha collezionato un gran numero di opere d'arte e di manoscritti, molti dei quali sono ancora conservati nella sua raffinata residenza, Duff House. Qui Keith ha trascorso gran parte della sua vita e ha accolto numerosi nobili ed artisti. La sua passione per l'arte lo ha spinto a prendere sotto la sua protezione il celebre pittore William Hogarth e a contribuire alla fondazione della Royal Society of Arts. Il suo ritratto è oggi conservato nella collezione della National Portrait Gallery di Londra. Keith ha inoltre ricevuto l'Ordine dell'Aquila Nera per i servizi resi. È stato anche amico e mecenate di Jean-Jacques Rousseau.

Onorificenze

Voci correlate Conte maresciallo di Scozia

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