Biografia Nato da un ramo di una famiglia aristrocatica bresciana stabilitasi in SiciliaRivista del Collegio Araldico: Ramo dei Longhena-Briggia in Famiglie nobili bresciane (1936), il suo nome completo era Girolamo FrancescoProgetto Antenati del Ministero dei Beni culturali: Archivio di Stato di Caltanissetta, Stato civile italiano di Caltanissetta, Volume Atti di Nascita del 1881, n.374 del 16 aprile 1881 su antenati.cultura.gov.it, ma si firmava come « Gerolamo ». Era figlio di Costanzo III Longhena Briggia (1825-1885) – avvocato di Brescia, consigliere delegato di prefettura a Caltanissetta e a Catania, più tardi prefetto a ChietiCostanzo Longhena Briggia su enciclopediabresciana.it – e di Concettina Benenati; suo fratello Giuseppe Longhena (1877-1913) fu collezionista commerciante di francobolli a CaltanissettaLa Trinacria: Annuario di Sicilia 1905-1906, Palermo, Le Chiavi - Cianciola - Pravatà Editori, p.617. e medicoAnnuario della r. Universita di Catania per l'anno accademico 1902-1903, Catania, Tip. Francesco Galati, p.164.

Iscritto nell'albo speciale degli avvocati italiani dal 1918, Gerolamo Longhena fu professore incaricato di diritto marittimo nelle Università di Catania e di Messina oltre che presso l'Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali di Catania (poi facoltà di Economia e Commercio)"Provincia di Catania", in Edoardo Savino, La nazione operante: albo d'oro del fascismo, profili e figure, Novara, Istituto geografico De Agostini, 1937, p. 672.. Tenne l'insegnamento del Diritto Commerciale e del Diritto Ecclesiastico nella R. Università di Messina e l'insegnamento libero e gratuito di Diritto Rurale e di Scienze Economiche ed Industriali nella R. Scuola di enologia e viticoltura.

Al posto del comm. Luigi Antonino Farina – prefetto a riposo – dal 5 ottobre 1933 fu inoltre podestà di Catania e più tardi nel 1939 preside della ProvinciaRomano Canosa, Storia dell'epurazione in Italia: le sanzioni contro il fascismo 1943-1948, Milano, Baldini e Castoldi, 1999, p.29. ISBN 88-8089-522-2. Fin dai suoi primi atti amministrativi il prof. Longhena si occupò della scuola e dell'O.N.B.. Tra l'altro, istituì il premio-tessera per gli alunni poveri che si distinguevano nei primi mesi di scuola per puntualità, disciplina e profittoDa un articolo tratto dalla rivista "I diritti della scuola", 1935, p. 78..

Sposò la nobile Teodolinda Gravina Cruyllas (†1948), dalla quale ebbe un figlio, Costanzo IV, lo stesso che fece parte del primo nucleo di 42 giovani della Sezione Fascista di CataniaGiorgio Alberto Chiurco, Storia della rivoluzione fascista, Firenze, Vallecchi, vol. IV, 1929, p.343.Il cugino, Costanzo Longhena (fu Giuseppe e di Anna Lucia Bertone), nato a Catania il 3 aprile 1907, fu tra i 101 ammoniti della città di Catania, con ordinanza del 23 agosto 1940, perché « riconosciuto non idoneo a sopportare il regime del confino per motivi di salute ». La CP di Catania nella seduta del 17 luglio 1941 deliberò la sospensione dell'ammonizione. Cfr. Salvatore Carbone e Laura Grimaldi, Archivio centrale dello Stato, Il popolo al confino: la persecuzione fascista in Sicilia, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, Ufficio centrale per i beni archivistici, 1989, p.308. ISBN 88-7125-005-2.

L'inaugurazione del Castello Ursino nel 1934 Il 20 ottobre 1934 – volutamente nella data successiva al giorno del dodicesimo anniversario della Marcia su Roma – fu inaugurato di pomeriggio il tanto atteso Museo comunale del Castello Ursino di Catania, suggellato dalla visita di Vittorio Emanuele III nella città dell'Etna, in occasione dell'apertura del nuovo spazio museale e culturale, grazie alla volontà (fin dagli Anni Venti del XX secolo) di eminenti personaggi tra i quali lo scrittore Federico De RobertoFederico De Roberto, Il patrimonio artistico della città. Il Castello Ursino, « Giornale dell'isola », Catania, 8 maggio 1927; l'articolo faceva parte di una serie di articoli raccolti ora in Federico De Roberto. Il patrimonio artistico di Catania, a cura di Dario Stazzone, Enna, Papiro, 2009. ISBN 978-88-8521-428-6., in un edificio medievale a dire la verità che nel corso dei secoli era stato destinato a vari usiNel 1915 ospitò i prigionieri austro-tedeschi della Grande Guerra. Cfr. Lorenzo Vigo-Fazio, Il nuovo Museo civico di Catania: il Castello Ursino attraverso i secoli, in «La cultura moderna. Natura ed arte», a. XLV, n.11, novembre 1936, p.545., e restaurato grazie alle intuizioni dell'archeologo Guido Libertini, dell'architetto Francesco Fichera ed altri.

L'entourage che accompagnò il re d'Italia nel momento dell'inaugurazione a Catania era composto da Francesco Ercole, ministro dell’Educazione Nazionale, da Guido Beer il nuovo Prefetto di CataniaS.E. il Cavaliere di Gran Croce Beer era stato capo di gabinetto della Presidenza del Consiglio dei ministri dal 4 maggio 1928 al 3 maggio 1933. Poi fu incariato prefetto della provincia di Venezia, quindi destinato ad esercitare le sue funzioni nella provincia di Catania, a decorrere dal 14 settembre 1934. Fonte: Patrimonio.archivio.senato.it / Ministero dell'Interno, Bollettino ufficiale del personale, anno XLIII, n.28-29, 1°-11 ottobre 1934, p. 773., e dal podestà professor Longhena per il Comune di Catania. Assiamo a loro ci furono pure Costanzo Ciano, presidente della Camera, quello del Senato Luigi Federzoni, il quadrumviro Emilio De Bono, ministro delle Colonie, il siciliano sottosegretario di Stato alle Comunicazioni Ruggero RomanoAvvocato, deputato, dal 20 luglio 1932 al 24 gennaio 1935., il generale Demetrio Asinari di Bernezzo, l'onorevole Renzo Morigi in rappresentanza del Direttorio Nazionale del Partito, il segretario federale Vincenzo Zangara, il ministro della real casa Alessandro Mattioli Pasqualini. La congrega fu accolta dal senatore catanese Giovanni Romeo Delle Torrazze, aiutante di campo onorario di Sua Maestà, dalla principessa Lotty Rosso di CeramiLa nobildonna Charlotte-Thérèse Heckmann, detta « Carlotta », nata a Berlino nel 1879, vedova di don Giovanni Battista Rosso di Cerami (1873-1917), XI principe di Cerami., dama di Palazzo della Regina, dalla signora Teodolinda Longhena, dai senatori Pasquale Libertini e Gioacchino Russo, dall’onorevole Gaetano Pirrone, da Roberto Vincenzo Paternò Castello e Rizzari (del fu Giuseppe Vincenzo), XI principe di Biscari (1872-1947) – cugino di Roberto Vincenzo (1860-1930), X principe di Biscari, ultimo erede dell'antico Museo Biscari di CataniaGiovanni De Gaetani, Le vicende del passaggio del « Museo Biscari » al Comune di Catania, « Rivista del Comune di Catania », maggio-giugno 1930. –, dal generale Antonino Grimaldi di Serravalle. Sarà il citato prof. Libertini dell'Università di Catania a fare da cicerone speciale alle storiche personalità in visita, illustrando gli allestimenti delle sale del pianterreno e del primo piano del Museo.

Per tutto il ventennio rimase affissa al Castello Ursino una lapide del 1934, oggi in parte alterata per sempre nelle righe finali cancellate nel secondo dopoguerra.

Si leggeva un tempo scritto nella lapide la seguente iscrizione:

Anniversari civici Gerolamo Longhena si apprestò a festeggiare altre due solennità che bene a ragione potevano essere definite i due punti più salienti delle tradizioni secolari e della storia intellettuale ed artistica di Catania: la ricorrenza del V centenario della fondazione (1444-1934) dell'Università di Catania – fu filmato dalle cineprese dell'Istituto Luce – e quella del Primo centenario della morte (1835-1935) del musicista e compositore Vincenzo Bellini.

Albero genealogico del Ramo Longhena-Briggia di Catania

Onorificenze

Opere Compra-vendita tra commercianti: I principi e le regole fondamentali, Catania, Tip. S. Monachini, 1922 Ordinamento giuridico della nave e regolamento della proprietà navale, Catania, Tip. S. Monachini, 1922 La responsabilità dei proprietari di navi per danni alle persone, Catania, La Stamperia, 1924 Corso di diritto marittimo tenuto nell'anno accademico 1928-29, edizione 2ª, edita a cura del G.U.F, Messina, Gruppo Universitario Fascista, 1929 Corso di diritto marittimo: tenuto nell'anno accademico 1928-1929 presso la R. Università di Messina, Catania, Gruppo universitario fascista, 1933 Consiglio provinciale dell'economia corporativa, Catania, Usi e consuetudini commerciali ed agrarie della provincia di Catania; prefazione di Gerolamo Longhena, Catania, Tip. F.lli Viaggio-Campo, 1933 Dagli statuti delle Repubbliche marinare al progetto del Codice marittimo: prolusione al corso di diritto marittimo inauguratosi il 6 dicembre 1932 nella nostra università, Catania, Tip. F.lli Viaggio-Campo, 1933 Catania nei suoi commerci e nelle Sue industrie: Discorso inaugurale di g. L. (r. Istituto superiore di scienze economiche e commerciali di Catania), Catania, Tip. La Milanese, M. Fischetti, 1934 Regime giuridico della pesca, Torino, Unione Tipografico-Editrice Torinese, 1939

Note

Categoria:Cavalieri dell'Ordine della Corona d'Italia Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Catania Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Messina Categoria:Famiglia Longhena