Roth è padre cistercense, docente e scienziato, storico delle culture e delle scienze, e attivista in cura dei monumenti, protezione della natura e paesaggi. Abbreviazione del autore: HJR.

Biografia Hermann J. Roth (pseudonimo Antonius R.) nasce a Montabaur come figlio del Heinrich Roth e di sua moglie Gertrud, nata Ebert. Dopo la maturità, nel 1957 (con latino, greco, ebraico) vive per primo come monaco cistercense e studi al Collegio filosofico-teologico di Heiligenkreuz (Santa Croce) di Vienna. Dopo aver preso i voti da sacerdote (Francoforte, 1963) è attivo nel lavoro giovanile e parrocchiale e nel liceo del abbazia di Marienstatt.

Dal 1966 studia biologia e chimica con le scienze sussidiarie (fisica e paleontologia), termina gli esami statali per l’insegnamento alle scuole superiori (1970, 1972) ed insegnò ad un liceo a Colonia (Kaiserin-Theophanu-Schule). Come aiuto temporaneo era anche attivo nel lavoro pastorale per i giovani ed anziani.

Il presidente regionale di Colonia nomina Roth nel 1981 direttore del riparto in biologia nel ambito della formazione di insegnanti. Dal 1995 è direttore di studi. Nel 1990 diventa dottore in scienze naturali all’Università di Nimega.

Natura Avendo famigliarizzato molto presto con la natura die suoi dintorni, ha cercato di registrare sistematicamente gli aspetti geobiologici della catena delle montagne medie della Renania. Così ha partecipato al progetto „cartografia floristica dell’ Europa centrale“ (1971-1980) ed ha analizzato fattori ecologici di ambienti minacciati. Inoltre ha esaminato la cinetica e l’anatomia funzionale del teschio degli uccelli.

Roth ha anche avvicinato conoscenze scientifiche al loro contesto di scienze umane e sociali: per esempio l’evoluzione di relazioni tra fede e scienza; teorie ecologiche e postulati etici con la varietà della percezione della „natura“; architettura del tessuto osseo spugnoso e analogie con l’architettura gotica.

Roth, d’altra parte, ha cercato di portare al pubblico le conoscenze scientifiche con conferenze, escursioni e pubblicazioni. Dalla sua giovinezza è attivo nella difesa dell’ ambiente, il cui successo dipende anche dalle conoscenze generali. È stato impegnato come volontario in importanti funzioni in seno ad associazioni e commissioni, come la „Landesgemeinschaft Naturschutz und Umwelt Nordrhein-Westfalen“ (comunità federale per la protezione della natura e l’ambiente in Renania Settentrionale-Vestfalia) e la „Deutscher Wanderverband“ (associazione tedesca di escursionismo) (1998-2005). Dal 1975 è socio di associazioni per il paesaggio a livello comunale e regionale (per es. Renania Settentrionale-Vestfalia 1995-98)

Storia e cultura degli ordini Questo richiese tanto il suo ampio percorso di studi quanto la compressione per la vita e le opere di personalità della ricerca, tra i quali si trovano sorprendentemente molti chierici anche con eccellenti prestazioni. L’archivista della collegiata Heiligenkreuz (Santa Croce) di Vienna, Prof. Hermann Watzl (1902-1980) portò l’attenzione dello studente di teologia Roth verso il padre cistercense Dominik Bilimek (1813-1886) che accompagnò il granduca Ferdinand Maximilian dall’ Austria al Messico come naturalista e dopo la sua tragica fine come imperatore nel 1867, accompagnò le raccolte naturali ed etnologiche fino al Castello di Miramare presso Trieste. La fu occupato per anni con l’amministrazione e l’analisi finché, per ragioni di età, si trasferì a Vienna. Roth è stato sulle tracce di Bilimek in Austria, Italia e Messico. È stata intanto ceduta una vasta raccolta di materiali da lui al „Biohistoricum“ presso il museo di scienze zoologico A. König in Bonn.

Il prestigioso botanico italiano Paolo Silvio Boccone (1633-1704) era sconosciuto nella storia degli ordini cistercense finché Roth non lo rese accessibile per la prima volta al pubblico in occasione della mostra, da lui sollecitata, „I cistercensi“ 1980 ad Aquisgrana.Boccone. In: Biographisch-Bibliographisches Kirchenlexikon (BBKL) 30, 2009, pp. 130-133; Nordhausen: Bautz Tra gli altri naturalisti religiosi di cui si è occupato Roth, citiamo almeno Francesco Cetti (1726.1788)Cetti. In: BBKL 2022 (in tipografia) e Charles Plumier (1646-1704)Plumier. In: BBKL 32, 2011, pp. 1102-1103. Il gesuita Cetti ha rielaborato per primo in modo basilare la storia naturale della sua terra natale Sardegna. Il padre paolino Plumier studiò a Roma matematica e botanica prima di andare nei Caraibi per ricerche botaniche e raccolte materiale. Ma il centro assoluto delle ricerche biostoriche di Roth é Maximilian Principe di Wied, di cui già Goethe ammirò i racconti di viaggio.Sylk Schneider: Goethes Reise nach Brasilien. Gedankenreise eines Genies. Weimar: Taschenbuch-Vlg., 2008, Nel ambito del 12 congresso annuale della Associazione Federale di storia e teoria della biologia tedesca (Deutsche Gesellschaft für Geschichte und Theorie der Biologie, DGGTB) nella Stazione zoologica Anton Dohrn a Napoli (2003), Roth riferì da prima parte sulla „Fondazione, archivio, forum e museo della storia della protezione della natura in Germania“,In: Christiane Groeben, Joachim & Michael Kaasch (Ed.): Places of Biological Research (= Veröffentlichungn zur Geschichte und Theorie der Biologie, Bd. 11). Berlin: VWB 205, pp. 343-351 dal altra parte il soggiorno di una settimana gli servì per seguire tracce di ambizioni di storia naturale durante la storia napoletana, partendo dal luogo compreso.Μουσεîον – reliquiarium – Naturalienkabinett – Missionsmuseum. Wegbereiter und Seiteneinsteiger der naturkundlichen Präsentation – In: Verhandlungen zur Geschichte und Theorie der Biologie, Bd. 24 (= Beiträge zur 28. Jahrestagung d. DGGTB). Arnstadt: THK, 2022, pp. 261-278, fig. 1-8

Cultura Fu dichiarato „il meglio conoscitore del Westerwald“Prof. Joseph Ortheil: Faltblatt zu den 9. Westerwälder Kulturtagen in Wissen an der Sieg (2010) le sue materie spaziano su vari aspetti. Un esempio è la su analisi della plastica floreale di monumenti gotici al abbaziale di Altenberg ed il Duomo di Colonia dal punto di vista della botanica e storia dell’ arte. Ha allargato le sue ricerche a monumenti gotici di altri paesi europei, inclusa l’Italia. Poiché un punto chiave dei suoi studi è stato il movimento di riforma monasticavedi Riforma della Chiesa dell'XI secolo (11/12 secolo, Certosini, Cistercensi), l’aspetto ecumenico era sempre presente. L’incontro con l’ordine cistercense portò, nelle ricerche di tracce, alla tomba di Ottone di Frisinga (1114-1158) al Abbazia di Morimond (1963). Roth fondò nel 1979 i „colloqui certosini“Neue Zürcher Zeitung vom 2. November 1979; Analecta Cartusiana, 310. Salzburg 2015. Christoph Kloft: Kartäuser im Fokus der Ordensforschung. In: Rheinische Vierteljahresblätter – ultimamente ha cercato di rendere di nuovo popolare „Alanus ab insulis“ (1125-1202) anche al di fuori dell’antroposofia.Von der Klage der Natur – De planctu naturae. Alanus ab insulis = Cistercienser-Chronik 117, 2/3, 2010, Bregenz;

L’orientazione interdisciplinare corrisponde alla collaborazione di Roth nel gruppo di ricerca “medicina monastica” all’Università di Würzburg, per cui ha ricercato anche in Brasile,Süddeutsche Zeitung 31. Mai 2002, pp. 58-58 o al progetto, da lui stimolato, “ricerca culturale-ambientale monastica” del centro per architettura dei giardini ed ambientale dell’Università Leibniz ad Hannover.

È stato nominato o eletto in numerose commissioni, per esempio la commissione storica del Nassau (dal 1978), la fondazione del Renania Settentrionale-Vestfalia per la protezione ambientale e cura del patrimonio culturale Düsseldorf (1994-2000).

Didattica, pubblicistica, bibliofilia Impegnato in patria e all’ estero come relatore, accompagnatore di escursioni ed esperto in educazione ambientale, Roth formulò al consiglio del alta amministrazione rurale della Renania Settentrionale-Vestfalia (Beirat der Obersten Landschaftsbehörde in Nordrhein-Westfalen) suggerimenti adeguati. Certe esperienze del suo insegnamento hanno avuto influenza nei metodi di apprendimento, per es. “Etica nel insegnamento della biologia” (Zur Ethik im Biologieunterricht, 1992), “Scienze della terra e didattica della biologia” (Erdwissenschaften und Biologie-Didaktik, 2001) o il “Set esperimentale per l’ecologia dello studente” (Experimetierkasten für Schüler-Ökologie, 1986). Opera pionieristica fu la “guida naturale del Westerwald” (Naturführer zum Westerwald, 1975, 1980) e la “guida naturale di Colonia” (Kölner Naturführer, 1990).

Come redattore si è dedicato alla riviste specializzate come Cisterzienser-ChronikCronaca dei Cistercensi, forum, storia, arte, letteratura e spiritualità del monachesimo, , Bregenz, Austria, 1991-2002; vedi anche cistercienserchronik.at, Natur- und LandschaftskundeScienze della natura e del paesaggio, , Arnsberg, Krefeld, Germania, dal 1995, Biologie regionalbiologia regionale, Bezirksregierungen Köln und Düsseldorf. 1991-2002 e Godesberger Heimatblätterrivista del patrimonio di Godesberg sul Reno, 2010-2017.Bonner General-Anzeiger, 5. Gennaio 2011

Nel museo Roth ha sempre visto un importante complemento alla scuola. Collaborava in modo decisivo alla fondazione del “museo del paesaggio del Westerwald” ad HachenburgWesterwaldmuseum – Geschichte einer Idee. In: Heimat-Jb. d. Krs. Altenkirchen 51, 2008, pp. 138-140, fig. 1Uli Jungbluth: Ein Museum für den ganzen Westerwald. In: Westerwälder Ztg.Nr. 278, 7 Ottobre 2016, p. 23 e come consulente nella preparazione della fondazione del museo al aperto di Lindlar e nel l’ufficio dei musei della Renania.

In più sollecitava importante mostre ed accompagnava come esperto: I Cistercensi. Vita monastica tra ideale e realtàDie Zisterzienser. Ordensleben zwischen Ideal und Wirklichkeit, Aquisgrana, 1980Kölner Stadt-Anzeiger 30/31 Agosto 1980 Mondo delle piante del duomo di ColoniaPflanzenwelt des Kölner Doms, Colonia 1989, Flora e giardino botanico e al forum del duomo Massimiliano Principe di Wied. Cacciatore, ricercatore, viaggiatoreMaximilian Prinz zu Wied. Jäger, Forscher, Reisender, Bonn, Colonia, Dortmund, Francoforte, 1995 seg.Frankfurter Allgemeine Zeitung, 24 Gennaio 2002 900 anni Cîteaux. I cistercensi della Renania visto nel arte della miniatura900 Jahre Cîteaux. Rheinische Zisterzienser im Spiegel der Buchkunst, Landesmuseum Magonza, 1998-99 500 anni Brasile. Dal Reno a Rio500 Jahre Brasilien. Vom Rhein nach Rio, Landesvetretung Rheinland-Pfalz, Bonn, 2000 in più ha collaborato alle mostre: Uomini collegati ed uniti. Sul ruolo del uomo nel confronto interculturaleMännerbande -Männerbünde. Zur Rolle des Mannes im Kulturvergleich, Rautenstrauch-Joest-Museum, Colonia, 1990 La certosa di Colonia intorno al 1500Die Kölner Kartause um 1500, Stadtmuseum Colonia, 1991

Roth ha ampliata anche la biblioteca privata dello studio della geografia e cultura regionale Nassovica, Rhenania ed ha aggiunto le sezioni di monastica e Brasiliensia. Parti della biblioteca e del archivio sono state cedute alla fondazione storia di natura,Stiftung Naturschutzgeschichte, Königswinter, Signatur ArSNG 3/Roth (Edizione dal 15 Febbraio 2008, Jürgen Rosebrock) il Biohistoricum di Bonn, l’archivio storico del arcivescovado di Colonia, l’arcivescovado di Limburg, alla biblioteca del abbazia di Marienstatt, e all’ archivio comunale di Montabaur ed Hachenburg.

Appartenenze È attivo in organizzazioni specializzate, per es. come membro fondatore nella Associazione di storia e teoria della biologia tedesca (Deutsche Gesellschaft für Geschichte und Theorie der Biologie, DGGTB, Bonn), nel consiglio direttivo del Associazione della storia della natura della Renania e Vestfalia (Naturhistorischer Verein der Rheinlandeund Westfalens, NHV, Bonn) e nel associazione nassoviana della storia della antichità e ricerca della storia (Verein für Nassauische Altertumskunde und Geschichtsforschung, Wiesbaden).

Premi Hermann Josef Roth ha ricevuto numerosi riconoscimenti. Tra gli altri: