Tell es-Sawwan (il "tell di selce") è un importante sito archeologico del Neolitico ceramico (6300-5400 a.C. ca., appartenente al periodo di Samarra. Si situa nella Mesopotamia centrale, nella provincia di Saladin, in Iraq, a nord di Baghdad e una decina di chilometri a sud di Samarra.
Il sito è principalmente un insediamento abitato nel quale si sono successe le culture Ubaid, Hassuna e Samarra, con alcune successive tombe babilonesi. È considerato il sito tipo per la cultura di Samarra.
Descrizione Tell es-Sawwan è un tell ovale di di lunghezza per di larghezza con un'altezza massima di che si trova all'inizio della pianura alluvionale mesopotamica. L'altura principale era circondata da un fossato difensivo profondo tre metri e da un robusto muro di mattoni di fango. L'abitato era costituito da grandi case e altri edifici — probabilmente dei granai. Il tell appare con ripide pendici, ma non è escluso che in epoca protostorica fosse una collina che declinava leggermente verso il Tigri.
Gli abitanti di Tell es-Sawwan erano agricoltori che utilizzavano l'irrigazione del Tigri per i loro raccolti, poiché le precipitazioni erano scarse e irregolari. Coltivavano cereali (orzo, grano) e lino, abbinati all'allevamento di ovini e caprini, mentre la caccia (gazzella e uro), la pesca e la raccolta rimanevano importanti complementi alla loro sussistenza. Usavano strumenti di pietra e selce simili a quelli della cultura Hassuna. La loro prosperità, probabilmente basata sull'affidabilità dei campi irrigati, è testimoniata dalla presenza di pregiati articoli samarrani e di bellissimi vasi di marmo traslucido.
Le tombe sotto pavimento di adulti e bambini contenevano statuette in terracotta e alabastro rappresentanti donne e uomini in pose diverse; alcuni di queste avevano gli occhi e le teste appuntite tipiche del periodo Ubaid.
Scavi Il sito è stato scavato da una squadra della Direzione generale irachena delle antichità durante sette stagioni, tra il 1964 e il 1971, durante le quali venne messo alla luce il villaggio neolitico fortificato. Diversi archeologi si sono susseguiti alla direzione dello scavo: B.A. as-Soof, F. el-Wailly, Kh. al-Adhami, Gh. Wahida, B. Al-SoufW.Y. al-Tikriti. Seguirono, nel 1985, un'altra campagna di scavi diretti da D. G. Youkhana, e in seguito, nel 1989-90, intervenne una squadra francese diretta da Catherine Breniquet. Rimangono irrisolti problemi sull'esatta cronologia del sito, a causa delle diverse direzioni degli scavi non sempre coerenti fra di loro, di problemi nei rilievi stratigrafici e la presenza di fosse recenti che perturbano la stratigrafia.
I primi livelli (I e II), poco conosciuti, hanno portato alla luce ceramica di tipo Hassuna, ma è possibile che siano più antichi. Da quanto si può dedurre dai rilievi stratigrafici, le abitazioni hanno un'architettura a pianta tripartita. Al di sotto di questi livelli sono state rinvenute sepolture, molte delle quali scavate sotto le abitazioni, che hanno dato importanti materiali archeologici, in particolare delle statuette femminili.
A partire dall'inizio del livello IIIA, che corrisponde al primo periodo di Samarra, la struttura dell'insediamento cambia: un muro di cinta rettangolare circondato da un fossato racchiude l'insediamento, la cui organizzazione è chiaramente pianificata. Nei livelli IIIB e IV, alcuni edifici vengono apparentemente trasformati in granai e lo spazio occupato dall'abitato si espande fino a toccare le fortificazioni. Le case di questi periodi sono realizzate in mattoni di fango, con una pianta molto simile ("a T" secondo l'analisi di C. Breniquet), con due grandi stanze e locali di servizio adiacenti, e possono contare fino a 10-12 stanze.
L'ultimo livello, il V, è molto eroso e poco conosciuto; ha restituito ceramica Halaf ed è quindi più recente e apparentemente senza continuità con i livelli precedenti.
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Note
Bibliografia
Voci correlate Choga Mami
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