Biografia Nato a Modena, è tra i fondatori del Movimento Spazialista veneziano. Nel 1945 fonda con il Pittore Mario Deluigi e l'architetto Carlo Scarpa, la Scuola Libera di Arti Plastiche che come si legge nel testo di presentazione, si definisce: "un movimento che studi, secondo le attuali esigenze spirituali, i caratteri fondamentali della natura italiana in rapporto alla soluzione del problema plastico". Sempre nel 1945 pubblica Prime considerazioni su spazio e oggetto in pittura ove segna il distacco netto dal movimento futurista.
Già prima della laurea in filosofia, conseguita nel 1942 presso l'Università di Padova, dopo un breve sodalizio con Emilio Vedova, Ambrosini si lega a Mario Deluigi di cui sarà in seguito assistente alla cattedra di scenografia presso l'Istituto Universitario di Architettura di Venezia, traducendone gli spunti teorici nelle Considerazioni su oggetto e spazio in Pittura.
A partire dal 1951 partecipa attivamente al Movimento Spazialista italiano, nel periodo 1955-56 collabora con Mario Deluigi all'esecuzione del mosaico in tessere vetrose della stazione di Venezia.
Il 26 novembre 1951 assieme a Virgilio Guidi, Mario Deluigi, Vinicio Vianello e al critico Berto Morucchio, Ambrosini fa parte del gruppo degli spazialisti veneziani che per primi aderiscono al movimento milanese capeggiato da Lucio Fontana firmando il Manifesto dell'arte spaziale.
Nell'estate del 1952 aderisce al Manifesto del Movimento spazialista per la televisione assieme ad alcuni artisti come Burri, Crippa, Dova, Fontana, Guidi e Tancredi.
Nel 1953 redige e firma il Manifesto "Lo spazialismo e la pittura italiana nel secolo XX".
Nonostante le frizzanti frequentazioni artistiche della Venezia degli anni cinquanta e sessanta, Ambrosini decide di intraprendere in pittura una strada personale e autonoma dedicandosi ad approfonditi studi di segno, colore e dimensione. Le sue opere, poggiando su solidi riferimenti a Mondrian e Klee ma rispettando appieno la cultura spaziale, si soffermano spesso su una indagine segnica che richiama alla grande tradizione veneto-bizantina del mosaico.
Nel corso dell'ultimo periodo pittorico (a partire dal 1971) i suoi dipinti andranno arricchendosi di nuove simbologie metaforiche tratte in particolare dalla poesia poundiana e da una personale ed originale interpretazione dei significati linguistici e immaginativi della struttura grafica dell'ideogramma cinese.
Il figlio Claudio (Venezia, 1949) si distinguerà a partire dagli anni '70 per attività della Galleria del Cavallino di Venezia nell'ambito della produzione in video e grazie alla laurea in lingue straniere poté accedere più facilmente alla stampa americana sull'arte e la musica sperimentali ispirandosi ad essa.
Musei
Mostra "Antonio Giulio Ambrosini", Galleria del Cavallino di Venezia: Venezia, 1961 Mostra collettiva "Neue Italienische Kunst", Galerie 59, Aschaffenburg (Germania), 1961 Mostra collettiva "Pittura italiana", Galerie St. Stephan, Vienna (Austria), 1961 Mostra collettiva "Mostra Internazionale Malerei 1960/61", Deutsch Ordens Schloß, Wolframs-Eschenbach (Germania) Mostra "Antonio Giulio Ambrosini", Galleria Bon: Milano, 1973 Mostra "Antonio Giulio Ambrosini", Galleria SM 13: Roma, 1974 Esposizione: "Art 6'75", Basilea (Svizzera), 1975 Mostra "Antonio Giulio Ambrosini", Galleria del Naviglio: Milano, 1976 Mostra "I Maestri Veneti del Novecento", Venezia, 2011 Mostra "Da Rauschenberg a Jeff Koons. Lo sguardo di Ileana Sonnabend", Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro: Venezia, 2014 Mostra: "Spazialisti a Venezia", Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa: Venezia, 2018 Mostra: "Esempi di arte veneta e lombarda": Padova, 1975 Opera: Fondazione Musei Civici di Venezia – Ca’ Pesaro, Antonio Giulio Ambrosini, Motivo / [ olio e tempera su tela, 58 x 77 cm ], Galleria Internazionale d’Arte Moderna, mostra permanente: Opera: Antonio Giulio Ambrosini, Mario Deluigi: presso la Stazione ferroviaria di Venezia, Venezia, 1955 Opera: Antonio Giulio Ambrosini "Superficie": presso la Fondazione Calderara, Milano
Note
Bibliografia Antonio Giulio Ambrosini, Prime considerazioni su oggetto e spazio in pittura, Libreria del Sansovino S.A editrice Venezia, 1945 Manifesto dell'arte spaziale, 1951 Manifesto del Movimento spazialista per la televisione, 1952 Antonio Giulio Ambrosini, Renato Cardazzo, Mario Deluigi: Venezia, 1964-1965 Arte a Venezia: 1938-1948: fermenti e segnali di rinnovamento, Giovanni Bianchi, 1965 Spazialismo: Arte astratta, C. Bertola, La fondazione Bevilacqua La Masa, 1996 Andrea Fabbri, Spazialismo veneziano, Spazialismo e dintorni. Venezia 1950-1960: “Gli anni del cambiamento”, catalogo della mostra, (Ferrara, Galleria Arte Più), Ferrara, Arte Più, 1999 Peripezie del dopoguerra nell'arte Italiana, Adachiara Zevi, Einaudi, 2005 Storia dell'arte contemporanea in Italia, Renato Barilli, Bollati Boringhieri, Torino, 2007 Lucio Fontana e lo Spazialismo a Venezia, Il sogno di Polifilo, 2010 Il panorama artistico delle venezie nel secondo dopoguerra, Dolores Del Giudice, 2016 Spazio veneziano, atmosfere friulane e luci giuliane, G. Granzotto Ricerche parallele, in Spazialismo a Venezia, T. Toniato
Voci correlate Spazialismo Lucio Fontana Mario Deluigi Astrattismo
Collegamenti esterni